Archivio per agosto, 2011

agosto 30, 2011

La Versione di Giuseppe. Poeti per don Tonino Bello

di cristina bove

Bella e articolata presentazione di Anna Maria Curci, dell’Antologia voluta da Abele Longo, che raccoglie molte voci poetiche nel ricordo di questo sacerdote sui generis, il cui pensiero è un retaggio di speranza per l’umanità.

http://muttercourage.blog.espresso.repubblica.it/cronache_di_mutter_courag/2011/08/la-versione-di-giuseppe-poeti-per-don-tonino-bello.html

agosto 29, 2011

due poesie di Lucetta Frisa, una lettura

di margherita ealla

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Vorrei cambiare vita
abitudini faccia casa stile
in poche parole: morire.
Ricominciare
con uno scarabocchio stupefatto.
Aiutami a comperarmi abiti nuovi
aiutami a truccarmi di versi mai scritti

                                Da L’ALTRA (Manni, 2001)

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La scelta di poesie all’interno di un quaderno1 di uno stesso autore è la risultanza di un legame, non tanto o necessariamente di affinità con il proprio corpus di lettore, quanto di un suo formarsi e venire incontro fra le righe in modo che, e prendo qui a prestito – magari in modo improprio – la bella definizione di poesia della stessa Lucetta Frisa, «nasconde un messaggio misterioso e desta in noi uno stato di allarme e stupore» 2.

agosto 28, 2011

Con gli occhi del nemico – note di lettura di Narda Fattori

di vdbd2

David Grossman, Con gli occhi del nemico, Oscar Mondadori 

Scrittore israelita molto noto, Grossman non ha mai disertato di affrontare i problemi della pace e della guerra nel concreto della sua terra che trascina una belligeranza ultra quarantennale con lo stato franto della Palestina. Vivere in un permanente stato di guerra o di allerta bellica trasforma i comportamenti delle persone, ne modifica le percezioni, crea traumi irreparabili, muta la fisionomia del pensiero.

agosto 27, 2011

Paola Drigo: “Maria Zef” (1936)

di Bartolomeo Di Monaco

La sorte di questa autrice dimostra quanto sia effimera la fama e quanto caduca la memoria degli uomini.
Colei che fu considerata una delle più originali voci della nostra narrativa del primo Novecento è completamente dimenticata, nonostante che le sue opere abbiano resistito all’usura del tempo.

Nata a Castelfranco Veneto il 4 gennaio 1876, morì a Padova, dove si era stabilita dopo la morte del marito, il giorno del suo compleanno il 4 gennaio 1938. Nel corso della sua vita pubblicò novelle ed elzeviri sulle maggiori riviste e sui maggiori quotidiani del tempo, tra cui “Nuova Antologia” e il “Corriere della Sera”. Questi i suoi libri: le raccolte di racconti “La fortuna”, 1913; “Codino”, 1918; “La signorina Anna”, e infine i due romanzi: “Fine d’anno”, 1936; e “Maria Zef”, sempre del 1936. Quest’ultimo ebbe altre ristampe nel 1946 e nel 1953. Da esso furono tratti due film, nel 1953 dal regista Luigi De Marchi, e nel 1981 dal regista Ottavio Cottafavi.

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agosto 26, 2011

Madre che stai

di Sara Ferraglia
Madre che stai
Madre che stai immensamente immobile
avresti mai immaginato
di divenir statua di carne
quando mi rincorrevi nel cortile
ed io mi nascondevo dietro il mobile
di formica rossa e compensato
e mi gridavi “di te non so che farne”?
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agosto 25, 2011

Nullo confortamento nutrìca desiansa. Jolanda Insana

di vivianascarinci

foto di Enzo Eric Toccaceli

Se si dovesse pensare a un unico cardine su cui far ruotare quella frenesia plurima che è l’inventiva linguistica di Jolanda Insana, credo che l’ossimoro possa essere annoverato come costante di una sorta di moto perpetuo che ne caratterizza l’intima sfrenatezza. L’ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostamento di due termini in forte antitesi tra loro. A differenza della figura retorica dell’antitesi, i due termini sono spesso incompatibili. Si tratta di una combinazione scelta deliberatamente o comunque significativa, tale da creare un originale contrasto, ottenendo spesso sorprendenti effetti stilistici (wikipedia). E’ Jolanda stessa a svelarne apertamente la meccanica, definendo la sua scrittura “libertà, spudoratezze e coprolalie, in funzione di mascheramento protettivo, per troppo pudore del sentimento, per troppa tenerezza” (1). Troppo pudore sembra essere l’assunto da cui partono tutte le sue violazioni. Allo stesso controverso modo, l’invettiva sviando l’attenzione dalla pena, conferma la gravità dell’offesa, qualificandola nel dna di una parola del tutto nuova affinché ciò renda la misura esatta di una dolenza inaudita; tanto da essere bestemmiata per dissimularne l’insopportabilità.

agosto 24, 2011

Vera Lucia De Oliveira, Quando la carne è sola, Società editrice fiorentina

di vdbd2

Il mondo di Vera Lucia de Oliveira, poetessa bilingue, nota e apprezzata sia in Italia che in Brasile, suo paese di origine , ha la consapevolezza di un dolore dell’anima che è situato nel corpo e di un dolore del corpo che ferisce l’anima.

E’ una coscienza del dolore presente in ogni tempo e in ogni spazio , dalle creature che pur vivono in condizioni diverse.

E’ il dolore di una separazione, di un’assenza, di un vagabondare stanco e ferita , senza quiete, senza approdi. La vita ci lascia ai margini delle risposte, sia che si avanzi o si retroceda a un primordi amniotico , ci resta il corpo la materia, bagaglio che non ha consapevolezze e non ne cerca. La poetessa allora ordisce la materia, ne trae un composito arazzo, che si fissa non più come interrogativo senza risposta ma come essenza creaturale; un distillato della vita che è così , che , in quanto tale , ci deve bastare anche se il pungolo dell’irresoluto la scarnifica .

agosto 23, 2011

OH VOI CHE AVETE MORTI

di Villa Dominica Balbinot

Oh , voi
voi che avete morti
seppelliti sotto l’erba verde
- all’ingiù, verso lo sconvolto fondo
( dentro la terra,
dentro la terra,
dove è buio…)

Questo fu,
l’iniziale deliquio del sotterraneo uomo
( è la anima tutta che si rivolta)
nel profumo dei fiori esausti,

agosto 22, 2011

LA VERSIONE DI GIUSEPPE – Poemetto per don Tonino Bello (Festival Il Montesardo)

di margherita ealla

Chi sa che qualcuno, complice la poesia, non venga più facilmente indotto a cambiare genere di vita.”

don Tonino Bello

LA VERSIONE DI GIUSEPPE – Poemetto per Don Tonino Bello

31 AGOSTO – Piazzetta Santa Maria del Foggiaro, Alessano (Lecce), ore 20.30

agosto 20, 2011

Le “impiraresse”

di marinaraccanelli

“Maria! Tina! Zanze(Angela)! Rosina…“

I nomi risuonano allegri e veloci nel campiello ancora ombroso di prima mattina, la bionda, la morettina e quella sempre spettinata si beccano amorosamente tra loro come gallinelle, mentre le mani scorrono rapide a rastrellare sciami di perline multicolori nei vassoi sopra i grembiuli.

La più giovane scoppia a ridere ad ogni minimo pretesto, e quando comincia non la smette più; la decana disincantata la riprende con cipiglio severo: “ciò ti, ma par cossa ti te imboressi sempre!”

Poi, si scioglie in una risata silenziosa.

agosto 19, 2011

Gunpowder Forest Bubble

di viadellebelledonne

Gunpowder Forest Bubble di Loris Gréaud è pura poesia. Si entra in una stanza di Palazzo Grassi e si viene inghiottiti da un mondo alieno. Non siamo più dentro ma fuori, in una foresta di alberi giganti semplificati, allo stesso tempo veri e simbolici. Ci sovrastano, sono neri e tendono i rami verso l’alto. In mezzo a loro, in fondo al bosco la luna è un pallone luminescente impigliato, più grande del normale – ma deve essere così. Le alte finestre che danno sul Canal Grande sono oscurate, il mondo-fuori appare attenuato, irreale. La visione all’interno è dominante. Gunpowder Forest Bubble fa pensare: il materiale sintetico dei suoi alberi è mescolato con polvere da sparo.

http://www.palazzograssi.it/mostre/mostre-in-corso/mondo-vi-appartiene/mappa-sale/loris-greaud

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agosto 18, 2011

Nel cuore nero (3)

di Molesini

Albe ammaestrare avreste visto filtrare attraverso tutte le vetrate che c’erano. Un sole insinuante, sale d’argento che sviluppò ogni parte del giardino ed ogni parte del salotto ed una parte della stanza da letto. I garbugli delle lenzuola scelsero forme dantesche ( la valle dei mostri), i corpi allungati bianchi e bruni presero a definire un luogo, un teatro sfinito e muliebre con i vestiti ammonticchiati, i quadri, la testata, le lampade Artemide, ogni cosa svuotata e rinascente. Perché di rinascita si trattava, vennero a suonare alla porta e l’angelo , vestitosi alla benemmeglio, si precipitò ad uscire. Scoccate le sette, insomma, riccio correndo perse la scarpina e la Golf GT si trasformò in grassa zucca ma nessuna bella addormentata scese a tentare soluzioni. Proprio perché. Gertrude si impegnò in questo sogno ( trattasi ‘stavolta di sogno vero, fase r.e.m., allentamento di difese consce, verranno utilizzati meccanismi noti come condensazione, simbolizzazione, spostamento, dissociazione, una parte per il tutto, il mascheramento). (Così descritto il sogno non ha luogo, potreste sforzarvi di capire, la ragione lo fissa come una fotografia e dietro quel gesto c’è ben altro che la luce).

 Per ciò:

agosto 17, 2011

La slingua. Patrizia Vicinelli

di vivianascarinci

T’aspettavi che parlassi di linguaggio, ma parlano
di tenebre
tutti quei visi ignoranti
e quelle mani perforate
dalla loro mestizia di essere state raccolte.
Perchè nel visivo c’è la parte acuminata
della scrittura,
quella subliminale
che diventa poi sensazione simbiotica.
Il tuo dialetto – Camillo –
somiglia
a tutte le anime del mondo
come l’uso delle lingue
della “slingua” direi
il moto interiore non trova versi che possano
fermarlo.
Creazione ex-novo della parola
come estremo tentativo di comunicazione
t’aspettavo novello Kafka
che lo riduce in cenere
con le sue novità
una parola come pietra
una rimane parola rifatta
a proposito di lui, per significarlo.
Patrizia Vicinelli a Camillo Capolongo, Bologna giugno 1989

da Non sempre ricordano, Le Lettere, Firenze 2009
agosto 15, 2011

Ho imparato l’addio

di Blumy

Ho imparato l’addio dalla mia culla d’acqua,
l’amnio che mi nutriva e mi narrava la mia storia
nella lingua degli uomini.
Innocenza e sogno era ancora lo sguardo
dentro il blu della notte,

agosto 14, 2011

Mi scusi, dove trovo lo scaffale della poesia?

di vivianascarinci

di Monica Maggi

“Mi scusi, dove trovo lo scaffale della poesia?” “Giù in fondo, a destra” Il giù in fondo a destra significava quasi vicino all’uscita di sicurezza, il che significava quasi alla fine della libreria. E poco importava che fosse Feltrinelli, Mondadori o altro. La poesia era esiliata, relegata, all’angolo e pure zippata. Due scaffali o poco più. “Mi scusi, ma perchè così poca poesia?” “Perchè non si vende, non piace, non la capiscono” Mah, pensavo tra me e me uscendo, a me sembra più incomprensibile una formula matematica…. Così succedeva sempre, perchè da sempre ho letto e cercato poesia. Così poi sono andata a cercare libri di poesia tra l’usato, e ho tirato il fiato per un po’. Ma anche lì poco, trovavo sempre poco. E mi rammaricavo: possibile che il mondo fosse così aspro e dal cuore rancido, da non amare la poesia?

agosto 13, 2011

La poesia: “scintilla” universale di tormenti, suggestioni e incanti di Cecilia Rutigliano

di gisy


In tre libri di poesie, presto editi da Città del sole, leggiamo liriche
pervase di struggenti visioni. Al centro il sentimento dell’amore

È imminente l’uscita di tre deliziosi libri di Città del sole edizioni, legati da uno stesso filo comune: la poesia. La decisione di far pubblicare le tre raccolte ad agosto deriva dalla “speranza” che le vacanze estive regalino alle persone, in pausa dalle ansie e dalle frette quotidiane, il tempo libero per dedicarsi a una lettura “rilassata” e “rilassante”, ma non per questo meno impegnativa.

agosto 12, 2011

IL VOLO di Loretta Buda

di vdbd2

Giulia vola incontro al mattino in un cielo che si tinge di rosa, mentre il buio si affila in una lama sottile: un confine fra il cielo di sopra e quello di sotto. Sono le 5, da quell’altezza, in un’ apparente immobilità, immagina un cielo sotto e un cielo sopra, lei è lì, nello spazio intermedio che si tinge di azzurro, guarda compiaciuta lo strato di nubi che sta sorvolando e che per la prima volta osserva dall’alto in basso; un cambio di prospettiva con impatto visivo ed emotivo. Si muove in un cielo diviso: in basso le nubi bianche, di fronte la distesa azzurra e in alto un cielo cobalto. La quotidianità raggiunge i suoi pensieri e contrappone, l’innocenza del bianco visto dall’alto con la faccia arcigna e grigia dedicata alla Terra. Stacca gli occhi dal cielo , li chiude , è inquieta , ma sa benissimo che il suo turbamento non muove da quel diverso modo di guardare il mondo, un altro mondo è dentro di lei; lo sente vorticare nel corpo immobile e fermo

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agosto 11, 2011

Libra l’associazione PoEtica

di antonellapizzo

Libra l’associazione PoEtica (qui)

by vivianascarinci

per informazioni e lettere di adesione vivianascarinci@gmail.com


L’Associazione culturale PoEtica ha come scopo principale la promozione della poesia, dell’arte, della musica in ogni sua forma, come veicolo privilegiato di dialogo indipendente sul territorio nazionale e internazionale.

agosto 11, 2011

Nuda. Un video di Maria Korporal

di vivianascarinci
agosto 10, 2011

Gli aforismi di Beno Fignon

di pietropancamo

 Beno Fignon, Mille e un respiro. Aforismi, afasie, affanni, affabulazioni, affabilità, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2004

  

 

Rapido e nutriente, l’aforisma è un libro liofilizzato che condensa un intero messaggio, lungo e articolato, in sole due righe. È dunque il libro moderno per eccellenza: di sicuro il più adatto – e altamente consigliabile – a noi frenetici (o pigri?) abitanti della vita presente, che abbiamo sì tempo di leggere, ma per cinque minuti al massimo (se non all’anno).

 

Una comoda e composita biblioteca da viaggio

Una raccolta di aforismi assortiti – incentrata, per dire, sugli argomenti più vari (ad esempio economia, politica, quotidianità, cuore, tecnologia) – non potrebbe esimersi, allora, in alcun modo dall’apparire – integralmente e sotto ogni profilo – una piccola biblioteca ben formata, da intascare in valigia ed utilizzare magari in ispiaggia, scorpacciandosi via a forza di occhiate e olio di sguardo – così… come svago fra un bagno e l’altro – venti trenta volumi, o meglio sentenze. Ah, si capisce: tutte significative e argute a immagine di quelle che il compianto poeta Beno Fignon radunò per i tipi della Rubbettino in Mille e un respiro. Aforismi, afasie, affanni, affabulazioni, affabilità. Si tratta indiscutibilmente d’un’opera simpatica che copiosamente offre e garantisce una gamma composita di pensieri schietti, i quali ragionano in libertà su Dio e l’uomo, per sorridere in piena sagacia su tv, scienza, amore, anima… e sull’esistenza in genere.

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