Alberto Cappi – Dieci poesie da Libro di terra
Alberto Cappi – Dieci poesie da Libro di terra
scendono a bere con colei che miete
il miele duro d’alveare nella tazza
albale da oscuro sole
scendono e vanno per ere di dolore
in pianto e canto così che vita
sia sorella a morte unita
***
mare di tuono pinna e penna
di miraggi miracolo di terre
sottratte tratte a sedimenti
d’affilate spoglie a unguenti
di lune di rugiada ad esca
che si adagia sulla schiuma
nella doglia della bruma
***
timide saette umide violenze
di parola schiaffi d’orizzonte
il cuore in gola un ponte
che ti nega traversata la data
d’un amico che si annega e
il fiume il sole un lume
***
a Davide Mattellini
sassi e ciottoli di voce con
cui pavimentammo inverni estate
il tempo del legame col silenzio
la preda ch’era pietra e pesce
l’ozio della tarda primavera
era autunno la fonte della sera
Gesù
Gesù giocava con briciole
di sabbia erano molecole
che in su spingevano ali
erano bombe di azzurro
colombe senza pianto
piuttosto un canto
sussurro senza uguali
Giuseppe
Giuseppe fa legname dell’arca
che un giorno l’ha salvato
Giuseppe d’acqua parca
Giuseppe in santo rinato
Maria
io ti prego
Maria
tenera
eterna
materna
idea di Dio
***
è qui che abitiamo cedendo
all’erba il nostro respiro
è cadendo cadendo nel giorno
nel giorno nel giro delle ro
tanti stelle di immobili notti
di neri buchi di gufi o vere
comete sul ramo
***
far della sera farfaro e snella
la tua figura di donna o farti
bella nel giorno in cui s’avventa
il tempo far del mattino un canto
far fare mar mare mormorare il
nome di fanciulla, Raffaella.
Colonia d’Uruguay
Colonia deserta nel tuo mureto
nel sasseto d’acquaviva del ricordo
libere mura moenia saliceto
lieta salita sul far d’argento
un momento rioplatense e vento
vento vanto volto volo






Torno subito seria, grazie Antonella per aver proposto queste poesie di Alberto. Purtroppo lo sto conoscendo solo ora e ancora si percorre quella logica della poesia che tante volte è davvero crudele.
Grazie Antonella, mi hai inticipato, devo dire. Pensavo anch’io di proporre poesie di Alberto Cappi, un Amico e un Poeta autentico che ho avuto il piacere di conoscere già tanti anni fa quando lui dirigeva “La Corte di Mantova” che poi diventò solo “La Corte”.
La sua scomparsa mi addolora molto.
Se sei d’accordo, tra un p’ di tempo, farei un altro postsu dsi lui.
E’ u poeta di cui si ricorderanno e rimpiangeranno in molti, ma…..come spesso succede, solo DOPO.
un abbraccio
lucetta
Ricordo sempre con piacere le nostre telefonate: non andava mai sprecata una parola.
nv
di un poeta restano le poesie
Confesso che non conoscevo questo poeta davvero interessante che usa le parole come una materia plastica – plastilina- (quali in effetti sono), modellandole con le mani e col cuore. Attendo allora il post di Lucetta per conoscerlo meglio. Intanto grazie ad Antonella. Lucianna