febbraio 7, 2009
di antonellapizzo
Marinella Fiume
Celeste Aida
Una storia siciliana
Anno 1933, XI dell’era fascista. In un Villaggio siciliano, un ventenne commerciante di vini uccide la cognatina di cinque anni seppellendola viva. La relazione adulterina con l’ancor giovane suocera e la paura che la bambina possa rivelarla al padre emigrato in America, induce i due amanti a liberarsi della scomoda testimone. Al processo, la difesa della donna ha buon gioco nell’affermare la non punibilità per il reato di adulterio, mancando la querela del coniuge offeso. Così, si condanna a morte il giovane “debosciato”, assolvendo la madre per insufficienza di prove anche dell’imputazione di procurato aborto, che il Codice Rocco punisce severamente, in quanto sovvertitore della famiglia e perciò, come l’adulterio, reato contro lo Stato.
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Pubblicato in: Marinella Fiume, Novità editoriali, Segnalazioni |
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febbraio 7, 2009
di viadellebelledonne

da Per il girotondo dei tuoi no (2007-2008 )
(Ovulazione)
Odio
questi tre giorni incagliati
nel frusciare greve
del mio mondo
quando garrule
le voglie a schegge
mi distraggono
dal suono bianco-avorio,
granitico, della ragione.
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Pubblicato in: Poesia, Silvia Rosa |
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febbraio 7, 2009
di gisy

Ho cinquant’anni ma ne dimostro la metà, un fisico da urlo e ancora stormi d’ammiratori; sono nata nel colmo dell’estate e del resto non poteva che essere così, perché ho sempre pensato al mio corpo caldo e sinuoso come a un campo di grano maturo ondeggiante al sole, pronto a diventare pane da mordere. Ho l’aspetto di una clessidra, per via del mio giro-vita incredibilmente stretto, spalle e fianchi in perfetto equilibrio, fondoschiena perfetto, gambe lunghe da indossatrice. Ero già bella in culla e le foto ingiallite che gelosamente custodisco lo testimoniano; poi gli anni hanno aggiunto fulgore e fascino: una cascata di riccioli bruni i capelli, due smeraldi gli occhi, una fragola da addentare la bocca piccola e piena…
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Pubblicato in: Maria Gisella Catuogno, Prosa |
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febbraio 6, 2009
di maria pina ciancio

Convegno sulla poesia di Francesco S. Mangone
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Pubblicato in: Segnalazioni |
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febbraio 6, 2009
di antonellapizzo

Giorgio Caproni, uno dei più grandi poeti italiani, che traduce Charles Baudelaire, il più grande poeta di tutti i tempi. Ci chiedevamo che fine avesse fatto la bellissima traduzione dei Fiori del male curata dal poeta livornese. Si era persa traccia di questo capolavoro nel capolavoro di Giorgio Caproni, che è stato uno dei grandi traduttori italiani della migliore letteratura francese. A lui dobbiamo la bellissima traduzione di Morte a credito di Céline e altre importanti opere .
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Pubblicato in: Baudelaire, Nicola Vacca, Recensioni e note di lettura, Traduzioni |
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febbraio 6, 2009
di Bartolomeo Di Monaco

Andrea Guadagni è un giovane studente di medicina, che ama anche la poesia. Tra le molte che ha scritto una è dedicata all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, che accadde la mattina del 12 agosto 1944, quando i tedeschi si presentarono nel piccolo paese montano della Lucchesia e trucidarono 560 persone, molte delle quali costituite da vecchi, donne e bambini. Desidero proporvela insieme con un’altra poesia intitolata “Notte della mia stanza”. (bdm)
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Pubblicato in: Di Monaco Bartolomeo, Guadagni Andrea |
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febbraio 5, 2009
di emilia8

“Mio nonno era “un uomo uguale a molti altri di questa terra, di questo mondo, senza opportunità, forse un Einstein perduto sotto una spessa coltre di impossibilità, un filosofo (chissà), un grande scrittore analfabeta. Qualcosa di serio che non h potuto mai essere“.
Così scrive Josè Saramago in Di questo mondo e degli altri.
Il nonno di Saramago, vecchio e stanco, “cammina sotto la pioggia, ostinato e silenzioso, come chi compie un destino che nulla può cambiare“.
Saramago e vedrà sempre in quel nonno “un uomo saggio, silenzioso ed introverso, che apre la bocca solo per dire parole importanti, quelle che contano”.
Leggendo queste pagine ho pensato a tutti quegli uomini e a tutte quelle donne che sono nati in paesi che non gli hanno dato né opportunità né occasioni per esprimersi al meglio e hanno lasciato la loro terra o perchè spinti dalla fame o per scappare dalla guerra. Li vedo trascinare i loro passi stanchi: uomini, donne e bambini senza nulla alla ricerca di uno spazio in cui gli si offra un’occasione semplicemente per vivere, uomini “senza opportunità”, ma anche inopportuni, perchè così noi li vediamo quando “invadono” la nostra terra.
Eppure chissà se fossero nati al nostro posto chi sarebbero oggi e cosa saremmo noi al loro.
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Pubblicato in: Emilia De Rienzo |
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febbraio 5, 2009
di Molesini
"Dvi-ja"

E’ l’ultima cosa che la fece prigioniera dell’idillio scansato
, aveva diciott’anni appena, era la mangiatrice di fuoco di un circo e bruciava
il mondo di dire che s’appartiene e ruota, e ruota.
La conobbi carina ed intricata nelle potenze esplose di una prima Guerra
e mi convinse del muovere mi decise gli abiti mi spezzò un’ala piccola
che riuscissi a spostarmi.
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Pubblicato in: Ritratti di donne, Silvia Molesini |
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febbraio 4, 2009
di viadellebelledonne
Tamarri
Remo Bassini
Historica- Il Foglio Letterario, 2008
pp.43, euro 4,50
Sette racconti, sette spezzoni di vita nuda e realistica. Personaggi diversi. Delinquentelli dal linguaggio scurrile, chiusi nell’universo concentrazionario della periferia, un giocatore incallito del tavolo verde, un tipo alto alto, timido e balbuziente, ma capace di strappare un sorriso ad una ragazza incontrata per caso sul treno. Un avvocato di successo che fa i conti con passato e presente. E infine l’ironia amara e beffarda di Augusto Franzoj, forse il personaggio che rimane più impresso col suo rinnegare la vita in modo colto ed ostinato. Mazziniano, collezionista di donne e duelli.
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Pubblicato in: Maria Antonietta Pinna, Recensioni e note di lettura, Remo Bassini |
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febbraio 4, 2009
di morena fanti
Xxhissa spinse il tasto ‘Wonderbra’ e attese completamente nuda davanti alla Contorbody4x.
Il Wonderbra non esisteva più da almeno 150 anni e ne restava testimonianza solo nelle foto sui libri di Storia del Costume. Nessuna delle sue amiche lo aveva mai visto, ma la nonna di Shawnna le aveva raccontato dello scalpore che aveva suscitato all’epoca in cui fu lanciato e le aveva mostrato vecchie foto pubblicitarie. Le aveva assicurato anche che certi reggiseni, e slip, antico nome dei coprisesso che si usavano ora, erano fatti di un tessuto morbido e prezioso, molto lavorato chiamato pizzo. Nessuna di loro aveva mai visto un tessuto così. Ma ormai tutto ciò era storia vecchia, pensò Xxhissa mentre aspettava con impazienza.
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Pubblicato in: Morena Fanti, Racconti |
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febbraio 3, 2009
di donatellarighi

FUGACE
Un’idea di addio
virtuale ed effimera
e tuttavia infinita.
Un’idea passeggera di lacrime, abbracci
senza parole,
moltiplica i suoni, i cardini,
le soglie, le maniglie,
il delizioso movimento dei treni
e infine il silenzio dell’addio.
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Pubblicato in: Carmen Yanez, Donatella Righi, Poesia |
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febbraio 3, 2009
di antonellapizzo
L’auditorium era percorso da un brusio uniforme e fitto il quale, dal suo ronzare in alto guardava, seduta in basso, la ragione del suo esistere: una moltitudine di studenti agitati dalla notizia che, quel giorno, la lezione di scienze l’avrebbe esposta addirittura un professorone, insignito della prestigiosa onoreficenza concessa dal miglior gota scientifico e letterario che l’umanità possa vantare, quello che pungeva il petto degli scienziati e dei letterati col premio Nobel.
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Pubblicato in: Massimo Vaj, Racconti |
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febbraio 2, 2009
di marinaraccanelli

foto di Piero Orsoni
Falda su falda, nella notte scese
il candore dell’aria -
luminoso fantasma in polvere…
il buio soffiava a coprire il suolo
morbidamente
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Pubblicato in: 4 - Fotografia, Marina Raccanelli |
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febbraio 2, 2009
di Bartolomeo Di Monaco
di Bartolomeo Di Monaco

L’incipit: “Da ragazzo ero un tipo esile, dall’aria vulnerabile, spesso con la testa fra le nuvole.” ricorda quello folgorante de “Il trono di legno” (1973) di Carlo Sgorlon: “Da ragazzo vissi sempre con la testa piena di vento.”, uno dei più belli, se non il più bello, di tutta la letteratura.
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Pubblicato in: Di Monaco Bartolomeo, Felice Muolo |
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febbraio 1, 2009
di antonellapizzo
(Ignazio Buttitta)
Ti ricordu, Gnaziu,
taliarinni malu e diciri arrabbiatu
la nasca arriffata, la vucca stritta:
Parru cu tia!
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Pubblicato in: Giorgio Li Vigni, Poesia dialettale |
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febbraio 1, 2009
di morena fanti
Biglietto di andata e ritorno
Salvatore Paci
Lussografica 2008
pp. 331. 15,00 euro
Un libro che unisce la storia alla tecnologia, il mistero e l’esoterismo alla religione.
Questo Biglietto di andata e ritorno, romanzo d’esordio del siciliano Salvatore Paci, avvince il lettore con l’apparente semplicità che si dichiara nello stile fluido dell’autore. La scrittura di Paci sa interessare e avvincere anche quando si lancia in ricostruzioni storiche della sua bella città, quella Caltanissetta dall’anima inquietante e misteriosa con palazzi e cunicoli sotterranei in cui ci perderemo e in cui troveremo (forse) il bandolo della matassa intricatissima così ben preparata dall’autore.
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Pubblicato in: Morena Fanti, Recensioni e note di lettura, Salvatore Paci |
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