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Percival Everett
Ferito
Traduzione dall’inglese di Marco Rossari
Nutrimenti (Greenwich – 7), Roma 2009
236 p. ; 16 €

Il romanzo ambientato nel Far West, trasporta il lettore all’interno del ranch del tollerante John Hunt , in una natura incontaminata  vicino a un paese dove l’omosessualità si  scontra con il perbenismo provinciale e  il pregiudizio. Ecco che allora la frontiera diventa  confine, separazione tra etero e gay, tra chi  accoglie e chi si erige a giudice usando la violenza fisica o  quella spirituale come il padre del ragazzo scomparso.

Con uno stile  essenziale  e discorsivo Everett  inserisce all’interno della trama principale altre storie ( il racconto del primo matrimonio del  cowboy,  quello del gay antipatico e traditore o del simpatico asino matto o del coyote senza zampa e molte altre) senza mai rallentare il ritmo serrato e coinvolgente. Una scrittura che sin dall’inizio scorre veloce  come i cavalli addestrati dal cowboy.

TRAMA ( dalla quarta di copertina )

Qualcosa sta per accadere – la consapevolezza di questa tensione è l’ossatura del libro – perché nulla accade mai a Highland, Wyoming, profondo e gelido West, dove un impenetrabile cowboy di mezz’età, uno tra John Wayne e Gary Cooper, vedovo, laureato in storia dell’arte con una passione per Klee, Kandinskij e le caverne, naturalmente nero vive la sua appartata quotidianità fatta di giornate che iniziano alle cinque e trenta, un centinaio di chili di escrementi di cavallo da spalare, cavalli difficili da addestrare, un cucciolo di coyote con tre zampe da curare. Perché la comunità locale, compresi gli amici del protagonista, apostrofa con pesanti epiteti il ragazzo gay scomparso? E l’intolleranza bruta che permea il doppio fondo dell’etica individuale, una reazione che ricorda da vicino i cartelli imbracciati da migliaia di persone comuni nelle contromanifestazioni “per ristabilire i princìpi etici” dopo il tragico omicidio del giovane Matthew Shepard nel 1998, sempre da quelle parti, dichiarato punto di partenza della riflessione di Everett. Con uno stile disadorno e lontano da qualsiasi genere, Everett dimostra che la narrativa è un mezzo, e che qui la suspance non è tanto data da ciò che il lettore non si aspetta che accada, ma dal fatto che accada ciò che il lettore sa perfettamente debba accadere.

L’AUTORE

Percival Everett , nato  nel 1956 a Fort Gordon, è docente di letteratura all’University of Southern California. Scrittore prolifico, ha  pubblicato quindici  romanzi oltre a raccolte di racconti, saggi e  sillogi poetiche ed è ritenuto uno dei più grandi scrittori americani contemporanei tanto  da essere definito da L’Esquire “uno dei più coraggiosi scrittori sperimentali degli ultimi anni”. I suoi libri sono uno diverso dall’altro sia per le storie che per lo stile e presentano  spesso una struttura sperimentale con trame spezzate che s’intrecciano.

In Italia sono stati pubblicati  i romanzi Cancellazione (Instar Libri 2007), Glifo (Nutrimenti, 2007), La cura dell’acqua (Nutrimenti, 2008), Ferito (Nutrimenti, 2009).

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