Archivio per dicembre, 2010

dicembre 31, 2010

“Augùri!”, “Augùri!

di viadellebelledonne

Pollock

Speriamo che il vostro capodanno non sia così come descritto nella poesia di Ripellino ma se anche così fosse

“Augùri!”, “Augùri!

da parte di tutta la redazione di Viadellebelledonne per un nuovo anno ricco di poesia

Da Notizie dal diluvio – n. 44 – Angelo Maria Ripellino

C’erano Ivàn il Terribile con la pelliccia sino a terra,

e la molle coda colante di una cometa,

una pupàttola argentea con rossi stivali,

una serratura che voleva essere forzata.

E tric trac e lenticchie, presagio di ricchezza,

e tappi immobili come nocchi di quercia,

e una donna-montagna che ascoltava

da uno sparuto mangianastri “Petite Fleur”.

E alcune antenate con grandi orecchini-amuleti,

e barcacce dismesse e mercantesse di cuori,

e la superficie troppo liscia di uno specchio a merletti,

e un pigolio spiritato di maligni scalpori,

e odori di croste di cipria e di capra e di muffa,

e molte viscide teste che si rimpinzavano,

biascicando con foga “Augùri!”, “Augùri!”

dicembre 31, 2010

Buon Natale da Viadellebelledonne

di viadellebelledonne

Il presepe di Greccio – Storie di San Francesco attribuibile a Giotto
Basilica Superiore di Assisi

***

Lettrici e  lettori hanno condiviso con noi  storie,  fotografie anche corredate di storie legate ad esse,  poesie,  pensieri ispirati a questa importante festività, più di venti modi diversi di vedere e vivere il Natale.  Viadellebelledonne ringrazia di cuore per i contributi e augura al  mondo intero (anche a chi il Natale non festeggia e non conosce)  un Natale ricco di pace e di serenità.

BUON NATALE

La sedia racconto di Amelia – n. 1

Racconto di Natale – n. 2

Un Natale di incanto di Sara Ferraglia – n. 3

Ricetta Natalizia dei Cappelletti di parma di Sara Ferraglia – n. 4

La Neve foto di Margherita Gadenz – n. 5

Il Mercato del Natale di Anna maria Ercilli – n. 6

L’arrostino di Fiorella Gianluisa Donati – n. 7

Natale 56 di Marta Ajò – n. 8

Natale 1950 di Anna Maria Bonfiglio – n. 9

Il Natale che fu di Narda Fattori – n. 10

Il profumo di Natale di Maria Gisella Catuogno – n. 11

Noel memoire di Pamela Apepam – n. 12

Vedi cosa vuoi fare e cosa vuoi scegliere di Asma Gherid – n. 13

Muore la sera di Giulia Martinelli – n. 14

Sgocciola il Natale di Ileana Izzillo – n. 15

Povertà di Cettina Lascia Cirinna – n. 16

Mon coeur souvre a ta voix di Fernanda Ferraresso – n. 17

Panis Angelicus di Elina Miticocchio n. 18

Christmas Eve di Anne Sexton traduzione di Daniela Di Raimondi – n. 19

Quel presepe di Villa Dominica Balbinot n. 20

Regalami a Natale di Antonella Pizzo – n. 21

dicembre 28, 2010

L’armonia del vuoto

di vivianascarinci

di Paola Abeni

1

Finire in questa poca
luce
come piccoli stormi i nodi
che raccolgono i nomi

colpi che finiscono in niente
come un respiro corto
le pillole infrante tutte
allineate

se ascolto l’armonia del vuoto
l’ombroso sentiero della vita
e ricordo di aver visto

questo è un giorno che non ho.

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dicembre 27, 2010

Le Stanze del Sale di Patrizia Dughero -Premio Giorgi 2010-

di sandrapalombo

Patrizia Dughero, Le Stanze del sale, Le voci della Luna, 2010 – Premio Giorgi 2010

Prefazione di Gregorio Scalise

Il percorso del sangue

“Compito”, il primo testo de Le stanze del sale, dell’autrice Patrizia  Dughero, si apre con una precisa dichiarazione: “A volte li frantumo i sassi/per vedere se trovo qualche pezzo// buono da salvare.//” E’ una dichiarazione  che fa intendere una attenta perseveranza, e, come dicono i versi successivi, “…scavo dei buchi” e poi “intesso con mattoni nuovi”. Oppure con improvvise virate dopo aver descritto la fine di un coniglio, la Dughero dichiara di essere sicura di volere una sorellina. Dichiarazione appunto inattesa che rivela dei pensieri che sino a quel momento erano stati riposti o rimossi. In una recente dichiarazione dell’autrice si legge che se “ad un membro organo della famiglia sistema corpo è stato fatto un torto (..) è possibile che nella famiglia stessa esista una esigenza di compensazione”. Vivrebbe una coscienza della stirpe e la dialettica di questa coscienza guarda  ai predecessori più che ai discendenti. Tali riferimenti antroposofici sorreggonoin certa misura le nervature ideocratiche dei testi. Molti di essi d’altronde  rivelano un finale a sorpresa, come se il testo dovesse compiere un lungo  percorso (quello del sangue, della vita corporea) per giungere ad una specie di rivelazione.

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dicembre 24, 2010

la sedia di natale, racconto di amelia – n. 1

di viadellebelledonne

uell’anno facemmo il presepe su una sedia. La ricoprimmo di stagnola e per un poco giocammo all’astronave: la sedia rovesciata, una di noi dentro l’intelaiatura, l’altra il marziano.

Quando ci stancammo, andammo a staccare con le unghie il muschio dal muro che delimitava l’orto. L’odore di terriccio e piccole radici era come quello delle estati in cui gli idranti restavano accesi tutta la notte e le ore si riempivano di qualcosa di spossante, di fradicio: penne di uccelli bagnate, rami macerati, il freddo dei fanghi sul fondo dei fossi che risaliva e faceva vapore sulle foglie semi bruciate dalla calura del giorno.

dicembre 24, 2010

Racconto di Natale – n. 2

di viadellebelledonne

Tetro e ogivale è l’antico palazzo dei vescovi, stillante salnitro dai muri, rimanerci è un supplizio nelle notti d’inverno. E l’adiacente cattedrale è immensa, a girarla tutta non basta una vita, e c’è un tale intrico di cappelle e sacrestie che, dopo secoli di abbandono, ne sono rimaste alcune pressoché inesplorate. Che farà la sera di Natale – ci si domanda – lo scarno arcivescovo tutto solo, mentre la città è in festa? Come potrà vincere la malinconia? Tutti hanno una consolazione: il bimbo ha il treno e pinocchio, la sorellina ha la bambola, la mamma ha i figli intorno a sé, il malato una nuova

dicembre 24, 2010

Un Natale d’incanto – di Sara Ferraglia – n. 3

di viadellebelledonne

Un Natale d’incanto.

“Che regalo vuoi zia Titti per Natale?” – lei è seduta come sempre accanto al termosifone, nella piccola cucina dove ancora troneggia il vecchio camino da anni in disuso.

dicembre 24, 2010

Ricetta natalizia – I cappelletti di Parma – n. 4

di viadellebelledonne

Questi sono i miei cappelletti ( o anolini) da cuocere il giorno di Natale nel brodo di manzo e gallina. Allego la “ricetta”, se così si può chiamare, perchè più che altro si tratta di appunti tramandati oralmente da mia nonna a mia madre. Come si può notare, io li ho frettolosamente trascritti, sovrapponendo negli anni errori e rifacimenti.

Per chi fosse davvero interessato, consiglio di leggere qui :

http://it.wikipedia.org/wiki/Cappelletti

Buon Natale .

Sara Ferraglia

dicembre 24, 2010

basta la neve ed è natale di Margherita Gadenz – n. 5

di viadellebelledonne

suonatori

dicembre 24, 2010

Il mercato del Natale di Anna Maria Ercilli – n. 6

di viadellebelledonne

astro (fotografia di Anna Maria Ercilli)

 

 

***

Il mercato del Natale

Nuove luci tremano nell’aria

invisibile effetto dei contrari

correnti salgono incroci

provvisori, accendono

e spengono figure commerciali.

 

dicembre 24, 2010

L’Arrostino di Fiorella Gianluisa Donati – n. 7

di viadellebelledonne

 

L’ARROSTINO
Appena sposata, cambiai totalmente gli usi e costumi della mia famiglia primaria, specialmente quelli che riguardavano le Festività. Mio marito di usanze nella sua famiglia non ne aveva mai avute e fu quindi ben contento di affidarsi alla mia fantasia.
Mia madre, per esempio, faceva sempre l’albero di Natale e io decisi quindi di fare il Presepio.
Il Natale con loro si festeggiava il 25 dicembre (pranzo e cena) e io e mio marito lo festeggiammo la Vigilia (solo la sera) e il giorno dopo ed il seguente furono giorni come tutti gli altri. Parenti non ne frequentavamo e ce ne stavamo beati fra di noi, spesso con la musica ‘a manetta’ che faceva tremare i muri e i nostri vicini di casa.
Il Presepio volli farlo con le mie mani limitando la cosa ai tre personaggi principali: Gesù, la Madonna e San Giuseppe. Comprai un panetto di stucco bianco -che una volta si usava per bloccare i vetri delle finestre- e lo modellai come fosse creta. Riuscirono bene: d’altra parte a Brera avevo pur imparato qualcosa oltre a divertirmi con i miei compagni/e. Poi si trattò di vestirli adeguatamente.

dicembre 24, 2010

Natale 56 di Marta Ajò – n. 8

di viadellebelledonne

Natale 1956, tutti insieme.

Manca mia madre, che stava sicuramente intorno al tavolo con il vassoio di crostini toscani, umidi di brodo come faceva lei. La ragazza in primo piano è mia sorella più grande, 18 anni e appena fidanzata “ufficialmente” come si usava allora,  con Marcello alla sua sinistra. I due che poggiano la testa sulla mano sono mia sorella Manrica, la secondogenita e mio padre, con i baffi e i capelli brizzolati anche se ancora giovane; la coppia successiva è quella degli ospiti d’onore di quel Natale, i futuri suoceri di mia sorella Anna. A seguire mia nonna Rina, che stava quasi sempre da noi. Il brutto anatroccolo, ragazzina informe ma con il desiderio, deluso, di apparire carina sono io ed infine Stefano, mio fratello, ultimo dei figli, tanto desiderato quanto sfortunato.

Di tutti oggi restano, in questo natale 2010, solo Anna, Manrica ed io.

Un natale un po’ più numeroso, fra nipoti, qualche marito e con nostra gioia un neonato.

Nostalgia tanta ma la tradizione, il gusto, gli odori e le speranze di serenità assimilate a questa festa non mi hanno mai abbandonato!

dicembre 24, 2010

NATALE 1950 di Anna Maria Bonfiglio – n. 9

di viadellebelledonne

 

Zio Alberto era appena tornato dall’America e aveva portato un mucchio di gadget ( che allora non si chiamavano così) di un vetro sottile e coloratissimo: alberelli, casette, nanetti, angioletti e animaletti vari, e tante candeline trasparenti contenenti un liquido variopinto che ribolliva dentro. Erano gli oggetti che avrebbero addobbato l’abete natalizio, il primo albero di Natale che noi bambini avessimo mai visto. Da allora, da quel lontano dopoguerra che preconizzava un periodo di benessere e di serenità dopo i disagi e i lutti che aveva procurato, l’albero di Natale rallegrò ogni anno la nostra casa.

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dicembre 24, 2010

Il Natale che fu di Narda Fattori – n. 10

di viadellebelledonne

Il Natale che fu.

 

Credo che i riti natalizi veramente sentiti e partecipati nella mia infanzia fossero la preparazione del presepe, l’apprendimento mnemonico dei sermoncini da recitare il giorno di Santo Stefano sul primo ( ed unico) palcoscenico della mia vita, davanti all’altare , e la chiusura dei cappelletti, come si chiamano i tortellini qui in Romagna, stessa forma ombelicale e diverso ripieno.

Il primo, il presepe, coinvolgeva mio padre e noi bambini. In gruppo, con i compagni del vicinato, si partiva in esplorazione  dei fossati delle campagne circostanti , alla ricerca del muschio più folto e verde. Sciamavamo allegri, a spiare le sponde dei fossati e qualcuno aveva già intuito che la sponda in ombra prometteva di più. Erano escursioni gioiose e giocose all’inizio, ma con il passare dei giorni e delle settimane il gioco di trasformava in competizione, ciascuno andava da solo, mentiva sul luogo e l’orario, teneva segreto la topografia del luogo che custodiva il suo muschio-tesoro.

dicembre 24, 2010

Il profumo di Natale di Maria Gisella Catuogno – n. 11

di viadellebelledonne

Il profumo di Natale

 

Quando cominciavano le vacanze natalizie, Irene, otto anni, caschetto di capelli neri e grandi occhi verdi spalancati sul mondo, lasciava il suo appartamento di paese e si trasferiva con la mamma e il fratellino Francesco, per due settimane, dai nonni, a Capocastello,  per trascorrere insieme a loro le feste più belle dell’anno: che emozione, per lei, riprendere il filo interrotto del colloquio col mare, che si apriva là sotto, a due passi da casa, respirarne il profumo di salmastro tutte le mattine, vedere la sua superficie trascolorare dal grigio allo zeffiro a seconda dell’umore del cielo! Anche la lontananza degli amici pesava meno: li avrebbe rivisti presto, appena dopo l’Epifania.

dicembre 24, 2010

Noël mémoire di Pamela Apepam – n. 12

di viadellebelledonne

Noël mémoire

Io me lo ricordo ancora quando il Natale era tutto in una sera del 24 dicembre. Quando le luci erano sparse lungo il corridoio di casa e le foto nelle vecchie cornici sui mobili mi fronteggiavano, occhi negli occhi.

Me lo ricordo ancora. Le voci che si ammassavano dentro un girotondo, le mani colme di racconti, di domande. C’era sempre una risposta, allora. Come un morbido vestito che copriva ogni corpo che si faceva nudo, e lo scaldava, facendo scivolar via i brividi di un’esigenza incompiuta.

Io me lo ricordo ancora.. l’odore delle mura, rivestite di una carta da parati macchiata dalle mie stesse mani.

dicembre 24, 2010

Vedi cosa vuoi fare e cosa vuoi scegliere di Asma Gherid – n. 13

di viadellebelledonne

Vedi cosa vuoi fare e cosa vuoi scegliere

 

Asma Gherib

- 1 –

 

Ascolta e scrivi:

Sono colui che prevale, colui che assolve e copre tutto,

ti copro, oh mio adorato, e perdono i tuoi peccati,

non ascoltare dunque le parole degli altri, ti lascerò al loro diavolo

non fare abitare nel tuo cuore altri, ti abbandonerò ai loro pericoli.

dicembre 24, 2010

Muore la sera – di Giulia Martinelli – n. 14

di viadellebelledonne

Muore la sera

Muore la sera
di risate e bicchieri mezzi pieni
a disegnare cerchi imperfetti
stretti tra le mani dalle unghie smaltate,
i bracciali sgargianti, sonanti.
Si scivola.

Fuori il ghiaccio
dentro
uno spazio immenso.

dicembre 24, 2010

Sgocciola il natale di Ileana Izzillo – n. 15

di viadellebelledonne

Sgocciola il natale

Sgocciola il natale
sulle vetrine di porpora

Sbava per le luccicanti
luminarie negli occhi dei bambini

Gratta le guance sporche
ai barboni dei cartoni

S’arrampica sulle ginocchia
delle prostitute dei viali

dicembre 24, 2010

Povertà di Cettina Lascia Cirinnà – n. 16

di viadellebelledonne

 In questo momento della mia vita, scrivere dà un senso alla mia esistenza.

La festa del Natale quest’anno inevitabilmente mi fa riflettere e pensare a tutti i nuovi poveri della società di oggi, vittime inermi … triturati dalla globalizzazione di questi Tempi Moderni.

Complimenti per questo Blog letterario collettivo, è diventato (per me) un punto di riferimento importante che mi arricchisce ogni giorno.

Cordiali saluti

Cettina Lascia Cirinnà

Povertà

Un vento gelido di tramontana

sferza volti angosciati, immobili

in apparenza, senza vita

sotto i ponti della stessa vita….

Solamente cartoni e vecchie coperte

fanno loro compagnia.

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