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Il filo rosso, meglio sarebbe dire azzurro, che lega questi racconti, a volte molto distanti per tempo e spazio l’uno dall’altro, è il mare.

Che è lo sfondo esplicito o sottinteso di tutti. Protagonista assoluto del primo, come denuncia subito il titolo, in quanto viatico di una infanzia tutta intrisa del suo umore e della sua salsedine, esso rimane il referente imprescindibile anche dei rimanenti, sia dove le riviere lambite sono quelle tirreniche sia quando le sponde salmastre s’affacciano sul Mar Nero, sul Mar Rosso, sul Mare del Nord o sugli Oceani.

L’asse temporale si snoda invece dalla metà dell’Ottocento, con Lo specchio di Virginia, che ripercorre l’avventura umana e politica della mitica Contessa di Castiglione, la Nicchia che adorava il Golfo dei Poeti e la sua Spezia, alle vacanze elbane di personaggi come Georges Simenon e il guerriero futurista Filippo Tommaso Marinetti, nella quiete cavese degli anni Trenta; dalle drammatiche vicende isolane seguite all’armistizio del settembre del 1943 con l’occupazione tedesca e la sofferta liberazione, fino all’approdo alla contemporaneità, non senza le atmosfere cromatiche e musicali dei decenni precedenti.

Le storie, spesso declinate al femminile, spaziano dai rapporti familiari (Infanzia di mare), alle acerbe esperienze sentimentali (Primo amore); dalla fuga in un narcisismo esasperato che isola e impedisce la normale maturazione umana e sociale (Io, Eleonora, la più bella del reame), alla scelta dolorosamente raggiunta di staccarsi dai propri cari per permettere a loro e a se stessi una vita finalmente dignitosa (Olga).

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