Solo per un giorno
essere come voi.
Solo per un giorno
toccare integro il mio corpo
farlo volare in alto
e poi
distenderlo sulla terra
pesante e felice.
Solo per un giorno di Gabriella Gianfelici
Tradizioni pasquali e riti primaverili
Per i Cristiani la Pasqua segna il culmine dell’anno liturgico celebrando la Resurrezione del Cristo, che è trionfo sulla morte e sul male del mondo. E’ una festa mobile, che può cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile, ossia la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera, proprio all’ inizio della bella stagione, quando le ore di luce pareggiano quelle di buio e cominciano lentamente, giorno dopo giorno, a superarle, dando avvio alla metà luminosa dell’anno, da sempre considerata più propizia dagli esseri umani: inevitabile, perciò, che le tradizioni pasquali abbiano legami più o meno espliciti con i riti, di origine remotissima, che esaltavano la rinascita della natura, la fecondità, la vita stessa che si rinnova dopo la desolazione dell’autunno e dell’inverno, la metà oscura dell’anno.
Il fruttivendolo Mohammed Azeddine Tazi Traduzione a cura di, Asma Gherib (Fine)

La prima parte è qui, si prega di cliccare.
Passarono mesi, lui frequentava questo bar sempre allo stesso orario e si sedeva sempre al solito posto, non lo cambiava mai, al punto che pensai che il bar non potesse esistere senza di lui. Cercai di cambiare bar e di bere il mio tè in un altro posto, ma invano, i miei passi si dirigevano sempre lì, verso il marciapiede de Il bar dei felici e se anche avessi pensato di sedermi in un altro posto, ne avrei trovato sempre uno situato alla sinistra di quell’uomo, così lui sarebbe stato sempre alla mia destra a fissarmi con la sua pupilla.
Note sul «Diario di un dolore» di C.S. Lewis, di Andrea Oppo
Nella sofferenza non si può fare altro che soffrire, ma per quanto “stringere i braccioli della poltrona del dentista o tenere le mani in grembo non cambi le cose, perché il trapano continua a trapanare”, i sentimenti da soli sono ugualmente troppo duri da sopportare, e allora mascherarli da riflessione forse può servire a qualcosa. Nel 1961, due anni prima di morire, C.S. Lewis racconta in un diario la scomparsa di sua moglie dovuta a una malattia. Lo fa con un senso profondo di ribellione (arrivando a definire Dio un “Sadico Cosmico”) per ricavare in prima battuta l’unico piacere possibile per chi è tormentato: “il piacere di restituire i colpi” (“…dire in faccia a Dio quello che pensavo di Lui”).
Il vuoto
La vista degli oggetti
in ogni dove immobili
ingigantisce il vuoto
che s’è annidato
nella madre
appena chiuso l’uscio.
Il quotidiano andare
ne ridurrà il volume
ma ora che la ragazza
sta viaggiando
verso la metropoli
il vuoto riempie
la cucina
la camera disfatta
la casa tutta
e cade a pioggia
sui pini affacciati
sull’asfalto della periferia.
A Sylvia (in morte di Nicholas)
Ciao Sylvia nella tua pietrificata
esistenza sul
mondo ricamato dagli altri oggi
è il giorno che ti rileggo, frastornata
e mi sovviene l’eterno ch’ abbaia
alle porte alle tombe cane abbaia
penso alla statura di una statua
e ad una cosa troppo vasta per
amarci che niente basta a amarla
la tua camera buia seppellita
l’isola sfolgorante degli insonni
la sciarpa di Isabella strozzata.
8 marzo o del ventre infertile (Antonia, Sylvia, Marina, Amelia e le senza nome)
Legarono le corde vocali fuori dal giardino dove elencava le campanelle – belle -
il badante pensò di farla internare la prima volta che la Suicida non volle stenografare.
Crisi uterina. Pianse per l’utero sua madre.
Uccise la bambina per esubero di popolazione
/il re sarebbe morto senza un erede, la colpevole ghigliottinata per ventre infertile
- scuoiato crudo infertile – /.
Juliet Cook tradotta in italiano da Letizia Merello

MACAROON MOVIE PREVIEW
Otherwise known as Angel Face Trailer.
We need a few handfuls of height/weight proportionate females
weighing in at 130 pounds or less to just stand around
on men’s stomachs, feet sinking into the flesh.
Uncooked dough. Sprinkles. A dark cordial, the cherry floating
could be a bambi heart under blue light. Silky track
jacket. Satiny gym shorts. We need a few females to do their hair
like Farrah Fawcett when she was an angel. Hot rollers,
sponge rollers, long tube socks with candy stripes.
Marzo
Fragilità nel tepore di marzo
dei petali dell’albicocco in fiore
sospinti da chissà che furore di linfa
a ricamare di bianco rosato il legno stanco;
e nei campi e nei fossi la smania dell’erba
a riscattare di nuovo e di verde lo sterile inverno.
L’ultimo veliero
L’ultimo veliero
Marcello Venturi
Sellerio, euro 10,00, p. 191
1960. Marcello Venturi scrive L’ultimo veliero, romanzo vibrante di ironica e nostalgica poesia.
Maestrelli Bernardo fu Giovan Battista, detto il Capitano, è protagonista di un’avventura che sfida la vecchiaia e la morte. Egli è l’anima di un gruppo di vecchi lupi di mare, costretti a vivere in un ospizio di monache. Ogni giorno la madre superiora, li manda in giro con una cassetta sotto il braccio per chiedere l’elemosina ai villeggianti.
Ma il Capitano non si rassegna, non vuole finire i suoi giorni nel chiuso dell’ospizio. Scruta il mare in attesa di un segno. Qualcosa deve succedere prima o poi, prima che la morte lo sorprenda e lo beffi… Aspetta oggi, aspetta domani, ecco che il sogno si materializza, tanto da poterlo toccare.
Il musicista è anche un po’ poeta?
Il musicista è anche un po’ poeta?
Live è meglio
Morena Fanti incontra Marco Sforza
Allevato a pane e valzer – le melodie che ascoltava la mamma nei pomeriggi di lavori a maglia -, Marco Sforza è cresciuto con la musica nelle orecchie e nel cuore. In seguito feste di paese e baci mai dati, e la musica sempre in sottofondo. Quando i ricordi hanno iniziato a sfilacciarsi Marco ha iniziato a scrivere per non dimenticare: “Saranno state quelle note, quelle grosse voci, quelle splendide ballate […] Io ascoltavo tutto questo e in qualche modo volevo farne parte pure io. Cosi d’incanto iniziai ad accompagnare le mie parole con la chitarra e una pianola. E mi piaceva”.
Ultimo avviso – di Francesco De Girolamo
Non fidarti di me, non lasciarti ingannare
dall’apparente candore che dal mio sguardo mansueto
vagamente traspare.
Potrebbero esserci minacce imprevedibili
nascoste in quella quiete sfuggente
ed imperscrutabili mire di un soggiogamento perpetuo,
Amore e rivoluzione (1789-1817) di Cristina Contilli

La rivoluzione francese è stata sicuramente una rivolta di popolo, ma non solo e non del tutto perché in quel famoso e conosciutissimo 14 luglio del 1789 non è stato solo il popolo ad assaltare la Bastiglia, ma anche un battaglione della Garde Française che aveva disertato e si era unito ai rivoltosi, tanto che in stampe e quadri dell’epoca si vedono anche persone con la divisa blu della Garde che partecipano all’assalto muniti non solo di fucili, ma anche di uno (o forse due) cannoni sottratti alla caserma dove prestavano servizio… questo libro è la biografia romanzata dei tre ufficiali che parteciparono a quella decisiva giornata e che fecero poi una brillante carriera nel periodo napoleonico…
Laboratorio di scrittura creativa a Faenza
In collaborazione con la Libera Accademia degli Evasi, Davide Nonino presenta
SCRIVERE LE IDEE – Laboratorio di scrittura creativa
Viaggio libera-mente nella scrittura alla ricerca della creatività e del piacere di trovare e comporre per parole.
28 marzo 2009, ore 15.30-18.00
Caffè Aromi, sala lettura, Via Severoli, 31, Faenza.
Intervista a Valerio Magrelli, di Marco Noce
“La penna non dovrebbe mai lasciare / la mano di chi scrive”. Firmato Valerio Magrelli, 1980: sono i primi due versi di una delle poesie di Ora serrata retinae, la raccolta che chiamò il poeta, allora ventitreenne, al centro del panorama della nuova poesia italiana. A ventott’anni di distanza, quei versi, per Magrelli, sono ancora veri. La penna non lascia mai la sua mano: nemmeno quando legge. E non per modo di dire, come vedremo. Proprio sulla lettura, o meglio sulla figura del lettore, lo abbiamo intervistato.
Magrelli, si scrive affinché si legga. Ma si scrive anche perché si legge. O no?
E’ curioso: per una felice coincidenza, proprio ieri (venerdì 14 novembre, ndr) è uscito, per le edizioni D’If, un mio libretto, una plaquette intitolata La lettura è crudele. Include due poesie tratte da Disturbi del sistema binario
Una poesia di GIULIANO GRAMIGNA
VIA SPIGA 1948
“La voce agra della ragazza
che cantava da un suo dolce inferno
di male, dal gomito della via stretta,
non è nulla, soltanto un getto
disperato di fiato: impara a morire
appena levata,a consumarsi
CORSO TEOLOGICO
CORSO TEOLOGICO 2009
15-28 giugno
Visita il sito http://www.clarisseremite.com
Buona Quaresima! Sr.M.Chiara
TEATRO/ La farmacia delle storie
Non necessitano della prescrizione medica e soprattutto non hanno controindicazioni. Sono le pagine di un romanzo, un film, uno spettacolo teatrale, una canzone, le parole di uno sconosciuto al bar. Storie.
Possiamo sceglierle nell’atto intimo di comprare un libro, un biglietto per il cinema o il teatro, un cd. Emozionano, fanno piangere o ridere, scatenano rabbie perchè raccontano la vita. Provano a dar risposte a misteri frugando l’oscuro.
Come in un sogno possiamo esserne protagonisti, comparse, osservatori, sperimentare sentimenti profondi, ricevendo airbags di protezione. Le storie, infatti, sono capaci di cucire ferite, anestetizzare colpi, sciogliere magoni… Sono viaggi alla scoperta di sensualità profonde e territori stranieri in cui ciascuno trova per sé dei souvenirs affettivi.
Chi mangia storie campa cent’anni, è più forte, senza bisogno di digestivi, sonniferi o viagra, attingendo pillole che diventano una coperta che riscalda, una mano dolce, una memoria che non va perduta.
Monique Pistolatocontinua a leggere »




La ripubblicazione, nel 2009, del romanzo “Davide” per iniziativa della Casa editrice Sironi, ha risvegliato l’interesse nei confronti di questo scrittore livornese, che in vita patì un vero e proprio, quanto ingiustificato, ostracismo da parte della critica ufficiale, amato, invece, e molto letto all’estero, in Francia in modo speciale, e poi in Messico, dove stabilì la sua residenza e morì nel 2003.
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