LUNGO QUEL NERVO OMBELICALE di Villa Dominica Balbinot


In una specie di chiarezza mistica
( la più insopportabile forma di innocenza)
gli occhi suoi vuoti erano,
a percorrerla tutta
lungo quel nervo ombelicale
- a far da mezzeria-.
Si affoca, e si dissecca,
in una solitudo:
è l’equivalente di una corona di spine fatta di oro,
è figlia degli anni delle locuste,
squarta gli dei suoi come potesse poi disgiungersi…
Invidia allora il corpo lineare,
la morte violenta,
quel disassamento intero.
Non avrebbe ammesso parole altre,
chè nella coppa perfetta di azzurro infinito
vi era come un monumento alla perdita,
un amnesico:
si vedevano i ritratti sommersi ,
la possibilità delle stelle fisse .
( la distanza spirituale era minima,
e lei spiccava in tutta la sua nudità…)

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4 risposte a LUNGO QUEL NERVO OMBELICALE di Villa Dominica Balbinot

  1. Blumy scrive:

    per quanto sei buona e gentile, Dominica, vorrei lasciarti un commento entusiasta, ma le tue poesie – perdona la sincerità – mi lasciano, ogni volta, perplessa (ricordi il commento della volta scorsa?) per questo filo che le lega in un continuum , come si trattasse sempre della stessa terribile storia che qualcuno (una donna, sembra) debba patire. e il linguaggio, i termini, gli strumenti di tortura sembrano appartenere a tempi remoti.

  2. domaccia scrive:

    carissima blumy, ti prego di credermi, non ti devi scusare, i due piani ( personale e di produzione espressiva) non hanno alcunchè in comune, sono distinti , i giudizi devono essere distinti pure, mi sembra ovvio:-))
    del resto, ricordo benissimo : la scorsa volta avevi utilizzato il termine “gotico” e io ti avevo risposto che non mi dispiaceva ( anche perchè sono andata un po’ a approfondire, il termine a mio parere è complesso, riguarda vari aspetti, tra l’altro alcune accezioni sono veramente di notevole ricchezza per un che di ambiguo torbido e quant’altro) adesso mi dici che rimani “perplessa” : ma ti dirò spero che in questo caso utilizzi il termine nel senso di “intricato”.. di fronte a intrichi mentali- metafisici che comunque tentano di dare voce a una visione tormentata ( che certo a me va, ma non a tuttie ben venga, beati gli altri, dico) non mi turba una reazione immediatamente “di intricata perplessità” la mia poesia non puà definirsi di impatto io sono diciamo allenata da tempo a aspettarmi di tutto ( nel positivo e nel negativo) da chi eventualmente mi legge( quanto a torture di vario tipo , non c’ è bisogno di risalire a tempi antichi per affermare che esistono e esisteranno sempre; non ti pare?

  3. luciannaargentino scrive:

    Mi sembra il canto di una liberazione. Non ci sento nè tortura nè violenza forse perchè quello che me ne è arrivato subito è il senso mistico che mi è molto piaciuto. Un caro saluto, Lucianna

  4. domaccia scrive:

    Cara Lucianna, grazie tante per questa tua bella osservazione sul possibile “misticismo” di questo testo: hai visto giustamente, si tratta certo di un misticismo alquanto “tortuoso e torturante” , non ortodosso oltretutto, ma comunque ravvisabile e presente
    un caro saluto a te, grazie di nuovo:-))

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