Roselline selvatiche


 Ho scoperto in campagna un cespuglio

di roselline selvatiche

sopravvissute al tempo ed all’incuria:

hanno foglie seghettate

una corolla piccola e sfogliata

un colore che ricorda i petali dell’alba

e un profumo…!

che sembra concentrare dentro sé

l’infanzia e lo stupore

il canestro ricolmo

di spighe e di papaveri

che a dieci, quindici anni

ti promette la vita

con sfrontata gaiezza.

Quel profumo per me

è come per Marcel Proust

la madeleine nel tè:

un’onda di ricordi si dipana

dal gomitolo stretto dell’oblio.

Mi vedo ragazzina

assaporare il maggio

tra lucciole e novene di rosari

la luna appesa al cielo

come una gran frittata

-fantastico uscire dopo cena

nell’aria ancora tiepida

di sole e di promesse-

oppure di giorno saltellare

sui cigli delle strade

ingombri di margherite gialle

il sole smagliante

di primavere intatte.

E dentro il petto

la fiducia incrollabile

d’una felicità futura

o forse già presente:

i genitori come sentinelle complici

i nonni miniere di tesori

gli amici ed i fratelli

compagni d’un viaggio

senza frenate brusche

saporito di corse

di ginocchia sbucciate

di panini col burro

di pomeriggi infiniti

con il cielo per tetto

aspettando di sera

il richiamo di mamma

per la cena già pronta.

Opera n°161406 di Liberodiscrivere

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9 risposte a Roselline selvatiche

  1. marinaraccanelli scrive:

    da “quel” profumo si dipana, verso dopo verso, un gomitolo di ricordi che compendiano in sè la fiducia intatta nella vita tipica dell’infanzia e della prima adolescenza. un tesoro di immagini e sensazioni da tenere ben stretto per sopravvivere nelle strettoie della vita matura
    apprezzata , molto!
    marina

  2. gisy scrive:

    Grazie, Marina delle tue parole: ho cercato appunto di rendere le sensazioni di allora, così come mi sono rimaste impresse nel ricordo…
    Penso sia stata proprio la memoria involontaria ad entrare in azione…quella di cui parla Proust e che è suscitata dai sensi (un sapore, un profumo, una musica)…
    Gisella

  3. sonoqui scrive:

    Sono tornata per un lungo attimo fanciulla , godevo della spensieratezza e del
    profumo
    Meravigliosa
    Gina

  4. cristina bove scrive:

    Spensieratezza incantata, appunto. Lirica semplicità.

  5. gisy scrive:

    Grazie a Gina e Cristina di essersi soffermate qui :-) buona giornata
    Gisella

  6. brezzadimare scrive:

    Una poesia delicata che mi ha fatto ritornare indietro nel tempo. Colori, sapori, profumi che mi sono appartenuti e che tu hai riportato alla memoria!
    Grazie Gisella per questi momenti lirici e pregnanti.
    Paola

  7. gisy scrive:

    Grazie a te, Paola, sono contenta della condivisione di sentimenti e ricordi:-)
    Gisella

  8. fattorina1 scrive:

    e da questa poesia leggiamo l’infanzia come una presa in carico dell’universo, con tutte le sue bellezze e senza pesi.Ci sono infanzie così, quasi incantate e altri, doloranti e piagate.Forse chi ha vissuto le prime può sorreggere le seconde.
    Narda

  9. gisy scrive:

    Sì, Narda, credo che tu abbia proprio ragione: un’infanzia serena è una corazza che aiuta a sopportare i dolori che la vita inevitabilmente riserva e a non soccombere al male senza giustificazioni, gratuito e inspiegabile…grazie
    Gisella

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