Madre


quanto avrei conservato di te, quanto avrei tenuto te
con la tua lingua balbettante, mugugni quasi, come fossi down
e non camminare , non da sola, per le mani una bambina
coi capelli bianchi pesante senza più parole nè pensieri

(forse confusi, intrecciati come quando si agita una boule
e dentro ci sono nomi lettere cifre misteriose)

che ha bisogno di una madre

(ero io, piccola magra senza forze,
ero io la tua nuova madre, e tu mia figlia, in uno scambio magico
miracoloso inverosimile
)

che ti raccontasse fiabe prima di dormire
come l’ultima notte, l’ultima prima che in silenzio piano piano
senza far rumore per non svegliarmi, te ne andasti via, madre mia
santa, madre mia.

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Info su Blumy

Blumy nasce in un'isola antichissima del mar Tirreno, dove Arabi, Fenici, Cartaginesi, Spagnoli hanno lasciato qualcosa di sè. Ichnusa è l'orma di Dio su quell'isola e lei crede all'orma, crede al sandalo e non crede al Dio. Scrive i suoi vuoti, le sue domande senza risposta, le sue perdite, le sue sconfitte, la sua solitudine e i sogni andati a morire altrove. I suoi blog: Lettere senza destinatario http://letteresenzadestinatario.wordpress.com/ e Visioni http://visionariness.blogspot.com/
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26 risposte a Madre

  1. sandrapalombo scrive:

    Non ho parole Blumy per questo struggente ricordo di Tua Madre. Un abbraccio Sandra

  2. paola renzetti scrive:

    Bella e difficile poesia, vera e commovente.
    Grazie

  3. Blumy scrive:

    un abbraccio a te, Sandra, le parole le hai e dicono molto.

  4. Blumy scrive:

    si, Paola, vera, soprattutto vera. grazie del tuo passaggio.

  5. fioriantonio scrive:

    Non ci si trattiene dall’abbracciarti, Blumy, dopo aver letto questa poesia.

    Antonio

  6. Blumy scrive:

    e l’abbraccio è reciproco, Antonio.

  7. Francesco De Girolamo scrive:

    I tuoi splendidi versi, Blumy, mi hanno riportato ad uno dei libri italiani più belli, di questi ultimi decenni, che ho letto, ad alcune delle cui struggenti pagine patrebbero degnamente accostarsi:
    “Un altare per la madre” di Ferdinando Camon.
    Grazie per questo tuo dono di un ricordo tanto intimo e prezioso che fai a tutti quelli che potranno accoglierlo in sé.
    francesco

  8. Molesini scrive:

    si sono tempi in cui si riesce a perderlo, il tempo, e vengono fuori grumi alati, meravigliosi

    alla tua scintilla, Blumy

  9. Per me questa poesia è oltre l’ arte: è una testimonianza di vita!

    Un caro saluto,

    Rosaria

  10. Blumy scrive:

    a Francesco che ringrazio due volte, per esserci ancora e per esserci per me: ho letto, molti anni fa, Un altare per la madre e mi ha trascinato via lungo percorsi che ho perduto, di una bellezza struggente e infinita.

  11. Blumy scrive:

    il tuo assenso è per me grande gratificazione, Silvia, perchè amo il tuo modo di essere e di scrivere.

  12. Blumy scrive:

    testimonianza di vita, Rosaria, si, ma non credo sfiori l’arte.

  13. m.gisella catuogno scrive:

    Bellissime struggenti parole, Blumy: il suggello prezioso di un amore infinito
    Gisella

  14. Blumy scrive:

    ciao, gisy, grazie.

  15. “quanto avrei conservato di te”: ce lo chiediamo sempre, prima che si spengano le persone che abbiamo più care; dopo, può rimanere solo il rimpianto di non aver dato, fatto, e poi ricordato di più. Personalmente, io di questi rimorsi ne ho parecchi; sono convinta invece – per quanto io possa conoscerti, Blumy – che riguardo tua madre tu abbia umanamente dato e fatto tanto, il riflesso di ciò rimane sublimato in poesia ed è un altro modo di continuare la celebrazione del ricordo, sopra un piano differente ma analogo, e più duraturo
    marina

  16. marziaserra scrive:

    Le poesie più belle sono sempre quelle che parlano del vissuto, e qui di vissuto se ne sente tanto tanto.

    M.

  17. Blumy scrive:

    io dico: quanto avrei conservato di te, quanto avrei tenuto te … non perchè rimpianga di non aver fatto o aver fatto poco, anche se rimpianti e/o rimorsi, in casi come questi ce ne sono sempre; lo dico perchè avrei continuato a tenermela così com’era, mamma/ bambina da accudire, un peso si, spesso, e anche un grande sacrificio. Ma l’avrei tenuta con me , l’avrei voluta ancora, ancora …

  18. Blumy scrive:

    grazie, Marzia, anche se in questi casi il coinvolgimento emotivo prevarica la capacità critica.

  19. donatellarighi scrive:

    L’essere accuditi che diventa accudimento, amore puro che ritorna frazionato in mille, piccoli, infiniti gesti e dettagli.
    E’anche in questo scambiarsi le parti il mistero che avvolge la maternità.
    Poesia toccante.

  20. lucetta frisa scrive:

    Sono commossa, Blumy, molto, credimi. Non solo perché anche per me mia madre era figura mitica e da morta lo è sempre di più- quindi i nostri vissuti in qualche modo coincidono- ma perché hai saputo trasmettere questo amore e questa assoluta emozione a chi ti legge con grande “sapienza” di scrittura(quando contenuto e forma si fondano indissolubili e indistinguibili).
    un abbraccio
    lucetta

  21. Blumy scrive:

    si, Donatella , la maternità è un mistero, perchè siamo madri anche quando non lo siamo.

  22. Blumy scrive:

    mi commuovo anch’io, ogni volta, Luce, che ricordo quella mia madre bambina così incapace di autogestirsi, così indifesa, così confusa.
    e poi, l’ultima mattina, la mattina che l’ho trovata …

  23. antonellapizzo scrive:

    prima la poesia di Margherita Gadenz e ora la tua, avete scritto due poesie dedicate alla madre veramente belle e commoventi, poesie vere, versi struggenti che toccano il cuore. antonella

  24. Blumy scrive:

    devo dire una cosa a Margherita, sai, Antonella. grazie per essere passata e per il commento affettuoso.

  25. Josè Grilli scrive:

    Ovunque siano le nostre madri
    sono sempre vicine a noi
    mia cara Blumy
    e noi continuiamo a cercarle
    disperatamente
    Un caldo abbraccio
    Josè

  26. Blumy scrive:

    è così, Josè, guai se così non fosse. un abbraccio a te.

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