
Da Porquerolles, sulla Costa Azzurra, al porto di Genova, a poca distanza dal Rex che si prepara alla traversata atlantica; dal ponente che non c’è e obbliga il veliero a soste forzate, alla permanenza di dieci giorni all’Isola d’Elba, con i relativi episodi di abitanti fatalisti, pescatori poveri e dignitosi, musicanti che rifiutano le mance, cugini che danno una mano all’equipaggio. Dalla Sicilia fastosa, pigra e inquietante a una Malta snaturata dalla presenza inglese; da Tunisi e Hammamet, con episodi impertinenti e curiosi, alla descrizione e alle peculiarità delle case di piacere sparse per tutta la costa del mare nostrum; dalla Tunisia araba alla Turchia di Mustafà Kemal fino alla Sardegna di Cagliari e di Arbatax. E inoltre, i tentativi di definizione della civiltà mediterranea, le riflessioni di sapore storico, filosofico e morale (l’atavica saggezza, la povertà dignitosa, la solidarietà sorridente), i rapporti con Tigy, le storie tragiche e quelle divertenti ma soprattutto la luce, i colori, i suoni, i profumi, la magia, l’incanto del mare e della navigazione a vela nel racconto dell’indimenticabile crociera, dal maggio all’ottobre 1934, di Georges Simenon, a bordo dell’Araldo, goletta a due alberi con equipaggio elbano.
Premessa
Questo testo si ispira molto liberamente a un diario di bordo di Georges Simenon, La Meditérranée en goélette, Ed. Le Castor Astral, 1999.
Ne sono venuta casualmente in contatto per un mio lavoro sull’Isola d’Elba, dato che l’equipaggio della goletta con cui lo scrittore fece il periplo del Mediterraneo, tra il maggio e l’ottobre del 1934, insieme alla mogli Tigy, era del mio paese. Nell’estate di alcuni anni fa ne ho fatto la traduzione italiana, che ho parzialmente utilizzato per raccontare le vacanze elbane di ospiti illustri, in un capitolo de Il mio Cavo tra immagini e memoria.
Nell’estate del 2008, in occasione del Festival del cinema e delle isole di Rio Marina (Li) dedicato lo scorso anno a Georges Simenon e alla riduzione cinematografica dei suoi romanzi, tale opera è stata presentata come testimonianza originale e acuta della realtà mediterranea degli anni trenta da parte un intellettuale continentale avvezzo a processi sociali e economici di ben maggiore dinamismo e modernità.
Lo scrittore riesce a esprimere nelle sue pagine il cuore della civiltà nata sulle rive del mare nostrum, la staticità legata proprio a un passato di mito e di storia eccelsi, che ne hanno forgiato carattere e ritmi, con una scrittura immediata e ironica, particolarmente spontanea e informale, com’è tipico del genere diaristico, evitando qualsiasi mediazione letteraria, se non nei riferimenti, talvolta quasi sarcastici, a intellettuali a lui coetanei, considerati troppo sicuri nei giudizi e nelle valutazioni della complessità contemporanea.
L’idea di utilizzare Il Mediterraneo in goletta per ispirarmi a questo racconto lungo (o romanzo breve) dei vagabondaggi turistico-culturali di Georges e Tigy Simenon, è nata dall’impossibilità di far conoscere direttamente il testo simenoniano nella traduzione italiana che ne ho fatto, dato che le case editrici cui l’ho proposta o non si sono impegnate abbastanza per ottenere il permesso dalla Fondazione o sono interessate esclusivamente alla pubblicazione dei romanzi dello scrittore belga, di sicuro più appetibili commercialmente.
Desiderando fortemente far conoscere questa cronaca, che ha il sapore del saggio, per le riflessioni che contiene sull’essenza della mediterraneità, ho pensato di offrirlo come il mio racconto dell’esperienza vissuta dalla celebre coppia, immaginando e approfondendo i loro reciproci rapporti e quelli con l’equipaggio o descrivendo i luoghi del loro pellegrinaggio profumato di salsedine, non tanto nei particolari geografici quanto negli arabeschi storici o leggendari che li riguardano.
Da buona isolana, proprio alle isole ho riservato uno spazio privilegiato: a partire da Porquerolles, di cui Simenon parla poco ma che so essergli stata nel cuore a lungo, tanto da divenire il milieu di almeno due suoi romanzi, fino alla mia Elba, cui dedico il capitolo più lungo. Il motivo non è solo affettivo: qui infatti si articola la sosta più consistente, tessuta di incontri non superficiali con gli abitanti e da riflessioni che scaturiscono dall’osservazione del modus vivendi dei locali. Ho immaginato anche un incontro col fondatore del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, che in quegli anni frequentava l’isola.
Ma molte pagine, ben più che nel Diario, sono dedicate anche alla Sicilia, a Malta e alla Sardegna perché la storia e il mito che le hanno plasmate mi suscitano un’attrazione irresistibile.
Simenon non si limita a esplorare il Mediterraneo nostrano: grande attenzione è esercitata anche nei confronti della quarta sponda, del mondo arabo e della sua cultura, nel tentativo di capire una realtà e una mentalità altre.
Non poteva neppure mancare, da parte di un frequentatore di luoghi di piacere come lo scrittore belga, una dettagliata descrizione dei bordelli mediterranei del tempo, dalla Costa Azzurra alla Turchia, in un’analisi socio-psicologica dell’amore mercenario, che, al contempo, incuriosisce e fa riflettere.
Ho riportato in corsivo le parti riprese direttamente dal testo simenoniano; il resto, che comunque riprende fedelmente l’itinerario della crociera, è frutto della mia fantasia.
Mi auguro che quel vento che a lungo spirò tra le vele dell’Araldo in quella primavera-estate del 1934, soffi un po’ anche nelle nostre, per renderci partecipi di un’avventura culturale e umana degna di considerazione.






Le puntate pubblicate l’estate scorsa su VDBD della crociera mediterranea di Simenon nel 1934 sono diventate libro…
Ci tenevo a comunicarlo agli amici/che del blog
Un abbraccio a tutti
Gisella
Pingback: Vento nelle vele | Feedelissimo
AUGURO il VENTO in POPPA al tuo bellissimo libro del quale avevo seguito le puntate su vdbd. (I complimenti te li avevo già fatti, anche perché l’idea di questa sorta di “riscrittura” mi piace molto)
Splendida estate!
lucetta
Grazie, Lucetta carissima, ricordo bene come mi hai seguito a zonzo per il Mediterraneo!! Ancora mille grazie per la tua generosità e BENTORNATA tra noi.
Un abbraccio
Gisella
Buon viaggio dunque, e buona ispirazione
Abbracci narrativi è il caso di dirlo.
Buon viaggio a zonzo nel mediterraneo e in bocca al lupo. un abbraccio a te
Grazie a Antonio e Antonella per gli auguri e i saluti!
Gisella
Saluto anch’io Vento nelle vele. Grazie Gisy. S.