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Nigredo2n

Venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 21 alla ex Lavanderia del “Santa Maria della Pietà” a Roma  NIGREDO POESIA a cura di Nina Maroccolo.  Il reading poetico si colloca come evento all’interno della collettiva d’arte contemporanea NIGREDO  inaugurata il15 Ottobre presso le ex lavanderie del Santa Maria della Pietà a Roma e si concluderà il 31 dello stesso mese.

“Le mie radici si agitano in cielo, più sotto nella terra i miei frutti / Si inturgidiscono, schiumano, si sforzano / Di penetrare la vita”
WILLIAM BLAKE

Premessa

Nell’ampia gamma dei misteri alchemici, la nigredo è la fase forse più aspra e difficile. Perché l’Opera al Nero è un punto d’arrivo. Ed è stata proprio una scrittrice oracolare, quale Marguerite Yourcenar, a far “romanzo” di quel travaglio e farne trasfusione, così incarnato nel saggio Zénon: “L’universo detto magico era costituito da attrazioni e repulsioni obbedienti a leggi ancora misteriose, ma non necessariamente impenetrabile all’umano intelletto. La calamita e l’ambra, sembravano, tra le sostanze note, le sole che rivelassero a mezzo quei segreti che nessuno aveva ancora esplorato e che un giorno forse avrebbero tutto chiarito” […].

Oggi e per tutti gli autori di NIGREDO Poesia: Maria Grazia CALANDRONE, Luigi Romolo CARRINO, Gianluca CHIERICI, Claudio COMANDINI, Irene Ester LEO, Andrea LUCHERONI (Jmarx Poetry), Bianca MADECCIA, Nina MAROCCOLO, Faraòn METEOSÈS, Jacopo NINNI, Vinicio PASQUALI, Tiziana Cera ROSCO, l’arte è calamita è ambra. E la poesia – materia prima, radici e segreti, luce e folgore, fango e abisso. Il nero fino al bianco, tutta l’ombra del sole, la polvere dell’aria – e ogni Adamo, ogni Eva che rinasce. E ancora si guarda intorno, non riconosce né terra né Eden, né purgatorio né paradiso. Il Sole resta ancora dentro, materia d’oro][ sangue nero di luce.

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La serata
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All’appuntamento raggiunto col Terzo Millennio, tra fine della Storia e approdo futuribile e in progress d’un consapevole “eterno ritorno” – la poesia sta stretta alla poesia. E la luce alla luce, giacché essa più che mai ha bisogno d’ombra, di capire la propria, di trasmutare la nostra. Come nei misteriosi processi alchemici, ogni illuminata albedo esige il travaglio, il rito fertile della sua nigredo – per epurarsi da dentro, riavviare una vera crescita. Vale per tutte le arti, fra stile e pensiero, e tanto più per l’uso e il destino di ogni genesi lirica. Questo evento, incontro ed happening, teatro gnomico e pantomima contemporanea – gioca e scommette sulla contaminazione tra arti, linguaggi, espressioni, performances, teatralizzazioni, videoproiezioni, musica live, letture – approda a un modo di fare poesia totalmente altro rispetto alle canoniche declamazioni dei fini dicitori, ma anche dei poeti inveterati, stancamente convinti che la parola [il significante], semini e irradi sempre il proprio significato.
Qui il significante – secondo la vecchia diatriba tra filosofi e linguisti – contiene e riassume sempre il significato, e viceversa. È un modo di porre, onorare la poesia in modo sinestetico e intrecciato, perché essa finalmente arrivi ai sensi, alla mente e al cuore del pubblico, come anelito stesso creativo e dinamico; che per partenza ha la parola ][per traguardo – l’emozione. Passando per immagine, suono, voce, pulsione, desiderio, silenzio, grido – un grido fiero e nobile – di tutto ciò che è, e torna a essere umano.

Nina Maroccolo

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