Archivio per agosto, 2010

agosto 31, 2010

Vincenzo Pardini: “Banda randagia”, Fandango, 2010

di Bartolomeo Di Monaco
Vincenzo Pardini

Donata era bella quanto misteriosa. La sua solitudine ne accentuava il fascino.” Donata è la protagonista del primo dei nove racconti, “La moglie del serpente”, che formano la raccolta. Nata già un po’ ritrosa, un tentativo di violenza subito da un compagno la segna ancora di più nel carattere. Dubiterà degli uomini. Non le andrà mai di parlare con altri della sua vita intima. “Essere aggredita, stuprata era un timore da cui non riusciva a liberarsi.

La sua natura e la terribile esperienza accentueranno in lei alcune perversioni latenti. Facilitata in ciò dalla sua bellezza, si troverà a vivere esperienze di forte morbosità. Non si sottrarrà nemmeno al desiderio di uccidere. Un serpente boa acquistato in un negozio cinese, da cui si sente attratta, la renderà protagonista di una insolita storia d’amore.

La scrittura di Pardini è veloce, fatta di frasi stentoree. Il sesso vi compare come elemento dominante della vita, al quale nessuno può sottrarsi, e che riesce a far esplodere le più nascoste e inquiete verità su noi stessi.

Anche Eldo, il protagonista di “Banda randagia”, è un tipo introverso, come Donata. Appartato, silenzioso, non ama intrattenersi con i compagni. Troverà una pistola e sarà spinto dal desiderio di uccidere.

agosto 29, 2010

Canzoni

di Blumy
Baisho  ?

La torre s’è riempita di muschio
fiori mitili conchiglie.
Con le gambe conficcate nella terra
e il capo sporto nell’azzurro

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agosto 27, 2010

poesie scelte da *Lo sfasciacarrozze* di Riccardo Raimondo, più cinque inediti

di natàlia castaldi
 

Lo Sfasciacarrozze - A&B, Bonanno Editore

“Mi chiedono di parlare della mia poesia? Per quanto ne so io la poesia è sempre un atto anarchico, c’è sempre un margine di ribellione in chi compone versi. Perché il verso è qualcosa che sconquassa il linguaggio e lo costringe ad arrivare al limite della sua funzione. Bisogna sfasciarlo dunque questo linguaggio, per farlo poi brillare di nuova vita. Dal comunicare si passa al supercomunicare.”

Riccardo Raimondo

Parto da questa dichiarazione di poetica con cui lo stesso Raimondo esprime l’ansia alla scrittura, in sintesi, la Rilkeana “necessità” o “impellenza” d’esprimere il proprio pensiero oltre le soglie del comune linguaggio, per introdurvi la voce di questo giovane artista della parola. Non è una trovata, o una ricerca d’originalità, a spingermi ad appellare Riccardo Raimondo come “artista della parola” anziché “poeta”, bensì un voler allargare gli orizzonti della scrittura oltre le rigide etichette, che concentrerebbero subito l’attenzione del lettore sulla successione formale del percorso espressivo nella sua progressione in versi. Quello che, invece, mi preme qui sottolineare in Riccardo (ma che riscontro in molti giovani autori contemporanei, tanto da far pensare allo svilupparsi di un “involontario e naturale” movimento, o trend) è la palese esigenza di assimilare per poi sfasciare, smontare e riplasmare la tradizione a proprio fine, uso e consumo. Dar vita al nuovo, oggi, appare cosa davvero difficile dacché la sperimentazione pura e fine a se stessa, ha decretato di per sé in partenza il suo “vuoto” fallimento. Dunque, che fare? Come trovare la propria strada, la propria voce? Semplicemente rispondendo a quella che la Szymborska definì “la gioia di scrivere”, facendo della Rilkeana necessità non solo esigenza di pungolo, ma piacere nel “comunicare”, raccontare, o semplicemente “dire”.

agosto 26, 2010

Save our souls – Inedito di Giovanni Giudici

di Sara Ferraglia

Save our souls

Salvate le nostre anime:

Indi e quindi il segnale

Passando senza nessuna

In lingua viva risposta -

Chioccolìo del morto auricolare

agosto 22, 2010

alcune poesie di Luciano Mazziotta, da *Città biografiche*

di natàlia castaldi

Propongo qui una selezione di poesie di un amico e giovane poeta, Luciano Mazziotta, in cui credo molto.

Spero incontreranno la vostra attenzione. (nc)

Città biografiche - Luciano Mazziotta

*** *** ***

Pensa se fosse così la città

 .

Pensa se fosse così la città,

se ci fossero le auto ferme

ai semafori, e se allo stop

bloccassero i cerchi in lega

e facessero un cenno con

gli abbaglianti. Se gli abitanti

abitassero, se sui muri ci

fossero luci e pubblicità;

se ci fossero spazi pubblici,

e se li battessero prostitute

clandestine, locali, tailandesi;

se nascessero ristoranti cinesi

come funghi, e se i funghi

ce li mangiassimo, in qualche luogo

ci innamorassimo e parlassimo

almeno una volta al giorno.

Se fosse un punto di ritorno,

se non si aggirassero né angeli

né dei, se ci si buttasse dai ponti,

se si morisse costantemente;

se si nascesse in ospedale:

se ci si sentisse bene,

se ci si sentisse male.

agosto 21, 2010

Les Feuilles mortes – Prevert

di antonellapizzo

Les Feuilles mortes

Oh, je voudrais tant que tu te souviennes,
Des jours heureux quand nous étions amis,
Dans ce temps là, la vie était plus belle,
Et le soleil plus brûlant qu’aujourd’hui.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Tu vois je n’ai pas oublié.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi,
Et le vent du nord les emporte,
Dans la nuit froide de l’oubli.
Tu vois, je n’ai pas oublié,
La chanson que tu me chantais…
C’est une chanson, qui nous ressemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Nous vivions, tous les deux ensemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Et la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit.
Et la mer efface sur le sable,
Les pas des amants désunis.
Nous vivions, tous les deux ensemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Et la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit.
Et la mer efface sur le sable
Les pas des amants désunis…

agosto 20, 2010

Antonio Carnemolla e “Il Prossimo Inverno”

di paolapluchino

Antonio Carnemolla vince al festival del cinema con “Il Prossimo Inverno” dedicando il premio al nonno recentemente scomparso.

 

Il 3 agosto a Pordenone nel corso della serata verde del Festival FilmMakers si è aggiudicato il premio come migliore opera della Sezione Ambiente (nata dalla collaborazione tra la Mediateca Pordenone di Cinemazero e l’Arpa/LaRea, il laboratorio regionale di educazione ambientale del Friuli Venezia Giulia) il giovane regista ragusano (di Mazzarelli), Antonio Carnemolla, ha vinto il premio del pubblico “Miglior Corto Cinemambiente” con il suo lavoro  “Il Prossimo Inverno” scritto a quattro mani con la sorella Dolores, consolidando l’escalation di successi che l’aveva già visto vincitore l’anno precedente al Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi. Una perla di memoria storica che protegge il ricordo di una Mazzarelli fagocitata nel cemento dal progresso. I protagonisti della storia sono gli abitanti del luogo, coloro che rappresentano l’anima vecchia del mare, tra questi il nonno di Antonio, Carmelo Di Mazzarelli, a cui il premio è dedicato, il suo ricordo commuove le parole: “in certi pomeriggi d’inverno” ha ricordato il regista “guardavamo il mare, lui da pescatore e io da sognatore, consapevoli che a breve tempo tutto quello che ci stava intorno sarebbe scomparso”. Il pubblico ha premiato il pensiero poetante del mare, lo scudo che difende la memoria storica di un piccolo borgo del sud della Sicilia caso particolare e a un tempo metafora universale delle vicende dell’uomo. Un’opera eterna questa, che incide il cuore con lo sguardo semplice di un oltre, di là dal mare, dove la malinconia si muta in gaiezza, dove il ricordo abbraccia la carezza, dove il succube vince al torto, difendendo la storia di un tempo di pescatori che dopo tutto ci ha reso uomini, gettando le reti fino in cielo a interrogare da dietro l’ombra il vero.

Paola Pluchino

agosto 19, 2010

Il profumo della violetta nell’aria

di Sara Ferraglia

 

( Donna con abito a fiori – Angelo Landi )

Il  profumo della violetta nell’aria.

Quand’ero una ragazzina di quindici anni non mi piaceva il mio corpo secco e acerbo e nemmeno il mio modo di camminare, sempre un pò con le spalle curve, come per nascondere quel piccolo seno che stava spuntando timido e insipido come me. Una volta la settimana, al pomeriggio, frequentavo il corso di pianoforte e, abitando fuori città, in quell’occasione andavo a pranzo a casa della zia Lina.
Eravamo ancora nell’ingresso che lei mi diceva, battendomi le spalle : ” Stai dritta! Vuoi diventare una bella signorina o una brutta paperina?” – che poi era proprio come mi sentivo io. Mia zia Lina a settant’anni suonati aveva ancora uno splendido corpo e un portamento da “signora”, nonostante nella vita avesse fatto sempre lavori molto umili e avesse indossato, negli anni più duri, cappotti rivoltati e scarpe risuolate più volte.

agosto 18, 2010

“Mam nonga Afrique” di Federica Iezzi Edizioni Onirica

di gisy

Ci vuole la generosità, l’abnegazione, il coraggio dei vent’anni per affrontare da sola, come ha fatto Federica Iezzi, oggi trentenne medico cardiochirurgo a Roma, un viaggio per il Burkin Faso, nell’estate del 2000, e una full immersion di tre mesi nell’inferno e nel paradiso di questo Paese, un tempo chiamato dagli occidentali Alto Volta.

Ma ci vuole anche, già prepotente, una vocazione per la professione medica, che le difficoltà e le prove da superare confermeranno pienamente, anziché scoraggiare, in quella ragazza determinata che è soltanto alla fine del suo primo anno di Medicina.

 Che immense differenze! Qui mi considerano quasi un medico mentre in Italia sono considerata soltanto come uno dei tanti studenti in Medicina. (pag.15)

agosto 17, 2010

un gatto ha sette vite

di vivianascarinci

 

testo e opera video  Maria Korporal 

Sotto l’abete interrogo il discepolo:
Il maestro è partito in cerca di semplici,
Per di là, in fondo alla montagna.
Nuvole folte: non si sa più dove…
Chia Tao (779-843)

Il video è basato su una serie di fotomontaggi digitali realizzati utilizzando diverse componenti: fotografie vecchie e nuove nonché scansioni di materiali quali corde, incisioni su plexiglas, pellicola e foglie. Le immagini sono state elaborate con varie tecniche di animazione digitale.

agosto 16, 2010

Dopo la tempesta

di marinaraccanelli

Dopo la tempesta, Aisha ha bevuto, il gatto ha danzato
il garage è scoperchiato, l’asfalto
cosparso con rami d’albero e fiori

cicale al buio, merli ai miei piedi e grilli al sole
zufolano, raccontano strane storie…

agosto 14, 2010

Curzio Malaparte: “Mamma marcia”, 1959

di Bartolomeo Di Monaco
Curzio Malaparte

Tra onirismo ed espressionismo si apre questo romanzo – confessione, uscito postumo, a cura di Enrico Falqui, due anni dopo la morte dell’autore (al secolo Kurt Erich Suckert – Prato, 9 giugno 1898 – Roma, 19 luglio 1957).

La confessione consiste nel ripercorrere la sua vita con le gioie e le delusioni che l’hanno contraddistinta. La madre sta morendo, il figlio è accorso al suo capezzale. La madre sa che è la prima volta che il figlio si apre a qualcuno ed è felice che lo faccia con lei. Qualche volta si appisola penetrata a poco a poco dalla morte, ma l’autore non si arresta, non fa pause. Davanti a quella morte avverte la necessità di fare il bilancio anche della sua vita. Troveremo scritto più avanti che un uomo comincia a morire soltanto quando muore sua madre.

Il titolo viene da questa frase: “L’Europa è ormai una mamma marcia”.
È l’Europa del dopo guerra, percorsa dalle oniriche farfalle nere e dalle formiche rosse che divorano i cadaveri. L’Europa dove sottoterra stanno le donne morte incinte che generano figli: “basta il peso del nostro passo sulle macerie dell’Europa, per far uscire dall’utero di questi cadaveri incinti i feti della gioventù.

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agosto 12, 2010

due poesie di LUCIANO ERBA

di viadellebelledonne

poesia da IL MALE MINORE

DAL DOTTOR K
( con tre glosse e una variante)

Si sciolga si stenda si rilassi
e associ le immagini del sogno
il sottogola dei preti
la pancia dei tonni
le prugne
le prugne bianche di Boemia ( 1)
associ! è difficile

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agosto 11, 2010

“Segreta” di Daniela Cattani Rusich

di gisy

 Una poesia che avvolge, coinvolge, ferisce e accarezza: anzitutto per il ritmo, l’armonia intrinseca dei versi, la forza del lessico, l’uso sapiente dell’allitterazione, delle metafore, dei registri linguistici alterni e complementari, la sintassi fluida o franta. Poi, per le tematiche: varie, ampie, profonde.

Se ne deduce la passione di vivere, che nemmeno le esperienze più dolorose hanno potuto abbattere, rendendola semmai  più consapevole e matura, come nella bellissima lirica dedicata alla figlia, Mia viandante senza tempo:

Eppure ho il tuo sorriso sulla pelle/come un destino ricamato a mano,/l’istinto a vivere –languida carezza -/unica arma che possiedo, in pace e in guerra.

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agosto 10, 2010

Michele Caccamo

di Blumy

Nato a Taurianova (RC) il 21.12.1959, Michele Caccamo vive a Gioia Tauro, dove svolge l’attività di imprenditore ed è stato  assistente parlamentare alla Camera dei Deputati. Nel 2003 ha pubblicato il testo teatrale “Incoronato come le rose” , nel 2005 “La stessa vertigine, la stessa bocca”,  Manni editore, prefazione di Raffaele La Capria (poesie), nel 2005 “Il segreto delle fragole” (antologia),  Lietocolle editore (poesie), nel 2006

agosto 9, 2010

Il paese delle prugne verdi – Herta Muller

di Sara Ferraglia

Un nonno dice: Le mie forbici da viticcio. Di giorno in giorno divento più vecchio e più basso e più magro. Ma le mie unghie crescono più veloci e più  grosse. Si taglia le unghie con le forbici da viticcio. Una bambina non si lascia tagliare le unghie. Fa male, dice la bambina. La madre lega la bambina alla sedia con la cintura dei suoi vestiti. La bambina ha occhi cupi e grida.” 

agosto 8, 2010

Charles Simic: quando la quotidianità si fa arte – due poesie

di natàlia castaldi

(Andrew Wyeth – masterbedroom)

La meraviglia della quotidianità che si fa arte, bagliore di conoscenza e comprensione come per un bambino la fantasia che nasce dalla pura osservazione del mondo ancora da scoprire.

Charles Simic rende poesia la trivialità dei gesti coniugali, dei rumori più comuni e degli umori vitali.

Osservazione e penetrazione di fatti e gesti che conducono a metafisiche divagazioni che, da una fase empirica e quasi tattile, sfociano in uno stato di attonita meditazione sul significato più “essenziale” dell’effetto e dell’interazione tra le cose, gli oggetti e l’uomo.

agosto 7, 2010

PRIMAVERA MARINA -di Lucetta Frisa( inedito)

di baci

 

Tutto è sponda:eterno il richiamo del mare(G.Benn).

Torno a traversare la spiaggia riascolto
i suoni del mare. Affondo i piedi
nella sabbia fredda, ci teniamo per mano.
Da quanto tempo mi ero congedata da lui?
Il sole mi feriva sono rimasta pallida
per anni, ferma a lontane estati.
L’incantesimo è condizione della pietra

agosto 6, 2010

QUEI CALICI PURPUREI di Villa Dominica Balbinot

di Villa Dominica Balbinot

Davanti a un cristo
crudelmente incoronato
la polvere delle parole cadeva,
come da disegni smagnetizzati

Dunque tutto era crudo e diffidente,
in quell’immensa rimembranza della morte,

agosto 5, 2010

“Felicetta” di Antonio Giordano

di gisy
http://www.eventiesagre.it/images/upload/image/concorsi/concorsi_culturali/villa_petriolo_gaia_mensa.jpg
http://www.eventiesagre.it/images/upload/image/concorsi/concorsi_culturali/villa_petriolo_gaia_mensa.jpg

Fa caldo. Prima di morire mia madre mi aveva sussurrato stringendomi la mano con una forza insolita. ”Non mi lasciare tutta sola con quel buio…”. Le avevo giurato che non lo avrei fatto e adesso ogni settimana vado al cimitero prima di pranzo perché c’è pace ed è difficile incontrare qualcuno. Le porto un po’ di fiori e le parlo delle mie vicende quotidiane. Ho bevuto un aperitivo che, al momento, mi aveva dato refrigerio ma che adesso mi fa sudare. Mi metto all’ombra di una cappella e mi trovo di fronte una lapide. “Famiglia Pasta” e, più giù, “A Franco con amore dalla sua Felicetta Mollica”. Che strano. Guardo, attirato non so da che cosa. Mia madre aspetta ma a me cominciano a venire dei capogiri vorticosi, come una giostra. “Pasta…mollica…felicetta…mollica… pasta…felicetta…”. Poi una voce profonda e querula mi fascia il cervello.

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