STAGIONI


turner 2

le stagioni vibranti e compresse, suoni in contrasto acidulo –
questo ricordo – pennellate a guazzo in tempesta –
le brume spumavano a perdersi nella maniera di Turner
fra gialle incrostazioni naufraghe, mostri fluttuanti dall’occhio fisso
lo sguardo di Dio si celava dietro masse disalberate

e poi ricordo
spigoli in pietra al centro
di prospettive raggianti, sfalsate –
le statue giacevano stese in  tranquillità sinistra
e non mandavano echi, le piazze –
assorbivo inchiostri e urla fatue
tra le maglie aperte del tempo,
sangue  fluiva dalle mie dita escoriate
sentivo battere chiodi, note precipitare
moribonde sull’orlo del caos

annusavo il tempo

avrei voluto armonia
intervalli fra suoni svanenti, un coro intorno a me –
dopo il sipario emersero
impazienti rimorsi, pungoli, nostalgie
le carezze non date

in deriva di attesa
mi sommerse un liquefatto silenzio

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Info su marinaraccanelli

Marina Raccanelli è nata a Fiume, ma vive a Venezia fin dall’infanzia. Nel 2004, per la Oceano Edizioni, è uscita la sua prima raccolta
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8 risposte a STAGIONI

  1. sandrapalombo scrive:

    Un tono forte e inusuale per la tua poesia che di solito ha taglio delicato. L’incontro tra arte e scrittura porta a risultati diversi e , in questo caso, convincenti. Sandra

  2. Blumy scrive:

    sono d’accordo con Sandra: pur riconoscendo il tuo modo di scrivere, c’è, in questa poesia, un turbamento o un furore che ti fanno alzare la voce e ispessire i colori. ma questo non toglie niente ai versi; le parole siamo noi e noi mutiamo, pur essendo sempre gli stessi.

  3. lucetta frisa scrive:

    ….avrei voluto armonia (Già, sei Bilancia,no?)
    Questo dipinto ti ha profondamente turbato e questo turbamento lo si avverte nei tuoi versi. Turner è tra i grandissimi, lo adoro, un precursore dell’impressionismo, un visionario come pochi.Questo dipinto è particolarmente sconvolgente e tu…ti sei sintonizzata.
    Complimenti!
    lucetta

  4. grazie, Sandra, per avere apprezzato, le tue parole mi incoraggiano anche perchè sei la prima lettrice di questo mio testo; come spesso, provo l’esigenza di dire qualcosa ed in un certo tono, il problema è che cosa passa a chi legge:-)
    marina

  5. grazie anche a te, Blumy; non ci crederai, ma la prima persona con cui ero adirata, scrivendo questi versi, era la sottoscritta, perchè pensavo di non riuscire più a scrivere…poi, altri ricordi si sono mescolati nella metafora pittorica e musicale
    ciao
    marina

  6. gentilissima Lucetta, sono bilancia, sì, ma come fai a ricordarlo?
    sono felice che i miei versi abbiano incontrato la tua “sintonia” e ti ringrazio per avermelo scritto:-)
    Turner è un pittore sconvolgente, un precursore come pochi altri grandi: mi annegherei nelle sue marine, nelle sue albe…l’ho usato, insieme poi ai pittori metafisici, per adombrare stati d’animo, ricordi, per catalizzare in un certo senso un arco vitale, le stagioni della mia vita, nella quale diverse musiche e rumori mi hanno accompagnato: ora resta ciò che può esserci di meglio, o di peggio, il silenzio
    marina

  7. Paola renzetti scrive:

    La grande capacità di “assorbimento”, di fronte alla Bellezza genera uno stato di oscillazione, di confusione,( simile a quella dello slancio creativo)e sembra trovare un parziale compimento nell’arte (pittura, scultura, musica, poesia!).
    “Lo sguardo di Dio”, fa pensare a una preoccupazione, un’angoscia per il futuro del mondo …. tanta Bellezza “creata” dall’uomo potrebbe persino rivelarsi inutile.
    Alla fine la “nostalgia per le carezze non date” (residuo doloroso, molto femminile!)
    “Liquefatto silenzio”. Si torna all’inizio, prima o dopo “le pennellate a guazzo in tempesta.

  8. Grazie, Paola, per la tua sensibile lettura, che denota il tuo grado di “assorbimento” di fronte alla bellezza (di Turner)e di fronte alle mie parole
    marina

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