“Vi racconto come si fabbrica uno scrittore di successo”


Io, facciamo ad esempio, lavoro alla Mondadori di Roma, in via Sicilia, dove – due piani sotto al mio ufficio – c’è la redazione di Nuovi Argomenti. Questa, per capirci, è la fornace da dove vengono fuori i grandi successi editoriali. Da qui è venuto fuori Roberto Saviano. Dall’angusta stanzuccia ricavata nel sotterraneo – di questo si tratta – è sbucato Alessandro Piperno con Le peggiori intenzioni. E perfino Paolo Giordano, l’autore de La solitudine dei numeri primi deve venire da lì, non ricordo bene, ma ad ogni modo è stato avvistato dalla combriccola. Nella rivista che fu il peccato d’orgoglio di Alberto Moravia e che ancora oggi è appannaggio di Van Straten, l’elegante guru messo nel Cda della Rai, fino a qualche giorno fa ci ha lavorato Mario Desiati, oggi direttore editoriale della più glamourosa casa editrice, la Fandango.

Io, facciamo ad esempio, li conosco tutti e di alcuni tra loro sono amico. Non posso vantare certo familiarità con i loro vegliardi padrini, né Van Straten, né tanto meno Goffredo Fofi, anzi, sono sicuro che dall’alto della loro morale non apprezzano il fatto che i ragazzi possano incontrarsi con me per le scale ma io, facciamo ad esempio, bene o male ci vivo a latere con questa fabbrica del successo. Ho perfino pubblicato romanzi, due, con Mondadori, ho perfino fatto buone e buonissime vendite ma di una cosa sono certo: sebbene sia a tutti gli effetti uno «scrittore», pubblico infatti i miei romanzi nella collana Sis (scrittori italiani e stranieri), non appartengo alla celebrata società letteraria. Io, facciamo ad esempio, ho di mio un difetto: sono un impresentabile. Perfino il comune di Roma, pur amministrato dalla «canea de destra», dovendo dimostrare di saper stare a tavola non mi invita in una qualsiasi casa della letteratura o delle lettere o telegrammi che dir si voglia.

l’articolo intero a firma di Pietrangelo Buttafuoco si può leggere qui

 

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8 risposte a “Vi racconto come si fabbrica uno scrittore di successo”

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  2. sandrapalombo scrive:

    Vitali che Buttafuoco afferma di camminare con gambe proprie, ViadelleBelleDonne l’ha presentato… Noi si guarda al testo non all’appartenenza :-) Sandra

  3. maebasciutti scrive:

    “ebbe a fronteggiare i latrati dei cosiddetti critici: quattro citrulli che grondano sussiego e conformismo dalle cosiddette pagine culturali. Dio ce ne scampi dalle pagine culturali: si legge di letteratura con la stessa passione con cui i concessionari Fiat parlano di una Duna.”

    A proposito di competenze e di critici sarebbe sempre bene ricordare la figura che fecero i più illustri critici d’arte quando furono trovati i falsi Modigliani a Livorno. Tutti a gridare “non c’è dubbio sono veri”, connettendo all’esternazione una serie di epiteti gravosi che si adattano alla “somma figura del critico” :)
    Che si impari la propria critica personale senza appoggiarsi alle “autorevoli” opinioni di nessun altro, questo sarebbe autorevole almeno nei confronti di se stessi :)

  4. “Che si impari la propria critica personale senza appoggiarsi alle “autorevoli” opinioni di nessun altro, questo sarebbe autorevole almeno nei confronti di se stessi”

    Condivido, maebasciutti.
    Bart

  5. morenafanti scrive:

    Molto interessante. Vorrei farmi fotografare con Buttafuoco (se lui volesse, ovvio).

  6. antonellapizzo scrive:

    l’articolo mi è sembrato stimolante per questo l’ho segnalato, chi vuole leggere l’intero può cliccare nel link.

  7. antonellapizzo scrive:

    ricordo anch’io quando ritrovarono le sculture, i critici hanno fatto una gran figuraccia. ricordo pure che una volta è successo anche con il vino, hanno fatto assaggiare del vino in scatola a dei sommellier senza dire loro che si trattava di vino in scatola :-) anche questi esperti hanno fatto una gran figuraccia

  8. Paolo Frediani scrive:

    A proposito di scrittore di successo,abbiamo letto l’articolo “Lampi di Folgore” sul IL FOGLIO del 27 settembre a firma di Leonardo Buttafuoco, e siamo stati colpiti dalle parole di disprezzo rivolti verso la categoria dei Sottufficiali. Forse l’egregio scrittore non si rende conto di quante migliaia di Sottufficiali ha offeso e in particolare quelli della Folgore. Generalizzare è facile, specialmente chi ha accostato la vita militare solamente per il periodo di leva. Comunque la “Spina dorsale dell’Esercito” ringrazia il dispensatore di facili giudizi.
    L’ Associazione dei Sottufficiali di Livorno, che mi pregio di presiedere, signorilmente si astiene di dare un aggettivo a chi ci tiene in così alta considerazione.
    Mar. Paolo Frediani (già par. del IX Reggimento Col Moschin)
    UNSI
    Piazza Guerrazzi,23
    57123 Livorno
    rivolge a Buttafuoco

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