Archivio per aprile, 2011

aprile 30, 2011

Ipazia o della memoria delle donne III

di vivianascarinci

Leggi la prima parte

Leggi la seconda parte

Ultima parte

di Daniela Assunta Zini

I lavori di Ipazia ci sono noti attraverso sette lettere la 10, la 15, la 16, la 33 (frammento), la 81, la 124 e la 154.

Dal IV al XVIII secolo, il cristianesimo è ridotto al rango di religione di Stato. Si addice che tutti gli abitanti di un territorio aderiscano alla stessa confessione, tengano per indiscussi pretesi dogmi e si conformino ai riti in vigore: la sanzione dei dissidenti è il rogo.

Si deve rendere tutto a Dio, che trasmette tutto a Cesare.

Gesù di Nazareth, crocifisso in nome della legge romana, nel 30, diviene la cauzione di tutti i poteri, a partire dal 315.

aprile 29, 2011

SOLO QUELL’ESTREMO TAGLIO

di Villa Dominica Balbinot

Non c’è poi nessun padre sulla terra,
forse invece l’odio tremendo
della dottrinaria dello gnostico.
Avrei solo e sempre dovuto sentire
l’estremo taglio della morte,

aprile 27, 2011

Marià Fortuny – luci dell’Ottocento

di marinaraccanelli
Vincenzo Capobianchi – Il vestito giallo

L’OTTOCENTO ELEGANTE.
ARTE IN ITALIA NEL SEGNO DI FORTUNY, 1860 – 1890

Rovigo, Palazzo Roverella, via Laurenti 8/10;
29 gennaio – 12 giugno 2011

Ho conosciuto a Rovigo, nella mostra di Palazzo Roverella, Fortuny padre – Marià Fortuny i Marsal, catalano – sì, proprio il padre del più noto Fortuny, quel Mariano citato anche da Proust e D’Annunzio, vissuto nello splendido Palazzo omonimo a Venezia, ricco delle eclettiche vestigia della sua versatile personalità artistica. Pittore fortmente connotato dal colore e dalla sensualità della sua terra, Fortuny padre fu anche fondatore di una corrente pittorica tanto fortunata ai suoi tempi quanto poco nota oggi, specialmente al vasto pubblico.

aprile 26, 2011

Maria Favuzza (1901-1981)

di vdbd2

Le poetesse d’Italia MARIA FAVUZZA (1901-1981)

edizione A.L.A.S.D. JO’ 2011

saggio monografico
di Marco Scalabrino

Nta na stratuzza

Nta na stratuzza funna e silinziusa
c’è sciamu di picciotti ed alligria;
lu suli scinni a fari assemi un gniocu,
s’assetta a lu bastiuni e li talia.

Un picciriddu, lu chiù granniceddu,
porta comu un tesoru un aquiluni,
tanti culura appisi a un pizziteddu
agghiummuniatu di russu cuttuni.

aprile 25, 2011

Marco Candida, Il bisogno dei segreti – di Jacopo Nacci

di antonellapizzo

Jacopo Nacci
RESA DI UN RECENSORE DI CANDIDA
Ogni storia non è regolata da un conflitto ma da una relazione. A volte questa relazione può rimanere solo un tentativo. Altre volte può riuscire pienamente. Storie di popoli. Storie di Nazioni. Storie piccole. Storie grandi. Tutti soltanto tentativi di relazione. Toccami oppure Non toccarmi. Baciami oppure Non baciarmi. Vieni a casa mia oppure Non venire.
Marco Candida, Il bisogno dei segreti
(le frasi in Italique si riferiscono a un manuale di frasi fatte per imparare l’inglese)

aprile 25, 2011

25 aprile Festa della Liberazione

di gisy
Ora e sempre Resistenza
Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costituirà
a deciderlo tocca a noi
non coi sassi affumicati
dei borghi inermi e straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità.
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aprile 24, 2011

Ipazia o della memoria delle donne II

di vivianascarinci


“Piaccia a Dio che io cessi di vivere o di ricordare la perdita dei miei figli! Abbi cura di te e saluta da parte  mia i tuoi felici compagni, il venerabile Teocteno, innanzitutto, e il mio caro Atanasio, poi, tutti gli altri. Se il loro numero si è accresciuto di qualche nuovo venuto, che merita il tuo affetto, io devo essergli grato di meritarlo: è mio amico; riceva anche lui i miei saluti. Mi porti ancora qualche interesse? Te ne sono riconoscente, mi hai dimenticato? Io, nondimeno, non ti dimenticherò.”

Leggi la prima parte 

Seconda Parte

di Daniela Assunta Zini

Socrate scrive venti o trenta anni dopo gli avvenimenti che riferisce e a una distanza di mille chilometri dal luogo, ma vive nella capitale dell’impero e si può presumere che abbia avuto facile accesso ai documenti della curia.

aprile 23, 2011

Rue des carrières di Alessandro Zaffini (8 agosto)

di vdbd2

Rue des Carrières di Alessandro Zaffini (ora ventiquattrenne ; con questa poesia ha vinto un concorso di poesia per giovani a Savignano sul Rubicone, Premio R. Cantone, 2009)
pubblicato da Narda Fattori

Nonno Zaffini

 

Rue des carrières

Ci siam presi un’altra guerra, troppo stanchi
per parlare, ci siam presi e terra terra
siam partiti via dal mare.
Quattro stracci tra i bagagli, via da campi e da città,
con un treno verso nord che non sai dove fermerà.

Siamo scesi in una terra dove il cielo
fa più male, con le nuvole già gonfie
di ogni pianto da versare.
Qualche bocca da sfamare e un sogno di libertà,
ci hanno dato due baracche per sistemarci là.

Poi fu il grigio di ogni casa a disegnare
ogni sentiero, fu la gente e le montagne
di carbone nero.
Ci siam visti tutti quanti nell’abisso un po’ più in là,
ci siam visti tante facce, tutte nere a Charleroi.

aprile 22, 2011

Stelle frante

di gisy
Non mi nascondo la vanità del vivere
la sua fragilità di vetro di cristallo
la brevità di volo di farfalla
l’impronta lieve
appena sagomata
che resterà di noi
a chi toccherà
di vivere a sua volta
e penserà di nuovo
a quella vanità.
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aprile 21, 2011

A Vittoria Aganoor Pompilij e alla sua storia

di cristina bove

Lei scriveva con sguardo lontano
di rose e di colonne erbe fragranti
di fuochi sogni voli dolci rime
era la musa dei cavalieri stanziali
amata ed immortale
amata e umana
la sua mente invaghita
dell’altra stella pari
all’unisono andare…

aprile 20, 2011

Vento di scirocco – di Roberto Mazzarella

di antonellapizzo

“…la verità é che un rapporto non é mai prevedibile, non é mai fine a se stesso. Non é riconducibile a niente che non sia rapporto…
E’ come una bolla di sapone, destinata a vivere l’incertezza che un movimento appena meno delicato possa farlo esplodere… difficile equilibrio che si nutre di attimo dopo attimo, e non sopporta già più l’attimo seguente: perché sarebbe fuori posto… un tentativo di ipoteca…
Nessuno é più debole di chi ha tutto sotto controllo…”.
Il libro é vendita in tutte le 98 librerie “LaFeltrinelli“.

“una struggente storia d’amore, di passioni e di politica… nessuno é più debole di chi ha tutto sotto controllo l’amore altro non vuole essere che rapporto e rifiuta qualunque surrogato”

****

Dopo “L’uomo d’onore non paga il pizzo” edito da Città Nuova,  libro che tratta di tematiche civili e di testimonianza sociale, di impegno consistente nella lotta alla mafia, (la mafia, piaga e erba maligna che ha asfissiato e asfissia ogni uomo degno di chiamarsi tale impedendogli di crescere rigoglioso)

dove l’autore chiama all’appello ogni uomo, ogni donna affinché si faccia carico del problema e non si ponga come soggetto passivo alla mercé di un male che  per quanto malefico non è ineluttabile e nemmeno incurabile ma piuttosto invita ad alzare la testa e a dire no con coraggio, a strappare con forza la gramigna affinché la società possa vivere e prosperare nella legalità,  Roberto Mazzarella torna a fare sentire la sua voce con il  romanzo “Vento di scirocco” muovendosi nell’ambito della stessa materia.

Il romanzo inizia e si chiude con la stessa domanda “cosa c’era dietro quella casa?”

La domanda non scaturisce da semplice e banale curiosità ma è una di quelle domande che si annida nel cervello e dalle quali poi nasce quella forza dirompente che ti fa operare delle scelte precise che vanno spesso controcorrente e che ti sconvolgono in qualche modo la vita. Un’altra domanda precisa e altrettanto sconvolgente viene posta  fra le pagine del romanzo “Perché si interessa a queste cose?”.

aprile 19, 2011

Rosaria Di Donato: Poesia e filosofia

di margherita ealla

Parafrasando lo scritto di Heidegger Fenomenologia e teologia 1 in cui il filosofo sostiene che anche la teologia è una scienza in quanto si occupa del fenomeno della“cristianità” e non, specificamente, della conoscenza di Dio, si può forse sostenere che la poesia è una disciplina che si occupa di se stessa come possibile comunicazione d’esistenza.

Se la fede è un esistere…con il crocifisso 2, la poesia è un essere crocifisso: un essere appeso ad un legno ed il non poterne discendere mai. Intendo dire con questo che la poesia è un modo di esistenza dell’esserci umano e che il poeta è inchiodato alla croce della parola che è per lui dannazione e salvezza in modo totale ed esclusivo: questo è il suo destino.Totale perché la parola poetica esprime tutta l’interiorità del soggetto: il suo modo di vedere, di pensare, di sentire, di dire; esclusivo perché il poeta accoglie la realtà e l’irrealtà, il noto e l’ignoto, il limite e l’illimitato, il senso ed il non-senso.

aprile 18, 2011

In corpore insano

di fioriantonio

Chi può dire di averlo visto tutto ? Tastato si, ma visto davvero il proprio corpo, per esempio dal retro ? Forse con l’aiuto di specchi o in qualche foto maldestra.

In un certo senso, è l’abitudine a salvarci, a non pensarlo; l’abitudine di vederlo ogni giorno per parti, mai interamente, come invece vedi un altro dall’esterno, coricato oppure venirti incontro.

aprile 17, 2011

Ipazia o della memoria delle donne I

di vivianascarinci

ὅταν βλέπω σε, προσκυνῶ, καὶ τους λόγους.
τῆς παρθένου τὸν οἶκον ἀστρῷον βλέπων
εἰς οὐρανὸν γάρ ἐστι σοῦ τὰ πράγματα,
Yπατία σεμνή, τῶν λόγων εὐμορφία,
ἄχραντον ἄστρον τῆς σοφῆς παιδεύσεως.

Quando ti vedo mi prostro davanti a te e al tuo verbo,
Vedendo la casa astrale della Vergine,
Infatti, verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza del verbo,
Astro incontaminato della sapiente cultura.

Pallada, Antologia Palatina, IX, 400

 

Prima Parte

di Daniela Assunta Zini

Vi sono creature che mi fanno credere che l’anima esista.
Il mio intervento di questa sera si incentra su Ipazia.
Perché Ipazia?

aprile 16, 2011

Fra cori angelici e risate infernali

di paolapluchino

La musica delle origini era monodica e utilizzava uno stile detto melismatico.
*Il coro affonda le sue radici nel passato, e si attribuisce l’invenzione “moderna” di questa pratica musicale agli antichi greci (coro greco)* i quali la utilizzavano nel teatro, durante lo svolgimento delle tragedie, come voce narrante esterna alle scene.

aprile 15, 2011

Ercole Patti: “Un bellissimo novembre”, 1967

di Bartolomeo Di Monaco

Ercole Patti

Nato a Catania il 16 febbraio 1903 e morto a Roma il 15 novembre 1976 (il giorno e il mese coincidono con quelle stringate parole che chiudono il romanzo: “Era il 15 novembre del 1925”), Ercole Patti appartiene alla larga schiera degli scrittori siciliani che hanno dato un contributo di alta qualità alla letteratura del nostro Paese.

Ottimo giornalista, si dedicò poi alla narrativa, scrivendo molti romanzi. Se ne ricordano alcuni: “Quartieri Alti” del 1940, da cui Mario Soldati trasse nel 1945 il film omonimo; “Giovannino” del 1954; “ Un amore a Roma” del 1956; “Le donne e altri racconti” del 1959; “Cronache romane” del 1962; “La cugina” del 1965; “Un bellissimo novembre” del 1967, da cui Mauro Bolognini trasse nel 1969 il film omonimo, con la sensuale Gina Lollobrigida nella parte di Cettina; “Graziella” del 1970; “Diario siciliano” del 1971, vincitore del superpremio Campiello; “Gli ospiti di quel castello” del 1974.
Fu anche autore teatrale e sceneggiatore cinematografico.

aprile 14, 2011

Da “Mio padre, l’immigrante” di Vicente Gerbasi

di Sara Ferraglia

( emigranti italiani sbarcano a Ellis Island )

Canto V

A volte piombo dentro me stesso, come venendo da te,
e mi raccolgo in una tristezza immobile,
come una bandiera che ha dimenticato il vento.
Sui miei sensi passano angeli del crepuscolo
E lenti m’imprigionano i cerchi notturni.
Veniamo dalla notte e nella notte andiamo.
Ascolta. Io t’invoco da un orologio di pietra,
dove cadono le ombre, e dove il silenzio cade.
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aprile 13, 2011

È morto Tito di Marica Bodrožić: nota di lettura critica a cura di Anna Maria Curci

di viadellebelledonne

Marica Bodrožić:

 

Seminare ricordi, pescare parole, dire Dalmazia in tedesco.

Il mio primo incontro con la scrittura di Marica Bodrožić è avvenuto leggendo la sua introduzione all’edizione italiana del volume di racconti Nell di Christine Lavant. „Ho bisogno di un essere umano, finché non avrò Dio.“ Il linguaggio salvifico di Christine Lavant: questo è il titolo del breve e sostanzioso saggio di Marica Bodrožić pubblicato come introduzione ai racconti di Lavant (in: Christine Lavant, Nell, Zandonai, Rovereto 2009, IX-XVII). A testimonianza della traccia profonda lasciata già da questo primo incontro riporto le parole che concludono il saggio: “Anche il più alto grido è, nella scrittura, circondato di silenzio. Il lettore si addentra in questo silenzio ed è, nella catena di coloro che tacciono, l’ultimo anello: è fin dall’inizio il beneficiario predestinato della grazia.

”Il secondo incontro è stato voluto, non più un imbattersi casuale, dunque, ma il frutto di una ricerca, un viaggio nella poesia di Marica Bodrožić attraverso la traduzione dei versi che danno il titolo alla raccolta Ein Kolibri kam unverwandelt (Otto Müller Verlag, Salzburg/Wien 2007). Ho pubblicato la mia traduzione e l’originale in tedesco su Cronache di Mutter Courage l’8 marzo 2010.

aprile 13, 2011

Baciamolemani

di antonellapizzo

Videoclip del brano “La Corriera” dei Baciamolemani featuring La Pegatina tratto dal disco “L’Albero delle Seppie”(teAtroAmArgine, 2011), album interamente in DOWNLOAD GRATUITO su www.baciamolemani.net.

Videoclip del tema “La Corriera” de Baciamolemani feat. La Pegatina, incluído en el disco “L’Albero delle Seppie”(teAtroAmArgine, 2011). El álbum se puede DESCARGAR GRATUITAMENTE en www.baciamolemani.net

Nati artisticamente nel 2006, raccontano nella loro musica storie d’altri tempi, viaggi, miraggi e atmosfere grottesche condite con un sound tropicale.

La Corriera è il titolo del nuovo brano della band musicale ragusana Baciamolemani. …

i musicisti hanno girato il loro secondo video, con la partecipazione straordinaria di due dei componenti della famosa band spagnola La Pegatina, conosciuta e apprezzata in tutta Europa, con cui i BLM hanno intrapreso da qualche tempo a questa parte una proficua collaborazione artistica.

Hanno partecipato al video clip anche l’inarrestabile attore Marcello Perracchio, che, nonostante i suoi numerosi impegni, ha voluto dedicare del tempo ai Baciamolemani, e Barbara Giummarra, attrice e ballerina ragusana.

La troupe è stata diretta dal regista sciclitano Danilo Schininà, autore anche del primo video clip del gruppo I Ruffiani, che venne girato su un peschereccio a Portopalo nell’ottobre 2010.

aprile 12, 2011

Le poetesse d’Italia: Ada Negri (1870-1945)

di nuska

LE POETESSE D’ITALIA: Ada Negri 1870-1945

 

 

 

Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d’anno in anno da te attesi, o vita,
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto) non venne: ancor non venne.

 

 

 

Ada Negri nasce a Lodi il 3 febbraio del 1870 da Giuseppe e Vittoria Cornalba. Il parto avviene nella casa della nonna materna, la portineria di un palazzo signorile in via Porta Cremonese dove quest’ultima svolgeva il ruolo di custode. Il padre di Ada fa il vetturino a Milano, dove la famiglia risiede, ma è vittima del vizio di bere e muore quando lei ha appena compiuto un anno. Rimasta vedova, Vittoria si trasferisce definitivamente dalla madre con i due figli, il primogenito Annibale, che verrà adottato dallo zio materno, e la piccola Ada. Trova lavoro in una filanda e con grandi sacrifici riesce a mantenere la figlia a scuola fino al diploma, ottenuto nel 1887 con il massimo dei voti.

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