Archivio per agosto, 2009

agosto 16, 2009

Le ossa di Cartesio

di gisy

http://www.illibraio.it/imagesfe/Le_ossa_di_cartesio2428_img.jpg

La vicenda da cui prende le mosse questo saggio è nota al grande pubblico. Il filosofo Cartesio, nato in Francia nel 1596 e padre spirituale dell’età moderna, morì l’11 febbraio 1650 a Stoccolma, dove era stato chiamato dalla giovane Cristina di Svezia, che voleva essere istruita da lui sulle questioni di filosofia. Ancora oggi si discute sulle vere cause della morte del filosofo francese – una polmonite dovuta al rigido inverno svedese, o una congiura di palazzo causata da un suo legame troppo stretto con la regina? Meno invece si parla della misteriosa sorte toccata alle sue ossa. Obiettivo di questo originale saggio è invece proprio ripercorrere il bizzarro e spesso dimenticato destino occorso alle sue spoglie. Dov’è finito il teschio del grande pensatore, separato dal resto del corpo? È davvero quello conservato al Musée de l’Homme di Parigi? Seguendo il cammino delle ossa di Cartesio – che girarono per sei Paesi, in un arco di tempo di tre secoli e che furono più volte riesumate – a partire dalla prima tormentata sepoltura, che la regina volle dargli in terra protestante ma che fu ben presto rivendicata dalla cattolica Francia, Shorto ricostruisce una storia dell’Europa moderna. Le complicate vicende delle spoglie cartesiane rifletterebbero infatti l’altrettanto complicato intreccio di eventi e idee che animarono tre secoli di storia europea.

agosto 15, 2009

Agosto di Federico Garcia Lorca

di antonellapizzo

Agosto

Controluce a un tramonto
di pesca e zucchero.
E il sole all’interno del vespro,
come il nocciolo in un frutto.
La pannocchia serba intatto
il suo riso giallo e duro.
Agosto.
I bambini mangiano
pane scuro e saporita luna.

agosto 15, 2009

Il mare è tutto azzurro di Sandro Penna

di antonellapizzo

Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E’ tutto calmo.

Testo tratto da: Sandro Penna, Poesie, Parenti, Firenze 1939

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agosto 15, 2009

Una stella – Una poesia di Vincenzo Mancuso

di antonellapizzo

Una stella

Si aprirà fra le sue nubi il cielo
e più su la coltre
dopo che avrò tracimato
l’intera nebbia dagl’occhi
il marcio dal petto ed astri ancora.

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agosto 14, 2009

Ferito di Percival Everett

di sandrapalombo

Percival Everett
Ferito
Traduzione dall’inglese di Marco Rossari
Nutrimenti (Greenwich – 7), Roma 2009
236 p. ; 16 €

Il romanzo ambientato nel Far West, trasporta il lettore all’interno del ranch del tollerante John Hunt , in una natura incontaminata  vicino a un paese dove l’omosessualità si  scontra con il perbenismo provinciale e  il pregiudizio. Ecco che allora la frontiera diventa  confine, separazione tra etero e gay, tra chi  accoglie e chi si erige a giudice usando la violenza fisica o  quella spirituale come il padre del ragazzo scomparso.

agosto 13, 2009

Rosa Balistreri – La Sicilia avi un patruni

di antonellapizzo
agosto 13, 2009

Davanti a certi alberi

di gisy
http://www.quadrishop.it/foto/7_cipressi-con-due-figure-femminili_mid.jpg?foto=bra href=http://www.quadrishop.itQuadriShop/abr

Davanti a certi alberi

io mi inginocchierei,

miracoli di bellezza come sono.

agosto 12, 2009

Da iomare: terzo mare

di sandrapalombo

bea2foto Beatrice Cignoni

terzo mare

Te sola, fra tante ch’io son stata,/ sola te non ricordo quale m’appari/ in questa di me remota immagine./ Così ero? Ancora in specchi non ti miravi,/ sapere non potevo se m’assomigliavi./ E or s’incontrano i nostri sguardi./ Come seria sei, piccina e assorta,/ parrebbe quasi veramente tu vedessi /quella che oggi io sono. (S. Aleramo )

In mondi sconosciuti a ricercarsi,
sulla coda marina d’invernata ribelle,

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agosto 11, 2009

L’astratto – di Silvia Molesini

di Molesini

copertina di Rifrazioni (De Marchi)Per cui con l’astratto si può dire tutto. Non presa posizione definita il mondo svolge spirali e non s’incaglia.

L’astrazione è rara virtù dell’intelligenza e traguardo finale dello spirito. Finalmente sbarazzati di quel profilo continuamente sopravvenente gli animi raggiungeranno orbita e sposeranno il nero totale , ma non definitivo.

Per cui ti rosso asperrima e mi resusciterai viso. Per cui ti amo interrima e sorri-so. Per cui la linea avrà frattale incontro e solo gli ingrandimenti mentiranno un vero, e solo ma no, non solo abbaini di luce, spicchiarli a grani mossi superiori agli insieme.

Quando mi immagino le membra seducenti immagino un sé-duce. E vorrei che fossero le tue unghie reduci a spaccare la tela in quattro, mandalesca, e a non fermare l’abbraccio con l’analisi e l’olio, la sfumatura tintoretta, il tizianesco groviglio, vaghe prospettive a veleonardo o, cazzo, la crocefissione della francesca.

agosto 11, 2009

NIENTE PLACA LA SUA SETE di Villa Dominica Balbinot

di Villa Dominica Balbinot

In quei giorni ,
niente placa la sua sete,
rimane solo quel respiro ripetitivo
- lì al centro-
da crespi segnali è attraversata, la notte:
ovunque è un luogo di foglie.

agosto 10, 2009

Quando anche la cultura discrimina di Barbara Cannetti

di antonellapizzo

da SEDICI MILIONI DI COLORI – libertaedizioni, 2009  – di Barbara Cannetti*

La mia vita è tutta qui

Trasformo la mia mente in un campo minato di magica follia
e non importa se resto così, ferma a guardare
un domani che forse non ci sarà…
la mia vita è tutta qui
ma è percorsa da un’elettrizzante energia
e non importa se scorre su filo spinato
su cui il cuore può restare mortalmente impigliato.
Tranelli e contraddizioni possono diventare soffici nuvole
o vaporosi guanciali
se li osservi da nuove angolazioni,
quelle di un’amicizia o di un rinnovato amore,
quelle che tempo non hanno
perché sempre in me saranno…
Non importa il luogo in cui sono finita…
quel che davvero importa
è prendere coscienza di ogni momento.

Quando anche la cultura discrimina
(di Barbara Cannetti)
Spesso, nell’ambito dei concorsi letterari, succede che se uno dei vincitori non si reca a ritirare personalmente il premio – qualunque ne sia la causa – quel riconoscimento in denaro non gli verrà assegnato e per posta gli verranno inviate solo pergamene, targhe o medaglie ricordo. Ma non è anche questa una forma di discriminazione nei confronti di persone con disabilità o con problemi di salute tali da impedir loro di muoversi da casa? Non dovrebbe contare solo la qualità dell’elaborato in concorso? Forse una discriminazione “di dettaglio”, ma è anche dai “piccoli particolari” che si può capire la civiltà e la sensibilità di un Paese

agosto 10, 2009

“La vita davanti a sé ” di Romain Gary

di gisy

Il pomeriggio del 3 dicembre del 1980, Romain Gary si recò da Charvet, in place Vendôme a Parigi, e acquistò una vestaglia di seta rossa. Aveva deciso di ammazzarsi con un colpo di pistola alla testa e, per delicatezza verso il prossimo, aveva pensato di indossare una vestaglia di quel colore perché il sangue non si notasse troppo. Nella sua casa di rue du Bac sistemò tutto con cura, gli oggetti personali, la pistola, la vestaglia. Poi prese un biglietto e vi scrisse: «Nessun rapporto con Jean Seberg. I patiti dei cuori infranti sono pregati di rivolgersi altrove». L’anno prima Jean Seberg, la sua ex moglie, l’attrice americana, l’adolescente triste di Bonjour tristesse, era stata trovata nuda, sbronza e morta dentro una macchina. Aveva 40 anni. Si erano sposati nel 1962, 24 anni lei, il doppio lui.
Il colpo di pistola con cui Romain Gary si uccise la notte del 3 dicembre 1980 fece scalpore nella società letteraria parigina, ma non giunse completamente inaspettato. Eroe di guerra, diplomatico, viaggiatore, cineasta, tombeur de femmes , vincitore di un Goncourt, Gary era considerato un sopravvissuto, un romanziere a fine corsa, senza più nulla da dire. Pochi mesi dopo la sua morte, il colpo di scena. Con la pubblicazione postuma di Vie et mort d’Emile Ajar, si seppe che Emile Ajar, il romanziere più promettente degli anni Settanta, il vincitore, cinque anni prima, del Goncourt con La vita davanti a sé, l’inventore di un gergo da banlieu e da emigrazione, il cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi, altri non era che Romain Gary. A trent’anni di distanza dalla sua prima edizione, la Biblioteca Neri Pozza pubblica questo capolavoro della letteratura francese contemporanea. «Venti anni prima di Pennac e degli scrittori dell’immigrazione araba, ecco la storia di Momo, ragazzino arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, Madame Rosa» (Stenio Solinas).
È la storia di un amore materno in un condominio della periferia francese dove non contano i legami di sangue e le tragedie della storia svaniscono davanti alla vita, al semplice desiderio e alla gioia di vivere. Un romanzo toccato dalla grazia, in cui l’esistenza è vista e raccontata con l’innocenza di un bambino, per il quale le puttane sono «gente che si difende con il proprio culo», e «gli incubi sogni quando invecchiano».

agosto 9, 2009

La donna invisibile di Paolo Zardi

di viadellebelledonne

incompleto

 

La comunicazione è un processo che prevede almeno due punti fermi: una sorgente e un destinatario. E se l’arte è (anche, o soprattutto: dipende dai punti di vista) comunicazione, un pittore che dipinge un quadro sta realizzando solo la prima metà della sua opera: opera che sarà conclusa solo nel momento in cui qualcuno aprirà i propri occhi di fronte alla tela, e aggiungerà, a ciò che sta vedendo, tutto il proprio mondo. Esiste, quindi, una relazione stretta, tra chi crea e chi guarda, una sorta di contratto i cui termini continuano a variare nel corso del tempo. [...]

continua sulla Rivista di Viadellebelledonne:   qui

 ***
Paolo Zardi, nasce a Padova nel 1970. Laureato in ingegneria elettronica,
 libero professionista ed imprenditore nel settore dell’ informatica, Zardi
ha scoperto all’ inizio del 2006  il mondo del blog che gli ha fatto rifiorire
la passione per lo scrivere abbandonata poco dopo la fine del liceo classico.
Ama la letteratura americana degli ultimi cinquan’ anni con speciale amore
per Roth, Wallace, Kundera e John Le Carrè.

 

il blog di Paolo Zardi:    Grafemi

 

immagine: inconcluso
 ( paola lovisolo)

agosto 9, 2009

“Vi racconto come si fabbrica uno scrittore di successo”

di antonellapizzo

Io, facciamo ad esempio, lavoro alla Mondadori di Roma, in via Sicilia, dove – due piani sotto al mio ufficio – c’è la redazione di Nuovi Argomenti. Questa, per capirci, è la fornace da dove vengono fuori i grandi successi editoriali. Da qui è venuto fuori Roberto Saviano. Dall’angusta stanzuccia ricavata nel sotterraneo – di questo si tratta – è sbucato Alessandro Piperno con Le peggiori intenzioni. E perfino Paolo Giordano, l’autore de La solitudine dei numeri primi deve venire da lì, non ricordo bene, ma ad ogni modo è stato avvistato dalla combriccola. Nella rivista che fu il peccato d’orgoglio di Alberto Moravia e che ancora oggi è appannaggio di Van Straten, l’elegante guru messo nel Cda della Rai, fino a qualche giorno fa ci ha lavorato Mario Desiati, oggi direttore editoriale della più glamourosa casa editrice, la Fandango.

agosto 9, 2009

L’oro di Dongo di Luigi Cignoni

di sandrapalombo

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LA TRAMA

E’ la storia di due uomini-soldato: l’uno repubblichino, l’altro inquadrato nell’esercito regolare, il primo originario di Como, il secondo dell’Elba. Si scopriranno protagonisti di eventi che hanno scritto la storia contemporanea d’Italia: il passaggio della fine della dittatura alla nascita della Repubblica.

agosto 8, 2009

Benny Carter (New York, 8 agosto 1907 – Los Angeles, 12 luglio 2003)

di paolalovisolo
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agosto 8, 2009

Astrazioni I – Alessandro Ghignoli

di maebasciutti

Helen Frankenthaler

“La vita non è quella apparente che noi vediamo: ma è immensa, totale, illimitata, senza confini – e minima, invisibile, fatta di segni infimi, di particelle trasparenti, delle pulsazioni dell’aria, dei battiti segreti dell’universo”.[1]

agosto 8, 2009

Fuoriprogramma – I treni a vapore –

di antonellapizzo

dedicato a Mario Ardenti: il vapore del treno

video da qui – il suo blog qui

agosto 7, 2009

Louis Fürnberg di Stefano Zangrando

di lacarapolvere

Louis Fürnberg

 

 

 

 

 

 

 Luis Fürnberg  

 

 

Quest’anno cade il centenario della nascita di Louis Fürnberg, uno scrittore di lingua tedesca poco conosciuto. Recentemente la Literaturwerkstatt di Berlino gli ha dedicato una serata di letture. Tempo addietro, l’amico Reimund Frenzel di Weimar mi aveva spedito alcune poesie che aveva antologizzato per l’occasione, chiedendomi di poter dare visibilità a questo autore anche in Italia. Lo faccio volentieri con i mezzi di cui dispongo, traducendo quasi per intero la voce che a Fürnberg dedica Wikipedia tedesca e aggiungendo in calce una poesia e la sua traduzione.

agosto 7, 2009

Da iomare: secondo mare

di sandrapalombo

beanero1foto di Beatrice Cignoni

secondo mare

L’infanzia ho sotterrato/ Nel fondo delle notti/ E ora, spada invisibile,/ Mi separa da tutto. (G. Ungaretti)

Il mio paese era senza chiesa, privo di negozi, con quattro palazzi principali dai nomi e dagli stili altisonanti: prima navetta, scoglio di sale, piramide, seconda navetta; aveva una piscina azzurra nascosta da alte rocce e conosciuta solo dai paesani.

D ’inverno, solitaria, vi coglievo alghe d’ogni varietà e d’estate mi cibavo di patelle; discese scivolose portavano a raggiungerlo via mare e lì trovavo amici a volontà .

Lo osservo oggi, ma scorgo solo un arcipelago di scogli.

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