M. Buttafuoco : La vita e le maratone di Zatopek in “Correre” di J. Echenoz


«Forrest Gump» ceco. La vita e le maratone di Emil Zatopek

Nel romanzo di Jean Echenoz una biografia del campione he mescola lo sport, la storia e diverse tecniche narrative *

Il risvolto di copertina definisce questo bellissimo “Correre” del francese Jean Echenoz, appena pubblicato da Adelphi, come un romanzo. In realtà è una biografia molto fedele e molto circostanziata della strabiliante carriera di Emil Zatopek,campione cecoslovacco delle lunghe distanze dell’atletica leggera, mito dello sport internazionale degli anni ‘50, scomparso nel 2000.
Un uomo capace di vincere alle olimpiadi di Helsinki del 1952 tre medaglie d’oro: 5.000, 10.000 e maratona (la prima in assoluto della sua carriera).
Un’impresa ineguagliata e anche folle da un punta vista atletico.Ineguagliata e probabilmente ineguagliabile nello sport attuale, molto attento ai parametri scientifici e fisiologici della preparazione e della gestione di qualsiasi evento. Certo, anche ai tempi di Zatopek, c’erano medici e dietologi, preparatori atletici e trainer ferratissimi. Ma lui rifiutava le loro consulenze. Si allenava in maniera del tutto personale e un po’ selvaggia. Correva nella neve con anfibi militari ai piedi per aumentare la resistenza alla fatica, si auto sottoponeva a carichi di lavoro pazzeschi, totalmente autoelaborati ed autogestiti.
Eppure,nella sua prima giovinezza detestava tutti gli sport. Accettò di partecipare a qualche gara podistica solo per compiacere gli amici del piccolo paesino della Moravia dove era nato nel 1922. Scoprì che gli piaceva e non smise mai di correre.
Come Forrest Gump attraversò la storia contrastata e tragica della sua epoca. Come Forrest Gump prese estemporaneamente la parola un giorno, lui colonnello dell’esercito ceco, in una manifestazione a Praga durante l’occupazione russa e propose il boicottaggio dell’Urss ai Giochi Olimpici. Lo mandarono a lavorare in una miniera d’uranio e poi a fare lo spazzino a Praga.
Mai suoi compagni di lavoro non volevano che cotant’ uomo raccogliesse l’immondizia. Lo facevano solo correre dietro al camion della raccolta per applaudirlo; la gente scendeva in strada per abbracciarlo. Non è un romanzo quello di Echenoz, ma potrebbe essere facilmente scambiato per tale. Non è nemmeno una biografia sportiva.Ad esempio il grande rivale di Emil, il franco- algerino Mimoun, viene citato solo di sfuggita. Eppure i due si rincorsero per anni ed anni sulle piste di mezzo mondo (Mimoun vinse solo nel 1956, battendo il rivale in una drammatica maratona olimpica a Melbourne). In realtà “Correre” è il modernissimo ed affascinante sovrapporsi di varie tecniche di prosa. A volte ha la freschezza di un’intervista, altre volte ha un taglio intimistico e poetico, talora parla di Storia e qua e là l’autore interviene a colloquiare amabilmente con i lettori («Non so voi, ma personalmente di tutte queste imprese, e record e vittorie e trofei comincio un po’ a non poterne più» scrive verso la fine). Questa tecnica di scrittura, che utilizza solo il presente, crea continui cambi di ritmo e piccoli scarti nella narrazione. Emil Zatopek correva così, rallentando ed accelerando secondo suoi estri e valutazioni del momento, disorientando e sfiancando in talmodo gli avversari. Davvero un bel libro. Da leggere e rileggere.

Marco Buttafuoco

*  Recensione apparsa su ” L’Unità”  il 9 novembre 2009 – pag. 45.

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2 risposte a M. Buttafuoco : La vita e le maratone di Zatopek in “Correre” di J. Echenoz

  1. Jose' Grilli scrive:

    Come sempre Sandra
    con sensibilità e acutezza
    proponi delle tematiche interessanti.
    Un abbraccio
    Josè

  2. sandrapalombo scrive:

    In effetti Marco sceglie sempre testi interessanti e sono contenta che ci dia la possibilità di inserirli in via delle belle donne. A breve inserirò anche un’intervista a Paolo Fresu.
    Grazie Josè Sandra

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