
Quaranta anni fa, il 20 luglio 1969, alle ore 22.56 EDT (le ore 5.56 ora italiana del 21 luglio) l’astronauta americano Neil Armstrong posava il primo piede umano sul suolo lunare. Quella missione era iniziata il 16 luglio alle 9.32 ora locale, quando il gigantesco razzo vettore Saturno 5, alto oltre 111 metri, si era alzato dalla rampa 39/B del Centro spaziale Kennedy in Florida. A bordo vi erano tre astronauti: il comandante della missione Neil A. Armstrong, il pilota del modulo di comando Michael Collins ed il pilota del modulo lunare Edwin E. Aldrin Jr.
Nautica Celeste di Andrea Zanzotto
Vorrei renderti visita
nei tuoi regni longinqui
o tu che sempre
fida ritorno alla mia stanza
dai cieli, luna,
e, siccom’io, sai splendere
unicamente dell’altrui speranza.
Il bambino e la luna di Mariano Brull
Per Jorgito Manach y Baños che da
bambino amava giocare con la luna
La luna e il bambino giocano
un gioco che nessuno vede;
si vedono senza guardarsi, parlano
lingua di puro mutismo.
Che cosa si dicono, quanto si chiamano,
chi conta uno, due e tre,
e chi tre e due e uno
e poi torna a ricominciare?
Chi rimase nello specchio,
luna, per vedere tutto?
Sta il bambino allegro e solo;
la luna stende ai suoi piedi
neve di primo mattino ,
azzurro dell’alba;
- quella che ode e quella che vede -
si divide in due il silenzio,
la luce si volta al rovescio ,
e senza mani vanno le mani
a cercare chissà che ,
e nel minuto di nessuno
passa ciò che mai fu …
Il bambino sta solo e gioca
un gioco che nessuno vede.
trad. dallo spagnolo di Blumy
Come la luna di Blumy
Nel mio levante,
come la luna mi consumo e mi assottiglio
e, come accade quando il mito si fa cielo,
sono la luna nera.
Lenta, con voce impercettibile,
un feto che piano smuove
liquidi caldi rasserenanti,
mi affaccio pigra a una finestra che dà sul mondo
e cresco, nel mio ponente cresco,
bianca, lattiginosa madreperla ,
illumino la notte
e silenziosa rido.
Luna e marea di Maria Gisella Catuogno
Ha una smorfia maliziosa
stasera la luna:
guarda divertita quel che
combinano quegli esseri
buffi là sotto.
Sorride, deplora, condanna
comprende, s’arrabbia, s’oscura
ascolta distante e divertita
filastrocche canzoni poesie
preghiere invocazioni lamenti
che salgono a lei in un sussurro…
Poi si stufa, si specchia nel mare
parlotta per tutta la notte con la marea.
LA LUNA SCENDE IN GIARDINO di Ada Negri
La luna scende in giardino per le scale della pallida sera:
è tutta bella, le nubi la velano, la brezza la scopre.
S’attarda dietro il cipresso, s’aggrappa all’àgavi e ai fichi d’India,
stende strine leggere sui viali, lega le fronde con fili d’argento,
nell’ombra screziata di raggi crea e dissolve danze di gnomi,
con le perle della rugiada sfila e infila collane di sogni.
*
So che sul mare è nata una strada, una bianca strada
per chi vuole arrivare la notte alle reggie di Dio.
Vada chi vuole sulla bianca strada, vada chi vuole con barca e con vela:
a me piace restare in giardino a giocar con i raggi e con l’ombre.
Due stelle – sole – accanto alla luna: due larghe pupille serene.
Dove sei tu, che mi amavi, e mi dicevi:”Dinin, mio bene”?
*
ADDIO DELLA LUNA di Ada Negri
La luna stilla il suo pianto d’oro nel mar di viola:
tacite lacrime d’alba, tristezza di partir sola.
Ad una ad una le stelle sono scomparse lontano:
tristezza d’aver camminato tutta la notte invano.
Si piega, sempre più stanca; affonda: sempre più smorta:
tristezza innanzi alla vita, sparire senz’ esser morta.
Pur le conviene obbedire al Sommo che la governa:
nel vuoto che non perdona, tristezza d’essere eterna.
*
CREPUSCOLO di Ada Negri
La luna, appena sorta,
splende tranquilla dietro il deodàra.
Venuta è per narrargli novelle del paese delle stelle;
ma c’è un bimbo in giardino
che guarda e ascolta – e non esiste al mondo
ora, per lui, che quella grande luna
color di rosa dietro il deodàra.
LUNA D’INVERNO di Stefano Dal Bianco
Se questa luna bassa e verde di Milano
fosse una vera luna e non un sogno in via di sparizione o
la staremmo a guardare per ore [rifrazione
senza seguire le nuvole intorno
e le finestre sotto con le figurine
negli uffici rimasti luminosi
e quelle buie imprescrutabili
come la nostra della nostra cucina
spenta per chi ci vedesse dal cielo
ma vivida di noi per qualche giorno ancora
e qualche sera
quando il giorno a parole si vivifica
e in parole si allontana
dietro la luce della luna.
A MEZZANOTTE di Toti Scialoja
A mezzanotte
la luna spicca
gobba a levante,
e il grillo inghiotte
la sua pasticca
di tranquillante.
Plenilunio di Saffo
Gli astri d’intorno alla leggiadra luna
nascondono l’immagine lucente,
quando piena più risplende, bianca
sopra la terra.
trad. di S. Quasimodo
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri!
NOTTE DI LUNA di Vladimir Majakovskij
notte di luna di
ci sarà la luna.
ce ne sta già un po !
eccola che pende piena nell’aria.
è Dio, probabilmente,
che con un meraviglioso
cucchiaio d’argento
rimesta la zuppa di pesce.
LUME DI LUNA di Antonia Pozzi
O grande cielo invernale
o luna bianca
o stelle
solitarie, velate -
o fiori eterni delle tenebra fonda -
quale acqua di neve fu mai
così chiara alla bocca
com’è il vostro lume sereno
alla notte del cuore?
Biancheggia l’anima al raggio
lunare – come una tomba -
ma sotto la pietra rinasce
d’incanto – il giardino distrutto.
Risorgono l’erbe calpeste -
rivivono gli alberi morti
bevendo – a limpidi sorsi
la fredda rugiada celeste -
Si destano i sogni
dal lungo sopore – si desta
l’antico argenteo canto -
ahimé – ch’esso è un pianto
di culla
sepolto.
WISHING-WELL di Anna Martinenghi
Mi osserva la luna
sul fondo del mio pozzo,
occhio luminoso
del volto della notte.
Sorride,
indicata da stupide dita;
perché sa che non so
de-siderare
ciò che mi può salvare.
ENTRA LA NOTTE DALLE FINESTRE APERTE di Anna Martinenghi
Entra la notte dalle finestre aperte,
sorridendo al buio luminoso dell’estate,
mentre si rianima l’amore bocca a bocca.
La luna rossa di timidezza
resta a guardare
pensando a baci mai dati al sole
che l’aspetta mattina e sera
con un mazzo di raggi.
LA LUNA HA POSATO CORIANDOLI di Lucianna Argentino
La luna ha posato coriandoli di luce
sulle foglie del ciliegio
e un fremito percorre il silenzio
testimone delle aeree intese
tra lui, oscuro cavaliere di vento,
e lei, principessa di trine lattescenti,
con il capo reclinato a ponente
in un’alchimia di stelle.
*
LA LUNA LIEVITO DOLCE di Lucianna Argentino
La luna, lievito dolce tra l’ulivo e il noce
arrossisce sull’orlo trasparente delle colline
timida, prima di innalzarsi crudelmente bianca e luminosa
ad annientare le stelle. Pochi sanno
delle oscure potenze che dominano la notte,
la direzione delle radici,
la loro profonda fuga o
l’esatto momento in cui s’accende
il canto dei grilli. Molti ignorano
il nome nascosto negli alveoli di un mondo
forgiato nel silenzio e nella solitudine
di cui sono incauta testimone.
La luna, l’ombra e il buffone di A. Machado
Fuori la luna inargenta
cupole, torri e tetti;
dentro, la mia ombra passeggia
per i muri imbiancati.
Con questa luna, sembra
invecchi perfino l’ombra.
Evitiamo la serenata
d’una molesta cenestesi
e una vecchiaia inquieta,
e una luna di latta.
Chiudi il tuo balcone, Lucilla
XIV di Titos Patrikios
A Kostas Kulufakos
Sul tamburo teso del cielo
lo scalpiccío del tempo non si ferma.
Una luna bianchissima tramonta.
E i nostri corpi
restano il confine che di continuo cambia
tra le cose andate
e quelle che vengono.
LUNA DI SAN VALENTINO di Anna Maria Bonfiglio
Sull’uscio della sera
scioglie i silenzi
-la luna.
Sorride con le labbra
di febbraio
e dolcemente disfatta
si dona all’ombra
dell’ulivo.
Nuda
percorre mille leghe
di memoria
s’imbrivida del giorno
che scompare
-vecchia puttana
troppo raccontata.
Sulla Luna di Gianni Rodari
Sulla Luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.
Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella Luna
lui da un pezzo ci sa stare…
A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.
Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!
*
La luna di Kiev di Gianni Rodari
La luna di Kiev
Chissà se la luna
di Kiev
è bella
come la luna di Roma,
chissà se è la stessa
o soltanto sua sorella…
“Ma son sempre quella!
- la luna protesta -
non sono mica
un berretto da notte
sulla tua testa!
Viaggiando quassù
faccio lume a tutti quanti,
dall’India al Perù,
dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano
senza passaporto”.
*
I mari della luna di Gianni Rodari
Nei mari della luna
tuffi non se ne fanno:
non c’è una goccia d’acqua,
pesci non ce ne stanno.
Che magnifico mare
per chi non sa nuotare!
*
La Luna al guinzaglio di Gianni Rodari
Con te la luna è buona,
mia savia bambina:
se cammini, cammina
e se ti fermi tu
si ferma anche la luna
obbediente lassù.
E’ un piccolo cane bianco
Che tu tieni al guinzaglio,
è un dolce palloncino
che tu tieni per il filo:
andando a dormire
lo leghi al cuscino
la luna tutta la notte
sta appesa al tuo lettino.
Luana se n’è andata oltre la luna di Sandra Palombo
Da stamani
il sole s’è scurito
come successe
per Rocco e Ornella
e Stella e tanti volti
e tante voci
troppo verdi
per quel passo.
Da stamani
la terra tiene
il lutto al cuore
da quando
nell’aurora
pure Luana
se n’è andata
oltre la luna.

CANTO ALLA LUNA PERDUTA di Gabriella Gianfelici
Risveglio acqua e specchi
isole e castelli di silenzio
i giorni dimenticano se stessi.
Sono lo stupore prigioniero.
Cerco la forza nelle spighe
e agli occhi
chiedo il soccorso della luce.
Verso nell’anfora il sogno e le lacrime
come fossero parole
che fendono le pietre.
Ma quale canzone potrò cantare?
Una voce trascina
i suoi giorni pesanti
sento i suoi sogni uccisi
sfuma nell’oscurità
tra l’eco e il lamento
sento come la nostalgia
diventa sorgente e poi mare e poi oceano
e canta.
Silenzio d’eternità
una pianta nuda
alberi senza rami
attorno alle rive della vita.
Le mie mani sono una tenda
sospesa nel buio del tempo
la mia voce vive là
e ho gettato il mantello al sole
il tempo è divenuto d’argilla
e il cielo è divenuto alga.
Cosa farò? Potrò essere
tuono acqua ombra?
Il sogno sarà
il pendolo del tempo
vagherò oltre la soglia.
Sono qui
entro e bacio i presenti.
Mi siedo.
Vi abbraccio
vi ascolto e sogno.

Ma se la luna fosse mia madre, se io fossi figlia di Antonella Pizzo
Ma se la luna fosse mia madre, se io fossi figlia
sua, legittima, per estrazione e censo
sarei bianca di notte e di giorno buia
di giorno dormirei, di notte
visiterei luoghi impervi e valli
illuminerei le vie ai naviganti
le rotte ai cammellieri
ai capitani delle navi farei un saluto
un saluto bianco di lunare pietra
oh che tranquillità lunare
che calma, che spazi, che silenzi siderali
smetterei di ciarlare e di spiegare vano
sarei lucida come un mausoleo nuovo
o matta
come in effetti sono
una folle scatenata fatta di ossa e sangue
dagli occhi mi escono radici
dal naso rami e foglie
e dalla bocca cascano parole
a volte di veleno a volte fiori
un animale che figlia vegetale
che dalla terra viene e nella terra torna
che nella terra va guardando
di notte
questa luna
che è un sasso senza vita e senza morte















Pingback: 20 luglio 1969
Davvero uno splendido modo di guardare alla luna.. (da cui personalmente discendo di rado.. e non è un problema di navicella spaziale!)
è che la luna, al pari di dio, non esiste.
o quantomeno, non dovrebbe esistere.
saluti
mario
evviva! che belle (mi sono soffermata a leggere le belle poesie di Sandra – dedicata a Luana Englaro – e quella matta e visionaria (la mia passione) di Antonella ! evvivona !!!
o che dici mai ?
Sì questo post, ideato da Antonella, è ciò che ci voleva per ricordare i quarant’anni dell’allunaggio. Belle tutte le poesie. S.
ma che ci siamo andati a fare in questa luna?
non fui contenta allora, e non mi sono sbagliata, un mare di soldi sprecati e sulla terra si continua a morire di fame e guerra
ciao mario, tutto bene?
ps
non c’è paragone fra Dio e luna, la luna è pochissima cosa, quasi nulla
@antonellapizzo
ti ringrazio
vivendo ancora ed ancora benigne le malattie, mi è d’obbligo dire di stare bene, per non passar da vecchio ingrato…
ancora grazie, ed un saluto
mario
Bellissima scelta delle poesie lunari!
GRAZIE!
Vorrei dire ad Antonella che per me, la luna, è da sempre mia madre….La guardo e penso a lei.
vi abbraccio tutte/i sotto un cielo invaso dalla luna
lucetta
… ma la Luna ieri disertò la festa…
bei testi sia i “vecchi” e “nuovi”
e come dimenticare
un saluto
paola
I miei sette anni ricordano vagamente… ho più presente l’immagine di mio padre davanti al televisore che il fatidico allunaggio!
Comunque qui dal mio sesto piano m’incanto sempre a guardarla quando è piena e quando è solo una virgola, un’asola di luce… Lucianna
una meraviglia, questo post! mi piace la varietà delle proposte poetiche, e e singole proposte…
quando l’uomo mise il piede sulla Luna, mi chiamarono a vedere in piena notte, dormivo in una casa di montagna ed ero appena fidanzata, ricordo il senso d’irrealtà di fronte allo schermo…tra il sonno e la veglia, quella lentezza di gesti…
marina
la luna bella come il sole questo è il dilemma trova la luna