Tag

, ,


Bacca Berberis

Pochi semi

Costretto
vento di tramontana
a sarchiare
il cimitero ingentilito
di vecchiaia

quieto
abbandonato
rifratto di luce sghemba

minimo e ansante
curiosa
muso di sorcio
nei semi
di qualche erba.

(1985)

*

Piccole lame

Il giro dei nidi
Il capanno delle sere contate
sulla collina
Il letto sfatto tra le mura
d’una stanza
Chi parla di tempeste
della polvere sollevata
della nebbia sui porti
Chi si nasconde
nel giro dei nidi
I vuoti giacigli
dei ragazzi – senza più
tempo – memoria – le mani
poggiate sul tavolo
dei semprevivi
I minuti ritmici affondano
piccole lame
Il lago accoglie tonfi
di sasso.

(1989)

*

Equinozio d’autunno

A piccoli passi
si allontana
l’immagine uscita al sole
s’è volta in controluce
silhouette senza sorriso
totem al cuore di fanciullo
quando
annegherà di luce il tempio
dell’equinozio
entrerà anche il vento
mulinando polvere.

(1996)

*

Gradini e chiavi

Rumore di chiusure
labbra senza voce
la chiave
gradini scendono
al ventre della casa
cantina di umidi avvolti
odore di ragnatele
pipistrelli dormienti
nel sussulto dei cardini
la chiave
offuscati vetri
all’apertura del mosto
cavalli raspati
nella caligine rotta
dall’ostacolo
rumore accartocciato
di foglie sul lembo
chiuse.

(1996)

*

Nero

Trascorrono le molte lune
ora si opaca la notte
nero
assorbe anche le stelle
nero il lutto
che attraversa le alte porte
della foresta.

(1996)

*

Dolomiti

Quanta distanza dal mare
calpesto conchiglie e gusci saldati
dal tempo, racchiude dolomia la voce
ingrossata di onde ampie, custode
di ogni misura vivente sommersa
fra oceano e mare interno, il ventre
fertile smosso dal vento, accento
maschile insemina antiche querce.

(2009)

*

Il creato

Sento il rumore appena accennato
leggero di poco peso, striscia si ferma
rintocca l’angolo del buio dove
molesta una luce accesa, forse
un riflesso di fuori, appoggia mani
sui muri e suona rumori dal niente
al buio tutto è gigante, ombra
e occhi dilatati del favoloso
dio di tutte le cose, abbandonate.

(2010)

 

*

La resa

Non sai dire quanto sarà leggera
senza cicatrici la ferita del nostro
inverno, non potrai usare parole
diverse dalla resa ormai spoglia.

(2010)

*

Oracolo

Arrivano gli affamati della stagione
con le nebbie avvolte ai fianchi
sfumano emozioni stantie da tempo
odorano di rive e passaggi
dell’attesa predicono parole.

(2010)


si continua con la galleria di fotografie di Anna Maria:


fringuello morto

Aquilegia capsule

cirro


nocciolo


ragnatela (gocce)


Abb. Novacella

chiosco


verga d’ oro

 

cinciarella (volo)

***

 

NOTE:

Anna Maria Ercilli è nata a Trento dove risiede. Soggiorna per alcuni anni in Liguria. Lavora nel Servizio Sanitario. Si interessa di volontariato. Ha pubblicato: Abbraccio (Alcione), Il dono inquieto (Rebellato), Piccole lame (Ibiskos), Dall’aria, alla terra, all’oblio (Laboratorio delle Arti), La porta di Tàriso (Joker).

Antologie: La poesia nel Trentino-Alto Adige, Donne in poesia, Controparole, La conservazione dell’oggetto poetico, La parola convocata, Poesia in azione, Navigando nelle parole, Hospite, Rane, L’uomo, il pesce e l’elefante, Con gli occhi di un cane, E tuttavia ti cerco, d’Acqua è il mio nome, Viaggi di Versi.

Riviste: Ghibli, Malvagia, R§S, Il Cristallo, Il Comunale, La Mosca di Milano, Il Monte Analogo

Scrive racconti per riviste. Collabora con le riviste “R&S” dell’associazione Apan e “Il furore dei libri”.

E’ presente nell’itinerario poetico “Bosco dei poeti” Dolcè (VR).

Assidua frequentatrice del festival ‘poesia a strappo’ (Circolo Correnti) itinerante nelle piazze del paese.

Fotografa amatoriale: Radici, Il giardino dell’Hybris, L’eco del Rio Gola

***

Segnalo inoltre la raccolta poetica  La stanza del colore provvisorio 2009/201o pubblicato dalla   Gettoniera di   Vibrisse bollettino di letture e scritture a cura di Giulio Mozzi  che ne ha anche realizzato il relativo pdf scaricabile.

Anna Maria cura in rete  il sito personale Dopo il mattino


About these ads