ROSSOVERMIGLIO- di Benedetta Cibrario (Feltrinelli)


rossovermiglio

Qualche volta i premi letterari vengono assegnati con giudizio, travalicando e/o trascendendo le strategie di marketing delle case editrici. E’ il caso di Rossovermiglio, il romanzo di Benedetta Cibrario, al suo esordio come scrittrice, al quale è stato assegnato il Campiello 2008. Va ricordato che il Campiello è un premio sui generis, in quanto alla scelta degli addetti ai lavori, che sono chiamati a selezionare cinque opere di narrativa, si associa il giudizio dei lettori “comuni” che infine sono quelli che determinano i risultati. E Rossovermiglio ha, a mio avviso, ben meritato il riconoscimento. Il romanzo della Cibrario non ha nulla di rivoluzionario in quanto a trama, essendo la classica storia di una giovane aristocratica sposata per volontà del padre ad un uomo che non ama e non amerà mai. Ma viene riscattato da un impianto narrativo particolare, sviluppato su diversi piani temporali e risolto con un finale a sorpresa. Forse perché non sono particolarmente versata alle letture degli autori attuali, tutti o quasi rivolti al genere noir o pseudonoir, Rossovermiglio mi ha positivamente sorpresa, di più, mi ha suscitato un piacevole senso di ammirazione per una scrittrice che alla sua prima prova narrativa sceglie di non presentarsi con storie di violenza, di emigrazione, di illegalità e quanto di altro la realtà contemporanea ci presenta, ma privilegia la storia privata di una vita qualunque, la vita di una donna che attraversa la Storia lasciandosene appena sfiorare. All’inizio della narrazione la protagonista è un’ottantenne che vive in una località della Toscana dove, sfruttando un terreno ricevuto in eredità, ha intrapreso l’attività vinicola. Andando avanti nella lettura scopriamo che un tempo è stata una ragazza della nobiltà torinese che passivamente ha accettato di sposarsi senza amore e che di converso per amore manda all’aria il suo matrimonio e si avventura in una relazione senza futuro. Benedetta Cibrario delinea il suo personaggio femminile rilevandone il carattere quasi amorfo, incapace di governare la propria esistenza, che si affida alla vita cercando di ricavarne quello che può. Così anche con l’uomo che ha deciso di seguire, al quale non ha il coraggio di chiedere nulla e nulla di sé confidare, negandosi perfino la gioia di rivelargli che da lui aspetta un figlio. Abbandonata senza una spiegazione, vive nel culto di quell’amore perduto fino a quando scoprirà l’amara verità. E’ allora che la partita si spariglia e la vicenda viene ribaltata. La parte finale del romanzo scioglie i nodi del vissuto con quello che potremmo definire un coup de theatre e che non sveleremo per lasciare al lettore il piacere di scoprirlo.

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Info su anna maria bonfiglio

ANNA MARIA BONFIGLIO risiede a Palermo dove svolge attività culturale nell’ambito letterario e giornalistico. Pubblicista, ha collaborato al settimanale "Bella" del gruppo Rizzoli, ai mensili SiciliaTempo e Insicilia, alla rivista Silarus e a molti altri periodici di carattere letterario. Attualmente collabora alla rivista La Nuova Tribuna Letteraria e al settimanale Vera. Ha curato un corso di analisi ed interpretazione del testo poetico presso l’Istituto Professionale CEP di Palermo ed un laboratorio di scrittura creativa presso la sede regionale ENDAS Sicilia. Dal 1987 al 1998 è stata presidente dell'Associazione Scrittori e Artisti. Ha diretto il periodico Insieme nell'Arte. Collabora con alcune riviste online e con il litblog Viadellebelledonne.
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3 risposte a ROSSOVERMIGLIO- di Benedetta Cibrario (Feltrinelli)

  1. Blumy scrive:

    e cercheremo di scoprilo leggendo il romanzo …

  2. Sara F. scrive:

    L’ho letto; all’inizio era prevenuta, come spesso mi accade nei confronti dei libri avvolti nella fascetta di un premio, ma questo mi è piaciuto.
    Bella e originale la scelta di sviluppare la trama sui vari livelli temporali e bella l’atmosfera di quella Torino snob e aristocratica a cavallo deglia anni 3o.
    Un pizzico di mistero intorno a certi personaggi ma senza esagerare con i colpi di scena …tutto delicato, a partire dal linguaggio ( a volte gli scrittori contemporanei eccedono in volgarità , come per volersi adeguare ai tempi) tutto un pò …”‘d’altri tempi”, anche per il fatto che a parlare è una stupenda ottantenne.
    Bello. Molto gradevole.
    Sara F.

  3. Paola Renzetti scrive:

    Piace anche a me l’idea di un romanzo contemporaneo valido e senza volgarità: cercherò di leggerlo.

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