Una poesia di Ildegarda di Bingen


Ildegarda di Bingen raffigurata su un manoscritto medievale

Nata in Germania,sulle rive del Reno, nel 1098 e morta nel 1179, Ildegarda fu celebre filosofa benedettina,venerata come Santa, fondatrice di diversi monasteri, scrittrice,musicista, drammaturga, linguista,consigliera politica, naturalista, guaritrice, profetessa e poetessa, per la quale la donna personificava idealmente l’umanità di Gesù.

La donna melanconica

Ci sono donne magre e dalle vene sporgenti

con ossa di grandezza media

Il colore del loro sangue è più scuro che rosso

e il loro volto è grigiastro,quasi cereo.

Sono mutevoli come il vento

e i loro pensieri vagano qua e là.

Spesso si sentono oppresse da malanni tormentosi

hanno poca resistenza

e ogni tanto diventano malinconiche.

Nel loro ciclo mensile soffrono di un flusso abbondante,

sono sterili

e il loro utero è debole e fragile.

Non sono in grado quindi di accogliere

trattenere e riscaldare il seme dell’uomo:

se non si sposano

vivono più sane, forti e liete.

E questo perché, dopo aver fatto l’amore

si sentono sfinite.

Allora gli uomini si allontanano da loro

anzi le fuggono:

le donne malinconiche non sanno parlare agli uomini con dolcezza

e in fondo non li amano veramente.

Ma talvolta il piacere dell’amore le invade

anche se per breve tempo

anche se subito lo dimenticano.

Se la menopausa arriva troppo presto soffrono sovente di gonfiori alle gambe

e diventano nervose e un po’ folli.

Se Dio o la medicina non le aiuta

muoiono giovani.

Ildegarda di Bingen

[immagini da Wikipedia agli indirizzi

 

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Hildegard.jpg;

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Ildegarda_di_Bingen-wiki.jpg%5D

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Sono antica.Lo sono sempre stata anche da giovane.Poeta? Forse. Devo crederci. Tutto il resto ha poca importanza.
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10 risposte a Una poesia di Ildegarda di Bingen

  1. Sara Ferraglia scrive:

    Grazie per questa proposta che ho desiderato subito approfondire e ho trovato questo:

    “All’interno di questo quadro rileviamo teorie particolari e sorprendenti come l’analisi originale della differenza del temperamento melanconico nell’uomo e nella donna, contenuta nell’esposizione della dottrina antica dei quattro umori e caratteri. «L’eccesso di umore melanconico nell’uomo provoca lussuria e frenesia. Amaro, avido, privo di saggezza, carico di senso di morte l’uomo melanconico desidera le donne ma non le ama e le assale come un lupo di notte o un vento impetuoso che scuote le case: il suo abbraccio non dà tenerezza …”

    e ancora : “Notevole anche la valutazione acuta e positiva dell’amore fisico fra uomo e donna, anche qui distinti nel piacere (delectatio): «l’amore dell’uomo è un ardore simile a un incendio che divampa nel bosco, quello della donna assomiglia al caldo tepore che viene dal sole e fa crescere i frutti…».
    È bello e singolare che siano gli scritti di una monaca sapiente, grande protagonista della cultura monastica, a rappresentare con tanta evidenza l’affermarsi di un nuovo linguaggio e di un positivo atteggiamento che prende le distanze dalle tendenze ascetiche della cultura altomedievale.”

    Da : http://www.enciclopediadelledonne.it/index.php?azione=pagina&id=12

    Sara

  2. Pingback: Una poesia di Ildegarda di Bingen

  3. lucetta frisa scrive:

    grazie a Margherita che con entusiasmo si è incaricata di postare per me questo strepitoso testo.
    E grazie a Sara per il suo commento e soprattutto per l’approfondimento che ci arricchisce tutte.
    lucetta

  4. margherita ealla scrive:

    Sì con entusiasmo, ma non con accortezza…dato che il titolo risulta un po’ in grassetto (diritto), un po’ in corsivo…
    però ho deciso che l’errore dà luogo a un suo perché, mette l’accento sul “La”, e inclina alla malinconia dolcemente il resto.
    Tralaltro viene da chiedersi se questo di Ildegarda non sia un autoritratto.
    (l’umore malinconico attira spiriti che provocano estasi e visioni…)
    Gli occhi di Ildegarda sono melanconici e l’immagine di testa (del post), rappresenta il demone – spirito alla testa del suo fuoco.

    Grazie alla Lucetta! per questa bellissima proposta e a Sara che l’ha integrata in modo interessante.

    ciao

  5. lucetta frisa scrive:

    anche per me è il suo autoritratto.
    Le donne saturnine soffrono di umore malinconico, ma sono creative e tenaci.La loro “maternità” non nasce dai visceri ma dall’intelletto e dallo spirito.
    Ildegarda credo sia profondamente influenzata da Saturno.
    lucetta

  6. Aprezzato tantissimo, questi versi-con un che di austero e “scientifico” riescono a dare il senso di una notevole passionalità sottostante Mi affascinano tanto.

  7. Pingback: Una poesia di Ildegarda di Bingen | fucarapolvere

  8. molesini scrive:

    Davvero notevole la “modernità” del testo, la capacità di parola che fluisce in quel tipo di ambiente monacale, come se avesse saputo ricavarsi un proprio piano di indagine e lavoro, immune dalle potenze di censura.

  9. lucetta frisa scrive:

    Anche per me è così, Dominica.
    Chi diceva che “sans passion il n’y a pas d’art?”
    E lei aveva passione mistica e artistica.
    Senza passione non si fa nulla, si vegeta.
    Grazie
    lucetta

  10. lucetta frisa scrive:

    Grandezza della libertà autentica.
    So che aveva molto potere e quindi molta libertà. Ma un potere soprattutto interiore, un’energia creatrice eccezionale che abbatteva ogni ostacolo.
    Grazie del passaggio, Silvia
    lucetta

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