…E arsero quei fiori di fiamma,
sembravano una cascata rossa…
Lei non temeva quella stagione,
- di limo e di erba esausta sotto il sole-
con gli elicrisi che durano tanto.
E cercò il tepore impuro,
venne posseduta
( anche il cielo pareva,
sul punto di cedere)
Oltre l’amore- suo compimento-
era passato tanto tempo,
rimaneva l’elenco dei reperti,
- ogni pietra era proprio una pietra-
come quei volti a fiore di acqua degli annegati
che nessuno ritrova mai,
come le orbite di una luna morta.
E le ascese erano interminabili,
tetro quel catechismo:
una ferita vi era, beante nel petto.
splendide immagini allucinate accompagnano la triste, anzi tragica figura femminile, costretta a salire per sempre…nonostante tutto, quei fiori rossi come fiamme la consolano
…E arsero quei fiori di fiamma,
sembravano una cascata rossa…questa è la vita, l’amore, che però dura poco,e ben presto subentra la disillusione:
- ogni pietra era proprio una pietra-
come quei volti a fiore di acqua degli annegati
che nessuno ritrova mai,
come le orbite di una luna morta.
Non smentisci la tua bravura e il tuo stile,cara Dominica!
marina
ma che bel commento “corroborante”per me, nella sua acutezza di lettura,cara marina!Te ne ringrazio tanto:-))
Sfavillante e dai toni accesi l’inizio.
Mi fa pensare a un quadro di Frida Kahlo, a una donna dai tratti ben scolpiti, sicura, ROSSA di passione, ma tormentata e sofferente.
Poi nella seconda parte il mondo si capovolge. Restano pietre, ( reperti ) e immagini fredde di morte e quest’anima non più solare ma “lunare” ( “come le orbite di una luna morta”)
Interminabile ascesa ma verso cosa?
Questa tua poesia mi ha parlato da subito, a differenza di altre tue (non ti ho nascosto in passato il mio difficile approccio con i tuoi versi)
Un saluto
Sara Ferraglia
ecco, faccio mia l’ultima frase di Sara : in passato il mio difficile approccio con i tuoi versi perchè in quest’ultima tua poesia, Domi, c’è, si, il tuo ‘humus’ drammatico, ma i versi sono più fluidi e sono illuminati da immagini molto belle. Oggi ti do un bacione sulla fronte perchè la tua poesia è tua ma la sento molto anche mia. un abbraccio prepasquale.
scusate se aggiungo qualcosa che non c’entra con il post: finalmente una bella bella bella immagine di Marina sorridente senza avatar.
ma dai, Blumy, la mia immagine è appena decente, altro che bella:-) mi fa piacere che tu lo scriva, però io non sono per niente fotogenica, davanti all’obiettivo faccio le smorfie!
a proposito, mi sai spiegare perchè sui commenti a lato della pagina continua a venire l’avatar? che devo fare per cambiarlo?
ciao
non so se ci tireranno le orecchie, Marina, perchè parliamo ancora di argomenti non-post. a destra nella pagina di VDB? c’è la tua immagine, non c’è l’avatar. forse WordPress era in fase di assimilazione …
Grazie molte , cara Sara per avere riportato con accuratezza la “duplicità” delle tue sensazioni ( bella l’immagine che tu associ a Frida Kahlo)
ti posso però fare osservare una cosa? non posso chiarirti letteralmente che cosa bisogna intendere con “ascese interminabili”, la poesia spiegata sarebbe cronaca non trovi?:-))
grazie di tutto, anche di avermi continuato a leggere “nonostante” ( l’osticità iniziale e magari respingente pure…)
Grazie del tuo “convinto” apprezzamento, cara Blumy( grazie dei tuoi “specialissimi” bacio sulla fronte e abbraccio prepasquale, sono contenta del tuo esserti sentita maggiormente coinvolta, non sarebbe cosa da poco, anzi)
un carissimo saluto, un bacione!
Certo Dominica, hai ragione…
Spiegare una poesia è fare cronaca.
In realtà questo mio punto interrogativo potrebbe benissimo essere sostituito da un punto esclamativo.
In realtà mentre ti leggevo avevo dentro di me una mia personalissima spiegazione ed era di carattere “mistico”; non mi voglio dilungare su certe argomentazioni.
Era per me “il mistero” dell’ascesa interminabile ( !) ma anche una domanda fatta a me stessa…ASCESA ( non DISCESA ) e verso cosa ?!!!! Mah!
Ciao
Sara
carissime Blumy,Marina: mi sa tanto che il proprio avatar deve essere cambiato personalmente da ciascun iscritto wordpres.. o no?:-))
( anche a me piace molto la tua nuova immagine, marina)
Cara Sara, mi sa tanto che la tua “intuizione” è azzeccata!( quella sul carattere-significato delle “ascese”, intendo)
mi ha colpito quell’inciso, ” anche il cielo pareva, sul punto di cedere”, che rende duplice il significato di “venne posseduta”. Mi chiedo ancora se si trattò di violenza o di amore.
ah, gentile paolo, temo questa tua sensazione alla lettura lascerà comunque un margine alla tua incertezza interpretativa
(
rileggendola a freddo, invece noto che l’insieme di quei versi ( da “e cercò” fino a “cedere”) riesce a dare un senso di inevitabile, di dominato dal fato
grazie di esserti soffermato, un saluto a te
sai, cara Dominica, che apprezzo i tuoi versi proprio per quella enigmaticità difficile da spiegare(sia a te stessa, credo, sia a chi li legge).
Sembra che tu prosegua un interminabile racconto misterioso ed elastico di cui, ogni tanto, ci elargisci un brano, uno strappo, per farci risalire a un senso originario. Un manoscritto riposto in cassaforte, che ci è concesso di decifrare per il tempo di un’occhiata rapida.
ciao,un abbraccio
lucetta
vedo, carissima Lucetta, che con la tua acutezza- e pure con la tua generosa costanza nel seguirmi- ogni volta lasci un sassolino in più che serva a decifrare progressivamente l’inteleiatura-ossatura ( uso questi termini rifacendom al fatto che parli di testi messi in cassaforte)che determina l’andamento dei miei “manoscritti”
grazie tante, le tue osservazioni mi sono di aiuto nella decrittazione, ehh:-))
un abbraccio, un caro saluto, ciao