Il piccolo nulla di Massimo Miccoli


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“Tra questi stracchi versi poi non cercare significati, sono prodotti da banco, filosofia da taschino, fazzoletti colorati”. Così con i versi tratti dalla poesia “Shine, Celine, Palazzeschi ispiratori”, Massimo Miccoli ci offre una possibile chiave di lettura di questo suo nuovo libro in cui prosegue la sua esplorazione dell’umano. Non cercheremo, dunque, tra queste pagine significati o illuminazioni sul senso ultimo dell’esistenza. In effetti nella poesia, in genere, quello che va ricercato non è il significato né il senso, in quanto la poesia necessita di un sentire affidato a tutti e cinque i sensi orientati con il cuore e con la mente all’ascolto su un più profondo ed essenziale piano di lettura.

La poesia o meglio le singole parole che la compongono sono un po’ come le onde di un radar o di una risonanza magnetica che, penetrando in noi, vanno a colpire i luoghi del nostro mondo interiore e ce ne rimandano un’immagine nuova, diversa e inaspettata. Considerato pure che il dire della poesia è un dire “altrimenti”. Non cercheremo significati anche perché il poeta “getta il significato ai cani” dice Massimo Miccoli in “La poesia e la carne” e ci inoltreremo nella sua poesia come in una selva oscura, ma non perché la diritta via sia smarrita, quanto perché la diritta via non c’è mai stata, in quanto viviamo in un mondo dominato dal caos e dall’irrazionalità del male in tutte le sue espressioni. Un mondo in cui ci muoviamo come esseri fragili e vulnerabili e in cui visto “la poesia, in generale, non protegge dal freddo”.

Allora perché la poesia? Pure se espressa in un linguaggio a volte trasandato, con un verso poco curato eppure di un’asciuttezza che cattura e coinvolge? Forse perché, e oggi più che mai, la poesia non ha regole, come non ne ha la vita e come la vita oscilla tra la ragione e il sentimento, perché la poesia esce dal recinto della letteratura e ci porta nel tumulto della vita.

“So camminare senza luce”, dice Massimo Miccoli in un verso della bella poesia “Polvere di stelle”, il suo (il nostro) è quindi un camminare nel dubbio, un procedere a tentoni nella vita, perché persi, caduti o meglio de-caduti i punti di riferimento e più forte è il senso di precarietà, di instabilità fisica, psicologica e spirituale in un mondo sferzato da molti mali. Molti dei quali causati dall’inseguimento ansioso e insensato delle proprie inquietudini incanalate verso direzioni che anziché orientare verso il bene la nostra umanità ne travisano il senso.

Non cercheremo, quindi, significati espliciti o impliciti in queste poesie, ma seguiremo il percorso comune ad ogni essere umano impegnato nella ricerca, nel profondo di se stesso, del proprio “piccolo nulla” , per fare dell’esistenza un cammino verso la consapevolezza piena di sé e del mondo che ci circonda.

Lucianna Argentino

LA COPERTA

Trillano le sigle dei telegiornali trillano,
il serio giornalista avverte,
dolore e sgomento stanno per arrivare,
ma se il comportamento sarà buono
nulla si dovrà temere.
Il terremoto in Iran, la dittatura in Birmania
stupiscono,
il massacro in Africa,
il campo di concentramento al sole dei Caraibi
fanno indignare,
ma tutto passerà,
il pettegolezzo idiota, il goal d’abilità
riappacificano con il mondo.
I fogli vengono raccolti,
con largo sorriso è proclamata la buonanotte,
fortunatamente si dorme su questo lato della terra,
sotto una calda democrazia di lana merinos.

POLVERE DI STELLE

Rubavo le mele, piccolo ladro,
le nascondevo sotto il cuscino
e le mangiavo al buio, di notte
in silenzio.

Addentavo l’esistenza, tutto era un sogno.
Era come girare tra le stelle, soffiarne la polvere.
Nel mio letto navigava l’universo ed io con lui.
Dormire, sognare sono verbi che aiutano a vivere.
E so camminare senza luce, ad occhi chiusi
tanto è trasparente il mio essere,
vuoto di peccati e sbagli.
Il mio animo si stende e si apre
come una mano fiduciosa
al candore beato
al risveglio nuovo.

R ESISTERE

Più che resistere
bisognerebbe trovare
la forza di esistere.

Abbandonare la retorica
del piede fermo,
spezzatevi e sarete persi.
Non si attende l’avversario
nè si organizzano difese.
Si aggira il potere con leggerezza,
si attacca con la purezza perduta,
con desiderio di vita.
Il castello del dominio
trema crolla e precipita
al semplice suono del ridere.
Esistere, esistere, esistere.
In gioia chiara,
l’arma che sfilaccia
la trama soffocante,
si avvia con la sincerità
dell’essere.

CINQUE COLPI E VIA

Se un elettricista brasiliano a Londra di questi tempi,
commette l’errore di essere in ritardo
e insegue per questo l’ultimo treno
e veste un giaccone troppo pesante per questa stagione.
Quanto sarà lontano dalla sua morte?
Quanti respiri ancora avrà nel suo petto?
Questo elettricista brasiliano di anni 27,
emigrato in Inghilterra da 5 anni,
somigliante vagamente a un terrorista pakistano.
Il potere ha regole ferree per combattere la paura,
shoot to kill, la tua vita diventa la ruota sdentata
del marchingegno della storia.
E comunque scusa per gli spari alla testa,
la prossima volta si farà più attenzione.
Sempre che tu non sia troppo sospettabile
e non corra dove non si deve correre,
sempre che tu non sia un elettricista brasiliano
di anni 27 nel momento sbagliato, nel luogo sbagliato,
nell’esistenza sbagliata. Sorry.

LA CARNE E LA POESIA

Il poeta getta il significato ai cani
come fosse una polpetta al sonnifero.
Così si introduce nella casa di soppiatto
e fa man bassa dei tesori.
Sempre ho avuto il sospetto
che versificare avesse a che fare
con il delinquere,
uno scintillio sciocco e ambiguo
accompagna lo scrivere,
ma ingannare e nuocere a dei poveri cani
è inutile cattiveria.
Eliot io vorrei il mio povero pezzo di carne
lanciarlo in aria come una palla da gioco,
lasciare gli animali alle loro corse
e provvederò di svaligiare solo il mio animo.
Non mi farò ricco con il furto
mascalzone sì,
ma con vestiti stracci
perché la poesia in generale non protegge dal freddo.

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8 risposte a Il piccolo nulla di Massimo Miccoli

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  2. E’ vero Massimo, la poesia non protegge dal freddo ma scalda il cuore!
    Sei d’accordo?
    Un caro saluto,
    Rosaria

  3. m.gisella catuogno scrive:

    …provvederò a svaligiare solo il mio animo…
    Ma c’è molto di più in queste poesie che ho letto con autentico interesse, perché Miccoli riesce a impastare, con un linguaggio moderno e autentico, squarci del proprio io con tematiche della più tormentata attualità. Complimenti dunque all’autore e a Lucianna per la chiarezza e l’originalità della presentazione.
    Un caro saluto
    Gisella

  4. luciannaargentino scrive:

    Grazie a Rosaria e a Gisella. Sì la poesia di Massimo si nutre della vita nella sua accezione più ampia: dalle piccole cose quotidiane ai grandi eventi il tutto espresso con un intimo sorriso, tra il serio e il faceto…
    Un abbraccio, Lucianna

  5. Francesco De Girolamo scrive:

    Il “grande” Massimo in VDBD?! Mi fa proprio un bellissimo effeto… :-)
    Cari saluti a tutti.
    francesco

  6. Francesco De Girolamo scrive:

    …”effetto”*
    f.

  7. Esistere, esistere, esistere: ripetere questo Verbo che è più di vivere. E’ in assoluto affermare il proprio angolo nell’Universo,
    posto dove si assiste allo scorrere del quotidiano e si partecipa
    a nostro modo, come Poeti, spesso (parlo per me) intrisi di paure,
    emozioni, parole urlate in silenzio.
    Grazie al Poeta Miccoli.

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