Marie Clementine Valadon si insedia nel quartiere di Montmartre quando il secolo IX è al suo scatto finale e la belle époque inizia a travolgere la società europea in un tourbillon di vivacità mondana. A Montmartre proliferano cabaret e café chantant, luoghi di ritrovo dove artisti e personaggi della vita quotidiana si ritrovano in un’atmosfera fra il ludico e l’intellettuale. Marie Clementine è una giovinetta priva di mezzi, materiali e culturali, nata nel 1865 da una sartina e da un padre ignoto; dal convento in cui stava compiendo il percorso di studi elementari viene espulsa per cattiva condotta. Si avventura nell’attività circense con il ruolo di acrobata, ma una caduta la costringe a desistere; prova con altri umili lavori, finché decide di inventarsi come modella artistica. Ha soltanto quindici anni ed è bellissima: un ovale perfetto,
VITE DI ARTISTI: SUZANNE VALADON
René Char – seconda parte
Bestemmia sotto i salici
Io ti scuso tu morirai
Della quiete che mi allaccia
Non ne voglio al tuo mistero
E come credere al mio rimorso
La violenza del giorno mi è cara
Più della pietra che ti addormenta
(1926)
Calpestare l’oblio. Trenta poeti contro la minaccia incostituzionale
Calpestare l’oblio
Trenta poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana.
Una memorabile cena con Proust e tanta “joie de vivre” di Paola Cerana
L’atmosfera è da belle époque parigina, tra eccessi e fermenti artistici e scientifici mescolati a vizi personali e pubbliche virtù A tutti coloro che si sentono ardenti proustiani come me, consiglio un libro che ha il dono di annullare il Tempo, anzi di riavvolgerlo magicamente all’indietro fino ad una notte di maggio del 1922 e di trasportarci, invisibili, accanto a Marcel Proust, durante una memorabile cena in uno dei più grandi hotel di Parigi.
Scatti per voci sole. Man Ray
SULLA CRINA
“L’incavo del derma
che si irrora di piacere
sulla crina
ti offro, amore, alla tua mano
che mi monta marea di cellule e tracima
lievitando sulle labbra un crampo
un fremere rappreso in uno squillo
-sì- ancora fino allo spigolo umido (del cuore)
e non ti guardo fisso il Cielo giuro
quando mi oscilli
in un brusio di stelle dentro
imbastendo di sussurri e di respiro
la ferita che mi segna d’Infinito al centro
e si dilata la matrice del mio Essere
in un’emorragia di Senso l e n t a
che muoio sola godendo(ti)
nei singhiozzi della lingua tua
in punta di preghiera
benedetta.”
Testo: Silvia Rosa
M. Buttafuoco : Claudio Cojaniz -Non Son Tornati, VIaggio nella grande Guerra
In una sera d’estate dello scorso anno, a Pordenone, Claudio Cojaniz si sedette davanti ad un piano, in un teatro all’ aperto. Davanti a lui uno schermo cinematografico rimandava al pubblico le immagini, crudeli, di documentari dei tempi della prima guerra mondiale. Il pianista aveva davanti le partiture che lui stesso aveva composto per commentare quei minuti d’ orrore e di lontana tragedia.
La cronaca sonora di quella serata è ora documentata su un cd, pubblicato da Cinemazero ed Atracoustic di Pordenone, corredato da un bel booklet (in Italiano, tedesco, sloveno e friulano) con testi, foto d’epoca ed una breve, toccante, introduzione del pianista. E’ probabile che la mancanza di immagini tolga qualcosa alla musica suonata quella sera. E’ anche vero, però, che Cojaniz è artista di profonda e non dissimulata sensibilità. Il disco quindi può essere ascoltato anche indipendentemente dalle mute, accelerate sequenze in bianco e nero. L’ atmosfera sonora che si coglie immediatamente è quella dei primi cinema, quando qualche pianista commentava le storie narrate dalle ombre dello schermo.
Aleister Crowley e il dio occulto, di Kenneth Grant
Aleister Crowley nasce il 12 ottobre 1875 a Leamington, cittadina della contea del Warwickshire, in Inghilterra. Figura ambigua, esperto di arti occulte. Fu anche alpinista, artista, poeta. Allevato in una famiglia fortemente religiosa, dopo la morte del padre a causa di un cancro alla lingua, cominciò a sviluppare una visione del mondo lontana dalla fede cristiana.
Nel 1920 prese in affitto una villa a Cefalù per praticare riti, creando l’Abbazia di Thelema e l’O.T.O, corpo di iniziati operanti per far rivivere la tradizione magica attraverso pratiche di magia sessuale.
Artemisia Gentileschi – Processo per stupro
25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
« Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch’io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani
Torpore d’autunno

L’autunno declina talvolta cieli ambrati
e trasparenze stanche di mare cristallino;
lente si posano le foglie sul selciato
come gli anni sul viso e sulle mani.
COLLAUDI all’Arsenale
“La morte di James Dean” di Nicola Verlato
Nell’ambito dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, cioè la famosa Biennale, quest’anno il Padiglione Italia mi ha davvero entusiasmato; collocato alle Tese delle Vergini, nello storico Arsenale ( per intenderci, quello citato anche da Dante nella Divina Commedia), è stato intitolato “Collaudi”, parola cara ai Futuristi, e dedicato a Filippo Tommaso Marinetti. Il precedente Padiglione Italia, ai Giardini, da anni ospita un’altra sezione, internazionale, della Biennale; quindi gli artisti italiani, mescolati con il gruppo, rimanevano un po’ in ombra.
“Quali mani asciugheranno le mie lacrime?” di Mariatu Kamara
Famiglie


Dall’alto mia madre gestisce le maree,
è madreluna, madre che io non sono stata,
io che m’ingravido di nuvole
e mi rovescio sopra il mondo
Nerina Garofalo. La circoncisione delle parole e altre poesie
Da La circoncisione delle parole, Format, NoviLigure, 2008
Il Pino di Giarre
Era un pino marino
Non potevo intrecciare per te
Bracciali di fronda
I tuoi occhi Agatino
Mi tenevano stretto
Nella rada di vento
Le tue dita tessevano
Chiacchiere a farne silenzio
In lenzuola a misura di auto
Mi coprivi
Col tepore stremato
Da fatiche nel portare più nomi
Il mio zito, il mio zito
Con le labbra scoperte
E camicie rigate dai fiori
Sei adesso in un attimo
Bruciato da un faro
Il mio corpo lasciato a trattenere il respiro
La mia mano che stringe
Insinuata da sotto
Nel lembo di stoffa la tua mano a dirotto
Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares – Estratti

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Pensando, mi sono creato eco e abisso. Approfondendomi, mi sono moltiplicato. Il più piccolo episodio – un’alterazione della luce, il cadere contorto di una foglia secca, il petalo che si stacca ingiallito, la voce dall’altra parte del muro o i passi di chi pronuncia quella voce insieme ai passi di chi la deve ascoltare, il portone socchiuso della vecchia tenuta, il patio che si apre con un arco sulle case strette sotto il chiarore della luna – tutte queste cose, che non mi appartengono, imprigionano con corde di risonanza e di nostalgia la mia meditazione sensitiva. In ognuna di codeste sensazioni sono altro, mi rinnovo dolorosamente in ogni impressione indefinita.
Vivo di impressioni che non mi appartengono, dissipatore di rinunce, altro nel mio essere io.
Cagliari. Festival “Traghetti di poesia”

Da venerdì 27 a domenica 29 novembre 2009 Spazio Search, largo Carlo Felice (sottopiano del Palazzo Civico)
Tre giorni di letture, incontri, lectio magistralis, per offrire un saggio variegato della poesia europea. Parla infatti italiano e sardo, ma anche svedese e greco, il festival “Traghetti di Poesia”, in programma a Cagliari nell’ultimo weekend di novembre, da venerdì 27 a domenica 29, nell’elegante cornice dello spazio Search, nel largo Carlo Felice (sottopiano del Palazzo Civico).
Leonardo Sciascia, l’eretico da leggere sempre di Nicola Vacca

Leonardo Sciascia, l’eretico da leggere sempre
di Nicola Vacca
Il migliore omaggio che si può rendere a Leonardo Sciascia, scomparso nell’autunno del 1989, è quello di riconoscergli il ruolo di intellettuale puro che credeva nell’eresia e scriveva le sue opere con il convincimento di dare fastidio.
Ogni suo libro è diventato un caso. Nelle sue invettive colpiva sempre nel segno, perché lo scrittore siciliano non è stato mai disponibile al compromesso e all’opportunismo.
Matteo Collura ha giustamente osservato che Sciascia scrittore è un eretico con il culto dell’opposizione, un anticonformista delle idee sempre pronto a dare battaglia, instancabile combattente in un Paese di trasformisti in cui tutti sono pronti a salire sul carro del vincitore.
Per questo aspetto del suo carattere, i suoi libri e i suoi articoli provocavano malumori a coloro che da sinistra a destra complottavano con il potere.




















