Archivio per ottobre, 2011

ottobre 31, 2011

VI ERANO SOLO LE MORTE TORRI

di Villa Dominica Balbinot

“Ecco il fiume di parole
di tempo di sangue
quelle visioni,
gli angeli e la città di ghiaccio
- oscuri nello splendore…”

Nei grandi inghiottitoi
il popolo degli abissi
non osava emettere le meditazioni vaste e ingrate,

ottobre 29, 2011

Abbiamo guardato il cielo farsi scuro e altre poesie di Letizia Dimartino

di antonellapizzo
Foto di Paola Pluchino

Abbiamo guardato il cielo farsi scuro

stasera alla finestra,

abbiamo pure riso

le auto veloci, la strada breve

il letto che attendeva

il respiro farsi pesante

quando appoggi il capo

la poltrona dondola

la gola si tende

il labbro sbianca

premo la fronte

il vetro d’un tratto appannato

sono io che ti parlo

io che non conosco più,

tu che allontani il pensiero

questo umile sudore

questo gonfiore degli occhi.

Ci sarà poco da fare,

lo sappiamo,le dita nervose.

ottobre 28, 2011

Il signore dei fiori finti

di vdbd2


2001

Una delle rare persone non invasive nella mia vita d’ oggi, Anna, mi sta trasportando, mentre sorseggiamo una tisana in piedi alla finestra del mio studio, sui segni sui quali attendevamo, in collegio, l’ arrivo di un genitore 0 di un parente per le vacanze estive: Giuliana, allucinata, si appostava in una quinta del cortile per soffiare di sbieco alla luna piena ai primi di agosto; Dora saggiava la durezza delle mele con il manico della scopa; Marisa, una lince, puntava dalle finestre-feritoie della chiesa i pomodori nell’orto; Carla … Anna, lei, – il racconto non e proprio fresco – guatava il grano … : spigato, giallo, quindi mietuto, il grano diritto e ondulante, nella spianata a sud del collegio “Santo Spirito”, lo vedevamo tutte appoggiate ai vetri delle camerate, rima della messa e della colazione e col plenilunio.
Era un segno “amico”, checche ne dicesse Amelia: «II grano ” traditore: picca, nelle gambe e a giugno nasconde già le bisce.» (Lei, figlia di contadini, sognava il mare «visto a volta, in colonia».)
Preservato dalla neve, abbondante anche a marzo in nel paese dell’ Appennino centrale, il grano dipingeva nostre stagioni. Quelle di Anna, per la verità, perche parecchie avevano travato il loro “pozzetto”, con gare -” a-terra e poco astrali. Io, per esempio, misuravo il tempo restante sulle contrazioni e sui languori di abbracci distanti «dieci mani, cinque, una manciata di minuti».

ottobre 26, 2011

LEGAMI DELLA DIVERSITA’ di Franco Bellucci- Rita Arimont

di baci

          RITA ARIMONT

                  FRANCO BELLUCCI

NOTA di LUCETTA FRISA

Franco Bellucci e Rita Arimont non si conoscono, tra loro non c’è nessun legame carnale né sentimentale, né tantomeno geografico. Il legame è unicamente psichico, ma anche quello è casuale e solo noi che osserviamo le loro opere possiamo scoprirlo facilmente e con una certa dose di sorpresa.

Franco Bellucci l’ho incontrato la prima volta alla mostra Due ma non due (1) a Genova, curata da Gustavo Giacosa presso La Loggia della Mercanzia nel 2008,

ottobre 24, 2011

Lucetta Frisa su «Dentro il diluvio» di Narda Fattori

di baci

Michelangelo, Il Diluvio (img da wikipedia)

Con questo breve ma intenso poemetto che ha vinto meritatamente il premio “L’Astrolabio 2010/11” per una silloge inedita di poesia, Narda Fattori sembra narrare in versi la raggiunta consapevolezza di creatura terrestre che sa attraversare con orgoglio e fermezza le turbolente complessità dell’esistenza. Il diluvio ne è la metafora, diluvio che va sfidato, affrontato e accolto in sé, ma sempre con coraggio rinnovato, senza farsene mai travolgere. Fino al momento dei bilanci (dico momento non a caso, i bilanci non sono ancora quelli definitivi, non lo sono mai finché c’è vita…e forse Narda condividerà queste mie parole). Ed è sotto forma di (provvisorio) bilancio esistenziale che questa silloge adamantina si presenta al lettore svelando una grande umanità e a un grande amore per la vita; cose molto preziose che la poeta riesce, senza parafrasi e infingimenti a trasmetterci con assoluta persuasività. Per leggere bene questo notevole lavoro poetico, ci soccorre la bella nota introduttiva di un’altra poeta di valore come Valeria Serofilli. In quanto a me, mi limiterò a questo fugace commento:

ottobre 23, 2011

3 luoghi

di sandrapalombo

La prima casa

in principio
la prima casa
fu zucchero sparso
su piano di marmo
trasparenze di vetri
pizzicati dai venti
amici o nemici
- a seconda -
in una Calata
bardata d’azzurro
in principio

*

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ottobre 22, 2011

Alessandro Castagna – Chiaroscuri

di antonellapizzo

Alessandro Castagna – Chiaroscuri, Novi Ligure, ed. Puntoacapo 2011- prefazione di Stefano Maldini

Accostarsi alle parole di un nuovo autore è come partire per un viaggio in un continente ancora sconosciuto, inesplorato, privo di mappe che ne abbiano già delineato la figura. È quindi un viaggio appassionante, pieno di scoperte: come su una superficie d’acqua mossa dalla brezza, si ha la sensazione che, a poco a poco, linee sottili inizino a germogliare dalla trasparenza fino a trasformarsi in una trama complessa di traiettorie e “geometrie”.

ottobre 21, 2011

Mary Blair, chi era costei?

di antonellapizzo

A Mary Blair, nel centesimo anniversario  della sua nascita, è dedicato il doodle di google di oggi.

Mary Blair, nata Robinson (McAlester, 21 ottobre 1911 – Soquel, 26 luglio 1978), è stata una disegnatrice statunitense, illustratrice di libri per l’infanzia, nota soprattutto per la sua opera con la The Walt Disney Company (da wikipedia) e in particolare per la sua opera in film come  Alice nel Paese delle Meraviglie, Cenerentola, Peter Pan. Oltre ai film ha realizzato centinaia di illustrazioni per pubblicità e libri per bambini.

I personaggi più famosi che ha disegnato in Alice nel Paese delle meraviglie sono Biancoconiglio, la Regina di Cuori, Stregatto e Cappellaio Matto. Sono personaggi unici e indimenticabili, che non finiscono mai di stupire e affascinare, e che affascineranno e stupiranno anche le future generazioni.   Nel 1991, e quindi dopo la sua morte, le è stato assegnato il premio Leggenda  del mondo Disney, Mary Blair era un talento eccezionale, la prima donna in assoluto a ricevere questo premio.

ottobre 21, 2011

comunicazione reale, comunicazione virtuale

di vivianascarinci

Tavola Rotonda

comunicazione virtuale, comunicazione reale

*

Libreria Libra PoEtica

sabato 22 ottobre  dalle 17.00 – 19.00

Moderatore: Daniele Macheda (Rainews24)

Relatori: Francesco Colia (Filosofipercaso La Rivista)

Viviana Scarinci (Associazione PoEtica)

Monica Maggi (La Libreria Libra)

di Francesco Colia

È l’epoca in cui l’informazione riesce a penetrare con forza in ogni casa, i social network (facebook e twitter in testa) e il web in generale sono un propulsore inaspettato di notizie, idee, movimenti e tutto ciò fino a un decennio fa era impensabile.

ottobre 20, 2011

Sulla poesia

di gisy

“Io non credo che la poesia abbia tanti poteri. La poesia è come, diciamo, un piccolo essere che emette su un prato [...] il suo ‘bip-bip-bip’ di segnalazione di una possibilità decente di vita”Io non credo che la poesia abbia tanti poteri. La poesia è come, diciamo, un piccolo essere che emette su un prato [...] il suo ‘bip-bip-bip’ di segnalazione di una possibilità decente di vita e anche di una possibilità di bellezza che rende la vita migliore, e di solidarietà tra gli uomini. Seppure il quadro è sempre più minaccioso, non sono tanto pessimista da pensare che [...] le ‘umane volontà congiunte’ non possano in qualche maniera ritrovare un linguaggio efficiente, un linguaggio comune, un linguaggio nuovo attraverso il quale si arrivi anche a inventare un mondo migliore”.

(Andrea Zanzotto, Il nido natale)

 ”Si sa che, forse, il fine ultimo della poesia è il paradiso, e che un’esperienza paradisiaca, il “paradisiaco”, è il miraggio più o meno confessato di ogni poeta, miraggio dalle più diverse coloriture, ma terribilmente uno nel suo carattere. Pochi toccarono questo non-luogo dell’esperienza, anche se ogni testo, perfino il più “infernale”, ha un qualche rapporto con questo non-luogo”.

(Andrea Zanzotto)

 ”La poesia è, prima di tutto, un incoercibile desiderio di lodare la realtà, di lodare il mondo ”in quanto esiste”. La poesia è una specie di elogio della vita in quanto tale proprio perché è la vita stessa che parla di sé (in qualche modo) ad un orecchio che la intenda (in qualche modo); parla a suo modo, forse in modo sbagliato; ma comunque la vita, la realtà “crescono” nella lode, insieme generandola e come apettandola. Ma attraverso la poesia non viene avanti soltanto una lode (è questo un sentimento, e un concetto, che ritroviamo in tutta una tradizione poetica); si profila un vero e proprio “collaudo” della realtà. In che senso? La realtà si manifesta ben presto anche al bambino nella tragedia delle sue contraddizioni; lascia persino intravedere la sua nullità finale; ma ha pur sempre attimi (che non sono affatto “rari” o “privilegiati” perché possono sorprenderci in qualsiasi momento, anche nel più profondo della stagnazione depressiva) in cui essa rivela la propria dignità assoluta, o meglio la propria “dignità” di esistere, che ha ragioni unicamente in se stessa, tutte da evidenziare, mai del tutto evidenziabili. La poesia in un certo senso collauda la realtà, proprio collegandosi alla lode della realtà, che si fa tanto forte da diventare prova di resistenza, prova di valore”.

(Andrea Zanzotto, da un suo scritto dal titolo “Autoritratto”)

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ottobre 19, 2011

La circolarità della creazione. Maria Korporal

di vivianascarinci

 un video di Maria Korporal con testi di Viviana Scarinci

e musica di  Sofia Koubli

ottobre 18, 2011

Sulla violenza

di Molesini

Questa violenza è un resto. Parte da noi quando le parti conciliate hanno dovuto rinunciare a qualcosa di importante. Se negato a lungo a questo resto urge il manifestarsi, perché ha potere e forza di inespresso.

Quando si accondiscende ad uno stato di cose retto dalla cattiva coscienza ( qui la dimensione morale è una copertura del proprio rendiconto pulsionale ), e tutto l’investimento esistenziale entra in questa sfera, la violenza viene estromessa dal computo affettivo come una cattiva figlia e disconosciuta. Se questo tipo di  mondo mantiene comunque la propria costruzione equivoca, doppia, quella a cui i fatti reali ( le ricadute del sistema che coopta) non corrispondono al comportamento richiesto ( l’intreccio dei valori di convivenza) è possibile che, essendo tale costruzione strutturalmente coerente e contenitiva, alla violenza sottratta non venga dato modo di esprimersi.

Ma il mantenimento di uno stato di cattiva coscienza è precario perché richiede energie smisurate: doppio linguaggio, doppio legame, valori indiscutibili su cui poggiare gli sforzi non premiati e fede, direi fede. Come il patto di stabilità tra sistemi non compatibili s’infrange la violenza ferma e muta si muove e parla. Dice quello che vuole, non ha nessun criterio, nessun giudizio e nessuna vergogna: è un resto, e come tutti gli scarti poco le cale di significare qualcosa. Urge.

Ovviamente una volta espressa non porta a nulla, se ne incassa solo il dolore, e forse una strana maligna compiutezza.

ottobre 17, 2011

Slavko Mihalić: due poesie

di margherita ealla

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SOTTO IL GRANDE PARASOLE GIALLO-VERDE

È bene quando qualche donna all’improvviso
fa uscire il suo corpo da lettere ingiallite.
Ti ferma in mezzo al mercato dei Fiori e ti chiede
se conosci vicino una simpatica osteria,
un angolino dove succedono cose antiche.
Anche se una volta la odiavi un poco,

adesso le metti un braccio attorno alle spalle e non sai
cosa fare con questo giocattolo, perché è lei
e non è lei, senti troppo bene che dipende da te
se si metterà a funzionare con tutto il suo meccanismo
oppure, se parsimoniosa, con il sorriso sulle labbra,
si consentirà anche adesso solo brevi mosse.

ottobre 15, 2011

Alfredo Bianchi: “Il paesetto”, 2010

di Bartolomeo Di Monaco


Questo romanzo esce postumo (nato a Camaiore il 16 aprile 1922, l’autore è morto a Lucca il 23 novembre 2009), a cura dell’Associazione culturale “Cesare Viviani”, che già promosse il suo primo libro, “Il fiore rosso”, ambientato in una Versilia comunista e anarchica ai tempi del fascismo.

Bianchi, che fu anche pittore, oltre che direttore didattico, si ricollega per temperamento e scrittura agli autori di quella terra, Pea, Viani, Tobino, Micheli, Giannini, ad esempio, poco inclini ad un sentimentalismo sterile e piagnone, fine a se stesso (“La narrativa, come la poesia, deve commuovere.”, scrive Bianchi, ed è altra cosa), e invece piuttosto ruvidi e arcigni. Una scrittura bella, perché mai levigata: una scrittura sorgiva.

Tale è anche quella di Alfredo Bianchi. Dopo “Il fiore rosso”, a confermarlo è questo nuovo romanzo, “Il Paesetto”, diviso in quattro parti, ciascuna identificata con il nome di una stagione. Si comincia con l’inverno e chi narra è un bambino, Andrea, nel quale l’autore si è rappresentato.

ottobre 13, 2011

“UN GIORNO QUALUNQUE” di Antonella Brighi

di marinaraccanelli

 

Brezza leggera scendeva dall’alto della collina  apportando un po’ di sollievo alla calura estiva che avvampava le messi dorate  pronte alla trebbiatura. A perdita d’occhio l’immensità del giallo  che ondeggiando come un mare sconfinato di luce, abbandonava nell’aria il  fruscio leggero degli steli accartocciati. Colline, solo colline d’oro  dove il sole impietoso, sfolgorante e ancora alto sopra l’orizzonte, contribuiva a piegare ulteriormente   le spighe mature, ed a rinsecchire anche gli steli d’erba ai bordi dei fossi. Lungo il sentiero, sperduto fra i campi,  e ormai cancellato nel suo percorso sinuoso dalla gramigna e dalle ortiche, predominava assordante il frinire delle cicale. Un canto insistente e sempre uguale a sé stesso, che batteva nel cervello come il suono fastidioso di un disco rigato che si fermasse all’infinito a ripetere le stesse poche note stonate.

ottobre 12, 2011

“Volevo essere una farfalla” di Michela Marzano

di gisy

 

Il 30 agosto 2011 è stato pubblicato l’ultimo libro della Marzano, affermata filosofa italiana che vive in Francia ormai da anni, edito dalla casa editrice Mondadori: Volevo essere una farfalla”.

Volevo essere una farfalla” non è un libro sull’anoressia com’è stato da taluni definito forse troppo frettolosamente, ma piuttosto un racconto sul come l’anoressia l’abbia accompagnata per anni, costringendola quasi a sopravvivere più che a vivere, a rimettersi quotidianamente in gioco e in questione a prezzo di dure lotte con se stessa, a voler infine riprendere a vivere a tutti i costi.

ottobre 10, 2011

da «La riparazione della poesia» di Seamus Heaney

di margherita ealla

Lorenzetti - particolare

Dicono gli annali: quando i monaci di Clonmacnoise
eran tutti in preghiera dentro l’oratorio,
sopra di lora, in aria, apparve una nave.

ottobre 9, 2011

Figlie di Choro

di marinaraccanelli

 

Le “Figlie di Choro” vivevano recluse, giorno dopo giorno passavano il loro tempo fra dormitori, refettori e stanze dove raffinavano la loro arte vocale o strumentale dirette dai loro maestri; la domenica, facevano sentire le loro voci angeliche oppure il suono di clavicembali e violini al popolo riunito per la messa, incantato dalle melodie e dalle voci disincarnate che scendevano celestiali dall’alto, diffondendosi dalle grate dietro le quali stavano nascoste le “Figlie di Choro” dell’Ospedaletto, o le “Putte di Vivaldi” della Pietà.

Erano le orfanelle raccolte dagli ospedali della Repubblica Veneta, pie istituzioni finanziate dalle Scuole Grandi ( confraternite a base religiosa) e da benefattori, dove venivano curati i malati, ricoverati gli anziani e educati gli orfani; le bambine e le fanciulle più dotate potevano approfondire i loro studi per diventare virtuose del canto o negli strumenti. Qui nacque il termine “Conservatorio”, poi diffuso in Italia ed Europa, a indicare il luogo dove le fanciulle povere potevano conservare intatta la loro verginità mentre studiavano il canto, fino al momento in cui potevano uscire se richieste in moglie.

ottobre 8, 2011

La parola e la cura

di vdbd2


La parola e la cura, puntoacapo editrice

Il volume contiene una lunga, completa, dissertazione di Gianmario Lucini sulla poesia della Serofilli e quindi la silloge “Amalgama”. Lucini si occupa di tutta la produzione di questa voce già salda e propria dell’autrice e ne detta il titolo.
Convengo che la Serofilli abbia per la parola una cura attenta e amorosa ma è la parola che crea la poesia e la cura per la parola è simile a quella della madre che cura il figlio e gli consente di crescere in salute e saldo.
La formazione classica ha tracciato in Valeria  il solco ove depositare i versi,

ottobre 6, 2011

La donna a due dimensioni

di cristina bove

Sanguinare discreto ha la metà
che ama non riamata e amar perdona
fiori disidratati nei cassetti
colpevoli di giallo e zone d’ocra

squilla dell’altra sua metà
risatina infantile in mezzo ai seni quasi
fuori ordinanza, la induce una rivalsa
anni perduti sotto le sue gonne

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