L’essere indifferenziato non è nulla, di Georges Bataille

2009 Gennaio 3

claude-cahun1

Fotografia di Claude Cahun

I

Cappello
di feltro
della morte
la brina
la sorella
di un singhiozzo
allegro

il biancore
del mare
e il pallore della luce
nasconderanno le ossa

l’assenza
della morte
sorride.

II

Il corpo
del delitto
è il cuore
di questo delirio.

III

Le leggi del sapore
assediano
la torre della lussuria.

IV

L’alcol
della poesia
è il silenzio defunto.

V

Ho vomitato
dal naso
il cielo aracneo
le mie tempie smagrite
finiscono di assottigliarlo
sono morto
e i gigli
evaporano acqua distillata

le parole mancano

e manco io infine.

VI

Le parole della poesia, la loro indocilità, il loro numero, la loro insignificanza, trattengono sul cuore l’istante impalpabile, bacio portato lentamente sulla bocca di una morta, sospendono il respiro a ciò che non è più nulla.

La trasparenza dell’essere amato, indifferenza miracolosa, che smarrisce, smarrito nel cristallo multiforme della luce: non pensarci mai più.

VII

Il lampo uccide
rovescia gli occhi
la gioia
cancella
la gioia

cancellata
vetro di morte
ghiacciata
oh vetro
risplendente
di uno splendore che s’infrange
nell’ombra che si forma

sono ciò che non è
apro
i denti mischiati
dei morti
e gli stridori della luce
che m’inebria
con la stretta
che si strozza
con l’acqua
che piange
con l’aria morta
e con l’anima dell’oblio

ma nulla
non vedo
nulla
non rido più
poichè a forza di ridere
divenivo trasparente.

***
Pubblicato nel 1954 nel numero 13 di “Botteghe oscure” (pp. 14-16). Non esiste il manoscritto completo de L’essere indifferenziato non è nulla, ma le prime cinque poesie compaiono nel quadrno “Poèmes érotiques” (cfr. Œuvres Complètes, vol. IV, Paris, Gallimard, 1971, pp. 28-32 e Note pp. 360-361).
Nelle Conferenze sul non-sapere e altri saggi, edito da costa&nolan e curato da Carlo Grassi, vengono riportate le varianti tra il manoscritto e il testo pubblicato su “Botteghe oscure”. Si può per esempio scoprire che la prima poesia si intitola Blanchot e i primi due versi sono
Blanchot
il feltro
Oppure che la quinta nel manoscritto si intitola La Morte e che una prima stesura cancellata dice:
Io (ho: cancellato) vomito
dal naso
il cielo aracneo
inghiotto
l’onda che mi sommerge
il sole di mezzogiorno

7 Responses leave one →
  1. 2009 Gennaio 3

    Forti questi versi, affascinanti e tracce del pensiero su cui meditare. Grazie Alessandra!!

  2. 2009 Gennaio 3

    La prima è quella che più sento, la quinta è ..bellissima.
    Calamitano, e si fanno rileggere. Grazie.
    Anche la foto a corredo mi piace molto.

    Felice giornata
    Rina

  3. 2009 Gennaio 3

    sono versi molto “forti”, parole sempre al limite…
    a me sono piaciuti in particolare questi:

    cancellata
    vetro di morte
    ghiacciata
    oh vetro
    risplendente
    di uno splendore che s’infrange
    nell’ombra che si forma

    marina

  4. 2009 Gennaio 3
    luciannaargentino permalink

    Devo l’ “incontro” con Gerge Bataille ad un amico di tanto tempo fa che mi consigliò di leggere La letteratura e il male (consiglio che giro anche a voi) uno di quei libri che tengo a portata di mano. pertanto sono contenta e ringrazio Alessandra per questo post in quanto ha proposto dei testi davvero interessanti che non conoscevo. Un caro saluto, Lucianna

  5. 2009 Gennaio 3
    donatellarighi permalink

    L’incisività di questi versi fa rabbrividire, così definitivi, serrati, aspri, e così privi di apertura.
    L’immagine, per contrasto, mi appare di una tenerezza commovente.

  6. 2009 Gennaio 4
    Antonio Fiori permalink

    “Le parole della poesia, la loro indocilità, il loro numero, la loro insignificanza, trattengono sul cuore l’istante impalpabile”

    Nonostante i tentati processi al surrealismo (J.Clair, R.Dabray, Processo al surrealismo, Fazi, 2006) quel movimento artistico resta fondamentale, e in esso particolarmente Bataille, che ne incarna tutti gli slanci, i contrasti, le speranze riposte in un’arte capace di liberare l’uomo, di incidere sulla realtà.

    Nel suo affascinante percorso interiore troviamo anche una conversione giovanile alla fede cattolica (nel 1914 si converte, nel 1917 entra in seminario, nel 1918 abbandona il seminario e perde la fede!), l’incontro forte con psicanalisi e filosofia, ed un ondivago rapporto con Andrè Breton…

    grazie Alessandra
    buona giornata a tutta VDBD
    Antonio

  7. 2009 Gennaio 5
    sandrapalombo permalink

    Grazie Alessandra per me che non lo conoscevo è un bel leggere. Sandra

Leave a Reply

Note: You can use basic XHTML in your comments. Your email address will never be published.

Subscribe to this comment feed via RSS