La mia infanzia è piena di canneti.
Ho speso molto vento per diventare adulto.
Ma solo così ho imparato
a distinguere i fruscii più impercettibili,
a parlare con precisione nei misteri.
Odysseas Elytis
L’autopsia
Dunque, si era appurato che l'oro della radice dell'ulivo gli si era infiltrato in fondo al cuore. E per le numerose veglie, accanto al candeliere, in attesa dell'alba, uno strano rossore gli aveva invaso le viscere. Appena sotto la pelle, la linea azzurrina dell'orizzonte intensamente colorata.E abbondanti tracce di glauco nel sangue. Le voci degli uccelli, che nei momenti di profonda solitudine aveva impa- rato a memoria sembra che si siano riversate tutte quante insieme tanto che non fu possibile al coltello procedere in profondità. Piuttosto fu sufficiente l'intenzione a compiere il Male. Che affrontò - è evidente - nel terribile atteggiamento dell'innocen- te. Sgranati , orgogliosi i suoi occhi, con tutto il bosco che anco- ra si agitava sulla retina immacolata. Nel cervello nulla, se non un'eco distorta di cielo. E solo nella conca dell'orecchio sinistro, un po' di sabbia, sottile, finissima come nelle conchiglie. Il che significa che spesso aveva camminato lungo il mare, da solo, con lo struggimento d'amore e il sibilo del vento. Quanto ai segni di fuoco sul pube, mostrano che andava avanti per molte ore, ogni volta che incontrava una donna. Avremo frutti precoci quest'anno. da Sei rimorsi più uno per il cielo |
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Giovedì 9
Sarà una quelle case tra l’edera
chiuse e disabitate che sciolse la catena
dai suoi orribili fatti.
E ora ti senti correre addosso gli ululati
quei primi morsi dell’epoca di Adamo
la dentiera del vecchio che osava ancora amare
e instancabile soffiava nei suoi tigli segreti
in una delicata notte di aprile.
Quel che ora ti fa inginocchiare
ti fa di nuovo rotolare nel sangue.
da Diario di un invisibile aprile
II
Sono in lutto per gli anni venturi
Senza di noi e canto quelli ormai trascorsi
Se è vera
L’intesa dei corpi il dolce tintinnio delle barche
Il baluginare delle chitarre sotto le acque
I ‘credimi’ e i ‘no’
Ora nel vento ora nella musica
Due bestiole le nostre mani
Che cercavano di sovrapporsi furtive l’una sull’altra
Il vaso del basilico sulle soglie aperte dei cortili
E le scaglie di mare che arrivavano insieme
Sui muretti a secco, dietro le siepi
L’anemone che si posò sulla tua mano
E tremolò tre volte il lillà per tre giorni sopra le cascate
Se tutto ciò è vero canto
La trave di legno e il tappeto colorato
Sulla parete, la Sirena coi capelli scarmigliati
Il gatto che ci fissò nel buio
Un bambino con l’incenso e una croce vermiglia
Quando annotta sugli scogli inaccessibili
Sono in lutto per la veste che toccai e mi venne incontro il mondo.
da Il monogramma
Odysseas (o Odisseus) Elytis è lo psudonimo del poeta greco Odysseus Alepoudhelis, nato a Iraclion (Creta) nel 1911 e morto ad Atene nel 1996. Uno dei maggiori poeti contemporanei, vincitore del premio Nobel nel 1979, Elytis è stato uno dei maggiori rappresentanti della corrente surrealista.
Opere: Orientamenti, Sole, il primo, Il giardino che entrava nel mare, Elegie, Diario di un invisibile aprile, Canto eroico e funebre per il sottotenente caduto in Albania, Dignum est, Maria Nefeli, Tre poemetti sotto bandiera ombra, Il piccolo marinaio, Elegia di Oxopetra.

lo apprezzo molto. lo trovo caldo e luttuoso al contempo
( stupefacente, la sua auto- autopsia)
caldo sì, Domi, ma luttuoso proprio per niente, almeno a mio parere. Spirituale e, soprattutto, se i due termini non fanno a pugni, passionale e carnale (con un profondo senso religioso e un profondo sentimento della morte).
La mia infanzia è piena di canneti.
Ho speso molto vento per diventare adulto.
Ma solo così ho imparato
a distinguere i fruscii più impercettibili,
a parlare con precisione nei misteri.
La trovo straordinaria: in cinque versi ha raccontato una vita.
Grazie, Blumy
Gisella
Grandissimo, straordinario poeta luminoso e luttuoso allo stesso tempo.
Blumy, grazie per questa scelta.
Concordo pienamente con quanto scrive Maria Gisella
lucetta
anche tu lo trovi luttuoso (o sarà che io non adopererei per lui questo termine ?)?
grazie a te, gisy.
grazie, a lui, ed a te…
maurizio
Nemmeno io lo trovo “luttuoso”. La morte è presente ma a me sembra più forte la vita, “le scaglie” di mare, il paesaggio e i profumi ( il basilico nei cortili). Poesia dei sensi, quindi sì, passionale, intensa.
“sono in lutto per gli anni venturi”…e “canto quelli ormai trascorsi”.
CANTO, un verbo che già di per sè non può essere luttuoso.
Sara
La luce nasconde sempre l’ombra, nella vita si annida la morte e nella morte la vita. Lui è prevalentemente solare, d’accordo, ma…
Comunque, da questa postazione invernale, piena di freddo, vento e grigio plumbeo, l’ antidoto “calorico” è proprio la lettura di Elytis.
Più luttuoso e profondo è Seferis-che-tra l’altro, io amo di più(per quel poco di conoscenza che ho di entrambi).
un caldo saluto
lucetta
mi piacciono molto i poeti con profumo di mare e basilico…grazie, Blumy,per la tua ottima proposta:-)
marina
Mi piacciono i poeti
intensi e passionali.
Concordo con te per “luttuoso”
non lo riscontro in questi versi.
Ottima scelta cara Blumy!
Un caro saluto
Josè
non una riga, non una parola che non meritino di esere lette e rilette,
che regalano momenti di alta poesia e di riflessione umana.
io considero Odysseas Elytis il più grande poeta greco contemporaneo con Jannis Ritsos. Li adoro entrambi, non saprei quale scegliere. Forse ho una predilezione per Elytis. continuo a non considerarlo ‘luttuoso’, anche perchè credo di conoscerlo abbastanza; è passionale, carnale, ha vivissimo il senso del religioso e della morte, ma non lo sento luttuoso per niente. L’autopsia è, anche quella, una poesia che dimostra quanto l’amore carnale, i sensi appagati fino alla fine siano presenti nella sua poesia.
grazie a tutte della lettura.
sì, passionale e carnale, al punto che anche la dentiera del vecchio desidera ancora amare. ma anche delicato come quel tremore di lillà! non è il genere di poesia che mi coinvolge ma certamente è notevole. parliamo di un premio nobel no? ciao antonella
mi dimenticavo di Ritsos, amnesia imperdonabile. Per cui i grandi greci formano una magnifica triade, per me.
lucetta
grazie anche a te, Antonella, che apprezzi un grande poeta nonostante non rientri nel genere di poesia che preferisci.
è un Nobel, sì, e, per conoscerlo e capire che è tutt’altro che luttuoso, com’è stato definito, occorre leggere più di tre poesie prese a caso dalla sua vastissima produzione.
e Kavafis, Lucetta? e tanti altri un pò meno noti ma incredibilmente bravi?
d’accordo, Blumy.Perdona le amnesie.Anche Kavafis, certo. Tutti da leggere e rileggere in misura più ampia e approfondita.
un abbraccio
lucetta
ps: non perché un autore vinca il Nobel sia il migliore(non è il caso di Ellytis che se lo è meritato ampiamente).