Disceso da visceri oscuri
ho risalito i morti lamentosi,
grevi strati geologici dediti
a implorare oblio…l’oblio di sè…
ah fatui!che piantano terra negli occhi
Poesia di DARIO VILLA
Il Prometeo di Sannelli a Teatro
P R O M E T E O scritto e interpretato da Massimo Sannelli
Teatro Manhattan di Roma
Via del Boschetto, 58 (rione Monti)
venerdì 16 gennaio 2009, ore 21
sabato 17 gennaio 2009, ore 21
domenica 18 gennaio 2009, ore 18
Videopoesia realizzata da Vittorio Ferrara su testo di Dario D’Angelo
Videopoesia realizzata da Vittorio Ferrara su testo di Dario D’Angelo:
che a disegnare petali
ci riusciamo
con la lingua sulla pelle a sussurrare
o le foto di Doisneau e le sue facce
riesumate
dai mille paradisi della morte
Giornale Critico di Storia delle Idee

Da oggi è on-line il primo numero del semestrale
G.C.S.I.
Giornale Critico di Storia delle Idee
rivista internazionale di filosofia
Una poesia di Joselinda Grilli

John W. Waterhouse, Miranda – The Tempest
Mare furibondo
che attraversa l’anima,
lamento di gabbiani in fuga,
uomo solitario
ancorato a immagini lontane.
Marcovaldo di Italo Calvino

In una giornata qualsiasi, quando la battaglia del vivere sembra già perduta nel grigiore di una vecchia e sformata città, ecco venire in soccorso un guerriero “antico”, dall’anima grande. E’ lui, Marcovaldo. Un po’ stralunato, con le armi della sua vita quotidiana, di uomo di fatica alla ditta Sbav: bicicletta, pietanziera, impermeabile e
L’esclusione ha molti nomi- di Simona Lo Iacono
Simona Lo Iacono su
Come pagina bianca
di Pasquale Esposito
L’esclusione ha molti nomi.
C’è chi la chiama solitudine, chi diversità, chi follia. C’è chi – semplicemente – non la nomina, perché non dare un nome alle cose equivale a non considerarle esistenti.
Eppure è l’esclusione che crea la voce. Il risuonare in spazi vuoti. L’essere in sé e fuori di sé al tempo stesso, perché l’anima può abitare molti luoghi e prendere molte forme.
Quando si riveste di vocali, quando si contrae in parola, l’anima sceglie le pagine e lì si espande. Lì – nel biancore della carta – decide di parlare.
E’ quanto avviene in “Come pagina bianca” di Pasquale Esposito (Aletti editore, € 14,00, pag. 109). Un libro che non è solo l’epistolario struggente di un uomo recluso in un ospedale psichiatrico, l’affossarsi del suo pensiero tra le pieghe di cure e rimedi. Ma il suo grido, il suo canto, il suo volerci essere nella forma dei sogni. La sua consapevolezza che questo essere è diversità, alienazione. E’ per il mondo un’ininterrotta pazzia.
Lo specchio – racconti di Angela Rizzo
Angela Rizzo
Lo specchio in letteratura ha sempre evocato visioni, simbolismi di veggenza alchimie, basti pensare alla sfera di cristallo di maghi e ciarlatani. Lo specchio, capace di concentrare a sé spazio e tempo. Lo specchio di Uno nessuno centomila di pirandelliana memoria, lo specchio di Bontempelli e il suo realismo magico; lo specchio della favola di Biancaneve a cui si chiedono sentenze e certezze. Lo specchio entità in grado di riflettere la nostra anima.
L’estetica giapponese attraverso il vetro

KUNIAKI KUROKI The Rimpa and Hiroshige – L’estetica giapponese espressa attraverso il vetro
dal 29 novembre 2008 al 25 gennaio 2009
Ca’ Pesaro, Venezia
La mela nata sul bus
AeB, un adultobambino, si guadagnava da vivere alzandosi all’alba per prendere il bus che lo portava al lavoro in città.
Alla vista dell’erba che muoveva le foglie per salutare i pendolari al mattino, si svegliava il bambino e nel tragitto avveniva la muta.
Ad occhi chiusi, entrava in un mondo fatto di solchi, di stalle e di sguardi verso il cielo blu per carpirne i pensieri. La terra e i suoi frutti erano vita dove sudare nei campi senza giacca e cravatta. Leggeva di semi e giardini, d’aiuole, di larve e di zolfo. Imparava a parlare alle zolle. Sellava i cavalli, annaffiava i fagioli e coglieva cicoria da bollire per cena.
In verità, non osava ferire la moglie e la mamma, orgogliose della sua posizione. Compensava lo stress di un lavoro sbagliato sognando al mattino sul bus.
A fine corsa, tornava a fare l’adulto camminando per strade e per tram felice o almeno gli parve, finché un giorno il bimbo scalciò e decise di uscire, almeno un pochino.
Tornò a casa e alla moglie lui disse: “Voglio avere un frutteto, un frutteto di mele.” Lei lo guardò come vedesse uno spettro:“Non è meglio un giardino?” AeB non accettò il compromesso. Chiese al vicino se gli arava il terreno, un piccolo quadro di là del portone, comprò gli alberi e li mise a dimora. Con l’aiuto del fato attecchirono e così nacque la mela, la prima, che lui non osò mai staccare dal ramo. Si recava ogni giorno a guardarla sino a quando marcì e fu allora che colse le altre, ma non la mela regina, la prima che unì A con B.
ROSSOVERMIGLIO- di Benedetta Cibrario (Feltrinelli)

Qualche volta i premi letterari vengono assegnati con giudizio, travalicando e/o trascendendo le strategie di marketing delle case editrici. E’ il caso di Rossovermiglio, il romanzo di Benedetta Cibrario, al suo esordio come scrittrice, al quale è stato assegnato il Campiello 2008. Va ricordato che il Campiello è un premio sui generis, in quanto alla scelta degli addetti ai lavori, che sono chiamati a selezionare cinque opere di narrativa, si associa il giudizio dei lettori “comuni” che infine sono quelli che determinano i risultati. E Rossovermiglio ha, a mio avviso, ben meritato il riconoscimento. Il romanzo della Cibrario non ha nulla di rivoluzionario in quanto a trama, essendo la classica storia di una giovane aristocratica sposata per volontà del padre ad un uomo che non ama e non amerà mai.
Il treno dell’ultima notte-recensione di Adele Desideri
Il treno dell’ultima notte
Dacia Maraini
Rizzoli, 2008
pag. 430, euro 21
Il treno dell’ultima notte di Dacia Maraini è un romanzo che elogia la libertà, denuncia le efferatezze perpetrate dai totalitarismi del Ventesimo secolo e definisce il senso della giusta memoria: i fantasmi malvagi del passato non sono sconfitti; si può costruire il futuro solo se i criminali sono condannati e le colpe espiate.
Emanuele Orenstein è il figlio di una facoltosa coppia di ebrei viennesi. Gli Orenstein, che da diverso tempo risiedono a Firenze, nel 1939 decidono all’improvviso, e con molta ingenuità, di rientrare a Vienna. Intanto, però, anche in Austria le vessazioni nei confronti dei giudei stanno diventando, celermente, Olocausto: i tre, quindi, finiscono dentro le brutali persecuzioni naziste senza quasi rendersene conto.
MONZA/ Teatro binario 7
Teatro Binario 7
via Turati 8 (Piazza Castello -
di fianco alla stazione FS)
giovedì 15 gennaio
h. 21.00 ingresso libero
Oracoli
Giuliano Mesa
reading + video intervista in anteprima di [A]live Poetry
Nicola Frangione
reading/performance intermediale con video -prima assoluta-
Dome Bulfaro & Ensemble
Danno Compound
con Enrico Roveris, Marco Bin, Massimiliano Varotto e 12 batteristi
XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo: aperto bando di gara
E’ aperto il Bando per la XIV Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Dal 3 al 12 settembre 2009 Skopje ospiterà XIV Edizione della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Saranno presenti più di 700 artisti e le loro creazioni saranno esposte negli gli spazi pubblici della città, che diventerà il luogo di incontro per il dialogo interculturale.
I giovani artisti sono invitati a partecipare presentando le proprie produzioni: il tema di quest’edizione è Le Sette porte,
Lo scatto di un gatto, di Sara Ferraglia

Condivido, ormai da molti anni, cinquanta metri quadrati con il Poeta, che declama i suoi versi ad alta voce di giorno, di notte e in ogni stagione dell’anno, fino allo sfinimento. Col tempo, anche per me, la rima è diventata prima un’ossessione, poi una naturale forma mentis: penso solo a frasi brevi e, di solito, in rima.
( Mi fermo e poi scatto
Lo sguardo di un gatto
Dal vetro appannato
Di quel caseggiato )
Non ricordo nemmeno quando è cominciato. Ci fu un momento in cui decisi che preferivo uscire la notte, per non sentire più la sua voce e da allora fu così.
“Il sapore della neve”di Monica Bianchetti – Recensione di Francesco De Girolamo
Romanzo – Casa Editrice La Serenissima
Vicenza, 2008 – pag. 200, euro 15,00
“La verità è bellezza”
Dante Alighieri
Ho letto con molto piacere l’ultimo romanzo di Monica Bianchetti. Molti sono i protagonisti della storia che racconta: la figura paterna, la figura materna, il “viaggio” e, per ultimo, ma non meno importante, la natura.”A volte”, come dice Jung, “ci vogliono due vite per compiere un’intera esistenza”; infatti, ciò che non ha fatto il padre di Vittorio, lo farà lui stesso, e quello che non è riuscita a compiere Marianne, lo porterà a compimento Elsa. Il padre di Vittorio non era riuscito a inseguire sua moglie – che, ad un certo punto del loro matrimonio, lo aveva lasciato con un figlio piccolo – per cercare di capire i motivi del suo gesto; non ne aveva avuto il coraggio o forse la voglia.
Era meglio quando c’era la pioggia
Sto dentro una tristezza di foglie secche,
lumache e acquitrini
Era meglio quando c’era la pioggia. Era meglio perché potevo nascondermi tra gli sputi cavernosi del cielo e dentro il suo rumore e diventare una cosa piccola, che fa parte del temporale, una foglia o un uccellino che si chiude nel suo nido, al riparo dalla pioggia e dall’Uomo Cattivo.















