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Un attimo prima del temporale
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una pioggia lieve, ed il cedro,
ricamato nella sera con mille
e un punto, perde il suo contegno.
Perfino le pietre si mettono in cammino
per cercare una sponda. Solo i corvi
dai volti spogli e biancastri
decidono di rimanere. Strappano
il velo, che nasconde le cose,
come se ci fosse qualcosa da mostrare.
Ogni cosa ancora visibile richiama
l’invisibile, che resta per sempre
e in eterno invisibile, quando si abbatte
il temporale.
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È vietato sporgersi dal finestrino
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Anche l’ultimo treno pieno zeppo,
come se gli uomini dovessero fuggire.
Il controllore chiede di passare.
«Grazie», dice, «grazie, grazie»,
davanti a lui tutti sono certamente uguali.
Fuori i paesi prendono il largo
portando con sé gli animali.
Con noi viaggia un vento,
in cerca di fuoco.
Un uomo è affacciato al finestrino
e fuma. Ascolta il coro gigantesco,
che prova incessantemente nel buio.
«Grazie, grazie, grazie tante»
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Reality Show
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……………………………………………….per Peter von Matt
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Nel giardino adesso vivono lupi.
Commossi osserviamo
come si leccano le zampe sanguinanti.
Il loro odore si spande come gas.
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Uno ha un’anatra fra gli artigli,
un altro due merli. Uccelli scalognati.
Chiediamo consiglio alla natura,
ma il sole non si scopre,
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e la pioggia si è ritirata in centro.
Bestie affamate. I loro occhi s’illuminano
come inchiostro e sangue. Di notte giacciono
sotto il melo e digrignano
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forte i denti.
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A proposito dei sogni
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Mio nonno, un contadino sobrio
dalle mani aride come carta vetrata,
sosteneva di sognare per principio
i sogni di altri.
Erano tempi miseri, la guerra
aveva abbandonato le sue armi pesanti
intorno alla cascina, e molti avevano dimenticato,
quello che avevano dimenticato.
Si riusciva a rinunciare quasi a tutto,
a domande, a caffè e a calore.
Anche ai desideri per non disturbare
la quiete del mondo. Ma che qualcuno
sostenesse così seriamente
di riuscire a rinunciare ai propri sogni
era, anche da noi, il colmo.
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«Poco prima del temporale» si intitola la raccolta di Michael Krüger dalla quale ho tratto queste poesie, poco prima, quando il vento furioso comincia a soffiare e la natura delle nubi si addensa, scurisce e minaccia; poco prima, quando “perfino le pietre si mettono in cammino/ per cercare una sponda” e occorre dunque trovare riparo o mettersi a nudo o a uovo.
Ecco, poco prima, il noi di queste poesie, sospinto da “ un vento, / in cerca di fuoco”, come recita un verso bellissimo, scopre quanto gli sia vietato sporgersi ad indagare ciò che è fuori e che davanti al controllore, che pure dice “grazie, grazie” chiedendo di passare (e così facendo ci chiede di tra-passare…), “tutti sono certamente uguali”:
ugualmente uguali davanti alla natura che controlla, che è essa stessa il treno ansante dal “grazie, grazie” come uno stantuffo, per una relatività ristretta che limita e, anzi, preclude la possibilità di vedere fuori, magari che ci sia un fuori, perché, anche se i corvi “strappano / il velo, che nasconde le cose”, non è detto ci sia “qualcosa da mostrare” e, pure esistendo nel visibile il richiamo dell’invisibile, quest’ultimo è “in eterno invisibile”.
La vista dunque più in là non è possibile, adesso siamo ancora nel poco prima, e il qui e ora semmai è quel giardino dove “vivono lupi” e, dove pur chiedendo “consiglio alla natura“, “il sole non si scopre”. È un presente da “bestie affamate”, dagli occhi di “ inchiostro e sangue”, di pupille scure a presagire il temporale, bestie che non vedono se non per lampi, al più ascoltano “il coro gigantesco, / che prova incessantemente nel buio” e certo fanno parte del coro, ne sono dentro, perché più che la vista è l’ascolto che consente la coralità, quel colmo, così profondo e stupendo di “rinunciare ai propri sogni”, per “sognare per principio / i sogni di altri.”.
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poesie da Michael Krüger «Poco prima del temporale», traduzione di Gino Chiellino, edizioni Frassinelli, 2005
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Ad integrazione di questo post, l’ottima traduzione di Anna Maria Curci, che ringrazio moltissimo, di un’altra poesia della raccolta, postata con il testo originario, sul suo blog QUI
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mi sembra molto interessante.
mi piacerebbe conoscerlo meglio
Destano interesse e attenzione le poesie presentate e il tuo commento.
Spira un’aria da poco prima della fine, ma forse è solo una mia impressione.
Si vorrebbe anche sapere, se non è indiscreto, la provenienza dell’indovinata illustrazione alla bella poesia “Un attimo prima del temporale”: pare VEDERE l’aria di fuori.
Nella prima si avverte la sospensione “poco prima” del temporale. Immagini liriche originali. Post molto apprezzato
Grazie degli apprezzamenti! Michael Krüger è assolutamente da approfondire.
@Arnold, se passi con il mouse sopra l’immagine, esce il riferimento (in questo caso mi sono limitata a riportare in “grande” lo scorcio della copertina del libro)
Cmq è Winslow Homer: “The Coming Storm”,1901 tratta da wikipedia – bellissimo quadro, vero?
ciao
non lo conoscevo, e lo trovo molto interessante.
mi spinge ad approfondire.
grazie di questa opportunità,
cb
Poesie molto sobrie, asciutte e profondamente umane. Grazie per la segnalazione e per la presentazione, cara Margherita.
Davide Castiglione
Grazie, Margherita, per la tua scelta e la tua presentazione della raccolta “Kurz vor dem Gewitter” di Michael Krüger. Esattamente quaranta anni fa, nel 1972, Michael Krüger pubblicava le sue prime poesie e da allora si sono avvicendate molte raccolte e, fortunatamente, un bel numero di traduzioni in italiano. Trovo molto significative le parole che lo scrittore e critico svizzero Adolf Muschg,dedicò a Krüger, allorché questi, tedesco nativo di Wittgendorf, cresciuto a Berlino e ora residente a Monaco di Baviera, fu insignito del premio Peter Huchel per la poesia nel 1986:. Le ripropongo nella mia traduzione: “”Solo l’artista d’evasione trova sempre sul suo cammino la scarpa che vorrebbe far tranquillamente indossare a sé stesso e al lettore. Per l’amante dell’onestà troppe cose sopraggiungono e si frappongono: tra causa e e conseguenza, immagine e significato, io e tu, menzogna e verità, vita e morte. Di questi spazi intermedi trattano le poesie di Krüger”, (“Nur der Trivialkünstler findet auf seinem Weg immer den Schuh, den er sich und dem Leser getrost anziehen möchte. Für den Liebhaber der Ehrlichkeit kommt zuviel dazwischen: zwischen Ursache und Folge, Bild und Bedeutung, Ich und Du, Lüge und Wahrheit, Leben und Tod. Von diesen Zwischen-Räumen handeln Krügers Gedichte.”)
Ringrazio anche Cristina per l’interesse, Davide per l’apprezzamento (concordo con le tue determinazioni) e Anna Maria Curci per il preziosissimo apporto!. Questa versione italiana di “Poco prima del temporale” non porta prefazione o postfazione, solo una brevissima nota sul risvolto di copertina che nella parte finale dice che queste poesie sono “popolate di voci e ricche di suoni in attesa di un viaggiatore che li sappia percepire, ascoltare e decifrare. In attesa di un lettore che sappia rischiare l’incontro a voce, a cui il poeta non si nega mai [...]”
Un caro saluto e Buona Festa della Liberazione!
Dimenticavo…grazie anche per i I like!
Piacevole svelta immediata forma di comunicazione graffia curiosità di approfondimenti come richiesta d’infante.Ancora piacevole.
Sono molto “italiane”, non so perché mi viene di dirlo, forse meglio dire “di casa”, questa la mia sensazione immediata e senza mediazioni.
E anche: calme, riflessive (ma ho solo queste tre come riferimento).
Sì, umane, condivido.
Angela
grazie abbaschia e grazie Angela! un abbraccio
per tutti, ho integrato il post con il rimando ad un’altra poesia della raccolta, postata in originale e in traduzione di Anna Maria Curci : QUI sul suo blog (indirizzo http://muttercourage.blog.espresso.repubblica.it/cronache_di_mutter_courag/2012/04/michael-kr%C3%BCger-da-kurz-vor-dem-gewitter.html)
lo leggete nel post…
GRAZIE Anna Maria!!
molto piaciute queste poesie di un poeta di cui devo la scoperta a Margherita.Le sono molto grata per questa importante,emozionante segnalazione:
Grazie!
lucetta
Notevoli poesie, Margherita, queste di Kruger! La poesia tedesca ha questa essenzialità feroce che fa giustizia di troppe prolissità. Un abbraccio, Marco
@Lucetta, contenta che questo poeta ti piaccia. In questa raccolta è proprio l’udito a consentire il travaso dei paesaggi magnifici colti dalla vista. Il suono, l’udito, l’ascolto,…, ci sta a pennello, anzi a orecchio
il rimando alla tua ultima raccolta “L’emozione dell’aria” (https://rebstein.wordpress.com/category/lucetta-frisa/)
@Marco, grazie! concordo ampiamente sul “notevoli”. Vi sono, in particolare in questo libro, delle poesie che contengono temi a te, come autore e lettore cari, a partire dalla prima poesia “Ombre e luci” , fino a giungere alla parte IV dei “necrologi”. Trascrivo questo per Max Sebald
Max Sebald è morto
E’ morto uno scrittore,
in mezzo al testo.
Per consolarci
gli altri devono tacere,
ma non per sempre,
ma subito.
Ciao!