DALLE SPECOLE SOLE di Villa Dominica Balbinot


Dalle specole sole lo si vedeva,
presagendolo dove non stava,
quel feu sacrè cauterizzato,
l’angelo condannato al marciume…
Nell’inconcepibile sospetto
- che lei stessa fosse poi mortale-
e per sfuggire anche, all’indecenza dell’amore
( un attimo dopo ti affondono le unghie nella carne…)
non era la prima volta che si intratteneva
- nelle torture bizantine-
in quelle notti dilatate,
e da quegli urli di pazze.
La deturbava,
la sua inclinazione per gli abiti mistici,
ben prima che potesse incordare
nei formalismi liturgici:
e si faceva delizia,
di sacre immagini, e degli uffici divini,
le nequizie blasfemando,
di una bestia decacornuta.
Ma quella notte barbara
era scritta poi da sempre,
e un eccesso teologico
- dovuto certo a un suo stato confusionale-
le disse che tutto era stato comunque
un inutile olocausto:
vi erano una strada di soli sepolcri lunari
- e aiuole di papaveri scompigliati dal vento-
nella inevitabile laguna il suo proprio letto di morte,
il cerchio infernale,
quelle sindromi perfette.

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6 risposte a DALLE SPECOLE SOLE di Villa Dominica Balbinot

  1. Molesini scrive:

    gran bel brano, un equilibrio testuale invidiabile, il facile ed il difficile sembrano andare a nozze
    ieros gamos, Dominica

  2. domaccia scrive:

    “sacre nozze” , beh hai fatto bene a usare lo spagnolo, mi pare in questo caso una terminologia con un che di misterico che riesce a irretire senza un perchè di preciso..:-))
    grazie a te di esserti soffermata con interesse…
    un saluto, cara silvia… ciao

  3. iole scrive:

    Ciò che la rende magnetica è quello che evidenzia Silvia : un difficile che si amalgama perfettamente all’immagine che facilmente viene evocata mano a mano che si scende nella lettura.
    Piaciuta molto.

  4. domaccia scrive:

    grazie a te, gentile iole, mi piace quella tua definizione di “magnetica”!:-))
    e grazie anche di esserti soffermata…

  5. lucetta frisa scrive:

    …e il tuo libro misterico continua…ogni tanto ce ne passi qualche pagina e ci rituffiamo dentro questo ogetto imprendibile, che è la tua scrittura poetica, e ci immergiamo nella tua atmosfera così singolare e…
    a presto leggerti, srotolando l’antica pergamena lasciata qui sulla terra da qualche enigmatica,fugace “presenza”…
    un abbraccio
    lucetta

  6. domaccia scrive:

    “libro misterico, oggetto imprendibile, atmosfera singolare, enigmatica presenza”… non male -al mio personale occhio- le tue definizioni..:-))
    grazie per il tuo costante soffermarti sui miei testi..alla ricerca di un qualcosa di indefinito, ehh

    ciao, cara e generosa Lucetta, un saluto…

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