Il cielo


Magdalena Wanli

Il cielo sempre uguale sembra non leggere il tormento,
il respiro di lei che si fa affanno, scuote il petto,
fa tremare le mani che nel tempo passato erano rami
che si tendevano verso l’azzurro silenzioso.
Ma il cielo non ha porte e, se ascolta,
le sue orecchie sono quelle dell’erba o di una pietra.
Il cielo è vuoto, un palco in cui si avvicendano
il tempo luminoso e quello oscuro, e lo scenario cambia
come cambia il tempo, le stagioni, come si accalcano
stelle pianeti costellazioni e la luna silenziosa.
E’ un palco senza attori, senza storie, senza qualcuno
che le scriva o le racconti.
Ha parole secche sulle labbra.
Lei sta a guardarlo, a volte.
E’ lontanissimo, assente, ormai vuoto di senso.
Il cielo era preghiera.
Era la pioggia che scivolava sopra i vetri,
un pianto grande come il mondo, e poi era il silenzio
in cui si apriva il velluto piccolo dei fiori.
Era parole di carta, era canzone sussurrata,
era il sentiero erboso pieno di pietre e di sterpaglie
che si arrampicava su scale misteriose.
Il cielo era lei, la sua voglia di cantare sottovoce,
di stringere le mani della gente, era il suo sguardo
stupefatto quando nubi caracollavano nell’aria
e poi brucavano le stelle.
Forse il cielo finisce, come la speranza.

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Info su Blumy

Blumy nasce in un'isola antichissima del mar Tirreno, dove Arabi, Fenici, Cartaginesi, Spagnoli hanno lasciato qualcosa di sè. Ichnusa è l'orma di Dio su quell'isola e lei crede all'orma, crede al sandalo e non crede al Dio. Scrive i suoi vuoti, le sue domande senza risposta, le sue perdite, le sue sconfitte, la sua solitudine e i sogni andati a morire altrove. I suoi blog: Lettere senza destinatario http://letteresenzadestinatario.wordpress.com/ e Visioni http://visionariness.blogspot.com/
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16 risposte a Il cielo

  1. Blumy scrive:

    non capisco … nella ‘brutta’ c’è il more e l’immagine è ridimensionata, qui no :(

  2. nella home page è tutto a posto, Blumy:-)
    poesia suggestiva e splendida immagine!
    marina

  3. luigi paraboschi scrive:

    si legge molto bene e lascia un buon sapore sulla lingua mentale.
    grazie per il tuo cielo

  4. baci scrive:

    struggente poesia, Blumy, sempre fedele a te stessa
    mi piace molto
    buon anno con un abbraccio
    lucetta

  5. Blumy scrive:

    ho visto Marina, ma non so spiegarmi perchè. grazie del tuo gentile intervento

  6. Blumy scrive:

    grazie anche a Luigi a cui sono contenta di lasciare un buon sapore sulla lingua mentale

  7. Blumy scrive:

    grazie infine a Lucetta, sempre presente e sempre entusiasta. buon anno a tutti, Blumy

  8. Narda scrive:

    Cara Blumy, bella amara poesia di questo cielo che ci abbandona o siamo noi che lo abbandoniamo man mano che la realtà ci sottrae morso a morso l’universo dei sogni e delle speranze..
    Sii serena , Blumy, sei una gran “bella donna”.
    Narda

  9. Blumy scrive:

    Grazie, Narda, anche tu sei un gran bella donna, anzi, sei una grandissima bella donna, perchè hai cuore e intelligenza da far riapparire, almeno per un tratto, quel cielo che ci ha (o che abbiamo) abbandonato.

  10. Bellissima Blumy, c’è tutto: cruda realtà e disincanto, ma anche memoria, sogno, illusione, magia.
    E’ il nostro vissuto a riempire o svuotare il cielo, ma la speranza lasciamocela.
    Un caro saluto
    Gisella

  11. Blumy scrive:

    un caro saluto a te , Gisy, sempre sensibile donna e poeta

  12. cristinabove scrive:

    piaciuta molto
    la suggestvità dei versi pari all’mmagine
    e se le nuvole brucano le stelle… ci saranno prati di poesia, nel cielo.
    un abbraccio
    cri

  13. ad una rilettura, questa poesia mi riappare più intensa nel suo splendido crescendo; l’apparente remisività tonale diventa tristezza prima, e poi una sorta di disperata allegria, perchè ciò che sembrava perso viene evocato con immagini tanto vive da ri-creare il cielo perduto
    marina

  14. Blumy scrive:

    grazie della rilettura, Marina e delle nuove evocazioni che il mio testo ti ha dato

  15. Blumy scrive:

    un abbraccio anche a te , Cri. suggestiva anche la tua ‘visione’

  16. Sara Ferraglia scrive:

    “Il cielo era lei, la sua voglia di cantare sottovoce,
    di stringere le mani della gente, era il suo sguardo
    stupefatto quando nubi caracollavano nell’aria
    e poi brucavano le stelle”

    Splendido finale da cui estrapolo questa dedica d’amore .

    Sara

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