Archivio per giugno, 2009

giugno 30, 2009

A Pina Bausch

di viadellebelledonne

pina bausch

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giugno 30, 2009

Andrea Zanzotto – Poesie

di maebasciutti

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Il percorso poetico di Andrea Zanzotto si dipana attraverso un progressivo lavoro sulla lingua. Dal lirismo dominante nei primi scritti passa all’ermetismo, tocca il surrealismo e le avanguardie fino a superarle. Dominando completamente il linguaggio arriva a creare, a inventare il nuovo dissodando la nostra esperienza linguistica nelle sue unità prime fino a trovare, in un percorso di decostruzione e ricreazione di senso, il morfema da cui il bambino incomincia, attraverso il balbettio e la lallazione, la sua partecipazione al mondo impadronendosi di quell’insieme di significati socialmente condivisi di cui il linguaggio è il sunto, l’esempio e il veicolo (“bambucci-ucci“;”gnam gnam“;”yum yum“;”cloffete cloffete ch ch“;”fru-fruire“;”pini-ini-ini“;”fa-favola“). Un veicolo artificiale nato all’interno di un patto sociale e che vede nell’uomo il creatore e lo sfruttatore unico del mezzo usato per creare un senso che dia ordine all’esperienza.

giugno 30, 2009

Gaetano Cappelli: “Volare basso”, Marsilio, 2009

di Bartolomeo Di Monaco
Gaetano Cappelli

Gaetano Cappelli

Si tratta della ristampa di un romanzo uscito per Frassinelli nel 1994, quando ancora l’autore non vantava la notorietà di questi ultimi anni, ma già scriveva opere destinate a durare, come questa di cui ci occuperemo, che può dirsi il preludio a quello straordinario romanzo che è “Parenti lontani“, uscito nel 2000 e vincitore nel 2008 del premio John Fante, a cui “Volare basso” si lega per la rappresentazione di una terra, quella lucana, e di un popolo ricchi di fascino, di tradizioni e di storia: “un posto fuori da ogni giro e da ogni sogno”; “Imbocco la stradina che porta in piazza. Ci sono gruppetti di vecchiacci in cappotti a quadri, corti, stretti, lisi, gli stessi che vent’anni prima hanno protetto i loro figli emigrati dal freddo e dalla solitudine nelle strade di grandi metropoli del Nord.
Viaggiamo nella memoria. I protagonisti sono diversi, ma si somigliano come gocce d’acqua, dal primo, Eugenio Granieri, a Silvio Costa, a Bruno La Padula, fino a sfumare nel finale in un solo personaggio dal malinconico contrassegno di morte e di delusione. Pure le donne, tutte con la mania del sesso e del tradimento, si somigliano. Le vite si intrecciano continuamente. In comune hanno una vita insoddisfatta, talvolta grama, senza fortuna. Eugenio Granieri può rappresentarli e assorbirli tutti, ne è allo stesso tempo lo specchio moltiplicatore e il grandangolare: lui, rimasto a vivere nei suoi luoghi, è spento e deluso come saranno tutti gli altri: “mi sento come uno di quei poveri nei romanzi di Dickens. Dieci anni fa non avrei mai pensato di ridurmi in questo stato.”; “ho già perso tutto quello che c’era da perdere, pagato tutto quello che c’era da pagare.” I suoi compagni sono partiti per trovare fortuna altrove. Non è facile dimenticarli, anche se in qualche caso non si sa neppure in quale parte del mondo siano finiti. Hanno vissuto insieme, però, una parte importante della loro vita, quella della giovinezza, dell’entusiasmo, della irresponsabilità, dell’avventura.

giugno 29, 2009

Quinto Colore

di morena fanti

Un incontro con Virginia Foderaro

di Salvo Zappulla

 

 

 

Quando la scrittura è d’oro, e come l’oro brilla di vivida luce. Un libro che nasce dal desiderio di vivere attraverso un sito letterario emozioni, sentimenti legati alla letteratura. Un angolo di mondo virtuale che dà ospitalità ai sogni. Questa antologia di poesie e racconti (Edizioni www. opposto.net. pagg. 93, € 8,00, a cura di Virginia Foderaro), ha raccolto adesioni di poeti e scrittori di ogni parte d’Italia, ben felici di contribuire allo scopo benefico dell’iniziativa. Un volume che è un piccolo scrigno da conservare, affinché rimanga inalterato nel tempo, a sorreggere la memoria di quanti hanno condiviso momenti per loro significativi.

giugno 29, 2009

Liliana Zinetti – Nel solo ordine riconosciuto

di antonellapizzo

Liliana Zinetti – Nel solo ordine riconosciuto – 2009 – Edizioni L’arcolaio

 C’è nella poesia della Zinetti un forte senso di perdita, di dolore, quasi di disperazione, di incompiutezza, si legge l’incapacità a fermare il tempo, la vita, e nulla serve e neppure le parole.

giugno 28, 2009

La giostra difettosa di Giuseppe Barreca

di anna martinenghi

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UN GIORNO E POI L’ALTRO

Ne avevo di lamenti da fare
ma pure complimenti
a quello che mi hai voluto dare.
La mia giostra aveva smesso di funzionare,
difettosa.
La tua mano mi afferrò alla fine,
scarna già, ancora forte.

NOTTE CHE GELA

Silenzio che sbadiglia a strisce
su per la collina avvolta dal nero
martello del sonno che russa
in camere da letto macchiate
di letti matrimoniali.
Un’aria impudente, raggelante
solletica le foglie
che balbettano ricordi
di autunni un tempo più umani.

giugno 28, 2009

Se potessi mangerei la morte di Costantino Simonelli

di viadellebelledonne

Se potessi

mi mangerei la mia morte

con il suo corpo e la sua anima

tutto mischiato in quel po’ di polpetta

di carne e fiato macinati tutta la vita.

giugno 28, 2009

Estate in poesia

di gisy

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 Estate

Improvvisamente fu piena estate.
I campi verdi di grano, cresciuti e
riempiti nelle lunghe settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero lampeggiava
col suo rosso smagliante.

La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell’approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.

H. Hesse

giugno 27, 2009

Stefano Serato, Frammenti – Le mie parole sono poche

di lacarapolvere

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*

Sulle labbra
il sale rimasto
presagio
dell’inferno oceano.

giugno 27, 2009

QUELLA VOLTA di Villa Dominica Balbinot

di Villa Dominica Balbinot

Quella fu la mattina in cui, proprio al di sotto di un materassino di gommapiuma ricoperto di una specie di rivestimento multicolore che pareva fin incollato nonostante una cerniera attestasse che si trattava di un coprimaterasso di quelli sfoderabili– vi erano disegnati grandi fiori anonimi di quelli stampati in serie su un fondo giallastro di un tessuto rasposo ma certo lavabile a grandi temperature- e proprio in corrispondenza della zona dove tre cuscinetti di minimo spessore, dei cuscinetti leziosi da camere di bambine- e tutti nella tonalità del violaceo virante sul rosa garanza -venivano d’abitudine malamente ingolfati

giugno 26, 2009

Mariangela Gualtieri – Poesie

di maebasciutti

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Volevo uccidere il serpente
mi ha fermato la mano uno stupore
di lingua levata come un’offesa.
E’ caduta la pietra rotolando
sul mio passo all’indietro
tutto il cielo ha corso più forte.

***

Tu manchi da questa camera e le cose non chiamano,
oggi. Ho deciso che il tempo non passi. In tuo onore.
Che non passi di qui e si fermi di sotto -dove gli uomi-
ni chiaccherano seduti barbaramente. Amore mio.

***

giugno 26, 2009

Merja Virolainen

di alessandrapigliaru

merjaAiuto mio padre ad indossare la vestaglia.
Si è svigorito, le vespe
hanno abbandonato il cuore del loro nido.
Come si potrebbe odiare qualcosa così
fragile, inerme? Adesso avrei il coraggio,
soltanto che non c’è il cuore:
lo accompagno alla porta,
fuori fioriscono i narcisi.

giugno 25, 2009

Maria Gisella Catuogno RIVIERE – Racconti – Aletti Editore, 2009

di sandrapalombo

Maria Gisella Catuogno
RIVIERE – Racconti -
Aletti Editore, 2009
Collana “Gli Emersi – Narrativa “
pp.84 €13.00

Maria Gisella Catuogno, insegnante di lettere a Portoferraio, collaboratrice di riviste e giornali, presente in varie antologie con racconti e poesie, ha ottenuto riconoscimenti e premi e ha pubblicato l’opera memoriale, Il mio Cavo tra immagini e memorie, ( Nidiaci ) e le sillogi poetiche Parole per amore ( Libroitaliano, 2003 ), Mare more e colibrì ( Studio 64, 2006 ), Brezza di Mare ( Ibiskos, 2007 ), Fiori di campo (Montedit, 2009) nei quali il mare e la vita isolana ritornano nei versi dell’autrice assieme a momenti intimistici e a riflessioni sulla società contemporanea.
E di mare e di donne è tornata a scrivere in Riviere, un’antologica di racconti nella prima parte della quale troviamo i tre brani Infanzia di mare, Primo Amore, Olga.
In Infanzia di mare, come già fa intuire il titolo, l’autrice ricorda il suo essere bambina a Cavo, un paesino affacciato sul mare, quel mare ora agitato ora leggermente mosso ora calmo che ha formato la sua crescita. Il mare è stato, infatti, per la Catuogno il “ referente assoluto” dell’infanzia, l’elemento reale che lambiva lo scorrere delle giornate ed anche l’elemento immaginario di quando, con nostalgia, pensava al babbo che navigava lontano.

giugno 25, 2009

Appunti collaterali n.2

di marinaraccanelli

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Nell’ambito delle manifestazioni collaterali della Biennale d’arte, la sala dei Mercanti, situata proprio a fianco della stupenda chiesa della Madonna dell’Orto, ospita in questo periodo (cioè dal 3 giugno al 10 settembre) una spettacolare esposizione, che fonde Oriente con Occidente: il pittore italiano Sandro Chia ha dipinto con colori vivaci, densi, a contrasto, venti guerrieri di terracotta appositamente costruiti quasi identici agli originali dal Museo di Xi’an. Si tratta del famoso esercito dell’Imperatore Qin Shi Huang (259 – 210 a.C.), riportato alla luce da uno scavo archeologico tra i più importanti al mondo, dal 1974 e dichiarato, nel 1987, Patrimonio dell’Umanità, e la mostra s’intitola “The warriors”.

giugno 24, 2009

Silvio Pellico e gli ambienti cattolici torinesi…

di juliette1804

Torino nell’800

Silvio Pellico aveva superato le sofferenze patite, sia durante il periodo del processo sia negli anni della detenzione allo Spielberg, grazie alla fede religiosa.

Questa fede dopo l’uscita dal carcere continua a nutrirsi di letture che spaziano dalla Bibbia ai libri di devozione.

Nelle lettere indirizzate al padre somasco Giovani Antonio Bottari,[1] vengono citati, oltre a due classici come la Filotea e L’Imitazione di Cristo (di cui viene ricordata una traduzione dell’abate Antonio Cesari),[2] anche gli scritti teologici del cardinale Wisemann,[3] il Seminario ecclesiastico del padre gesuita Augustin Theiner, le opere del padre gesuita Antonio Bresciani,[4] le poesie del padre somasco Antonio Buonfiglio,[5] il catechismo scritto dal vescovo di Pinerolo per i Valdesi che volevano convertirsi al cattolicesimo.[6]

giugno 24, 2009

Rimbaud aube tombeau (traduzione di due illuminazioni)

di Molesini

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J’ai embrassé l’aube d’été.

Rien ne bougeait encore au front des palais. L’eau était morte. Les camps d’ombres ne quittaient pas la route du bois. J’ai marché, réveillant les haleines vives et tièdes, et les pierreries regardèrent, et les ailes se levèrent sans bruit.

La première entreprise fut, dans le sentier déjà empli de frais et blêmes éclats, une fleur qui me dit son nom.

Je ris au wasserfall blond qui s’échevela à travers les sapins : à la cime argentée je reconnus la déesse.

Alors, je levai un à un les voiles. Dans l’allée, en agitant les bras. Par la plaine, où je l’ai dénoncée au coq. A la grand’ville elle fuyait parmi les clochers et les dômes, et courant comme un mendiant sur les quais de marbre, je la chassais.

giugno 23, 2009

Tre poesie di Federica Nightingale

di antonellapizzo

Mi preme forzare
quell’ombra fuori dall’uscio
Sentirne scivolare via lo strascico
zoppo
E ritornare indietro nel pensarla
integra
Rimango spenta come fuoco
esausto fra braci
Abbandonata dal tremulo stupore
dei picchi arancio
Altrove sussurrano le migliaia
d’offese e le arie d’opera

giugno 23, 2009

Avorio – recensione di Maria Antonietta Pinna

di morena fanti

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AVORIO
Matteo Gambaro

 Edizioni Historica, 2009
pp.103, euro 7,90

  

 

 

Lamia, figlia di Poseidone fu fecondata da Zeus che le diede molti figli. Era, gelosa per il tradimento subito dal marito, mise a morte i bambini, divorandone le carni.
Dall’efferatezza di questo mito antropofago il nome di Lamia si estese a presenze femminili, vaganti nelle ore notturne per succhiare il sangue ai dormienti.
Scrive il Guaccio nel Compendium maleficarum, tra le altre fole, che l’identificazione della Lamia col diavolo è attestata da Isaia 13. E siccome avanzava loro un po’ di tempo, ne parlano anche San Gerolamo e altri padri della Chiesa.

giugno 22, 2009

Teheran. Lettera della sorella di Neda: “Neda era mia sorella…”

di viadellebelledonne

dalle note di di Roberto Di Nunzio in fb

Lettera della sorella di Neda. [Diffusa oggi 22 Giugno (13.30 italiane) in lingua Farsi, tradotta in inglese da un amico a Teheran che me l'ha inviata. La sorella di Neda ha aggiunto alcune correzioni al testo (più breve) di una 'nota' che lei stessa avea scritto ieri (21 Giugno) e che era stata pubblicata per qualche ora da un Blog iraniano. La sorella di Neda chiede esplicitamente che questa lettera sia diffusa il più possibile da tutti coloro che la leggeranno per ricordare Neda e tutte le vittime della violenza omicida della polizia dei Mullah. (rdn)]

giugno 22, 2009

Estate, vestiti, tessuti, una Monna Lisa e poco altro

di donatellarighi

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Simona Weller -  “Dorme l’estate nel vergine miele” – 2007

Estate. E nella mia mente con l’immediatezza di una scarica elettrica si sprigionano immagini di abbigliamento e di tessuti. Non so darmene una ragione accettabile, una spiegazione plausibile.
Non posso che accogliere queste visioni che si ridestano dalle lontananze delle canicole estive della mia infanzia per regalarmi il fresco torpore del ricordo.
Il primo a riaffiorare è decisamente quello che porta con sé anche una sinestesia irrefrenabile.

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