
I VECCHI
S’illimpidisce lo sguardo
tra vecchie case e nuovo sole.
E ti solletica il pensare
l’alitare impercettibile
di foglie gialle
e foglie ancora appena verdi,
ultime inquiline di rami
intorpiditi e stanchi.
E’ virtù il silenzio apparente
delle cose.
Ed è un messaggio che irride
al tuo maledetto affaccendarti
d’ uomo.
Dov’è che io possa acquistare
a buon mercato
scampoli, saldi d’eternità?.
O anche solo la loro illusione ?
E poi… e poi…
c’è un gioco che vale la pena
di giocare fino in fondo?
Ma forse è meglio acquietarmi
nella sembrata pace
d’esistenze più semplici.
Come l’immagine
che mi si para davanti :
Vecchi,
stirati e stupiti dagli anni
che colgono
del giorno il languore
che si raccontano storie di ieri
come fossero storie di oggi.
Il tiepido sole
è l’unico luogo per vivere
e il ricordo l’unico tempo accettabile.
Tutto il resto
è una male assaporata finzione
Con un sottile retrogusto d’ingiustizia.
I vecchi
sono gente che campa ad oltranza
col preciso –a volte – intento
di sfastidiare
ed hanno un fare
come fanno a volte i bambini.
che si chiamano e s’incontrano
per giocare.
E, come i bambini,
han sempre paura
che qualcuno li sgridi
che qualcuno dica loro
di farsi da parte.
Ma se domani uno di loro
non dovesse venire
nel solito posto,
non è poi più diverso.
S’è solo avviato per primo
nel nuovo luogo di giochi.
Gli altri verranno d’appresso.






tenera, toccante, bellissima
mi associo: è struggente, profonda e bellissima nella sua apparente semplicità…
Gisella
fummo come voi, sarete come noi ..sembrano dirci, e allora ogni raggio di sole scalderà perché allora se ne coglierà la preziosità
Grazie, Costantino
Rina
Molto commovente nel senso pieno del termine perchè anche chi non è ancora vecchio la sente vera con un senso di imminente che ti prende alla gola. Mi ha ricordato tra l’altro le due belle canzoni dedicate ai vecchi da Claudio Baglioni e Renato Zero. Un saluto, Lucianna
Vi ringrazio tutte per gli apprezzamenti, che sono dettati, credo, dalla vostra spiccata sensibilità con cui ci rivolgiamo ai “vecchi” nostri e non nostri. Per me sono sacri quanto indispensabili. Ringrazio Antonella perché la foto che correda la poesia traduce benissimo in immagine visiva il mio immainato poetico.
Costantino