Archivio per giugno, 2009

giugno 4, 2009

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

di maria pina ciancio


[...] cammino per un bosco di larici e ogni mio passo è storia; io penso: ti amo, Adriana, e questo è storia, ha grandi conseguenze, io agirò domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte: « ti amo, Adriana ». Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia,

giugno 4, 2009

Tommaso Fiore: “Il cafone all’inferno”, 1955

di Bartolomeo Di Monaco

Tommaso Fiore

Come più tardi sarà sindaco del suo paese di Tricate, in Basilicata, Rocco Scotellaro e forte sarà il suo impegno politico, altrettanto ai primi del Novecento era accaduto a Tommaso Fiore in Puglia: anche lui sindaco dal 1920 al 1922 del suo paese di Altamura (fu anche consigliere provinciale di Bari), e pure lui impegnato politicamente a favore della sua gente. Nato il 7 marzo 1884 (morirà a Bari il 4 giugno 1973), fu volontario della Grande guerra, e ne difese la necessità in due articoli apparsi su La Voce di Prezzolini il 22 giugno e il 22 luglio 1915. Di quell’esperienza restano due libri: “Uccidi! Taccuino di una recluta”, Torino 1924 e “Eroe svegliato asceta perfetto”, Torino 1924. Collaborò alla Rivoluzione liberale di Piero Gobetti ed ebbe continui problemi con il fascismo, che lo condannò per qualche tempo al confino. Assidua fu anche la sua opera di traduttore.

giugno 3, 2009

“Io me ne frego!”COMPAGNIA QUELLI DI GROCK di Milano

di gisy
http://www.quellidigrock.it/media/schede_spettacoli/locandine/io_me_ne_frego!.jpg

Uno spettacolo sul bullismo
testo di Valeria Cavalli

con Andrea Battistella e Antonio Brugnano
regia di Valeria Cavalli e Claudio Intropido

“Io me ne frego!” racconta l’amicizia fra due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia: il racconto svela un rapporto che nel tempo diventa oppressione di uno nei confronti dell’altro. “Biglia”, questo è il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni. Allo stesso tempo, l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbruttimento, che lo porterà a non riconoscere più il confine fra il lecito e l’illecito. L’amicizia, che all’inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, si incrina, diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare. Ma, ad un certo punto, Biglia, il sottomesso, trova il coraggio di dire no, di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo persecutore.

giugno 3, 2009

DALLE SPECOLE SOLE di Villa Dominica Balbinot

di Villa Dominica Balbinot

Dalle specole sole lo si vedeva,
presagendolo dove non stava,
quel feu sacrè cauterizzato,
l’angelo condannato al marciume…
Nell’inconcepibile sospetto
- che lei stessa fosse poi mortale-
e per sfuggire anche, all’indecenza dell’amore

giugno 2, 2009

Intervista a Franco Loi, in assenza di Franco Loi – seconda parte – di Flora Restivo

di antonellapizzo

Intervista a Franco Loi, in assenza di Franco Loi.

D.“ Che peso ha ed ha avuto , nella tua poetica il ruolo di figlio, padre, marito, nonno e da cosa è stata provocata la tua sterzata verso una ben delineata forma di religiosità?”
R. “ Beh, questa è una domanda da romanzo. Intanto bisogna distinguere due domande in una: quella sul peso dei rapporti umani, familiari e non e l’altra, sulla religiosità.
Mio padre aveva fatto la quinta tecnica. Rimasto orfano ad otto anni, della madre e ad undici del padre, fu allevato da un fratello, a Genova e mia madre, orfana di padre a diciotto anni, aveva fatto solo le tre elementari.
Mio padre ha fatto il marinaio, il disegnatore meccanico, lo spedizioniere e poi è stato assunto, come direttore dello Scalo Merci di Milano Smistamento, da una ditta di appalti ferroviari. Mio padre non l’ho mai visto con un libro in mano e, però, era un intenditore di musica lirica, mentre mia madre, oltre ad amare anche lei la musica lirica, leggeva di tutto, dai libri della Delly a Delitto e Castigo.
Da piccolo io leggevo i libretti d’opera e ascoltavo musica. Può anche darsi che questa educazione musicale abbia influito su di me, ma non gli darei un valore decisivo. Certo, tutto può aver contato. Come ho detto in un’altra risposta, la vita di un uomo, fin dagli inizi, è un’incessante scoperta e non si può distinguere tra un evento, anche insignificante e un altro a cui la nostra mente può dare più importanza. Così è anche per la moglie, i figli ecc.. Facciamo parte di un tutto e tutto penetra in noi e ci condiziona. La libertà consiste, appunto, nel non lasciarsi condizionare totalmente.

giugno 2, 2009

Tutti i libri di Samiszdat

di Molesini

LOCANDINABAZZANOpiccola

(per informazioni dettagliate : il sito della collana)

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giugno 2, 2009

Oximoron per un amore – Gian Paolo Guerini

di maebasciutti

01

Ho pensato Oximoron per un amore condotto seguendo uno dei principi più importanti del surrealismo: la libera associazione dove ogni suggestione, anche sensoriale, apre la porta ad altro apparentemente lontano da un fulcro comune ma in realtà riconducibile all’unico perno possibile. Il perno è la mente co/decostruttiva dell’artista.
Ma la commistione evidente è quella con una matrice lirica, di pura bellezza nei rimandi. Una bellezza che, sovente, la logica perseguita nell’ostinazione di un racconto massificato (e tendente a sconfiggere la paura del caos con l’ordine cercato a discapito di tutto, bellezza inclusa) taglia, opprime, cancella o, tragicamente, schematizza.

giugno 2, 2009

Faccio finta, di Margherita Gadenz

di margheritagadenz

 

°°°
mi assopisco come un vecchio accanto al fuoco
col pensiero che arrotola le maglie
di pesanti imperativi
in mente mi germoglia acqua di canneto
ogni cosa prende polvere di tiglio
e s’infittisce

faccio finta

che le voci non escano da bocche arrugginite
che i capelli tutti bianchi conservino l’odore
delle tue carinerie che il tempo ha confiscato

come tremi col biscotto tra le dita
e la testa riversa su di un lato

faccio finta

d’ignorare la fine della storia
del suo eterno sibilare accanto ai nidi
e noi a redimere l’errore tra le lacrime

margherita, 14 maggio

giugno 1, 2009

Zitto e nuota!

di paolarenzetti

clownfish

Quando pensi di averne viste tante e ti senti a corto di energia, ecco che ti può capitare qualcosa di veramente nuovo, come la visita a un carcere.

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