Nel lungo tramonto blu
del deserto blu
il loro grido sembrava nascere dalla notte stessa
quale tremendo e bellissimo
- come il carnivoro fiore…
In questo scorticatoio
- e tra i flegmi,
tra le materie umide
de la bruciata cosa-
dagli sconsolati abissi
faceva ora parlare tutti gli dei,
- e in stato di agonia:
implorava il trionfo continuo della vittima,
nella irreparabile sopravvivenza
(nel rappreso gelido sangue)






Il dolore e la denuncia diventano oggetto di un’analisi spietata posti sotto il microscopio che dilata essenza, colore e formazione.
Solo Dominique sa scrivere e interpretare la crudeltà dell’uomo sul’uomo senza cedere di un solo lemma al pietismo.
Narda
Dominica scrive di fuoco, i suoi versi bruciano.
Spesso mi chiedo quale anima forte sia dietro le sue parole. Avverto la sofferenza dignitosa che non lascia alcuno spiraglio al pietismo, proprio come dice Narda.
E forse proprio per questo, più che se urlasse, trafigge l’anima.
Cristina
Grazie molte a : poetella, abbaschia, cristina bove, lallaerre…. grazie!
carissima narda, devo dirti che mi “colpisce” davvero molto ciò che tu mi dici nella tua straordinaria ( per me importante) chiusa.. grazie assai un bacione a te
Il grido che “sembrava nascere” anche sembra qui mai compiersi né completamente incrinare, rappreso anch’esso, non deflagra, non denuncia né reclama, ma rimane persistentemente echeggiante, legato alla sopravvivenza “irreparabile”,( nel senso di continuamente in agonia, mai morta come sopravvivenza, dunque mai vita piena né conclusa). Di nuovo una poesia che brulica di un prodursi esistenziale verme – grido,che è, allo stesso tempo, carnivoro della carme entro la quale si produce. Ci si inquieta leggendo, ci si sente morsi senza guarimento.
ciao
anche tu, cara Cristina, mi hai fatto un bellissimo commento, mi trovo nelle considerazioni sui versi di fuoco che bruciano … inoltre sono onorata quando – come fai tu- si accenna a questioni di “anima”che eventualmente si potrebbero ritrovare in ciò che cerco di esprimere… grazie tantissime … un abbraccio
carissima margherita, lo ammetto:trovo il tuo modo di “entrare in argomento”espresso in modo completamente originale , espressivamente intendo, come scrittura, e del tuo acuto argomentare a proposito di questo testo la parte riassuntiva che in particolare metti alla fine “inquieta” pure me( talmente è lucida a riguardo, diciamo:-))
( e poi che bello quel “ci si sente morsi senza guarimento”!!
!
grazie tantissime ti sono grata … ciao1
ringrazio davvero mariagrazia galatà, baci /lucetta, ancora margherita:-))
voglio ringraziare: sonoqui, Anima Tonda
un saluto a voi
ringrazio- una volta di più- marina raccanelli
un carissimo saluto
Dominica, poetessa della parole viscerali, dei “flegmi” nati nel suo sangue, dalle sue grida di fuoco.
Sempre passionale e appassionante.
Sara
quello che mi regali, carissima sara, lo trovo un commento molto bello ( e nei miei confronti e per ciò che cerco di dire) vi è una certa- sia pure tortuosa- passionalità:dici bene!!
grazie molte e un caro affettuoso saluto a te, ciao