CRISTINA ZAVALLONI – SOLIDAGO –EGEA 2009
Glenn Gould e’ seduto al tavolo di un bar per camionisti. Intorno a lui gli avventori conversano divisi in gruppi. Il pianista li ascolta attento, mentre una radio trasmette un vecchio brano pop degli anni 60. Il brusio lentamente si scompone e le voci di ogni singolo gruppo emergono, alternate, in primo piano, poi si ricompongono: diventano quasi un estemporaneo coro. Le mani del musicista cominciano allora quasi impercettibilmente, a scandire il ritmo profondo delle voci circostanti . E’ “Truck Stop” uno dei bellissimi “ 32 piccoli film su Glenn Gould “ di Francois Girard. Penso spesso a questa sequenza quando ascolto Cristina Zavalloni. Una virtuosa a suo agio tanto nella lirica pura (Ha interpretato anche Rossini e Monteverdi ) quanto nel jazz, nella pop music, nella ricerca contemporanea. Che può interpretare Luciano Berio e Charles Aznavour, Ravel e Duke Ellington, lasciando una sua traccia di fuoco, un marchio emotivo su qualsiasi performance. L’ ultimo disco è questo Solidago, dedicato proprio a Charles Aznavour ed uscito più o meno nei giorni in cui l’anziano chansonnier franco-armeno iniziava la sua tournèe italiana Si parte con una lunare e brevissima “Quel che non si fa più”, accompagnata da un piano giocattolo. Di Aznavour vengono riproposte a volte canzoni meno note (almeno in Italia ) come la bellissima “ La mamma”, ma anche un hit come “Ed io fra di voi” che svela tutta la capacità di racconto della mezzo soprano bolognese. Oltre a queste ad altre cover il disco offre anche brani firmati quasi sempre, dalla stessa Zavalloni). La tavolozza di colori musicali è vasta Dal jazz, al rock, , da uno straziante brano della tradizione greca alla finale “Que sera sera”, cullata da un dolcissimo suono di pianoforte camuffato da carillon. Ma ancora più vasto è il paesaggio emotivo di questo disco che tocca i tasti della drammaticità mediterranea ( La Mamma già citato ) del surreale (Solidago ), della leggerezza (Si tu m’emportes e Vivre, tratte dal reperortorio di Aznavour ), dell’ ironia (Ci vengo), della malinconia sottile ( Aspetto il silenzio ). Il virtuosismo della Zavalloni, sempre presente, non è mai fine a sé stesso. Bello anche il booklet, con testi e spiegazioni di ogni brano.
Marco Buttafuoco







io adoooro C. Aznavour! non conosco questa cantante ma, se canta anche le canzoni del grande chansonnier franco-armeno, oltre alla lirica, deve essere davvero eccezionale. andrò a sentirla su youtube.
Grazie,Marco, per averci presentato questa notevole cantante che cercherò di conoscere e ascoltare alla prima occasione.
E Grazie a Sandra, per le sue proposte musicali.
Ne terrò conto.
lucetta