Archivio per ottobre, 2009

ottobre 9, 2009

IL NOBEL PER LA PACE

di Villa Dominica Balbinot

Ultima ora: il premio Nobel per la pace è andato al presidente degli Stati Uniti
Barack Obama, con la motivazione principale “Ha rafforzato la diplomazia”

ottobre 9, 2009

L’ODIO di Wislawa Szymborska

di sandrapalombo

Leggendo, sempre scopro o ritrovo delle perle poetiche come L’odio di Wislawa Szymborska, tratto dalla raccolta Vista con granello di sabbia ( Adelphi 2007),  testo senza tempo che ben si addice  anche al momento storico che stiamo vivendo.

L’ODIO

Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.

Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.

ottobre 8, 2009

IL VINCITORE PREMIO NOBEL per la LETTERATURA

di Villa Dominica Balbinot

Si è appena avuta notizia che il vincitore del premio Nobel di quest’anno è una vincitrice, è la scrittrice rumena -ma ora trapiantata in germania- HERTA MULLER
Per sapere qualcosa di più sulla sua biografia e sulle sue opere ecco un link a un articolo comparso sul quotidiano IL CORRIERE

ottobre 8, 2009

La pietra – tutto

di viadellebelledonne

alchimia-cabalaAlchimia e Cabala alla luce della scienza
Guido di Nardo

 

Pietre abbandonate sul ciglio delle strade, sui binari morti di ferrovie in disuso, pietre levigate dal vento e dalle onde salse del mare, modellate dalle mani dei ghiblei, miliari, dello scandalo, del chi ha peccato scagli la prima, pietra di Bologna, meteorite, dura, pura, preziosa, comune, sasso, calcolosi, comica femminile di Pietro, incastonata in un anello, in un collier, simbolo sacro di Maometto…
Ma perché lo è anche quella filosofale?
Perché la pietra è mistero centrale, base di costruzione, bethilo su cui Giacobbe appoggiava il capo per riposare nelle sue visioni, concetto astratto del tempio. Essa è l’inizio e la fine in un uroborico circolo e viene identificata col Cristo stesso dal simbolismo cristiano.

ottobre 8, 2009

Un giorno qualsiasi, nel pieno di un ‘estate di Fabrizio Tiberio

di luciannaargentino

Focette

Foto di Fabrizio Tiberio

Mancavano cinque minuti a mezzogiorno.

La terrazza dello stabilimento balneare appariva deserta e ventilata in modo invitante. Jeannot decise di salirvi, per un po’ almeno, tenendo i sandaletti in gomma in una mano, nell’altra un libro già consunto dal vento e dalla sabbia. Era piacevole, quella terrazza riservata ai clienti del bagno Mirage. Ovviamente bianca, chiaramente estiva. Stranamente deserta, aggiungiamo, considerando l’abituale calca agostana che assediava l’adiacente passeggiata a mare e riempiva i baretti e i chioschi dei gelati. Ciuffi di palme nane abbellivano la scalinata d’accesso a quell’angolo di quiete.

I passi lenti di Jeannot nell’aria immota del mezzogiorno…un fotogramma quasi, uscito fuori da un cortometraggio neorealista in salsa balneare. Del resto, l’elevato numero di festival estivi prometteva un approdo sicuro, un contratto a breve pur significativo per chi, come lui, era in attesa di proporre i suoi lavori teatrali ad un palcoscenico estivo, un teatrino all’aperto, un reading in pineta, un after-hour sulla battigia… l’importante era esserci, presentarsi con un sorriso sicuro e il passo svelto, come il talentuoso autore di mezz’età, la rivelazione letteraria del momento, o lo sceneggiatore scaltro e di bella presenza da corteggiare, da spupazzarsi ai festini in spiaggia, l’aria già un po’ alticcia di qualsiasi impiegato che regge male l’alcol, con una biondina in carne sulle sue ginocchia, i bacetti sul collo abbronzato.

ottobre 7, 2009

eredità

di antonellapizzo

Pablo Picasso - Morte di Casagemas - 1901

Chiude la morte tutto tranne l’odio
si passa la staffetta da madre in figlia
eredità malvagia
retaggio di un vissuto
fatto d’angherie e violenze
si nutre di carcami
di larve andate a male
di muffe tossiche, scorpioni velenosi
mancanza d’aria, senso di asfissia
senso che manca in tutta la questione

(intanto la marchesa le blanc ha un flirt col caimano
non so se ha marito o se l’ha avuto
dice che non si è lavata mai i capelli in casa
e deve lavorare chi è portato)

Qui caro fratello mio si veste in black
la casa è bianca e l’uomo americano afro
il video mi mette in allegria
anche se domani è un mese che sei morto
al centro porto hope & love
la buona eredità che mi hai lasciato.

6 novembre 2008

ottobre 7, 2009

Stile e stili, di Elio Franzini

di alessandrapigliaru
Paul Klee, Zwitschermaschine (1922)

Paul Klee, Zwitschermaschine (1922)

Husserl afferma che la ricerca sul senso delle cose mondane va avviata su una «nuova via», che è tematizzazione del mondo della vita in quanto terreno non solo della vita umana, ma del modo con cui essa esplicita questa sua funzione di essere «terreno». È in questo esatto punto, in cui manifesta l’esigenza di un Grund concreto e precategoriale, che, pur senza esplicitare la citazione, ricorda la frase con cui Goethe, nel Faust, traduce l’incipit del Vangelo di san Giovanni, dove il logos che è all’inizio diventa Azione (Tat). L’azione, osserva Husserl, «rende il nostro progetto ancora incerto più determinato, lo rende sempre più chiaro, promuovendone la realizzazione» [1]. Accanto all’azione, che è al principio, è però necessaria anche una riflessione metodica, così da indagare, in tutti i modi di relatività che per essenza gli ineriscono, il mondo della vita, che è «il modo in cui noi viviamo intuitivamente, con le sue realtà, così come si danno, dapprima nella semplice esperienza, e anche nei modi in cui spesso queste realtà diventano oscillanti nella loro validità (oscillanti tra l’essere e l’apparenza)» [2].
Utilizzando ancora una volta un termine goetheano, Husserl chiama stile questa capacità di cogliere il flusso “oscillante” delle variazioni dell’apparire, apparentemente inafferrabile, che è il nostro mondo della vita, in cui si uniscono l’azione e il metodo. Questo non è un orizzonte di spiegazione causale e fattuale, non è «quello di determinare se e che cosa siano realmente le cose, la realtà del mondo» e neppure «che cosa sia realmente il mondo considerato nella sua totalità, ciò che gli inerisce in generale, quali leggi strutturali a priori e quali “leggi naturali” gli siano proprie» [3].

ottobre 6, 2009

RACCONTI a TEMA per Zammù: direzione obbligata

di alessandrapigliaru

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RACCONTI a TEMA per Zammù: direzione obbligata.
sono io a pensare, no; sono io a parlare, no; sono io a decidere, no. obbligati a seguire una direzione con gli occhi bassi sui passi. obbligati financo (d)a una direzione obliqua.

invia il tuo racconto a: malicuvata@gmail.com
limiti: tra 6000 e 8000 caratteri spazi inclusi
scadenza: giovedì 12 novembre 2009

i migliori racconti saranno letti pubblicamente giovedì 19 novembre allo Zammù di Bologna all’interno della rassegna Dalla A allo Zammù.
la successiva selezione porterà alla pubblicazione di un volume curato da Zammù e Casa Lettrice Malicuvata

albumeuropa.wordpress.com

ottobre 6, 2009

E LE PAREVA DI NON AVERE MAI FISSATO di Villa Dominica Balbinot

di Villa Dominica Balbinot

Era il paesaggio chiaro,
di una notte ghiacciata:
aspettava solo il sorgere del sole,
e quelle colline azzurre,
il cielo come un grande uccello…

E le pareva di non avere fissato
mai nulla così a lungo
- come quinte nella nebbia-
quei meccanismi dell’affezione

ottobre 5, 2009

Per tardivo prodigio di Anna Maria Bonfiglio

di luciannaargentino

tardivo_prodigio[1]

Anna Maria Bonfiglio, nella sua ormai vasta produzione poetica, ci ha educati alla sua poesia raffinata e corposa, in un connubio di leggerezza e concretezza privo di stridore, d’altronde in linea con lo spirito mediterraneo di tanta poesia siciliana, che sa mescolare tratti ben definiti con sfumature delicate, pennellate grumose con aeree contemplazioni. E non deve stupire questo costante ossimoro degli scrittori siciliani, che portano in sé il DNA letterario di un territorio così ricco di contrasti e di movimenti. Gli umori terragni possono benissimo dilatarsi in magiche sospensioni, in un’alchimia di rarefatte visioni, la cui scaturigine è sempre e comunque un lussureggiante scenario di sapori e colori.
Anche questa silloge di Anna Maria Bonfiglio presenta un alternarsi di concretezze e di sfumature, sullo sfondo di un paesaggio, interiore ed esteriore, denso di immagini e sensazioni molto incisive. Nella prima parte, “Stagioni”, l’umanità della voce poetante si intreccia alla natura in una fresca simbiosi che produce stillanti metafore. Abbondanti sinestesie (“Ride di rosso l’allegra melagrana”) si alternano con immagini ossimoriche (“Fresca di erba e secca di carrubo”) con un gusto lessicale per le assonanze che ritma elegantemente il verso, classicamente fuso con questa scenografia naturale ricca di cromatismi e di sensuali richiami.

ottobre 5, 2009

Matteo Veronesi, Dieci Inni alla Morte – con una nota di Elisabetta Brizio

di viadellebelledonne

L’écrivain doit (…) longuement demeurer en sa chambre, (…) et, comme mort en soi-même, suer et trembler maintes fois

[Joachym Du Bellay, Deffence de la langue française]

Leonardo Bistolfi - La bellezza liberata dalla materia

Leonardo Bistolfi - La bellezza liberata dalla materia

I

O mia mortalità, mia attesa morte –
mio solo bene, mio livido tesoro

C’è un estremo confine
che fasciato di tenebre balena
e trema nella notte come lama –
oltre non c’è che il grido, il pianto –
o la parola forse, il canto

E vita eterna sarebbe eterna tenebra
eterno niente –

ottobre 4, 2009

Antonio Porta – Poesie

di maebasciutti

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Amleto, I

detto in parole semplici: è
il padre che ti spinge Ofelia per i piedi
ti tira per i capelli
il padre ti fa navigare via
la madre ti riempie il grembo di fiori appena recisi

ma ci sono ancora molte domande: chi
ha preparato il ruscello gonfio d’acque di specchio
chi spinge le acque degli specchi trasparenti verso
le acque salate del mate, chi
ti accompagnerà nella navigazione in mare aperto
spalancherà i fiori marini, visto che è Primavera
chi riuscirà a penetrarti, infine, prima che il gelo
quando rende impossibile l’atto necessario
ma come la retorica gonfia queste parole, queste domande
come l’amore desiderante rende il discorso infiammato e gelido
come il tuo fiato e il mio si mescolano
come le lingue si intrecciano
e le dita si mettono a correre per conto loro
lungo il percorso necessario dei corpi

*

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ottobre 4, 2009

Versi inediti di Giovanni Rabito

di antonellapizzo

Emanuela Maugeri - "Vele blu" Olio su Tela, 70x50 cm

 QUESTE VELE BLUASTRE

Queste vele bluastre
che sbattono sul mare
farfalle senza corpo
ali soltanto o vento

possano le mie parole
navigare la solitaria
distesa d’acque
che li circonda!

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ottobre 3, 2009

Da Roma all’antica Bisanzio

di luciannaargentino

LocandinaCK

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ottobre 3, 2009

Intervista a Pippo Delbono

di alessandrapigliaru

pippodelbono

Pippo Delbono è autore, attore e regista di teatro, giudicato da molti uno dei più interessanti protagonisti del teatro contemporaneo italiano, e tra i più in vista nel panorama internazionale. Abbiamo passato con lui due ore prima dello spettacolo Questo buio feroce in cui, partendo dai temi del male, della morte e della guerra, ci ha raccontato la sua esperienza di vita e di uomo di teatro.

ottobre 2, 2009

Michele Marinelli

di paolalovisolo

TEXT

TEXT

immagine di Michele Marinelli

*

fa forse scuro, torpore mormorío il
cammino in equilibrio,
taglio primo: misura.

un
continente elogiato.

cosa che va in fumo
cosa che non tiene, perché
maestro appassisce

un gesto serio credilo è fatto,
un milione di toni, i buchi, la casa.

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ottobre 2, 2009

Mahatma Gandhi- La dottrina della resistenza passiva

di alessandrapigliaru

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“Non violenza e codardia si accompagnano male. Posso immaginare un uomo armato fino ai denti che sia, in cuor suo, un codardo. Il possesso di armi implica un elemento di paura, se non di vigliaccheria. La vera non-violenza è invece impossibile ove non si possegga un indomito coraggio”.

“La non-violenza non deve mai essere usata a mo’ di scudo per la codardia. Essa è un’arma per il valoroso.
Non scorgo né eroismo né sacrificio nel distruggere vite o proprietà, per offesa o per difesa”.

ottobre 1, 2009

Autunno in poesia

di gisy

 

http://4.bp.blogspot.com/_-ct_WlJURTk/SqoKh3uUFJI/AAAAAAAACdQ/wNbCh8YsmSc/s400/autunno.jpg

Ottobre

Un tempo, era d’estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all’autunno

dal colore che inebria;

ottobre 1, 2009

La tessera previdenziale – di Domenico Lombardini

di morena fanti

La mia tessera protetto sociale parziale, categoria P, me la dimentico sempre… P è per paria, che qui dicono godo di alcuni diritti, sono lacunosi gli elargitori, forse è un acronimo… quali diritti, poi, lo so mica io. È il governo, le istituzioni, che hanno escogitato l’iniziativa. Non se ne stanno un minuto fermi quelli, si smeningiano i politici dal pensare. Ed eccotela lì, la nuova regalia assistenziale, l’ennesima elargizione, magnanimità di Stato… per sfangarsela appena, intendiamoci, qui non si sbulacca mica, e i pasti saltano di sti tempi. Sono privilegi in punta di cucchiaio, dico io: si apre la bocca, e gnam! ti rimane un cattivo gusto, il gusto di poco, un retroterra micragnoso… ti solleticano appena le papille quelli, e poi te la lasciano lì, la lingua, mica ci si riempie lo stomaco con la questua; tuttavia, meglio che nulla insomma… Di sti tempi si va in giro mica allegri, assicuro.

ottobre 1, 2009

Premio Nazionale di Poesia “Calabria/ Terme di Spezzano Albanese”

di maria pina ciancio

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Cerimonia di premiazione Premio Nazionale di poesia “Calabria / Terme di Spezzano Albanese, per il libro edito di poesia”.

Sabato 3 ottobre 2008, con inizio alle ore 18,00, nella sala dell’American Hotel delle Terme di Spezzano Albanese (CS) si svolgerà la cerimonia di premiazione del Premio Nazionale di poesia “Calabria/ Terme di Spezzano Albanese, per il libro edito di poesia”.

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