“Ma cos’è mai la poesia?
Più di una risposta incerta
è stata data in proposito.
Ma io non lo so,non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano. “
Wislawa Szymbowska
Sfronda le molte parole che ti vengono in mente,
non farne d’una cento, ma di cento, una:
la parola è come la perla e il poeta n’è il palombaro;
non è facile cosa afferrare una perla speciale!
[Nezāmī in Khosrov-o-Shīrīn]
Eh, ironia con te la disperazione è filosofia! Ma senza di te, ahinoi, la poesia è pura (mera) melanconia. (Pietro Pancamo)
"Il poeta è prima di tutto cittadino" Antonio Fiori
"Io credo che una poesia al giorno tolga il conformismo di torno..." Narda Fattori
"Cos’è la poesia? non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu." (La tigre e la neve, R.Benigni)
Il movimento del ’77 in due memorie storiche-auto-biografiche di Umberto Lucarelli.
Conobbi Umberto Lucarelli sui vagoni di un treno mattutino che veloce si recava a Milano, recando con sé le sbattute schiere di lavoratori senza senso. Rimasi subito affascinato dal suo idealismo. Non è facile ritrovarne in un uomo che «nel mezzo del cammin di nostra vita», si ritrova nella «selva oscura» della società contemporanea. Quella tempra straordinaria, forte, nobile, di una generazione quasi ingenerata, la lessi pari pari nelle sue opere, permeate da quello stesso «spirto guerrier», ruggente, da quella sana rabbia interiore che in quegli anni ‘70 voleva cambiare il mondo.
Flussidiversi, il festival di poesia nato nel 2007 a Caorle si ripropone dal 28 al 30 maggio nella cittadina veneziana.
Nella tre giorni, infiniti “semi di poesia” voleranno sulle acque della Laguna e sui campielli dell’antico centro di Caorle, innalzati nelle sette lingue di in cui si esprimono i poeti di fluSSidiverSi. Sono le lingue che si parlano nelle nazioni e regioni aderenti alla Comunità Alpe Adria. continua…
Il suo vero nome era Armando Simonetti (Roma, 13 ottobre 1903 – Firenze, 8 febbraio 1995), la sua città d’azione Lucca, da cui proveniva sua madre, e dove è sepolto in un piccolo cimitero nelle colline circostanti. A Lucca donò tutti i suoi libri e a Lucca ha la sua sede la Fondazione a lui intitolata.
Trasferitasi, lui ancora piccolo, la sua famiglia a Parigi, respirò l’aria dei movimenti artistici che vi facevano le nuove esperienze sia nella pittura che nella letteratura. Affascinato in special modo dal Futurismo ebbe interesse per le avanguardie, sotto la cui influenza compose i suoi primi scritti: “L’amico dell’angelo”, 1927 e “Ioni”, 1929. Se ne allontanò nel 1933 con il romanzo “Metamorfosi”. Attirò su di sé l’attenzione di critici e artisti come Marinetti, Tilgher, Ungaretti, Bassani, Pampaloni,
Un castello sul mare: qui inizia un viaggio profondo nei misteri dell’animo femminile di Nadia Bettini Zona editrice presenta un coinvolgente romanzo corale, che scava nei sentimenti delle donne, sullo sfondo di uno scenario surreale
“Malta” è lo pseudonimo dietro al quale si ritrovano quindici donne che da anni collaborano attraverso l’etere, realizzando lavori a più mani, unite dalla passione per la scrittura. Una miscela di personalità che, coordinate da Anna Maria Fabiano, si sono cimentate questa volta nell’impresa ardua ed affascinante di un romanzo corale al femminile, dando vita a Malta Femmina (Zona editrice, pp. 226, € 19,00).
Questo settimo appuntamento di Poesiarte Milano dal titolo “Finestre” prende spunto dal nuovo luogo di Quintocortile in cui si svolgerà la prossima Rassegna: sotto le finestre della casbah di viale Bligny 42.
E’ appena uscita, pubblicata da Einaudi, la raccolta “Bestia di gioia” di Mariangela Gualtieri. Il libro è diviso in cinque ben distinte sezioni ( come i cinque atti del teatro antico ) strettamente legate fra di loro. Definito da più parti il libro della maturità e dei frutti migliori di tutte le raccolte poetiche della Gualtieri.
Se un catalogo servisse a mostrare ciò che l’anima debba temere, racconterebbe forse la storia della degenerazione di una stella. Nella relatività generale un buco nero è una singolarità nello spazio-tempo, causata dal collasso gravitazionale di una stella di una certa massa, che non lascia sfuggire più nulla al proprio orizzonte degli eventi. Si può azzardare allora che un buco nero, sia una stella, un’entità celeste visibile, che per via di un dato evento, prosciuga il suo corpo, iniziandosi alla sua scomparsa. Ciò sembra accadere ad alcune stelle di grande superficie, che a un dato punto della loro esistenza, come ubbidendo a un’intima galvanizzazione, si contraggono, per via dell’attrazione che ogni loro singola particella attua verso le altre se stesse, che insieme fanno l’astro.
la presenza degli alberi
abbracciava ogni pietra, ogni nome inciso
sprofondare di sassi, ossa senza nome
stridori di motoseghe nel cimitero ebraico
e quell’uomo, in alto, che gridava scostatevi
viene giù, crolla il ramo grande
Preseentato a Cannes 2010 Poetry è un film del coreano Lee Lee Chang-Dong regista premiato nel 2002 alla Mostra del Cinema di Venezia con Oasis. L’attrice protagonista è Yoon Hee-Jeong, amata in Sud Corea e assente dalle scene da quasi 16 anni. Così il regista dice del suo film: “Una storia profonda di una donna anziana in cerca della poesia nella sua vita. Oltre ad essere stata condannata alla malattia dell’Alzheimer, subisce un altro dilemma quando il nipote adolescente, che è sotto la sua cura, è risultato essere uno degli assalitori di una ragazza della sua scuola media che si è suicidata“.
Il regista prosegue affermando che ha voluto utilizzare la poesia e la bellezza in un momento difficile e drammatico come quello che sta vivendo la protagonista.
“Prego, avanti un altro”- ed ora tocca all’Albina, che è la prima di una lunga fila.
Avanza di due passi e varca la soglia.
Il ragazzo che ha parlato è bello e sorride proprio come quel ballerino che c’è sempre in televisione dalla De Filippi.
“ Prego, s’accomodi “- indica una poltroncina di pelle rosso fuoco.
“ Allora signora…”
“ Pasoni Albina detta Bina “- risponde lei, sistemandosi come sull’attenti pur stando seduta: busto eretto, ginocchia unite e mani sudate, che tormentano una borsetta di finta pelle spelacchiata.
“ Signora Albina immagino che lei, come tutti gli altri, sia qui per entrare a far parte del nostro staff”- sorride ancora.
“ Mi scusi, staff, cosa vuol dire? E’ una parola a metà? ”
Il ragazzo batte le mani sulla scrivania ed esplode in un’improvvisa risata, eccessiva e sguaiata.
“ Staff, collaboratori, in questo caso intendo anche comunità o gruppo”.
“ Ah ben…se intende questo, allora sì, io sono venuta qui con quell’intenzione” e annuisce vistosamente.
Di “cartonati” belli ne abbiamo visti tanti. Ma questo merita una particolare attenzione. Ci mostra una città con i suoi abitanti, quella che non vediamo subito o che fingiamo di non vedere, forse perché ci irrita e spiazza un po’, eppure è sotto i nostri occhi tutti i giorni. L’Altracittà, scritto da Mia Lecomte e illustrato da AndreaRivola (Sinnos editrice, Roma, collana Fiabalandia 2010) è un cartonato non a caso di formato orizzontale
Arte russa del ’900 dalle collezioni Morgante e Sandretti
Ca’ Foscari esposizioni – Dorsoduro 3246 Venezia – 22 aprile 25 luglio
Cento anni d’arte, dallo Zar a Stalin, a Putin. Tre Russie: dall’Impero all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche alla nuova Federazione.
Le mette in mostra, ed è un evento per molti versi eccezionale, l’Università Ca’ Foscari Venezia, dal 22 aprile al 25 luglio a Ca’ Foscari Esposizioni. Curatori della rassegna: Giuseppe Barbieri e Silvia Burini.
Poeta, scrittore, insegnante universitario, critico, teorico del gruppo di avanguardia 63, sperimentatore a tutto tondo, intellettuale e letterato.
Ti esploro, mia carne, mio oro, corpo mio, che ti spio, mia cruda carta nuda,
che ti segno, che ti sogno, con i miei seri, severi semi neri, con i miei teoremi,
i miei emblemi, che ti batto e ti sbatto, e ti ribatto, denso e duro, tra le tue fratte,
con il mio oscuro, puro latte, con le mie lente vacche, tritamente, che ti accendo,
se ti prendo, con i miei pampani di ruggine, mia fuliggine, che ti aspiro, ti respiro
Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla seconda edizione del concorso letterario indetto dalla rivista culturale “In Purissimo Azzurro”(http://inpurissimoazzurro.wordpress.com). Il concorso e’ aperto a tutti i cittadini residenti in Italia, che abbiano compiuto 18 anni di eta’, ai quali e’ dato di concorrere in una soltanto delle sezioni in cui si articola il premio, che sono: poesia, narrativa, saggistica. Il tema degli elaborati e’ libero, ma saranno privilegiati quei testi che sapranno elaborare in forma matura e convincente la moderna ricerca dell’assoluto, il senso profondo della vita con le domande sull’uomo e il suo destino, i valori ineludibili dello spirito capaci di veicolare il sentimento religioso del tempo attraverso i molti chiaroscuri dell’esperienza umana.
Immagine della testata del blog: Artemisia Gentileschi (1593, Roma – 1651, Napoli), “Autoritratto come Allegoria della Pittura” (particolare elaborato)
La Poesia nella nostra penisola ha cantato, nei secoli, la passione LA PUREZZA DELLA PASSIONE CIVILE civile. L’ha fatto con la consapevolezza che fosse necessario esserci, che LA PUREZZA DELLA PASSIONE CIVILE fosse indispensabile ponderare, con le parole, quello che la forza interiore dello spirito di vita richiedeva, nei modi e nei tempi che il poeta viveva. Possiamo iniziare dai versi dell’Altissimo Poeta: ”Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave senza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di provincie, ma bordello!” (Purgatorio,CantoVI,vv.75-78)
Versi di una purezza civile che suonano ancora oggi di profonda attualità. Perché ? Noi tenteremo una risposta, per testimoniare il nostro tempo e per affidare ai giovani poeti il futuro della penisola che verrà.
Un complimento va indirizzato all’editore che è riuscito a mettere insieme due narratori di assoluta qualità. Essi hanno alle spalle una produzione già notevole a testimoniarlo, e leggerli uniti in una pubblicazione che li vede esclusivi protagonisti è stata una piacevole sorpresa.
Pardini è il primo a raccontare. Ci presenta Fidelco, un uomo che è stato anche in Argentina come emigrante, ed è ossessionato da una presenza ultraterrena, una donna, alla quale ha perfino chiesto, in uno dei suoi momenti di raccoglimento, se Dio esiste, ricevendone una risposta affermativa.
“Pioggia e neve gli erano oltremodo care. Gli sembrava lo proteggessero.” scrive Pardini, e così riconosciamo che questo è, ancora una volta, uno dei suoi personaggi amati, che ricevono direttamente dalla natura l’impulso a vivere.