Ti ho portato lassù sul monte Vioz
correvi come uno scoiattolo
sui ripidi sentieri di montagna.
Il sole picchiava forte
sulla nostra fronte
il sudore scendeva lentamente
sulle guance
e ti bruciava gli occhi.
Blog letterario collettivo
Ti ho portato lassù sul monte Vioz
correvi come uno scoiattolo
sui ripidi sentieri di montagna.
Il sole picchiava forte
sulla nostra fronte
il sudore scendeva lentamente
sulle guance
e ti bruciava gli occhi.
[da A. Nothomb, Causa di forza maggiore, Voland 2009 ]
Se le muore inopinatamente un ospite in casa, si guardi bene dall’avvertire la polizia. Chiami un taxi e gli dica di condurla all’ospedale con l’amico che ha avuto un malore. Il decesso verrà constatato appena arrivati al pronto soccorso e lei potrà assicurare, testimone alla mano, che il trapasso del tizio è avvenuto durante il tragitto. In questo modo, la lasceranno in pace.
– Io, a dire la verità, mi sarei preoccupato di chiamare un medico, non la polizia.
– Stesso risultato. Quelli sono tutti in combutta. Se qualcuno di cui non le importa un accidenti ha una crisi cardiaca nel suo appartamento, il primo a essere sospettato è lei.
– Sospettato di che, se ha avuto una crisi cardiaca?
– Finché non verrà dimostrato che è stata una crisi cardiaca, casa sua sarà considerata come la scena di un crimine. Lei non potrà più toccare niente. Il suo alloggio sarà invaso dalle autorità, ci mancherà poco che non traccino la posizione del corpo con il gesso. Si sentirà a disagio. Le faranno mille domande, sempre le stesse.
Nel teatro di ferocia
- e dei furori-
dai tramonti lacerati di quei tempi
(tanti tempi,
tante sevizia)
si era poi finiti
- simile a un atto di perdizione-
nel regno inclemente e meschino
dell’amore…
A volte dimentico di scrivere i titoli
di Stefano Turi (alias “Delirio”)
Liberodiscrivere® edizioni – Genova
Pagine 90 prezzo 10,00 €
Siediti
sul crinale di queste parole
ed osservami
dall’alto, come sempre hai fatto interpretando
il nudismo atipico di
certi lampioni giudicati
dal vento [...] (da Presentandoti un io qualunque)
Dentro queste stanze, si versano parole liquide da bere, come un invito all’ascolto, un’esortazione a guardare ciò che va oltre il solito scenario delle cose. L’autore è costretto dentro l’improbabilità di sapersi integro dentro questo frantumarsi di vita attorno che arriva a frammentargli il verso, in un’aberrazione che – a tratti lacerante – gli cerca uno spazio, quasi gridando.
In questa dimensione la sua poesia è urlo isolato, soffocato dentro pareti poco adatte a contenerne il peso: come fossero la casa di cartone di un clochard che vive funambolando la chimera di una libertà assoluta. Felice solo di esistere.
Un urlo di incondizionata preghiera di ascolto e comprensione, gridato dentro monologanti parole colloquiali, che lo isolano dal frastuono qualunquista della quotidianità.
Un urlo accartocciato dentro condizionali speranze di pace, con le quali il nulla avrebbe di certo / scatole decenti / in cui poterci ospitare, e che si scontra con lo stereotipo materiale della vita, aggravandogli il passo di un peso tanto più grande delle proprie forze, da invitarlo ad arrendersi.
Una resa come una sedia sulla quale riposare l’affanno di questa impotenza svilita. Disperando un qualche conforto dal cielo.
Frammento del Discorso agli studenti milanesi (1955), di Piero Calamandrei
La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante.
Lo sguardo di Carola
(Vincitore de: L’Indizio Nascosto)
Una torbida storia di provincia, delitti che si consumano a breve distanza di tempo forse a opera della stessa mano. Una giovane donna, bella e intraprendente, estremamente determinata a far luce sull’omicidio della zia, decide di sostituirsi alle Forze dell’Ordine e avvia le proprie indagini. Ben presto diventerà la protagonista principale di tutto il romanzo. Chi ha ucciso Aurora Grandis? Quali misteri si celano nella villa degli orrori? Passioni che si intrecciano, destini che si incrociano. La storia d’amore finita male tra una esuberante modella e un pittore famoso dal fascino ambiguo, così ambiguo da far pensare a un uomo dalla doppia personalità, brillante nella vita, cupo nella sua espressione artistica.
La grande tradizione dei tuoi baci,
di qui al cielo e sugli annali di storia
certo non la banale architettura
della notte, voyeuse ed insaziabile,
ché per parodiare le parodie
deformai Helsinore con Laforgue
e rantolai: ”Bene, vita, a noi… tre!”
COME QUANDO NEL PAESE È FESTA
L’insolitamente colto partecipa alle trasmissioni nazionali
quale surrogato del sapere, indossa un abito talare
desunto da illustrazioni enciclopediche,
dietro richiesta mostra alle telecamere
le mani sue stigmatizzate e offre
ampie delucidazioni in merito.
Sabato 27 giugno 2009, dalle ore 9.30 alle ore 17.00, nell’Abbazia di S. Miniato • Firenze, grazie alla fraterna ospitalità dei monaci olivetani si terrà una manifestazione culturale sul tema Poeti profeti?
Numerosi i relatori e i poeti presenti, per consultare il programma si consiglia di visitare il pdf qui: Firenze09loc[1]
Una iniziativa a cura di www.faraeditore.it
“VOLEVO CHE VOI LO SAPESTE” – 5 performance poetiche.
Serata di poesia al Caffè Modì, venerdì 15 maggio a partire dalle ore 20:00. Con la partecipazione di Andrea Garbin, Fabio Barcellandi e Alessandro Assiri. Alexandra Petrova e Jack Hirschman ospiti d’eccezione.
Continua così l’opera di promozione e diffusione della poesia contemporanea da parte del poeta e scrittore mantovano Andrea Garbin, direttore artistico e ideatore degli Incontri di poesia del Caffè Galeter di Montichiari (BS). Membro del gruppo letterario La confraternita dell’uva, Garbin leggerà una selezione di testi estratti dalla sua seconda raccolta Lattice, pubblicata nel 2009 per Fara Editore.
Venerdì 3 aprile, allo Spazio Sirin di Milano, si è svolta la presentazione del nuovo libro di poesie di Laura Ottaviani, A le mie terre , LietoColle, 2008. Alla lettura è seguito il commento critico di Bianca Garavelli, che si può leggere qui di seguito.
Poesia e conoscenza
Questa di A le mie terre è poesia che porta il senso della sacralità del mondo. Allo stesso tempo, è poesia che parla di se stessa in quanto rito sacro, colloquio con antiche potenze, con energie immortali che scorrono attraverso la Terra. Quello a cui assistiamo qui, leggendo questo libro, è un percorso nato da un´ispirazione molto attesa, molto ascoltata, direi pazientemente attesa e ascoltata. Un´attività passiva quella del poeta, con un´apparente, ma solo apparente contraddizione. Ma anche attiva, nella rielaborazione del messaggio che riceve dal profondo di sé. Laura Ottaviani mostra questo equilibrio tra un fare artistico e un lasciarsi attraversare dall´ispirazione anche attraverso il modo in cui posiziona i versi, proprio al centro della pagina. La sua ricerca di un centro si manifesta così, e col cercare un ritmo che batta all´unisono coi «tamburi della Terra», e relazioni fra le parole che ne lascino affiorare l´energia e il senso.
Walter Simmons
by Edgar Lee Masters
My parents thought that I would be
As great as Edison or greater:
For as a boy I made balloons
And wondrous kites and toys with clocks
And little engines with tracks to run on
Cocci d’ombra
Vincenzo Celli
Fara editore, 2008
pp. 87, euro 12,o0
una poesia
nasce anche così
solo guardando il coraggio
di una casa a picco sul mare.
Questi versi, tratti dalla poesia “Vorrei”, mi sembrano costituire il cuore di “Cocci d’ombra” libro d’esordio di Vincenzo Celli (libro che peraltro sembra avere molti cuori). Nel coraggio della casa a picco sul mare ho sentito il coraggio di ognuno di noi e del poeta che quel coraggio trasforma, oltre che in vita consapevolmente vissuta, in parole.
“..ma tra i puri
lo scandalo durava ancora,
sotto il cielo di azzurro doloroso…”
Con torcimenti di sguardo,
e locuzioni di una particolare sua fattura
(pari a estratti de Il calcolo sublime),
volle distogliersi ,
-da simile aberrato-
minacciata come da un contatto impuro,
di Morena Fanti
La personalità di un’artista che usa anche il web per comunicare, si esprime da ciò che fa e da come si muove, sia nel mondo ‘reale’ che in quello ‘virtuale’. A volte si ha la sensazione di trovarsi di fronte e due diverse persone: una che si muove dietro il monitor e una che ha altre sembianze e cammina per le strade ‘reali’.
Con Evy Arnesano questo non accade. Lei è sempre se stessa, sia che passeggi sul web sia che cammini per le strade del mondo per inseguire le sue passioni: dalla musica – scrive i testi e arrangiamenti delle sue canzoni – alla scrittura e alla realizzazione di video.