Due poesie di Andrea d’Urso

2009 Gennaio 28
by morenafanti

occidente-express-copertina 

MAIONESE

Sulla corriera di ritorno alla mia campagna imbastardita
Dove però –ribadisco – di notte si vedono ancora le stelle
Mi viene una repentina quanto profonda voglia di maionese.
Un bel barattolone.
Devo riuscire ad arrivare al supermercato prima che chiuda. Devo.
Il tubetto ha un altro effetto scenico sì,
all’inizio procura pure una certa euforia da spremitura,
ma col tempo la situazione si fa assai malinconica – un’agonia senza fine-
il barattolone sì, sempre e comunque.
In un primo momento ho pensato al classico lesso con la maionese,
poi ho fantasticato di accompagnarla semplicemente con delle patatine crick and crock,
infine con della sola birra – ghiacciata naturalmente –
anche se esistono pure i sostenitori della birra calda.
L’immagine definitiva è stata la seguente: maionese e basta. A cucchiaiate.
Non mi ricordo chi, ma qualcuno mi ha detto un giorno
Che la maionese fatta in casa è tutta un’altra cosa.
Io ci credo che è un’altra cosa ed è per questo che non mi metterei mai a farla,
sempre che ne fossi capace.
L’avete capito o no ? Io voglio il barattolo,
quel gusto collaudato e retroattivo, senza tante fantasie,
che ti accontenta subito, che sparisce subito,
ma non importa perché c’è subito pronta un’altra cucchiaiata.
C’è chi asserisce che alla lunga faccia male allo stomaco.
Tanto prima o poi lo stomaco farà male comunque.

L’EUROPA E’ UNITA

Oggi al mio discount di sfiducia ho scoperto che esiste il sapone non sapone,
non ho ancora ben capito cosa sia, forse un po’ come le persone non persone,
che sono sempre in ascesa, come quelli che lavorano per vivere e vivono per non vivere,
come quelli che sognano per sopravvivere e sopravvivono non grazie ai sogni,
come quelli che finiscono in cronaca nera, al limite in cronaca rosa,
poi basta perché i colori sono finiti.
I negozi espongono i manifesti dei saldi che vanno dal 20 Al 70 per cento,
i negozianti espongono i loro umori
che vanno dalla cortesia a manovella all’ insondabilità androgina,
gli altri espongono un più o meno inconsapevole portamento,
vestiti studiati, vestiti casuali, vestiti comunque,
e comunque di nuovo ognuno, dico ognuno, ha un suo preciso ruolo,
come i pezzi di una catena di montaggio, banale vero ? ma soprattutto vero…
Allora, c’è chi produce e consuma, chi produce e basta e chi consuma e basta,
c’è chi sfrutta e chi viene sfruttato,
chi sfutta e viene sfruttato insieme è un pezzo raro ma si trova pure quello,
e infine non tutti vendono ma tutti comprano,
i ricchi comprano videofonini, i poveri mine anticarro,
quelli a metà comprano il sapone non sapone appunto.
Anche gli affitti però vanno piuttosto bene, si noleggiano appartamenti blindati,
macchine per matrimoni che solo Dio può scindere
ed anime in corpi che neanche Dio può ricomporre,
perché ogni sera donne, ragazze e ragazzine battono lungo le strade della civiltà,
mentre nel frattempo il sogno americano continua indisturbato,
tutto è made in china (anche il sogno americano) e soprattutto l’Europa è unita.

* I testi sono tratti da Occidente Express, Ennepilibri, 2007, per gentile concessione dell’editore.

Andrea D’Urso, 38 anni, lavora alla Rai come assistente ai programmi, e’ stato collaboratore di Nino Manfredi per il teatro, ha curato per Mediocredito una pubblicazione su Roma e le sue citazioni letterarie nel ‘900, alcuni suoi racconti e poesie sono stati pubblicati sulle riviste Storie, Poiein, Achab, Imperfetta Ellisse, Poesia e Spirito, Liberinversi, Nabanassar (Italia) La Nef des Fous, Chaoid, La page blanche, Moutarde, Cahiers de poemes, LGO, Bordel, Passages d’encres, La Revue des Ressources, La noveau recueil, Comme en poèsie (Francia), Brèves, Le Quartanier, Moebius, Nouveauxdelits (Canada), Arabesques Press (Algeria) Electonlibre (Marocco).
Ha pubblicato Occidente Express (Ennepilibri, 2007).
Altri suoi testi si possono leggere nel suo blog personale.

4 Risposte leave one →
  1. 2009 Gennaio 28
    Francesco De Girolamo permalink

    Non so se sia vero che la maionese faccia male allo stomaco…ma so di certo che la tua ironia “agrodolce”, a volte anche amarissima, è invece molto salutare per il cervello e per il cuore.
    Ciao, grande Andrea.
    francesco

  2. 2009 Gennaio 29

    eh sì, Francesco, perché certe volte è meglio farsi del male con la maionese. tanto “prima o poi lo stomaco farà male comunque”.

    Un’ironia molto sottile, questa di Andrea, che ringrazio per averci prestato i suoi testi.

  3. 2009 Gennaio 29

    non mi piace la maionese, la poesia invece sì

  4. 2009 Gennaio 30

    la poesia non lo so, ma la maionese mi piace molto, ahime’.. grazie a voi di aver ospiatto queste mie due poesie

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