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dissepolto, innominabile, inquietudine, morbo, piaghe, Poesia, sferza, smanie, Villa Dominica Balbinot, zero
…”Guarda:
il luogo dell’ecatombe
è davanti a noi:
e sopravvivere alla verità
sarà terribile”..
Aveva dato nelle sue prime ismanie,
nel curare le piaghe,
- morbilità scave,
piante mutanti-
durante quel divampare di morbo…
Le dissordinavano tutto,
gli ingorghi di ghiandole,
con l’inferma immaginazione
tutta piena di una secreta idea,
lei inquieta della sua inquietudine,
sotto la sferza del malcreato
-a mangiarla viva -.
Con l’ortografia fantastica
era andata continuando,
a squartare lo zero,
-chè l’abbruciava-
e discopriva poi il dissepolto solo:
certe tisiche rose
arrampicate all’inferriata,
quei malefizia che serravano il corpo
come scaglie di testuggine,
e infine i dodici fascicoli bianchi
grandi come lastre di pietra
( e non era già più maraviglia,
ma principio morboso,
l’innominabile cosa).
Forza, Cara Polvere…vai con la tua chirurgia letteraria! Taglia, cuci, sposta, elimina, evidenzia, smussa…in modo che tutto sia più efficace, (sempre secondo la tua “opinabile opinione”). Ormai il blog sembra diventato il laboratorio di un tuo personalissimo, per me insopportabile, “editing”.
francesco
davvero impressionante la serie di imago che sembrano essere alter ego del tuo poetare ostico ma pregno di intelligenza..
r.m.
Sono abbastanza d’accordo con Roberto. Anche per questo ho espresso, preventivamente, il mio dissenso su un andazzo, secondo me deleterio per il corretto, sereno scambio di impressioni e commenti sui testi via via proposti nel blog, che sta prendendo piede in questi ultimi giorni. Ma se gli altri lo gradiscono…lo accettino pure con entusiasmo e riconoscenza.
Scusate.
francesco
@ Signor Francesco De Girolamo
sorrido.
La stavo aspettando. se non Lei, qualcun altro certo, prima o poi.
1)
cosa la preoccupa?
lei posta solo e non commenta mai e se commento è poco prima di postare una sua cosetta. dunque si cucia lei la penna, le metta un tappo.
che a qualcuno fuori dalla sua corte possono anche non piacere le sue “composizioni”? infatti non mi piacciono e presto passerò il mio tagliaerba anche sul suo bel prato di plastica…
auspico si renderà conto che in questi ultimi mesi l’ atteggimento di commento amicale come il suo è diventato fin noioso ai fini del supposto pacato e interessante scambio di impressioni che spesso è limitato e limitante a complimentini ciao ciao cicci e bubu? sa cosa mi manca per essere felice? che lei arrivi a commentare “positivamente ” se stesso e poi il cerchio si chiuderà sulla sua autocelebrante autocoronadalloro.
suvvia, non mi tedi più a lungo e proponga e disponga con il resto della sua ciurma (se gliene rimane una) una petizione perché Eolo intervenga in suo favore e scacci quella malnata c(ma cara cara) cara polvere (la ringrazio per il maiuscolo…)
ps: chi ha orecchie non sempre intende… ahimé.
ps2: oltretutto ravviso in lei un gesto di grande maleducazione attaccarmi sotto un post di Dominica.
è questo il suo rispetto per questo luogo a cui tengo
come tante/i rimanga un punto un centro di vero scambio
letterario e poetico e non che sia ridotto come buona parte di facebook e cioè a un salottino dove pruderie pettegolezzi insulti balletti compagnoni la fanno da padrone.
chiedo io scusa a Dominica
infine, continuerò a commentare come sto facendo dato che più nessuno commenta (ma posta solamente in vetrina( comprese e compresi chi a cui questo blog ha dato accoglienza e volente o nolente visibilità. ok?
che disgusto.
paola
ps3: continui in bacheca se ha altro da dirmi.
non sporchiamo i post. La ringrazio-
facendo dato che QUASI più nessuno commenta
Alla prima lettura non mi è riuscito di dare attenzione al senso, troppo attratta dalla struttura allitterata. “M”, “D”, “G”, “I”, “D” mi sono saltate all’occhio come fossero in rilievo.
Una struttura non casuale, pensata e costruita con abilità.
Alla seconda lettura mi sono interessata più allo squartamento. E’ molto ricca questa poesia Dominica e a me le tue costruzioni tendenzialmente interessano. Mi permetto, perché so che lo accetti e perché spero tu sappia che il tuo modo mi piace, solo di notare che l’equilibrio potrebbe saltare per un eccesso di terminazioni pesanti. Adatte al tema che però rislterebbe più pregnante quanto più aggrumato. Penso sempre che la condensazione aiuti l’efficacia soprattutto quando si porta alla luce un lato molto dolente.
p.s. Certo quando l’immaginazione è inferma le rose sono tisiche (bella immagine)
continuo a non cercare un senso nelle poesie di Dominica, ( ma lei gli dà importanza o no?) ma soprattutto un’atmosfera, questa si, un’atmosfera opprimente e minacciosa che lei sa rendere in modo “stregonesco”…
un abbraccio
lucetta
Gentile Roberto; prestamente mi approprio della tua espressione” impressionante serie di imago” mi piace proprio in quanto espressione!:-))( quanto al termine “intelligenza” , bisognerebbe intendere in che senso!)
Ciao, un caro saluto: era da un po’ che non ti si vedeva, da queste parti…
Grazie a te, cara Maeba, per le tue osservazioni sulla struttura, e sul fatto che anche se solo successivamente sei comunque poi passata sul versante del significato( per me fondamentale, eccome!), da te ravvisato sul tema dello “squartamento”: se vogliamo essrere esatti , si tratterebbe dello “squartamento dello zero”( e questa mia precisazione mi sembra aprire un intero mondo , non è una precisazione inutile!)
Naturalmente osservazioni riassuntive sul mio scrivere saranno tenute presenti, anche se magari non ti dò subito qui risposta di concordia con te.. i rilievi critici devono sedimentare magari pure “obliquamente” . diciamo!
Carissima Lucetta:-)), considero un apprezzamento il tuo dirmi che riesco a determinare un’atmosfera con un che di opprimente e minaccioso, con una modalità di tipo “stregonesco”: sai, in realtà è un bel giudizio che poi mi dai, stregare significa sedurre ammaliare con un che di indefinibile e pure non sviscerabile( e la capacità di evocare è un elemento che dovrebbe essere valutato in modo positivo nel campo espressivo, non è vero?( d’altra parte il termine strega deriva etimologicamente da “emettere gridi stridenti[riferito a uccelli rapaci , me lo sono andata prontamente a rivedere siu internet l'etimologia] e sia che ti dico, che mi andrebbe pure questo semplice significato originale , se proprio non intendi poi “ammaliare”*
ancora un solo punto infine( ma per me importante, anzi di più): il significato c’è, eccome ti prego di credere!!.-))
E infine, ma non affatto in ordine di importanza.. la mia specie di “risposta” a Francesco de Girolamo e a Paola Lovisolo.. diciamo che io sono a favore di dibattito serio e argomentato, di vere “critiche”: cioè vale a dire non positive nè negative per motivi pregiudiziali, che tra l’altro non sono da considerarsi neppure critiche, ma sottostanno a motivazioni di simpatia /antipatia con sempre presente una nota di ambiguità o difesa di persone a sè somiglianti anche per il modo di intendere il concetto e la realtà poetica e di realizzarla poi.. libera critica in libera espressione, ecco il mio motto.. starà poi al criticato rispondere a eventuali critiche, anche le più stroncanti ( d’altra parte uno che scrive deve essere pronto a tutto, se solo un po’- e non narcisisticamente- è convinto del suo dire!)
neppure a me piacciono commenti edulcorati e troppo dolcificati..
inoltre una annotazione precisa mi viene proprio da farla: non mi è sembrato del tutto giusto intervenire come prima persona( e lo ha fatto Francesco, come si può visualizzare da tempistica vari interventi) sul mio testo con un attacco deciso già in partenza( e quindi definibile come partito preso da tempo e dove mio testo servito da casuale esca)
forse sarebbe stato più corretto dare prima proprio giudizio personale mio testo e magari aggiungere un ps su modalità di interventi critici su cui lo stesso Francesco poteva benissimo dire di non convenire( tra l’altro ciò ha impedito alla stessa Paola di dire ciò che lei pensa mio testo, magari questa volta lei non avrebbe ricucito alcunchè del mio dire, no?:-)
Di questa conseguenza, impulsivamente causata dalla scelta di campo per l’iniziale “esternazione”, in effetti, mi dispiace. E me ne scuso sinceramente con te, Dominica.
Personalmente mi piace molto quel: “Con l’ortografia fantastica / era andata continuando / a squartare lo zero…”
(Ma toglierei le due virgole, che enfatizzano troppo quell’ultimo verso.)
Sembra una metafora eficacissima di una sofferta ed estrema attività di scrittura, in cui, purtroppo, sempre più mi riconosco, per gli inediti, subito ripudiati, che ultimamente vado, ahimè, scrivendo.
Ciao
francesco
grazie a te, Francesco, per queste tue puntualizzazioni “sentite”…
un saluto a te.
Sempre affascinante questa presenza femminile primordiale, “stregonesca” e selvatica, che svela dalle profondità “scaglie di testuggine” e “lastre di pietra” destinate però a rimanere per sempre solo segni.
“Ortografia fantastica”…”squartare lo zero”
L’immane e inane(?)condizione del poeta
Sferzante a volte amara mista
ad un inconfondibile voglia di
comunicare che raggiunge l’apice
nei versi” certe tisiche rose arrampicate
all’inferriata..”
cara Dominica
sei un vulcano!
Un abbraccio
Josè
vedo che non hai lesinato nell’aggettivazione
)
nel descrivere ciò che hai percepito dai miei versi, cara Paola:
e io rimango colpita in particolare per quell’”immane e inane”, con cui tu riassumi il fare del poeta, io li userei anche per altre condizioni, amplierei ..perfino!
ciao, grazie e un saluto
e tu, cara Josè, riesci sempre a darmi una specie di sferzata vitale, chissà come mai?( forse per via osmotica!)
ciao, a te un affettuoso saluto, ciao
Certo che è un complimento per me, intendevo proprio quello e hai anche fatto bene a ricordare l’etimologia della parola strega ecc.Tutto di te mi riporta, infatti, al mito(altro complimento). Comunque,torno a dire che della tua poesia è l’atmosfera che mi colpisce immediatamente mentre il senso, in un secondo tempo.
luce
Ma, cara Lucetta, confermo che tu mi hai fatto un grosso complimento, nel senso che riuscire a creare un’artmosfera che coinvolge irrazionalmente- e magari ambiguamente-non è che sia una cosa che riesca obbligatoriamente, una volta impostacela magari come obiettivo artificioso, , cioè a dire “uno si si mette lì e si prefigge “adesso creo un’atmosferadi un certo tipo e per farlo faccio così”.. sai benissimo che invece è qualcosa di sfuggente al massimo , di indeterminato e che magari si viene a determinare da sè stesso .. quindi se tu dici che ti fai prendere da una certa atmosfera e solo dopo, rileggendo, sei magari spinta a andare in cerca eventuale significato, te lo condonerei:-)), te lo condonerei volentieri, un certo mistero è meglio lasciarlo, non sempre oltretutto si può spiegare e dire ogni significato, magari riducendolo ai minimi dati, banalizzandolo pure..
torno quindi a ringraziarti, sento la convinzione sincera nelle tue osservazioni
un caro saluto, e un abbraccio, ciao