GO-FUN

oltre il balzo del frangiflutti
le conchiglie spiaggiate in massa
qualche raro passante
spezza
fra tappeti scrocchianti e macerie
la fanciulla stupita
con un’unghia di porcellana
sfiora scaglie
tu puoi romperle o carezzarle, questo è niente:
l’assassino già le ha trafitte, succhiate dai fori a cono
conoscono sventramenti e tempeste
lo sfinimento d’inverno, sferza d’acqua crudele
così è più dolce la fine, ora
lungo le inquiete correnti del mare -
un prato mormora a destra
ondeggiano fiori di sole
conchiglie sfatte
in ventagli svaniscono, spirali ellissi
cangianti in collo di tortora
stelle diventano, informi macchie
gioielli o grani di sabbia
folgorato dall’onda non vedo
il bianco go-fun giapponese
ma creature marine rugose
sognanti una pace imperfetta






Che bella Marina, questa descrizione delle conchiglie come creature che cercano pace sulle spiagge, come naufraghi stanchi…
un caro saluto
Gisella
alcuni versi e alcune strofe mi hanno colpita in particolare, ad esempio la strofa che inizia con” tu puoi romperle o accarezzarle…” e anche quella delle ” conchiglie sfatte-…”e rileggendola però mi verrebbe da notare: ma perchè questa pressocchè totale assenza di “articoli” ?.. ( tieni presente si tratta opinione soggettiva)
mi si è affacciato alla mente un aggettivo per questa poesia, Marina, e te lo porgo: SOAVE.
Ti ringrazio, Gisella, per il tuo apprezzamento:-)
ti abbraccio
marina
e grazie a te, Blumy, per il tuo dolce aggettivo! povere conchiglie, tutte rotte per terra, hanno bisogno di essere consolate:-)
marina
vedo che giustamente, Domaccia, hai focalizzato la tua attenzione sulla strofa che sottolinea la brutalità della natura: ci sono creature marine che aggrediscono e forano con un buco per mangiarle le loro simili, poi tutte diventano dopo morte conchiglie aggraziate e decorative, del resto è la legge di natura, non ci nutriamo anche noi di altri esseri viventi?
la mancanza di articolo non è costante in questo testo, l’ho tolto dove mi scorreva meglio il verso senza – grazie per l’attenzione:-)
marina
Incantata dalle tue conchiglie che hai reso in maniera originale sia come stile che come tema. Sandra
grazie, “incantata” Sandra:-) apprezzo molto l’aggettivo “originale”
marina
Hai una bella potenza lessicale Marina.
“conchiglie sfatte
in ventagli svaniscono, spirali ellissi
cangianti in collo di tortora
stelle diventano, informi macchie
gioielli o grani di sabbia”
anche se ora mi affascina particolarmentel’essenziale, lo scarno e non sono particolarmente incline alla bellezza, non posso non riconoscerla qui in alcuni momenti semantici.
ciao Maeba, dici di non essere “particolarmente incline alla bellezza”, ma penso che ci siano molte forme di bellezza, e le migliori siano quelle non convenzionali; sicuramente le più difficili da raggiungere, quanto a me non penso di riuscirci che , forse, raramente…
grazie!
marina
La mia foto………Onorato di vederla accostata a questa tua bella Poesia
….E l’inizio e’ cio che era…oltre il balzo dei frangiflutti. Complimenti