L’albero del futuro – 8 – Antonella Pizzo

di viadellebelledonne


 

[mio fiume d’azzurro cielo]

come cade il fiume dal rilievo e come si forma

il torrente e la cascata e quanto è lungo il viaggio

e quanta l’acqua

che si riversa dalla scarpata in mille punti

grandi estensione di erba vergine

di ossido di ferro e tinta rossa

impetuoso arriva al salto e falce d’acqua in grande volo

in livello in grande gola

al ciglio e con gli spruzzi nebbia che ci avvolge

indossa il luogo dove nascono le nubi

mio fiume d’azzurro cielo e rosso terra e bianca schiuma.

da Dentro l’abisso luccica la storia, L’arcolaio

10 Responses to “L’albero del futuro – 8 – Antonella Pizzo”

  1. molto “visiva”
    in fondo la metafora della vita stessa, impetuosa e inarrestabile in tutte le sue forme

  2. Movimento, colori, nebbia e schiuma…fascino e potenza della natura.

  3. Trascinante, fusionale poesia… breve e coinvolgente
    lucetta

  4. Insieme di immagini di bellezza e di forza, e di speranza anche perchè l’acqua è rinnovamento, rinascita.
    Poesia che cattura e placa.
    Narda

  5. il cielo è un fiume, l’alto e il basso,il vicino e il lontano si toccano, e chi scrive ne fa parte e se ne appropria (mio fiume )
    marina

  6. indovinatissimo e molto bello il ritmo di questa poesia: “trascinante, fusionale” dice in modo perfetto Lucetta.

    ci sono i colori, il rosso soprattutto, l’azzurro e il bianco,
    c’è il fiume cielo
    (“Dov’è il fiume?” – chiede Enrico di Ofterdingen… “Egli guardò in alto, e il fiume azzurro scorreva leggermente sulle loro teste”)
    dentro il quale si fluisce o si fa resistenza, dentro il quale si “passa”, ma è cmq tanta vita “quanta l’acqua”…

    Grazie!

  7. Condivido tutti i commenti. E’ una poesia piena di ritmo, ogni parola rappresenta un’immagine nitida, potentissima e densa di significati. La forza immaginifica dei versi trascina anche chi legge: bellissima!
    un caro saluto Antonella
    monica

  8. si rovescia ad ogni nascita il cielo e apre nella sua carne vuoti che diventano volti e voli, noi come nuvole e passeggere piogge, noi di sangue celeste, di salto in salto tra le rocce della vita, nelle falesie della storia che brulica di sali,scendi in minerali vegetali gorghi, tuoni dell’essere inconsapevolmente tutti un corpo che (s)corre, come acqua nell’acqua, e goccia in ogni goccia d’infinito palesarsi e sciogliersi,senza altro tempo che un ritmo vasto e ampio. ferni

  9. poesia che scorre fluida come fiume e trascina alla foce.
    malgrado improvvise rapide e affioranti scogli, resta dentro l’azzurro di quel cielo che forse è anche l’unica certezza.
    i tuoi versi non finiscono mai di stupirmi.
    veramente magnifica!

    cristina

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