Ricevo da Giulio Passerini e volentieri diffondo.
L’amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità.
L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame.
E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…
Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura.
Torniamo invece all’inizio.
Dicevamo che L’amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. Altri romanzi arriveranno nel giro di pochi mesi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.
Godiamoci dunque anche questo altro tratto, che è costitutivo del vero lettore: il piacere assaporato e poi dilazionato, l’attesa del seguito, la speranza, tra le tante amarezze di oggi, di un po’ di dolce nel prossimo futuro.
Buona lettura,
Gli editori
Elena Ferrante, L’amica geniale, Edizioni e/o
Notizie biografiche sull’autrice: http://www.italialibri.net/autori/ferrantee.html







mah, leggere un libro a puntate non mi entusiasma
Se il livello è quello de L’Amore Molesto o de I Giorni dell’Abbandono, perché no, anche la modalità sequel mi sta bene. La Ferrante, chiunque essa sia, narratologicamente parlando ha davvero una voce potentissima, che rompe gli “strati” e le “fasce” di lettori. Insomma un nazional popolare di gusto e grana fine. Parere personale, niente di che.
Blumy credo che ogni libro avrà una propria compiutezza, al di là del tutto. Almeno il romanzo qui presentato sotto questo punto di vista lo è (compiuto). Credo che Salvatore D’Angelo abbia detto benissimo un “nazional popolare di gusto e grana fine.”, sicuramente la grana fine c’è e anche l’affresco “popolare” che si traduce in una narrazione vivace e non superficiale.
per ora questo e un caro saluto a tutti.