*Selezionato ARTICOLO DEL GIORNO dallo Staff editoriale di Paperblog per la prima pagina
Nei parchi di Tokyo e di tutto il Giappone le gemme dei ciliegi si stanno lentamente schiudendo per rinnovare, come ogni anno, l’incanto della loro fioritura bianco rosata.
L’hanami, ossia la contemplazione di quegli alberi in fiore, mentre si passeggia in silenzio o in sommessa conversazione con persone amiche, è ritenuta dai giapponesi una delle più gratificanti esperienze dello sguardo e dello spirito.
La sublime e struggente bellezza della natura si esprime per loro, all’inizio della primavera, proprio in quelle nuvole ricamate: lo sguardo che le accarezza è per i nipponici un esercizio estetico e filosofico. Infatti appaga gli occhi e fa riflettere sulla precarietà della condizione umana, che, come quei petali, può dissolversi da un momento all’altro.
Purtroppo tale fragilità il popolo giapponese la sta sperimentando in questi giorni nella maniera più atroce. Lo spaventoso tsunami seguito al terribile terremoto ha spazzato via chilometri di costa, ridisegnando la carta geografica dell’arcipelago e addirittura spostando l’asse terrestre. Città costiere, villaggi, vite umane, imbarcazioni, treni e autobus: tutto travolto dalla marea nera. Le immagini sono impressionanti e incredibili, come l’impotenza umana.
La natura che fiorisce i ciliegi e regala la gioia dell’hanami, quella stessa natura che come pochi al mondo essi sanno rispettare e apprezzare, si è abbattuta con forza furibonda sul loro paese bellissimo e inquieto.
In questi giorni di tragedia, nell’incubo, ancora una volta, della catastrofe atomica, colpisce la loro compostezza e dignità, retaggio forse di un’autodisciplina e di un fatalismo atavici, del tutto lontani dalla nostra cultura.
Anche quest’anno fioriranno i ciliegi: che sia per loro il segno della vita che rinasce, nonostante.
MGC


Tocca il cuore e commuove questo contrasto fra il fiorire della natura e la sua rabbia, vita e morte ancora una volta si sono combattute con estrema violenza . Pur sotto le macerie e la distruzione la forza della vita “rialzerebbe” il capo. Purtroppo incombe la mano dell’uomo, pesante questa volta, con le centrali disseminate sul territorio a centellinare morte.
Grazie Gisy per questo articolo che ci unisce tutti in un forte abbraccio al popolo giapponese, così orgoglioso e coraggioso ma ora così fragile.
Sara Ferraglia
Sì, lo spettacolo dei ciliegi in fiore è davvero unico…insuperabile. Spero che il Giappone ri-nasca come sempre i fiori a primavera.
Un saluto,
Rosaria
Pingback: L’hanami e lo tsunami
il contrasto di un’ondata titanica con un fiore… è forse tutto qui , il mistero della vita.
ma quanto detto bene!
qualche anno fa, ho potuto contemplare a Milano una splendida mostra su Hokusai, l’autore dell’onda visualizzata sopra; è stato un passo, insieme ad altri, per avvicinarmi alla spiritualità del popolo giapponese.
Oggi, queste proposte di Gisella le trovo molto pertinenti; in un momento tragico come questo mi coinvolgono ancora di più
marina
Grazie, amiche mie…
Come sapete di recente con il racconto su Junichiro Kawasaki mi sono avvicinata a quel mondo. La sento molto questa tragedia.
Un abbraccio
Gisella
Difficile non sentirsi partecipi di una tale tragedia.
Come hai ben sottolineato, colpisce il contrasto tra i doni che può elargire una natura prodiga e ricorrente e un’altra efferata e implacabile che cancella e sconvolge.
Peccato che a questo ci si aggiunga la stolta capacità dell’uomo di aggiungere elementi di pericolo al nostro già precario equilibrio terrestre, come nel caso di una centrale nucleare.
Mi auguro che queste vicende servano da monito alla scellerata superficialità italiana.
Quando si parla di eventi così tragici veramente la scrittura diventa strumento
duttile di rappresentazione , di narrazione, di riflessione. L’accostamento della fioritura dei ciliegi, festa per gli occhi e per l’anima in Giappone, a quell’onda nera distruttrice restituisce l’umanità dove l’umano veramente nulla può davanti alle forze scatenate della natura.
Hai saputo dirlo con grande delicatezza, con profondo rispetto, Gisella, te ne sono grata, come le altre.
Grazie anche a Donatella e a Narda delle loro intense riflessioni e delle belle parole per me. Un abbraccio a voi e a tutte le care amiche di VDBD.
Gisella
ecco l’attenzione, la partecipazione a ciò che accade, e la bravura di Gisella coniugati in un altro post di grande impatto ed eleganza. Grazie!
Grazie, cara Margherita.
Un abbraccio
Gisella