… “Bisogna essere capaci di tutto
( e con della freddezza
il grado più audace)
in questo universo stellato,
- in uno di questi immensi mondi
immoti congelati esangui”..
Il sole ardeva sui muri grigi
e sugli scarlatti campi
- fiorivano le rose dolcemente decapitate:
solo allora precisamente crollava,
nello smisurato scenario di cristalli della morte,
nel tessutale disfacimento
( un paesaggio fluviale,
una devastazione,
una città di martiri).
In una atmosfera esasperata
- di luce e di attesa
perfino quelle celle le appartenevano,
come a un essere remoto e latitante
spaventosamente compresso,
- lo sguardo suo già in una notte.
E drammaticamente esstrangolava:
che cosa mai si stesse poi lacerando,
nelle processioni di morbosa bellezza,
negli ipogei tutti
- in quelle tombe in cui non era ancora stata?…
( oh, quella idea di profanazione,
della oltranza
quel residuale esito..)
VILLA DOMINICA BALBINOT
-
Esiste qualcosa che ci spoglia, ci ottunde e spande attorno e dentro mala aria, ferisce lo sguardo e lo depriva, lacera la visione “solo allora precisamente crollava,/ nello smisurato scenario di cristalli della morte,/ nel tessutale disfacimento.
I campi scarlatti , di vita o di sangue o , ancora , di sangue che è vita , si sono fatti esangui, morti? mortiferi?.
E’ difficile penetrare nel guscio duro di questa splendida poesia , è strettamente connessa con una riflessione e uno sguardo personale che lascia trapelare frammenti, tessere, e il disegno resta nascosto, suggerito ma , forse, anche alieno.
Narda
Posso, carissima Narda, tenermi tutto, proprio tutto ( anche per come è esattamente espresso) il tuo commento, che proviene da un- tuo- sguardo profondo e puresso stratificato?
grazie tantissime a te per ciò. per il tuo dire
un caro saluto.. uno speciale abbraccio
Ma naturalmente, e che domande fai, cara Dominica…Se così vuoi , il mio commento è lì, pubblico e a disposizione.Anche l’abbraccio è contraccambiato con il calore che si deve quando la condivisione è tanta.
)
narda
Voglio anche ringraziare IImezzanotteII e arnolddevos!!
e torno a dire _ grazie a Narda( anche per la umanità calorosa direi
)
da dove arriva questa ìnfera voce, da quale luogo dell’essere? Un velo si è squarciato, almeno sembra, una visione quasi apocalittica, ma il mistero resta tale e lo spettatore-perché spettatori inermi noi siamo davanti a questo spettacolo – resta ancora accecato, ancora immerso in un mistero più fitto. La voce di Dominica è unica per le suggestioni notturne che suscita e più avanza il mistero e più avanzano i suoi versi con il loro andamento lento e solenne che sembra non interrompersi mai e più …”la tensione è esasperata/ di luce e di attesa…”
un abbraccio,Dominica
lucetta
che incredibile compendio , cara Lucetta, e del mio dire e dellla possibile atmosfera – definitivamente misteriosa e indefinita- in cui potrebbe venirsi a trovare un lettore che vi avesse a che fare: ci dovrebbe essere del vero nelle tue affermazioni – anche cercando io stessa di mantenere una freddezza di ragionamento a riguardo-(in quanto coinvolta) perchè al termine della lettura io medesima alcune volte mi vengo a trovare spossata ambiguamente ( anche se naturalmente ciò non fa testo, ehh
Grazie a te, carissima:-))( ti abbraccio e ricambio!)
a me colpisce quella doppia s di “esstrangolava” del passaggio “E drammaticamente esstrangolava: /che cosa mai si stesse poi lacerando”
mi sembra dare un senso di estremo avvolgimento che chiude l’involucro (“guscio duro” dice Narda) e nello stesso tempo crea il senso di bende dentro le quali qualcosa si compie o muta (nel modo lento e quasi spossante indicato da Lucetta), tanto che una volta aperte libereranno chissà se chissà quale crisalide.
Un’atmosfera carica, scarlatta (che è un rosso carico, feroce nel contenere la propria fermentazione), estremamente coinvolgente.
un caro saluto
ogni volta rimango coinvolta dall’acutezza critica di Margherita Ealla, che si addentra in ciò che va leggendo attraverso punti cruciali che poi dipana con modalità ( e con capacità di scrittura non indifferenti !!che consentono un approfondimento quasi rivelatore per l’autore in questione
Nel mio caso la ringrazio tantissimo per tutte le sue sottolinature.: oltre di quel”drammaticamente esstrangolava (che mi “suonava meglio) anche di questa sua chiusa dove parla di “un’atmosfera carica, scarlatta- che è un rosso carico , feroce nel contenere la propria fermentazione”
complimenti da parte mia alla cara Margherita( che ringrazio per l’apprezzamento
), oltretutto….un carissimo saluto… ciao