“Ma cos’è mai la poesia?
Più di una risposta incerta
è stata data in proposito.
Ma io non lo so,non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano. “
Wislawa Szymbowska
Sfronda le molte parole che ti vengono in mente,
non farne d’una cento, ma di cento, una:
la parola è come la perla e il poeta n’è il palombaro;
non è facile cosa afferrare una perla speciale!
[Nezāmī in Khosrov-o-Shīrīn]
Eh, ironia con te la disperazione è filosofia! Ma senza di te, ahinoi, la poesia è pura (mera) melanconia. (Pietro Pancamo)
"Il poeta è prima di tutto cittadino" Antonio Fiori
"Io credo che una poesia al giorno tolga il conformismo di torno..." Narda Fattori
"Cos’è la poesia? non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu." (La tigre e la neve, R.Benigni)
AT first I suspected something–
She acted so calm and absent-minded.
And one day I heard the back door shut
As I entered the front, and I saw him slink
Back of the smokehouse ¹ into the lot
And run across the field.
And I meant to kill him on sight.
“Certi poeti rappresentano la realtà
ma questo lo sanno fare tutti.
L’unica lirica in grado di saziare lo stomaco
zampilla acqua e sangue
come una gallina azzannata da una volpe.
Uno scrittore vero s’infila tra le gambe un pugnale
per segnare un suono ignoto”.
Capita che guardi e veda acqua. Le ombre dell’Arno si muovono dentro di me dove si trova sempre presente una dimensione parallela a quella del vivere giorno per giorno. L’acqua è una forza che mi perseguita e mi spezza la schiena, si nasconde ma alle volte fa di tutto per emergere in maniera prepotente sotto forma artistica: una sorta di ribellione e riscatto, una potenza vitale che mi rende elettrico come una gatta prima di mangiare. Nella sua voce si nasconde rabbiosa una disperazione fatta arte. Altri poeti hanno preferito scorciatoie, mezzucci per allietarsi l’esistenza, ma hanno finito per produrre una falsa forma di bellezza. Se sei poeta non sei facchino o imprenditore, non sei avvocato, impiegato o macellaio. Sei ladro.
ed. La Mongolfiera Libri, prefazione di Giancarlo Bonomo, pagg.110, 2004
Sono molte le strade che conducono alla comprensione del mistero della sofferenza ed al suo valore in relazione alla nostra vita. Accadono allora dei fatti che inducono riflessione quali fossero segnali di un qualcosa o di un qualcuno – intesi come entità metafisiche – che non riusciamo a vedere con gli occhi ma che tuttavia possiamo forse cercare di intuire con lo sguardo della mente superiore. La tragedia di ognuno può avere un senso solo se decifrata, chiarita da dentro. Un eroe manzoniano –
“La donna assaporava con evidente piacere una sigaretta il cui fumo uscendo dalla sua bocca sottile disegnava ampie nuvole grigie nell’aria carica di umidità. Il volto della donna poi era come rapito, con la testa reclinata all’indietro ed i grandi occhi verdi socchiusi. Nulla infatti lasciava trapelare il profondo travaglio interiore che stava vivendo in quel momento…”
Eh si, Penelope. Stavolta ti sei cacciata in un bel guaio. E sarai fortunata se riuscirai ad uscirne tutta intera.
Mentre leggo a voce alta la bella intervista sul Corriere della sera ‘all’ateo Jannacci’, la voce mi si incrina e penso che molti credenti dichiarati vorrebbero o dovrebbero essere come lui.
‘Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa.
Non sarà mio quello che cerco e trovo,
non sarà mio quello che tengo stretto,
sapendo che sarà chi non aspetto
che per il vecchio “me” mi darà il nuovo.
Mi darà ciò che sono sempre stato,
Parlare con la giovane e frizzante illustratrice che porta il nome di Carla Manea è stata per me un’esperienza ricca di emozioni. Innanzi tutto ho avuto l’impressione di riuscire a comunicare con un personaggio unico, dotato di una vitalità così intensa e di un carattere talmente scoppiettante da restare quasi spiazzata.
Poi ho anche avuto il privilegio di guardare i suoi lavori.
È stato come precipitare in un mondo di fiaba, dove imperano leggi fisiche differenti da quelle imposte nel nostro, un universo in cui si gioca con la forza di gravità, il moto accelerato è una questione personale, il tempo e lo spazio elementi con cui divertirsi a inventare nuove prospettive… viene voglia di sorridere, di chiudere gli occhi e di sognare…
La marchesina Charlotte De Rohan era passata nella vita del conte Alain De Soissons come una presenza dolce e sfuggente. Il loro era stato un matrimonio combinato dalle rispettive famiglie, nell’incertezza del periodo post rivoluzionario, i nobili, sentendosi minacciati, decidevano o di lasciare la Francia e di andare in esilio all’estero o di rafforzare i legami tra famiglie, attraverso matrimoni che avrebbero dovuto garantire una protezione reciproca ed una continuità alle loro antiche stirpi.
L’autrice, che vive a Camaiore, in Lucchesia, ha già al suo attivo un libro di racconti, “Sulle corde”, pubblicato nel 2006. Scrive sulla rivista on line Sagarana diretta dallo scrittore Julio Monteiro Martins, e questa è la sua seconda raccolta, che conferma la predisposizione per il racconto breve, essenziale, incisivo.
Il mondo che pervadono è quello intimo, racchiuso spesso nei pensieri, piuttosto che nei comportamenti. Sono i fatti minimali della vita a sollecitarli.
il libro dei precipizi, dei luoghi franti, delle impossibili rappacificazioni, un vertiginoso labirinto senza uscite [...]“
Dalla prefazione di Stefano Guglielmin
E’ uscito per le edizioni “L’arcolaio” di Gian Franco Fabbri COSMESI il libro di vaan così come è stato presentato da Stefano Guglielmin nella sua prefazione. Aggiungo finalmente, finalmente perchè la poesia di Tonino doveva necessariamente essere messa sulla carta. Quando lessi di lui, anzi quando lessi le sue poesie parlai di “sorpresa”. Mi riferisco a ciò che scrissi nel vecchio sito di Don Centofanti un po’ prima che si trasferisse altrove “per fornire un servizio più articolato ed efficace…” ”
65.
in un marchingegno d’Ulisse voglio piangere
tutta la bava del viatico
tra spartiti di metastasi rumori vieti
la resistenza del tiro con l’arco.
non voglio conversare né accogliere le pietre
che premono le saline nelle tasche.
il percorso da brivido non ha la scorta
né la tata del bimbo un’ecumene del bacio.
è tutto ristretto in un bonsai di sabbia
in un lettuccio a rantoli dietro il paravento
con l’ingegno del mecenate fatuo nel boia.
66.
Viadellebelledonne – che non è un’entità astratta ma è formata da uomini e donne – si stringe attorno ad Alessandra Pigliaru che oggi ha perso il suo papà. Ti giunga cara il nostro forte abbraccio e il nostro affetto, che non è virtuale ma vero e sincero.
Un viaggio che ci trascina nel mistero e nei sotterranei antichi della città, è un viaggio da cui potremmo anche non tornare. Un viaggio pericoloso e a tratti angosciante: un viaggio per il quale è obbligatorio il biglietto di andata e ritorno. La scrittura piacevole e fluida di Salvatore Paci ci trascina in luoghi dove non vorremmo mai andare e ci porta fino in fondo al mistero e al buio delle cose irrisolte.
Antonio La Mattina, il protagonista del romanzo Biglietto di andata e ritorno (Lussografica 2008, 15,00 euro), si trova tra le mani le lettere di Gheppio, una vecchia conoscenza. L’uomo è morto mesi prima, ma ora la sua morte sembra messa in dubbio. Gheppio aveva anche tanti soldi, guadagnati con il gioco del lotto, e i soldi generano sempre desiderio di trame oscure.
Finiva l’autunno con i suoi intensi colori e profumi. Le foglie rosse e gialle, ubriache nell’aria prima di toccare terra o di cadermi su una spalla al mattino mentre andavo a scuola. Foglie più grandi della mia mano, foglie da raccogliere e attaccare a un cartoncino in classe. Foglie a mucchi da farci strusciare i piedi in mezzo o da sentirle scricchiolare sotto i passi. Le pozzanghere in cui farle navigare, in cui sguazzare con le calosce o in cui lanciare sassolini.