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Archivi Mensili: gennaio 2012

“Il colombre” di Dino Buzzati

31 martedì gen 2012

Pubblicato da gisy in Senza meta

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Tag

anniversario, Dino Buzzati, Il colombre, racconto



 

Quando Stefano Roí compí i dodici anni, chiese in regalo a suo padre, capitano di maree padrone di un bel veliero, che lo portasse con sé a bordo.«Quando sarò grande» disse «voglio andar per mare come te. E comanderò delle naviancora pi’u’ belle e grandi della tua. »« Che Dio ti benedica, figliolo » rispose il padre. E siccome proprio quel giorno il suobastimento doveva partire, portò il ragazzo con sé. Era una giornata splendida di sole; e il mare tranquillo. Stefano, che non era mai statosulla nave, girava felice in coperta, ammirando le complicate manovre delle vele. E chiedeva di questo e di quello ai marinai che, sorridendo, gli davano tutte le spiegazioni. Come fu giunto a poppa, il ragazzo si fermò, incuriosito, a osservare una cosa chespuntava a intermittenza in superficie, a distanza di due-trecento metri, incorrispondenza della scia della nave. Continua a leggere »

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Stati di assedio. Mariangela Guàtteri

30 lunedì gen 2012

Pubblicato da vivianascarinci in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Mariangela Guàtteri, Viviana Scarinci

≈ 7 commenti

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Anterem, mariangela guatteri, Poesia, Viviana Scarinci


su Stati di assedio, di Mariangela Guàtteri, Anterem Edizioni, Verona, 2011

di Viviana Scarinci

pubblicato su Carte nel Vento  n 16 , Anterem edizioni

[un dolore solo]

un frattàle di una nota
che organizza il tempo
e in ogni altra dimensione mg

Ascoltare Mariangela Guàtteri che legge Stati di assedio, fa delle parole un’enormità visibile: è fare esperienza dell’enormità di una visione inversamente proporzionale al numero delle parole usate per dirla. Stati di assedio è ideato, secondo precise restituzioni architettoniche a una gigantiasi, nel senso di deformità per eccesso, ben compresa nel singolo dettaglio e riprodotta secondo precisi stadi. In questo lavoro, che l’autrice stessa definisce articolato dalla paura, la costante a stordire del terrore è arginata da un controllo lineare in un assemblaggio plausibile che risolve l’espressione algebrica dell’emotività innescata nel concetto di paura. Nel pixel infinitesimo di un frantume verbale c’è già l’affresco di tutta l’opera. Ma non su di uno schermo. Tutto l’affresco della Guàtteri non si compone per schermate. Continua a leggere »

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E il topo rise. Nava Semel a Roma il 30 gennaio. Casa delle letterature.

29 domenica gen 2012

Pubblicato da Giusi Meister in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Nava Semel

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autori israeliani, nava semel, shoah


Il topo, secondo uno dei miti sulla creazione, aveva chiesto a Dio il dono della risata, ma ben presto si era reso conto di quanto fosse miserabile questo dono.

Il romanzo ‘E il topo rise’ è articolato in 5 parti, composte in 5 diversi stili letterari: storia, leggenda, poesia, fantascienza e diario, il tutto a coprire un arco di 150 anni. Inizia nel 1999 quando una nonna racconta alla nipote la storia di una bambina di cinque anni. La bambina era stata affidata dai genitori ad una famiglia di agricoltori polacchi che vivevano in un remoto villaggio per sottrarla alla furia nazista. Venne nascosta in una cantina di patate, al buio per circa un anno, con poco cibo, e venne violentata ripetutamente dal figlio dei contadini. Per sua compagnia, solo un topo.

La seconda parte è il diario della nonna, che getta più luce sul racconto della superstite così come sul titolo del romanzo. Il topo, secondo uno dei miti sulla creazione, aveva chiesto a Dio il dono della risata, ma ben presto si era reso conto di quanto fosse miserabile questo dono: “… In un mondo dove i bambini devono essere nascosti [...] il caos non è un semplice “difetto” incidentale, ma un completo collasso del sistema. Il mondo deve essere distrutto dalle fondamenta e ricostruito fin dall’inizio”. La nipote a sua volta racconta in classe la storia della nonna e innesca una catena di eventi che risuonerà per decenni a venire. Continua a leggere »

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VINCENZO CONSOLO E “RETABLO”

29 domenica gen 2012

Pubblicato da anna maria bonfiglio in Recensioni e note di lettura, Senza meta

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Consolo, letteratura, Retablo, romanzo


Quando un importante scrittore cessa di vivere, anche se su di lui è calato un velo di silenzio, improvvisamente tutti si ricordano del peso che ha avuto nelle patrie lettere. Di Vincenzo Consolo, come scrittore ma non come intellettuale, non si parlava più da un pezzo. E’ vero, la sua produzione letteraria era rimasta ferma a Nottetempo, casa per casa, opera vincitrice di uno Strega nel 1992; il successo de Il sorriso dell’ignoto marinaio si era spento negli anni ottanta, ma  Retablo, vero e proprio capolavoro di linguaggio e di visionarietà, aveva suscitato una nuova vena di emozioni per la sua narrazione dalla struttura complessa e scenografica, come appunto i retablos spagnoli. Ricordo una lettura di brani di questo romanzo allo Spasimo di Palermo, (quando a Palermo era ancora possibile godere di eventi culturali seducenti), teatro di suggestiva atmosfera per il testo ammaliante ed evocativo di Consolo. L’evento fu tale che per l’occasione una nota cantina vinicola siciliana produsse un vino che chiamò proprio Retablo.

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L’eterno femminino ci porta verso l’ alto (Goethe)

26 giovedì gen 2012

Pubblicato da paolapluchino in Senza meta

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Chiara: Fe e Male, due anime in sfida dentro il corpo, l’anima, la creatività della donna. L’una, l’istinto razionale che muove dal sé andorgino, si sprigiona nell’uso di materiali maschili, nell’uso di figurini che modellano geometrie; l’altra Fe, è l’anima arcana e recondita del femminile che attraversa le sue opere con fare delicato e sottile, rivelando la piega segreta del sospeso, della favola platonica delle ombre, del teatro a marionette. Queste due anime, congiungono il verso nel gesto che presenta l’artista, raggiungibile a questo indirizzo. Chiara, ci ricorda molto una frase di un grande dell’arte contemporanea italiana, non per la resa espressiva, quanto per il pensiero che sottende a entrambi i lavori: parliamo di un male, parliamo di Michelangelo Pistoletto, che nel 1967 nel suo Le ultime parole famose – la speculazione scrisse:

Quando un uomo si accorge di avere due vite, una astratta in cui sta la sua mente e una concreta, in cui sta pure la sua mente, o finisce come il pazzo che, per paura, nasconde una delle sue due vite recitando l’altra, o come l’artista che non ha paura e le rischia tutte e due.

Paola Pluchino The Artship

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L’algebra della vita di Ivano Mugnaini

25 mercoledì gen 2012

Pubblicato da luciannaargentino in Lucianna Argentino, Racconti, Recensioni e note di lettura

≈ 8 commenti

Tag

@ Francesco Marotta, Greco & Greco editore, Ivano Mugnaini


Gli sviluppi nel corso del tempo dell’arte del racconto hanno evidenziato e messo definitivamente a fuoco una precipua caratteristica del genere: il suo essere, in buona sostanza, un banco di prova ineludibile per chiunque coltivi ambizioni di scrittura fuori dal circuito della serialità programmatica e dalle secche di una narrazione che si consuma, soprattutto oggi, nella pura e semplice rappresentazione del dato, nell’ordinario e rituale esercizio affabulatorio che ha come unico fine quello di raccogliere i frammenti del reale e di ricondurli a un paradigma teorico preesistente, canonizzato. Il corpo a corpo con la scrittura, nel caso del racconto, avviene invece in un tempo metamorfico non mai assolutizzato, in un paesaggio altro dove le coordinate non sono mai prefissate ma si definiscono, nella loro essenzialità, solo nel farsi del discorso, nell’oltranza della narrazione – alla presenza, silenziosa e discreta, della tradizione, che agisce come propulsore e catalizzatore di voci, attraverso i fantasmi che lascia emergere, a ondate, dalle acque mobili del suo mare inattuale. Esattamente quello che avviene in questo libro. Continua a leggere »

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Giorno della memoria. Scrittori israeliani in Italia: A.B. Yehoshua, Nir Baram e Nava Semel.

24 martedì gen 2012

Pubblicato da Giusi Meister in Narrativa

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Tag

Giorno della memoria, scrittori israeliani


Conferimento della laurea honoris causa ad Abraham B. Yehoshua il 27 gennaio a Pisa

Programma

Conferimento del Diploma di perfezionamento honoris causa
ad Abraham B. Yehoshua
Lectio magistralis
Abraham B. Yehoshua
The Holocaust as Junction

Dove
Scuola Normale Superiore
Palazzo della Carovana
A.B.Yehoshua, Conferimento laurea honoris causa. Scuola Normale Superiore di Pisa.
Sala Azzurra

Quando
Venerdì 27 gennaio, ore 15.00 Continua a leggere »

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Omaggio alla Giornata della Memoria

24 martedì gen 2012

Pubblicato da vivianascarinci in Viviana Scarinci

≈ 2 commenti

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Associazione PoEtica, Corrado Videtta, Edo Notarloberti, giornata della memoria, Libreria Libra, Morlupo, Rignano, Vivianan Scarinci


La libreria Libra & Associazione PoEtica

Sabato 28 gennaio dalle 18.30

Villa Samadhi, Rignano Flaminio

Un’intervista di Viviana Scarinci a Corrado Videtta degli ARGINE

1.   In che misura le tue esperienze precedenti ti hanno portato a concepire il progetto musicale ARGINE secondo collaborazioni cui è consentita, da come si evince dal vostro background, una contaminazione profonda e condizionante del risultato? Ossia che valore e potere ha per te il dialogo artistico in corso d’opera?

A dire il vero le mie esperienze musicali precedenti alla creazione del gruppo Argine sono poche, suonavo spesso con alcuni amici con cui mi esibivo alla chitarra e alla voce presso case private in occasione di feste e ritrovi. Avevamo circa sedici anni e affiggemmo in tutta la città dei volantini in cui ci offrivamo gratis solo per feste private. Invece di andare il sabato con i compagni di classe a mangiare la pizza, suonavamo in case meravigliose tra long drinks e belle ragazze. Ciò che ha formato il mio credo musicale è stato semmai lo studio della musica durante la frequentazione del Conservatorio. In quegli anni capii che usare delle dissonanze con il suono di strumenti tipo il violino o il sassofono soprano era più stimolante per me rispetto all’ utilizzo del suono distorto di una chitarra elettrica, benché ne abbia fatto comunque largo uso. Il valore della collaborazione per me è alla base del suonare. Il concetto di squadra mi piace. Applicato alle discipline artistiche o a quelle sportive o della ricerca in generale ritengo che conferisca una componente esaltante al risultato finale della rappresentazione. Continua a leggere »

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Francesco Bellomi: scritture musicali

23 lunedì gen 2012

Pubblicato da margherita ealla in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Francesco Bellomi

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Tag

Francesco Bellomi, musica, scritture musicali


prima pagina della "Fantasia" per Tuba e organo del 1986. Righe tracciate con pennino a 5 punte. Notazione con penna da calligrafia Scheaffer.

per ascoltare la Fantasia per tuba e organo del 1986 qui

.

[trascrizione]   [da “Parole chiave: trascrizione” qui]

.

Chi ha avuto la fortuna di avere qualche nonno o qualche vecchia zia, appassionati di musica, si sarà inevitabilmente incontrato con certi vecchi libri, dalla carta giallina e pelosetta, un po’ consumati vicino all’angolo della voltata di pagina, nei quali sinfonie, opere liriche, quartetti, concerti, quadriglie e valzer viennesi, aspettano pazientemente il momento di risuonare sotto le mani di un improvvisato duo pianistico. […] Chi ha avuto la fortuna di avvicinarsi alle grandi opere musicali del passato attraverso queste trascrizioni ha, di solito provato, emozioni indelebili e ha imparato sulla propria pelle in modo altrettanto indelebile la meravigliosa architettura delle musiche suonate. Erano spesso umili trascrizioni, opera di sconosciuti musicisti, che non chiedevano l’esecuzione pubblica ma che regalavano immense gioie ai lettori. [...] Continua a leggere »

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Non è che le manchi il suono, è che possiede il silenzio. Fina Garcìa Marruz

22 domenica gen 2012

Pubblicato da vivianascarinci in Fina Garcìa Marruz, Viviana Scarinci

≈ 3 commenti

Tag

Cuba, Fina Garcìa Marruz, Poesia, poesia ispanoamericana, prosa poetica, Viviana Scarinci


di Viviana Scarinci

Riferirsi all’acqua come tramite per intendere un transito autonomo che da una condizione conduca più che a un’altra, a una proprietà mutevole dell’essere. Riferirsi all’acqua come un elemento capace di una contaminazione che una sola goccia può infondere fino a permanere in chi è colpito, nel profondo, come un segno caduto per guadagnare una fuga dello sguardo su un passaggio conchiuso come quello quotidiano. E’ questo il battesimo essenziale con cui le cose si danno al loro Dio in un aspetto assunto solo per mentirsi. L’immagine di questa singola goccia, del potere che significa cadendo sul capo di una persona, definisce più che molte pagine, la poesia di Fina Garcìa Marruz. poetessa cubana nata nel 1923 e voce femminile tra le più significative della poesia ispanoamericana del secolo scorso. Il potere battesimale di una goccia d’acqua, caduta su una certa strada percorsa sempre, è in grado anche di cauterizzare l’elargizione di un entusiasmo, come di quelle magie eccessive che le persone si scambiano volentieri a dimostrazione di qualcosa. La goccia è una cattura magica dell’eccesso, stana dal sogno delle cose, per ridare loro una verosimiglianza al reale. L’esattezza della trappola cui la goccia ti destina o ti libera mirandoti, è data dalla pratica alchemica dell’acqua come se di volta in volta quell’unica goccia che ti colpisse dall’alto, fosse un distillato di innocenza, deprivazione, necessità, una metamorfosi del creato che secerne in una goccia lo stato d’anima più terribile, quello che monta un agguato sempre. Continua a leggere »

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“Il mio Afghanistan” di Federica Iezzi

20 venerdì gen 2012

Pubblicato da gisy in Testimonianze

≈ 11 commenti

Tag

Afghanistan, assistenza, cardiochirurgia, Federica Iezzi, guerra, mutilazioni, terrorismo


 

Ciao amica mia, come stai? E’ un po’ di tempo che non ti scrivo!!

Spero tutto vada bene. Come va a scuola? E i tuoi figli? E tu?
Io sono a dirigere la cardiochirurgia pediatrica-congenita a Kabul, in Afghanistan. In Africa sono stata bene, a parte qualche divergenza di pensiero sul management dell’ospedale, ma in ogni caso ho pensato ad operare il più possibile e alla perfezione. Adesso mi sto abituando all’Afghanistan, che è totalmente diverso sia politicamente che praticamente ad ogni altro posto. E’ un paese che soffre ancora parecchio per la guerra, ci sono edifici pieni di buchi di kalashnikov o crollati, polvere dappertutto. L’ospedale dove sono è un edificio degli anni ’70, ristrutturato e con tutto il necessario per far funzionare una cardiochirurgia, ma si sente che è un edificio che ha passato la guerra. Devi stare attento a parecchie cose, compresi gli accordi vari tra le fazioni (governo, talebani, mujaheddin, per non parlare delle “spinte” degli stati limitrofi Pakistan, India, Emirati Arabi). Non è proprio facile dirigere qualcosa qui, perchè devi avere contatti con tutte queste figure e devi cercare di incastrare tutto alla perfezione senza creare malcontenti. Un errore qua ti può anche far saltare in aria, da quello che ho capito. Ma per ora va bene, faccio il mio lavoro bene, opero praticamente solo bimbi, anche se mi è capitato qualche adulto e per ora ho risolto tanti problemi chirurgici che in questo posto non si sarebbero mai risolti. Conta che la “mia” cardiochirurgia è l’unica in tutto l’Afghanistan, per cui le persone arrivano da ogni angolo. Continua a leggere »

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the artship: Ferdinando Scianna punge la Sicilia

19 giovedì gen 2012

Pubblicato da paolapluchino in Paola Pluchino

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Palermo rievoca la sua memoria

Ferdinando Scianna e la Sicilia- “da porta a Porta” è il titolo della mostra inaugurata il 17 dicembre 2011, visitabile fino al 22 gennaio 2012 a Palermo. Oltre 70 fotografie in bianco e nero e a colori che raccontano le tradizioni dell’isola, la sua bellezza quasi carnale, le sue contraddizioni, l’immaginazione segreta che i suoi riti provocano.

Un neorealismo duplice non solo teorico, del costume e della luce, del sofisticato bianco e nero di merletti e lutti, di devozione e di folklore ma anche pratico e contingente. Continua a leggere »

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CARLA DE ANGELIS- note di Narda Fattori

18 mercoledì gen 2012

Pubblicato da vdbd2 in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Carla De Angelis, Narda Fattori, Poesia, Recensioni e note di lettura, Segnalazioni

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Tag

Carla de Angelis, Narda Fattori


Carla de Angelis, Mi vestirei di mare, Edizioni Progetto Cultura

Carla De Angelis non è nuova alla poesia: ha già pubblicato raccolte che hanno riscosso il successo dei lettori e di critici attenti, magari esterni a quel ristretto gruppo che decide chi è poeta e chi è scribacchino.
Personalmente considero Carla una poetessa autentica nell’ispirazione, nel contenuto , nell’uso del linguaggio terso e denso, chiaro e di spessa profondità.
Questo libretto raccoglie alcune poesie già uscite precedentemente in “Salutami il mare” ; “Diversità apparenti” , “Il resto ( parziale) della storia”, libro dialogato con Stefano Martello e “ A dieci minuti da Urano” e alcuni inediti. Continua a leggere »

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La straniera

17 martedì gen 2012

Pubblicato da vivianascarinci in Società, Viviana Scarinci

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Tag

Amal al-Juburi, antonella foderaro, Enheduanna, filosofi per caso, francesco colia, Joumana Haddad, lilith, pier paolo pasolini, poesia arba, Rita El Khayat, Viviana Scarinci


di Viviana Scarinci

Su un memorabile articolo che Antonella Foderaro scrisse qualche tempo fa, l’autrice condusse un’avvincente disamina sulla figura dello straniero. Circumnavigando  tematicamente Pasolini, attraverso uno dei suoi racconti più intensi come Atti impuri, la Foderaro culminò il discorso in questi termini “Non è più sufficiente parlare di razzismo (in tutte le sue declinazioni), gridare e piangere l’ingiustizia del sistema, poetizziamo piuttosto, “reinventiamo” il linguaggio, solo così rivoluzioneremo il sistema che abbiamo ereditato e che ci veste male, anzi che denuda le nostre deficienze.” La mancata poetizzazione del linguaggio denuncia quindi le nostre deficienze anche sociali. Questo in primo luogo però dovrebbe rassicurare sul fatto che la poetizzazione delle cose è accessibile almeno quanto la facoltà che  tutti hanno di cambiare il linguaggio attraverso cui si esprimono, seguendo un’evoluzione non solo mimata. La terminologia corriva, il ripetersi di immagini che riducono il pensiero a stereotipi svuotati di senso, imprigionano in una deficienza che non crea vera azione o che rende le azioni inaccessibili al cambiamento, e il linguaggio incapace di rinnovare un senso delle cose che pure essendo il medesimo di prima, prende le sfumature precipue del caso in ogni minuzia e solo in ciò trova la differenza che permette di narrare una storia vera. Non ho potuto pensare che questo quando mi è stato comunicato che il tema del secondo numero della rivista cartacea Filosofi per caso, di cui Antonella Foderaro è cofondatrice insieme a Francesco Colia, sarebbe stato Lo straniero. Continua a leggere »

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“Il lungo sonno di Giulietta” di Laura Leoni

16 lunedì gen 2012

Pubblicato da gisy in Racconti

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Tag

Giulietta e Romeo, Laura Leoni, Verona


 

         Appesantita di veli, l’ombra di Verona nutre il pensiero di Giulietta nell’idea del suo decesso. La notte e il giorno in un crescente squilibrio, avvicendano notti nei giorni e giorni nelle notti. Con la cuffia slacciata e le labbra ancora bagnate, adagiata su un letto di marmo, Giulietta dorme in un’apparenza di morte.

   Nella cripta dei Capuleti, un profumo di gigli si disperde tra le colonne e circonda la veste cremisi, sorretta agli orli da babbucce di raso. L’ombra veglia e condivide nelle ore quel sogno, nel lungo sonno di Giulietta aprendosi ala al suo fianco.

   Smagrita, in un colore livido, cosparso di rosa sulle guance, Giulietta si consuma d’amore, aspettando Romeo. Continua a leggere »

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Carlo Gravino: “Il dio imperfetto”, Palomar, 2010

15 domenica gen 2012

Pubblicato da Bartolomeo Di Monaco in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Carlo Gravino, Di Monaco Bartolomeo, Recensioni e note di lettura, Segnalazioni

≈ Commenti disabilitati


Nelle scarne note di copertina si apprende che l’autore, classe 1958, haal suo attivo un romanzo scritto nel 2003: “Le Storie e gli Eventi”.
Vive a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, un paese che conosco grazie alle opere di un amico che vive a Lucca e che nacque proprio lì tanti anni fa, Dino La Selva, ora medico in pensione, figlio di Giovanni, che fu prefetto anche di Lucca, letterato pure lui (tradusse “I fiori del male” di Baudelaire). Chi sa se Gravino, molto più giovane, non lo abbia conosciuto in occasione dei suoi ritorni al paese, di cui ha molto narrato (“Fiabe di Capitanata” e “Racconti minimi di San Marco in Lamis e dintorni”, ad esempio).
Anche nel romanzo di Gravino si narra del ritorno al paese natale del protagonista Marco in occasione della morte della nonna aterna. È inverno, fa freddo, cade la neve: “Il vento faceva vibrare i vetri degli alti balconi e vi attaccava sopra schegge di nevischio.” Niente di più naturale abbandonarsi ai ricordi, srotolare la memoria. È ciò che accade a Marco, un uomo di successo che però ora è turbato dai rimorsi di non aver curato come doveva l’affetto che la nonna nutriva per lui. Continua a leggere »

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Premio Letterario ULTERIORA MIRARI II Edizione

14 sabato gen 2012

Pubblicato da Molesini in Concorsi, Poesia, Segnalazioni

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Tag

concorsi letterari, premio letterario, Silvia Molesini


Le Edizioni Smasher, il Gruppo Editoriale dell’Associazione Smasher, sono liete di annunciare l’istituzione della Seconda Edizione del Premio Letterario “Ulteriora mirari”.

Il premio è diviso in 4 sezioni

a) Monografie
b) Tripodi
c) Mosaici
d) Letteratura in fasce

Alla sezione Monografie possono partecipare per la poesia: poemi, raccolte poetiche; per la prosa: racconti, raccolte di racconti.

Alla sezione Tripodi – che intende aggregare (per comunione d’intenti, tematiche, cifre stilistiche, etc.) tre autori all’interno della stessa pubblicazione – possono partecipare per la poesia: poemetti e raccolte poetiche brevi; per la prosa: un racconto breve, raccolte di micro-racconti.

Alla sezione Mosaici (Antologia di prosa e poesia) possono partecipare da 1 a 5 componimenti per la poesia; da 1 a 3 micro-racconti per la prosa.

Alla sezione Letteratura in fasce possono partecipare per la poesia: poemi, raccolte poetiche; per la prosa: racconti, raccolte di racconti. La sezione è riservata ad “opere prime” e ad Autori che hanno all’attivo, al massimo, una sola pubblicazione monografica cartacea. Continua a leggere »

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Fascino di un labirinto di Lucetta Frisa

13 venerdì gen 2012

Pubblicato da lucetta frisa in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Poesia, Recensioni e note di lettura, Sandro Montalto

≈ 9 commenti

Tag

Lucetta Frisa, Recensione e nota di lettura, Sandro Montalto


.

per Il segno del labirinto di Sandro Montalto (la Vita Felice, 2011)

.

Un andare da qualche parte per andarci
senza arrivare dove nemmeno saprei:
questo è il mio camminare di notte,a volte,
fermo, fissando una rassegnata pozzanghera
attento ai rumori consueti di notte
così più lontani del solito.
La notte è sacra perché è per pochi
è rara perché sempre identica nella mente
di chi la conosce come una pausa da vivere…
.

Il segno del labirinto è, come quello della spirale, il segno della vita, del suo andamento en avant, che gli antichi si immaginavano proteso verso un centro: il centro alludeva all’autorità divina e secolare, a un esito tangibile e visibile del viaggio esistenziale mentre la spirale alla trasmissione ininterrotta dell’asse ereditario (ora lo chiamiamo dna); quindi le cause avevano i loro corrispondenti effetti, la partenza un arrivo, il problema la sua soluzione e Dante parlava di ”legge del contrappasso”. I labirinti conducevano sempre da qualche parte. Alla fine del viaggio argonautico non risplendeva, rivelato, il Vello? Il movimento entropico della terra aveva un senso definito, tutto almeno lo faceva supporre, o ci si illudeva lo fosse. Il rinascimento aveva lasciato la sua traccia. Ora, se dovessimo esprimere l’esistenza con una metafora, non so se ancora la mente si affiderebbe a questa icona grafica: così come una città che ormai è tutta decentrata, tutta una periferia, e non si individua più qual è il suo centro e dov’è. E’ un labirinto dispiegato, squadernato, e il centro può essere dovunque, nascosto o visibile. Ma questo nostro viaggio umano resta pur sempre un mistero (non a caso Montalto lo localizza nella notte e la notte, per chi lo vuole, continua a essere sacra): mistero chiuso in se stesso, irrivelabile e che nel tempo si mantiene tale, oppure enigma che, al contrario del mistero, contiene una soluzione finale che verrà rivelata? E ci si chiede cosa è adesso questo nostro viaggio e cosa sarà poi, e soprattutto come ipotizzarlo, visualizzarlo e quindi perseguirlo. Procede per illuminazioni e lampi casuali e non progressivamente, simmetricamente. Così il tempo, che non è più lineare, ma frammentario, zigzagante. Tuttavia il segno del labirinto resta comunque quello dell’inizio, forse di tutti gli inizi: si procede, al buio, da uno stato potenziale e confuso per poi, a tratti, illuminarsi e ricadere nel più fitto mistero. Guardiamo lo scarabocchio del bambino che per la prima volta “segna “ il suo territorio: non traccia su un supporto qualsiasi un oscuro labirinto? Per non parlare di quello che ci mostrano le cortecce degli alberi e che regolarmente procede a spirale, anno, dopo anno. Il tempo arboreo sembra ordinato e costante, e ancora, per fortuna lo è – un cerchio dentro o dietro l’altro. Ora il nostro labirinto contemporaneo – svincolato dalla natura – presenta larghe fessure e sfaldamenti, i suoi cerchi si allargano mescolandosi, sgretolandosi e si trasformano in arcipelaghi: l’acqua è invasiva dappertutto. Siamo esseri “liquidi”, così ci ha definiti Baumann. Continua a leggere »

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La magia dei libri

12 giovedì gen 2012

Pubblicato da Sara Ferraglia in Senza meta

≈ 4 commenti

Tag

libreria, magia, Notte


Guardate cosa succede la notte nella libreria Type books di Toronto.

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Non mettete l’olio al cancello – Racconto di Brunella Gasperini

11 mercoledì gen 2012

Pubblicato da sandrapalombo in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati

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Tag

Brunella Gasperini, racconto


C’era un tempo,negli anni ’70, in cui le riviste femminili pubblicavano racconti. Una delle firme più amate era Brunella Gasperini della quale ho ritrovato, in un vecchio cassetto di mia madre, questo racconto. Non so da quale rivista sia stato ritagliato perché non ci sono indicazioni, ma solo le pagine,da 257 a 273 e l’illustrazione che lo precedeva. Una delle caratteristiche della scrittura della Gasperini era l’ironia che non manca neppure in questa storia.

 

NON METTETE  L’OLIO AL CANCELLO

Racconto di Brunella Gasperini


 
“Eccoti arrivata” dice la Voce che mi accompagna. Non so che ora sia, né che giorno. Nel luogo da cui sono partita il tempo è sempre fermo, minuti e secoli hanno lo stesso valore: è una barba, secondo me. Sarà perché non mi ci sono ancora abituata. Loro me lo dicono sempre: non con rimprovero, ma con una dolce, distaccata pietà. “Non sei una di noi” dicono le loro grandi, lievi facce d’aria; “Non ancora.”
È vero. Non sono una di loro. Ho lasciato troppe cose quaggiù, compreso il mio cuore, tutto intero. Credo che sia per quello che loro mi hanno dato questa specie di vacanza: perché venissi a riprendere il mio cuore per portarlo Lassù, a diventare come il loro: immutabile e sereno e fatto d’aria, come il loro. Ma io non lo riprenderò, il mio cuore. Non gliel’ho detto per paura di perdermi la mia vacanza, ma il mio cuore resterà sempre attaccato alla terra e alle cose e alle creature che ho amato: sempre. Io non sarò mai come loro.
“Adesso va” dice la Voce. “Ma quando la luna sorgerà, dovrai tornare.”
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da “Lunch poems” di Frank O’ Hara

10 martedì gen 2012

Pubblicato da margherita ealla in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Frank O' Hara, Poesia, Segnalazioni

≈ 20 commenti

Tag

Frank O' Hara, Letture, margherita ealla, Poesia


Larry Rivers and Frank O'Hara, Stones, 1958

[…]

Dio mio come vorrei sognare per non dire dormire è notte
l’aria fina mi avvolge tutto come uno sciame piove e sono
raffreddato sono un vero essere umano con veri ascendenti
e una buona dose d’estasi ma cosa te ne fai di un bambino
come me se non mi mangi tu dovrò mangiarmi io

che strana maledizione la mia “generazione” siamo tutti
come fiori nell’Agassiz Museum degli eterni ardenti
non mi toccare ché se tremo suono come i campanelli
cinesi al vento io mi sono fatto sismografo tutto qui
e se un gesuita ti squadra per sempre poi tintinni

[…]

………………………………………………………………………………………………………….da “PER IL CAPODANNO CINESE E PER BILL BERKSON”

………………………………………………………………………………………………………….(FOR THE CHINESE NEW YEAR AND FOR BILL BERKSON)

.

Nelle strofe sopra riportate di questo poemetto che ne conta più di 25, O’ Hara tratteggia uno dei temi caratteristici della sua poetica: quello di uno “sciame” umano, nevrotico, goloso o più spesso affamato, capace anche di essere dorato;  uno sciame di umani che, al pari di api o vespe o tante monetine d’oro o gocciolature come nei quadri di Pollock, presenta un vivere caotico, dispendioso e aleatorio,  ma tutto sommato, nei ritmi, tanto più in quelli moderni, meccanico;

un vivere nel quale la poesia funziona quindi come estrattore, in progress, di quello (altro) che può (e deve) uscire. Continua a leggere »

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La danza del tempo elegante

09 lunedì gen 2012

Pubblicato da paolapluchino in Senza meta

≈ 3 commenti


Una punta d’incenso per amare le belle forme, l’odore sublime della rappresentazione, il soave respiro del giorno appena sorto.

La tenera e dolce comprensione che al prossimo permette di risorgere dall’oscura morsa in cui spesso si caccia, complice, la dama armata dell’avere.

 In tanti tempi e in molti luoghi ci siamo perduti nel convincimento che le nostre fossero scelte vane, i cui bisogni e i cui risultati non valessero lo sforzo, finendo così per offendere il lavoro che le aveva create.

 La strada custodisce il cammino, al cui giaciglio i sogni appendiamo a uno a uno, affinchè chi, giunto dopo di noi, possa profumarsi, con l’aria nuova dei nostri convincimenti antichi.

Il privilegio del vedere è dono e sintesi della nostra anima riconciliata con la natura, essenziale purità di ogni nostro pensare. Nell’arte e pare solo in quella, lo spirito partecipa all’imprevedibile congiunzione tra passato e futuro, aporetica luce che sapienza invoca a piene mani.

 Il tempo della nostra riflessione non è già perduto, il tempo della nostra posizione non è ancora passato, il tempo del nostro inizio si compie incessantemente, il tempo del nostro costruire è il nostro tempo. Coraggio e fragilità sono le due parti della stessa propulsione, verità alveari della nostra discendenza di nodi e legamenti.

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Leggo poesia, quasi solo poesia

08 domenica gen 2012

Pubblicato da vivianascarinci in Viviana Scarinci

≈ 17 commenti

Tag

Associazione PoEtica, Viviana Scarinci


di Viviana Scarinci

Appartengo a una categoria di lettori tra le più inquiete e difficili. Leggo poesia, quasi solo poesia. Procurarmela spesso risulta un’operazione difficile  e vagamente losca come l’accesso a una sostanza illegale. Gli editori  più piccoli mi figuro che la tengano impilata nelle loro stanze di case. Gli editori meno piccoli me li vedo costretti a estenuanti trattative per inoculare negli scaffali delle grandi librerie, almeno due o tre loro perle, meglio se di autori dipartiti. Spesso per avere i libri che mi interessavano, ho parlato direttamente con chi li ha stampati, se non con chi li ha scritti o mi sono aggirata per librerie di tutte le metrature, con l’aria torva di chi tanto sa che non  troverà  mai quello che cerca. Poi un giorno, nel paese di provincia in cui abito ho notizia che no, non è stata aperta un’altra cartolibreria, un’edicola che vende pure tascabili, né una libreria soltanto, ma niente meno che un caffè letterario. Penso, ma quali vuoi che siano le attività di un caffè letterario qui? In un posto in cui la gente torna dal lavoro stanca dopo ore di treno o di traffico e ha solo voglia di chiudersi, bambino e cane compresi, nel suo giardino, a decespugliare fino all’ultimo ciuffo d’erba? Continua a leggere »

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“La merce” di Mario Massimo

07 sabato gen 2012

Pubblicato da gisy in Narrativa

≈ 9 commenti

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Lousiana, Mario Massimo, schiavitù


    Venne l’ultimo giorno, Olivier dovette partire. Non erano valse a niente le recriminazioni, le suppliche, gli intenerimenti, le crisi di pianto, e l’estrema risorsa dello svenimento: le tattiche, insomma, che aveva messo in campo una dietro l’altra sua moglie Élodie, con premeditazione, ore prima, anche se al momento giusto abdicando disastrosamente all’istinto, in quelle ultime due settimane da che le aveva detto della Louisiana.

Alle sue domande, via via meno indispettite e più sconfortate, e implo-ranti, se era proprio necessario che andasse lui, se non ci poteva mandare proprio nessun altro, suo padre, Olivier aveva negato, sicuro.

Quello di recuperare quei crediti dal marchese Hubert de Flétraigues, volle che lei capisse, era un compito troppo delicato, per farlo eseguire a qualche altro socio della banca, al di fuori della parentela. Continua a leggere »

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Il cielo

06 venerdì gen 2012

Pubblicato da Blumy in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Blumy, Poesia

≈ 16 commenti


Magdalena Wanli

Il cielo sempre uguale sembra non leggere il tormento,
il respiro di lei che si fa affanno, scuote il petto,
fa tremare le mani che nel tempo passato erano rami
che si tendevano verso l’azzurro silenzioso. Continua a leggere »

39.169589 8.493118

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STELVIO DI SPIGNO- note di Narda Fattori

05 giovedì gen 2012

Pubblicato da vdbd2 in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Poesia, Recensioni e note di lettura, Segnalazioni, Stelvio Di Spigno

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Tag

Narda Fattori, recensione letteraria, Stelvio Di Spigno


Stelvio Di Spigno, La nudità , PeQuod

“ …. è bello fingere di essere felici,/ ma ancora di più restare vivi, mancando a se stes-si,/finalmente.
Con questi versi siamo quasi al termine del percorso di Di Spigno intorno alla sua scrittura e, soprattutto , intorno alla sua pensosa visione dell’esserci qui e ora, mentre si sfalda tutto e nulla può apparire importante . Eppure qui ci siamo e qui ci costringiamo a rimanere nell’inesausta ricerca di una tana, di un riparo dalle urgenze del mondo e soprattutto delle personali urgenze.
Ma questa necessitante esigenza per un poeta si rivela attraverso la scrittura, mappa tracciata e ritracciabile, variabilità dei nostri moti interiori e dei nostri punti di vista, progressiva immer-sione in una parola che giunga ad appartenerci, come un arto, un palpito del cuore. Continua a leggere »

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IN MOSTRA AL PALAZZO REALE DI MILANO LE OPERE DI ARTEMISIA GENTILESCHI

04 mercoledì gen 2012

Pubblicato da anna maria bonfiglio in Segnalazioni

≈ 2 commenti

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artemisia gentileschi, emma dante, francesco solinas, milano, roberto contini


Resterà aperta fino al 29 gennaio 2012 la mostra “Artemisia Gentileschi, storia di una Passione”, una suggestiva realizzazione monografica sulla grande pittrice secentesca promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L’antologica milanese espone 52 opere gentileschiane, alcune sconosciute altre poco note, un repertorio quasi completo della produzione pittorica di una delle più grandi artiste italiane della quale segue tanto le esperienze artistiche quanto quelle di vita. La mostra, curata da Roberto Contini e da Francesco Solinas e arricchita dagli interventi scenografici e teatrali di Emma Dante, oltre alle tele presenta documenti e lettere inedite che Solinas ha ritrovato nell’archivio di Casa Frescobaldi a Firenze.

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SEGRETA di Daniela Cattani Rusich

03 martedì gen 2012

Pubblicato da luciannaargentino in Lucianna Argentino, Poesia, Recensioni e note di lettura

≈ 6 commenti

Tag

Daniela Cattani Rusich, Onirica Edizioni


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Non è una poesia pensata la mia: nasce dal vissuto, dalla conoscenza e si plasma nell’istintualità, nell’appassionata sperimentazione”, così scrive Daniela Cattani Rusich nella nota introduttiva del suo libro di poesie “Segreta”. In effetti leggendo le poesie di Daniela si sente che è vero, che è proprio così, che le sue parole nascono da un profondo amore per la vita, da un entusiasmo per la vita che pur nei momenti più bui e difficili non ha mai perso, anzi se ne è nutrita per non farsi abbattere, per continuare a credere e a sperare nella ricchezza della nostra terrenità.

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IVANA TANZI, FINO ALL’ULTIMO COMMA di Lucetta Frisa

02 lunedì gen 2012

Pubblicato da lucetta frisa in 1 - Autori qui presentati, presenti, passati, Ivana Tanzi

≈ 12 commenti

Tag

Ivana Tanzi, Lucetta Frisa, Poesia, Recensione e nota di lettura


.

…Amo moltissimo la musica e il caso, a cui spesso mi affido e confido e che ancora non mi ha tradito, mi ha fatto incontrare un libro di versi tutto a lei dedicato. Non sono stati molti, credo, i poeti che hanno pensato la musica come tema dominante di una loro raccolta. Ivana Tanzi,invece, sì. L’esperienza personale di corista, tanto significativa nella sua biografia, viene tradotta in brevissimi versi, quasi appunti, che si snodano in una sorta di diario. ”È infatti la storia di un percorso che non va compiuto in solitudine, ma nella ricerca di una reciproca consonanza – scrive Elena Signorini nella prefazione – (Nel coro sia la voce /di ogni cantore come /in un pavimento /di esagoni una piastrella…), un cammino che richiede impegno e concentrazione,ma dove il rigore non contrasta con la leggerezza, intesa come levitas tanto cara agli antichi poeti”.   Continua a leggere »

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“Ma cos’è mai la poesia?
Più di una risposta incerta
è stata data in proposito.
Ma io non lo so,non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano. “

Wislawa Szymbowska

Sfronda le molte parole che ti vengono in mente,
non farne d’una cento, ma di cento, una:
la parola è come la perla e il poeta n’è il palombaro;
non è facile cosa afferrare una perla speciale!

[Nezāmī in Khosrov-o-Shīrīn]

Eh, ironia con te la disperazione è filosofia! Ma senza di te, ahinoi, la poesia è pura (mera) melanconia. (Pietro Pancamo)

"Il poeta è prima di tutto cittadino" Antonio Fiori

"Io credo che una poesia al giorno tolga il conformismo di torno..." Narda Fattori

"Cos’è la poesia? non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu." (La tigre e la neve, R.Benigni)

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Autori

  • Anna Maria Fabiano
    • Impressioni a caldo su “Il tempo tagliato” di Silvia Longo – Longanesi 2012 – 206 p. € 12,90
    • C’è un tempo per la poesia
    • “Il carrello delle caramelle” di Susy Melbourne – Ferrari editore (collana Interferenze) – agosto 2011 – € 13,50
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    • Leonida Répaci: “I fratelli Rupe”, 1932
    • Leonardo Sciascia: “A ciascuno il suo”, 1966
  • Blumy
    • La vita
    • Negarlo
    • Come le stelle e la luna sopra noi
  • cristina bove
    • su “Mi hanno detto di Ofelia”
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    • Lettera dalla fine del mondo di Andrea M. Campo
    • Segnalazione: on line The Artship #11
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