Archivio per gennaio, 2009

gennaio 15, 2009

Poesia di DARIO VILLA

di Villa Dominica Balbinot

Disceso da visceri oscuri
ho risalito i morti lamentosi,
grevi strati geologici dediti
a implorare oblio…l’oblio di sè…
ah fatui!che piantano terra negli occhi

Etichette:
gennaio 14, 2009

Il Prometeo di Sannelli a Teatro

di maria pina ciancio


P R O M E T E O scritto e interpretato da Massimo Sannelli
Teatro Manhattan di Roma
Via del Boschetto, 58 (rione Monti)

venerdì 16 gennaio 2009, ore 21
sabato 17 gennaio 2009, ore 21
domenica 18 gennaio 2009, ore 18

gennaio 14, 2009

Videopoesia realizzata da Vittorio Ferrara su testo di Dario D’Angelo

di antonellapizzo


Videopoesia realizzata da Vittorio Ferrara su testo di Dario D’Angelo:

che a disegnare petali
ci riusciamo
con la lingua sulla pelle a sussurrare
o le foto di Doisneau e le sue facce
riesumate
dai mille paradisi della morte

gennaio 14, 2009

Giornale Critico di Storia delle Idee

di alessandrapigliaru

rembrandt-filosofo-in-meditazione

Da oggi è on-line il primo numero del semestrale

G.C.S.I.

Giornale Critico di Storia delle Idee

rivista internazionale di filosofia

gennaio 14, 2009

Una poesia di Joselinda Grilli

di viadellebelledonne

waterhouse-miranda_tempest

John W. Waterhouse, Miranda – The Tempest

Mare furibondo

che attraversa l’anima,

lamento di gabbiani in fuga,

uomo solitario

ancorato a immagini lontane.

gennaio 13, 2009

Marcovaldo di Italo Calvino

di paolarenzetti

Italo Calvino - disegno di Nello Colavolpe

In una giornata qualsiasi, quando la battaglia del vivere sembra già perduta nel grigiore di una vecchia e sformata città, ecco venire in soccorso un guerriero “antico”, dall’anima grande. E’ lui, Marcovaldo. Un po’ stralunato, con le armi della sua vita quotidiana, di uomo di fatica alla ditta Sbav: bicicletta, pietanziera, impermeabile e

Etichette: ,
gennaio 13, 2009

Stefania Nardini: “Gli scheletri di via Duomo”, Tullio Pironti Editore, 2008

di Bartolomeo Di Monaco

glischeletri

Conosco l’autrice di persona. Ha già scritto “Roma nascosta” (Newton Compton, 1984) e “Matrioska” (Pironti, 2001). Cura la pagina settimanale “Scritture & pensieri” per il quotidiano “Corriere Nazionale”. Il giornalismo è la sua passione, in sintonia con il suo carattere, risoluto, forte. Anche nella vita, non si è mai piegata alla sventura. Il suo motto è guardare sempre avanti, non arrendersi, combattere. Non so, infatti, capacitarmi come sia riuscita, con tutto il daffare che ha, a scrivere questo romanzo. Spende la sua vita tra l’Italia e la Francia, ciò che le ha consentito una visione più ampia e meno provinciale della realtà.

gennaio 12, 2009

L’esclusione ha molti nomi- di Simona Lo Iacono

di morena fanti

pasquale-esposito

Simona Lo Iacono su
Come pagina bianca
di Pasquale Esposito

 

 

L’esclusione ha molti nomi.
C’è chi la chiama solitudine, chi diversità, chi follia. C’è chi – semplicemente – non la nomina, perché non dare un nome alle cose equivale a non considerarle esistenti.
Eppure è l’esclusione che crea la voce. Il risuonare in spazi vuoti. L’essere in sé e fuori di sé al tempo stesso, perché l’anima può abitare molti luoghi e prendere molte forme.
Quando si riveste di vocali, quando si contrae in parola, l’anima sceglie le pagine e lì si espande. Lì – nel biancore della carta – decide di parlare.
E’ quanto avviene in “Come pagina bianca” di Pasquale Esposito (Aletti editore, € 14,00, pag. 109). Un libro che non è solo l’epistolario struggente di un uomo recluso in un ospedale psichiatrico, l’affossarsi del suo pensiero tra le pieghe di cure e rimedi. Ma il suo grido, il suo canto, il suo volerci essere nella forma dei sogni. La sua consapevolezza che questo essere è diversità, alienazione. E’ per il mondo un’ininterrotta pazzia.

gennaio 12, 2009

Lo specchio – racconti di Angela Rizzo

di viadellebelledonne

lo-specchioLo specchio
racconti

Angela Rizzo

 

Lo specchio in letteratura ha sempre evocato visioni, simbolismi di veggenza alchimie, basti pensare alla sfera di cristallo di maghi e ciarlatani. Lo specchio, capace di concentrare a sé spazio e tempo. Lo specchio di Uno nessuno centomila di pirandelliana memoria, lo specchio di Bontempelli e il suo realismo magico; lo specchio della favola di Biancaneve a cui si chiedono sentenze e certezze. Lo specchio entità in grado di riflettere la nostra anima.

gennaio 11, 2009

amore che vieni amore che vai

di viadellebelledonne
gennaio 11, 2009

Pensiero ai bambini palestinesi di Hamid Barole

di morena fanti

 bambino

URLA, URLA…

Urla il bambino urla!
Terrore e spavento
Urla e grida
Strappato alla madre
E’ il suo regalo
Questo terribile incubo.

Scoppiano scintille
Ma non sono petardi di festa
E’ una dichiarazione
Ma non di amore.

Sfilano soldati,
indossano vestiti
Dipinti a macchie di leopardo
Armi pesanti abbracciano,
In testa, un elmo
Di maghi spietati.

Etichette:
gennaio 11, 2009

L’estetica giapponese attraverso il vetro

di marinaraccanelli

Adobe Photoshop PDF

KUNIAKI KUROKI The Rimpa and Hiroshige – L’estetica giapponese espressa attraverso il vetro
dal 29 novembre 2008 al 25 gennaio 2009
Ca’ Pesaro, Venezia

gennaio 11, 2009

La mela nata sul bus

di sandrapalombo

AeB, un adultobambino, si guadagnava da vivere alzandosi all’alba per prendere il bus che lo portava al lavoro in città.
Alla vista dell’erba che muoveva le foglie per salutare i pendolari al mattino, si svegliava il bambino e nel tragitto avveniva la muta.
Ad occhi chiusi, entrava in un mondo fatto di solchi, di stalle e di sguardi verso il cielo blu per carpirne i pensieri. La terra e i suoi frutti erano vita dove sudare nei campi senza giacca e cravatta. Leggeva di semi e giardini, d’aiuole, di larve e di zolfo. Imparava a parlare alle zolle. Sellava i cavalli, annaffiava i fagioli e coglieva cicoria da bollire per cena.
In verità, non osava ferire la moglie e la mamma, orgogliose della sua posizione. Compensava lo stress di un lavoro sbagliato sognando al mattino sul bus.
A fine corsa, tornava a fare l’adulto camminando per strade e per tram felice o almeno gli parve, finché un giorno il bimbo scalciò e decise di uscire, almeno un pochino.
Tornò a casa e alla moglie lui disse: “Voglio avere un frutteto, un frutteto di mele.” Lei lo guardò come vedesse uno spettro:“Non è meglio un giardino?” AeB non accettò il compromesso. Chiese al vicino se gli arava il terreno, un piccolo quadro di là del portone, comprò gli alberi e li mise a dimora. Con l’aiuto del fato attecchirono e così nacque la mela, la prima, che lui non osò mai staccare dal ramo. Si recava ogni giorno a guardarla sino a quando marcì e fu allora che colse le altre, ma non la mela regina, la prima che unì A con B.

gennaio 10, 2009

ROSSOVERMIGLIO- di Benedetta Cibrario (Feltrinelli)

di nuska

rossovermiglio

Qualche volta i premi letterari vengono assegnati con giudizio, travalicando e/o trascendendo le strategie di marketing delle case editrici. E’ il caso di Rossovermiglio, il romanzo di Benedetta Cibrario, al suo esordio come scrittrice, al quale è stato assegnato il Campiello 2008. Va ricordato che il Campiello è un premio sui generis, in quanto alla scelta degli addetti ai lavori, che sono chiamati a selezionare cinque opere di narrativa, si associa il giudizio dei lettori “comuni” che infine sono quelli che determinano i risultati. E Rossovermiglio ha, a mio avviso, ben meritato il riconoscimento. Il romanzo della Cibrario non ha nulla di rivoluzionario in quanto a trama, essendo la classica storia di una giovane aristocratica sposata per volontà del padre ad un uomo che non ama e non amerà mai.

gennaio 10, 2009

Il treno dell’ultima notte-recensione di Adele Desideri

di morena fanti

il-treno-dellultima-notteIl treno dell’ultima notte
Dacia Maraini

Rizzoli, 2008
pag. 430, euro 21

 

 

Il treno dell’ultima notte di Dacia Maraini è un romanzo che elogia la libertà, denuncia le efferatezze perpetrate dai totalitarismi del Ventesimo secolo e definisce il senso della giusta memoria: i fantasmi malvagi del passato non sono sconfitti; si può costruire il futuro solo se i criminali sono condannati e le colpe espiate.
Emanuele Orenstein è il figlio di una facoltosa coppia di ebrei viennesi. Gli Orenstein, che da diverso tempo risiedono a Firenze, nel 1939 decidono all’improvviso, e con molta ingenuità, di rientrare a Vienna. Intanto, però, anche in Austria le vessazioni nei confronti dei giudei stanno diventando, celermente, Olocausto: i tre, quindi, finiscono dentro le brutali persecuzioni naziste senza quasi rendersene conto.

gennaio 9, 2009

MONZA/ Teatro binario 7

di maria pina ciancio
Monza
Teatro Binario 7
via Turati 8 (Piazza Castello -
di fianco alla stazione FS)
giovedì 15 gennaio
h. 21.00 ingresso libero

Oracoli

Giuliano Mesa
reading + video intervista in anteprima di [A]live Poetry
Nicola Frangione
reading/performance intermediale con video -prima assoluta-
Dome Bulfaro & Ensemble
Danno Compound
con Enrico Roveris, Marco Bin, Massimiliano Varotto e 12 batteristi
continua a leggere »

gennaio 9, 2009

XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo: aperto bando di gara

di maria pina ciancio

E’ aperto il Bando per la XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Dal 3 al 12 settembre 2009 Skopje ospiterà XIV Edizione della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Saranno presenti più di 700 artisti e le loro creazioni saranno esposte negli gli spazi pubblici della città, che diventerà il luogo di incontro per il dialogo interculturale.
I giovani artisti sono invitati a partecipare presentando le proprie produzioni: il tema di quest’edizione è Le Sette porte,

gennaio 9, 2009

Lo scatto di un gatto, di Sara Ferraglia

di viadellebelledonne

perselshadows

Condivido, ormai da molti anni, cinquanta metri quadrati con il Poeta, che declama i suoi versi ad alta voce di giorno, di notte e in ogni stagione dell’anno, fino allo sfinimento. Col tempo, anche per me, la rima è diventata prima un’ossessione, poi una naturale forma mentis: penso solo a frasi brevi e, di solito, in rima.

( Mi fermo e poi scatto
Lo sguardo di un gatto
Dal vetro appannato
Di quel caseggiato )

Non ricordo nemmeno quando è cominciato. Ci fu un momento in cui decisi che preferivo uscire la notte, per non sentire più la sua voce e da allora fu così.

gennaio 8, 2009

“Il sapore della neve”di Monica Bianchetti – Recensione di Francesco De Girolamo

di francescodegirolamo

Romanzo – Casa Editrice La Serenissima

Vicenza, 2008 – pag. 200, euro 15,00

 

 

“La verità è bellezza”
Dante Alighieri

Ho letto con molto piacere l’ultimo romanzo di Monica Bianchetti. Molti sono i protagonisti della storia che racconta: la figura paterna, la figura materna, il “viaggio” e, per ultimo, ma non meno importante, la natura.”A volte”, come dice Jung, “ci vogliono due vite per compiere un’intera esistenza”; infatti, ciò che non ha fatto il padre di Vittorio, lo farà lui stesso, e quello che non è riuscita a compiere Marianne, lo porterà a compimento Elsa. Il padre di Vittorio non era riuscito a inseguire sua moglie – che, ad un certo punto del loro matrimonio, lo aveva lasciato con un figlio piccolo – per cercare di capire i motivi del suo gesto; non ne aveva avuto il coraggio o forse la voglia.

gennaio 8, 2009

Era meglio quando c’era la pioggia

di Blumy

 

Sto dentro una tristezza di foglie secche,
lumache e acquitrini

Era meglio quando c’era la pioggia. Era meglio perché potevo nascondermi tra gli sputi cavernosi del cielo e dentro il suo rumore e diventare una cosa piccola, che fa parte del temporale, una foglia o un uccellino che si chiude nel suo nido, al riparo dalla pioggia e dall’Uomo Cattivo.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 117 other followers