Povertà di Cettina Lascia Cirinnà – n. 16


 In questo momento della mia vita, scrivere dà un senso alla mia esistenza.

La festa del Natale quest’anno inevitabilmente mi fa riflettere e pensare a tutti i nuovi poveri della società di oggi, vittime inermi … triturati dalla globalizzazione di questi Tempi Moderni.

Complimenti per questo Blog letterario collettivo, è diventato (per me) un punto di riferimento importante che mi arricchisce ogni giorno.

Cordiali saluti

Cettina Lascia Cirinnà

Povertà

Un vento gelido di tramontana

sferza volti angosciati, immobili

in apparenza, senza vita

sotto i ponti della stessa vita….

Solamente cartoni e vecchie coperte

fanno loro compagnia.

Anche quest’anno

sotto l’albero di Natale

un pacco enorme

abbaglia e attira l’attenzione…

E’ bellissimo, di carta colorata

con un grande fiocco…

Quando lo scarterai

con la solita cura…

con gioia…

vedo i tuoi occhi brillare…

Ahimè, troverai dentro una sorpresa.

Troverai tanta…tantissima: ”Povertà”

tutta quella che si può trovare

in questo Mondo di “Povertà”.

Erba, 7 dicembre 2010

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3 risposte a Povertà di Cettina Lascia Cirinnà – n. 16

  1. fernirosso scrive:

    il Natale non è mai povero:oppure,paradossalmente, la sua ricchezza muove dalla miseria della scena in cui prende forma, per espandersi in un ambito del “mondo”, in cui lo spirito crea ad ogni attimo la vita.Essere mondo, non mondano, è l’essenza della natalità-natività in ogni tempo, in ogni attimo della vita.Il dolo e il dolore è che noi “scartiamo” e buttiamo l’essenza, per avere un involucro vuoto.

  2. CETTINA scrive:

    Grazie Fernanda del tuo commento che ha arricchito la mia riflessione sulla povertà materiale che oramai è ben visibile nella società di oggi nascosta sotto il miraggio di un’opulenza fittizia anche se quello che mi preoccupa di più è la povertà d’animo che influenza un egocentrismo diffuso, una perdita di sensibilità verso le persone più fragili e indifese.
    Un caro saluto da Cettina

  3. antonella pizzo scrive:

    non bisogna però lasciarsi prendere dallo sconforto, il Natale è la nascita della speranza, nasce il Cristo che per il cristiani è la vita nuova, ma anche in senso laico è il solstizio d’inverno, è la rinascita del sole. ciao e buon anno da antonella

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